Quando gli evangelici furono attratti dallo spirito del Nazismo

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«Come per ogni popolo, anche per il nostro l'Eterno ha creato una legge conforme alla specie che ha preso aspetto nel Führer Adolf Hitler e nello stato nazionalsocialista da lui formato....noi professiamo un credo cristiano rispondente allo spirito tedesco», così professava la confessione di fede dei "cristiani tedeschi" guidati dal “vescovo del Reich” Ludwig Muller nel 1934 - Nella chiesa evangelica Tedesca solo una minoranza di credenti prese  posizione critica nei confronti dei "Cristiani Tedeschi" che erano imparentati spiritualmente con il Nazismo. E’ stata una dichiarazione fondamentale per la resistenza spirituale, morale e politica contro il nazismo.

Accadde che lo spirito che aveva dilaniato l’Europa e che si era incarnato in quei regimi totalitari aveva espresso tutto il fascino tipico del male che, come stiamo imparando, si presenta seducente. Per questo Gesù prega: “..liberaci dal male”approfondisci l’argomento qui.

La maggior parte dei dichiaranti avere fede in Cristo aveva abbracciato il Nazismo e si rispecchiava nel movimento che si era dato questo nome: Cristiani Tedeschi.

Una sparuto gruppo di pastori ed anziani evangelici, a differenza della maggioranza, prese posizione su tutto quello che stava accadendo, anche a costo della vita, e fece questa famosa dichiarazione - leggi sotto (qui la versione completa).

Nel cicli della storia dell’Umanità, d’altronde il cuore dell’Uomo è restato lo stesso così come quello del Signore, assistiamo a corsi e ricorsi e così sembra che anche ai nostri giorni molti “fedeli” siano facilmente attratti da spiriti che, a conti fatti con la Bibbia, si possono definire "anticristi", cioè contrari ai principi biblici del cristianesimo.

"Cosa farebbe Gesù in questa occasione?" è sempre la miglior domanda che, in qualità di discepoli, ci possiamo porre davanti alle risposte che ci vengono richieste nel vivere quotidiano.

Una buona cosa che può aiutarci a non cadere nelle "sapienti" trappole delle menti sopraffine che controllano le masse, e sappiamo da chi viene un simile potere, è quella di non tifare per questo o quella fazione a prescindere. Ma appoggiare le decisioni o le idee di questa o quella fazione se esse rispecchiano gli insegnamenti che ricaviamo dalla Bibbia.

Per esempio posso tranquillamente essere a favore della famiglia tradizionale senza per questo appoggiare tutta la politica della destra.
Altresì posso benissimo avere in cuore la sorte degli immigrati, lo siamo anche noi, senza per questo dover esser definito di sinistra.
SONO CRISTIANO!

Un’altra buona cosa è rileggersi la dichiarazione di Barmen così coraggiosamente resa pubblica dai nostri fratelli nel cuore della Germania Nazista:

  1.  "Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me" (Giov. 14,6). "In verità, in verità vi dico: chi non entra nella stalla delle pecore per la porta, ma da qualche altra parte, quello è un ladro e un assassino. Io sono la porta: chi entra attraverso di me, sarà salvo" (Giov. 10,1.9). Gesù Cristo, cosi come ci viene attestato nella Sacra Scrittura, è l’unica parola di Dio. Ad essa dobbiamo prestare ascolto; in essa dobbiamo confidare e ad essa dobbiamo obbedire in vita ed in morte. Respingiamo la falsa dottrina, secondo cui la chiesa, a fianco e al di là di quest’unica parola, potrebbe e dovrebbe usare come base della propria predicazione anche altri eventi e forze, figure e verità, riconoscendo loro il carattere di rivelazione di Dio.
     
  2. "Gesù Cristo ci è stato fatto da Dio sapienza e giustizia e santificazione e redenzione" (I Cor. 1,30). Come Gesù Cristo rappresenta la grazia senza condizioni del perdono di tutti i nostri peccati, così, con uguale serietà, egli è l’espressione della forte pretesa che Dio fa valere nei confronti di tutta la nostra vita.
    Per mezzo suo ci accade di sperimentare una felice liberazione dagli empi legami di questo mondo per un libero, riconoscente servizio alle sue creature. Respingiamo la falsa dottrina, secondo cui ci sarebbero settori della nostra esistenza nei quali non apparterremmo a Gesù Cristo ma ad altri signori; settori, in cui non ci sarebbero necessarie la sua giustificazione e la sua santificazione.
     
