Che cosa significa il Natale per i musulmani?

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Nel mondo musulmano il Natale non viene celebrato collettivamente, eccetto nelle comunità cristiane minoritarie in Medio Oriente anche se non vistosamente come in Occidente.

In Nord Africa non si festeggia del tutto. Per un cristiano occidentale che abita lì, l’assenza di immagini, suoni e consuetudini tipicamente natalizie, che fanno parte della nostra cultura, si fa sentire parecchio e può essere addirittura deprimente.

Esci per le strade e vai per negozi e non vedi luminarie o decorazioni. Entri nelle case il giorno di Natale ma non mangi un pranzo natalizio né ascolti un racconto di Natale, a meno che non vai a casa di uno dei pochi cristiani del luogo. Accendi la TV o la radio ma non trovi nessun programma natalizio o talvolta pochissimi, o addirittura nessun segnale che ricordi la nascita del Salvatore.

Nessuna “atmosfera o spirito del Natale”

Non è che i musulmani non sappiano cosa sia il Natale. In Nord Africa viene comunemente considerata una festività pagana “europea”. Agli occhi di molti si tratterebbe di una grande festa dove si mangia molto e si beve smisuratamente e così via – molto simile alla festa pagana che era all’origine, ai tempi dell’antica Roma.

È importante notare come la nascita di Cristo sia effettivamente riportata nel Corano, alla sura 19:16-35. Ciononostante, il messaggio dell’Incarnazione, che i cristiani affermano essere il vero significato del Natale, viene ostracizzato collettivamente nel mondo islamico.

Si adempie quel che è scritto:  "Egli era del mondo, e il mondo che lo ha fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l'ha conosciuto. Egli è venuto in casa sua, i suoi non l'hanno ricevuto" (Gv 1: 10-11).

Il Corano, rispetto alla Bibbia, presenta una narrazione distorta dalla realtà a riguardo della nascita del Messia. Vi si legge che l'angelo Gabriele comunica alla vergine Maria “che darà alla luce un figlio “puro” come Segno per gli uomini e una Grazia da parte nostra.”

Lei si ritira in un luogo desertico per partorire da sola sotto una palma e, in seguito, ritorna al suo popolo con il bambino. Quando la rimproverano, credendo che abbia messo alla luce un figlio di fornicazione, Gesù dalla culla parla intellegibile in difesa di sua madre e si auto-proclama profeta. Il passaggio termina denunciando la dottrina cristiana dell’Incarnazione, travisata in termini politeistici  e la Trinità, fraintesa come sacra famiglia, dove Dio, Maria e Gesù costituiscono la 'Trinità cristiana' (S 5:116).

“Tale è Gesù, figlio di Maria, l’affermazione della verità su cui essi disputano. Non si addice a Allah procreare un figlio; sia gloria a Lui. (S.19: 88-92) Quindi, anche se i musulmani riconoscono la nascita miracolosa di Cristo come nato da una vergine, essi non festeggiano la nascita del Salvatore. Ma la speranza di salvazione che solo il Cristo Incarnato può dare è quello di cui hanno unicamente bisogno.

Forse questo messaggio potrebbe essere trasmesso meglio se facessimo a meno delle trappole superficiali che il Natale implica, (per quanto innocui possano sembrare), e far sì che il Natale  rappresenti piuttosto un ‘occasione per lodare e ringraziare Dio Salvatore per questo Suo “dono ineffabile”.

Gli angeli accompagnano la Sua unica nascita, con la lode:

"È NATO PER VOI UN SALVATORE, CHE È CRISTO IL SIGNORE!

Francesco Maggio

Chi è Francesco Maggio
Francesco Maggio è l'icona dell’evangelismo fra i musulmani in Italia. Sempre in prima linea con le chiese evangeliche l’attività prosegue con l’evangelizzazione dei musulmani, con la diffusione di letteratura e di materiale multimediale per insegnare ai credenti come raggiungere i musulmani, loro vicini, con il Vangelo. Si deve principalmente a lui negli ultimi 30 anni l’implementazione di modelli evangelistici rivolti specificamente ai musulmani, sempre più adottati dai cristiani italiani.

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