  3. "Siate al servizio della verità nell’amore e in tal modo crescete sotto ogni aspetto verso quello che è il capo, Cristo, a partire dal quale tutto il corpo è collegato insieme" (Efes. 4,15-16). La chiesa cristiana è la comunità di fratelli in cui Gesù Cristo nella parola e nel sacramento mediante lo Spirito Santo agisce in modo presente come il Signore. Essa ha da testimoniare con la sua fede come con la sua obbedienza, con il suo messaggio come con il suo ordinamento, in mezzo al mondo del peccato come chiesa dei peccatori perdonati, che essa è soltanto sua proprietà e che vive e desidera vivere soltanto della sua consolazione e della sua direttiva, nell’attesa della sua manifestazione. Respingiamo la falsa dottrina, secondo cui chiesa potrebbe lasciar determinare la forma proprio messaggio e del proprio ordinamento da proprie preferenze o dal variare delle convinzioni ideologiche e politiche di volta in volta dominanti.
     
  4. "Voi sapete che i principi delle nazioni le signoreggiano e che i grandi le sottomettono al loro dominio. Ma non è così tra voi; anzi, chiunque vorrà esser grande fra voi, sarà il vostro servitore" (Matteo 20,25-26). I diversi ministeri nella chiesa non legittimano alcuna supremazia degli uni sugli altri, bensì sono alla base dell’esercizio del servizio affidato e comandato a tutta la comunità. Respingiamo la falsa dottrina, secondo cui la chiesa potrebbe darsi o permettere che le vengano dati dei capi di tipo particolare muniti di autorizzazione all’esercizio di un potere che esula dal servizio stesso della chiesa.
     
  5. "Temete Iddio, rendete onore al re" (I Pietro 1,17). La Scrittura ci dice che lo stato, per divina disposizione, nel mondo non ancora redento, nel quale anche la chiesa si trova, ha il compito - per quanto rientra nelle prospettive e nelle possibilità umane e senza escludere la minaccia e l’uso della forza - di provvedere al diritto e alla pace. La chiesa, con gratitudine e timore verso Dio, riconosce il beneficio di questa disposizione divina.
    Essa fa appello al regno di Dio, al suo comandamento ed alla sua giustizia e perciò ricorda ai governanti ed ai governati le loro responsabilità. Essa si affida ed obbedisce alla potenza della parola mediante la quale Dio regge ogni cosa. Respingiamo la falsa dottrina secondo cui lo stato, al di là del suo compito particolare, dovrebbe e potrebbe diventare il solo e totale ordinamento della vita umana tanto da assolvere anche funzione cui è destinata la chiesa. Respingiamo la falsa dottrina, secondo cui chiesa, al di là del suo compito particolare, dovrebbe e potrebbe attribuirsi caratteri, compiti dignità propri dello stato, tanto da diventarne essa stessa uno degli organi.
     
  6. "Ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine dell’età presente" (Matteo 28,20). "La parola di Dio non è incatenata" (II Tim. 2,9). Il compito della chiesa, fondamento della sua libertà, consiste nel rivolgere a tutto il popolo, luogo di Cristo e dunque a servizio della sua parola e della sua opera, per mezzo della predicazione e dei sacramenti, la notizia della libera grazia di Dio. Respingiamo la falsa dottrina, secondo cui la chiesa, agendo con umana arroganza, potrebbe porre la parola e l’opera del Signore al servizio di qualche desiderio, obbiettivo o piano, corrispondente alle sue autonome scelte.

 

Leggi qui il libro storico sulla chiesa evangelica tedesca di quel periodo dal titolo: La chiesa al bivio - Barmen 1934

Troveremo spunti ed il coraggio di prendere posizione anche in questi tempi?

 

«Noi abbiamo inflitto infinite sofferenze a molti popoli e a molte nazioni. Riconosciamo di non aver confessato con sufficiente coraggio la nostra fede, di non aver pregato con sufficiente fiducia, di non aver creduto con la necessaria gioia e di non aver amato con il necessario ardore». - la Dichiarazione di colpa della Chiesa evangelica in Germania (Dichiarazione di colpa di Stoccarda)

 

 

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