Ferma i tuoi passi

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Un giorno un centurione cambiò la propria opinione “fermando i suoi passi” abbastanza vicino al Maestro da poterLo sentire. All’inizio era convinto che fosse colpevole, ascoltando le accuse, udendo la condanna, ma poi, fermandosi personalmente vicino a Lui, cambiò parere.

Alcune persone accusano Dio di essere ingiusto nel Suo agire verso chi si trova nella sofferenza. Prima di accusare Dio ti consiglio di provare ad avvicinarti, a fermare i tuoi passi vicino a Lui, ad ascoltare la Sua voce che anche oggi puoi sentire per mezzo

della Sua Parola, la Sacra Bibbia.

Sì, ferma i tuoi passi, leggi la Parola e sentirai l’amore di Dio.

“C’erano là molte donne che guardavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per assisterlo” (Matteo 27:55).

Quelle donne avevano seguito Gesù, ma ora avevano fermato i loro passi, Gli erano state vicine per molto tempo e ora “guardavano da lontano”.

L’indicazione “ ferma i tuoi passi” rivolta a una persona può essere intesa come una scelta da fare, oppure come un’imposizione, o anche un’opportunità, o qualcos’altro...

Non sappiamo, anche se forse possiamo cercare di intuirlo, il motivo per cui queste donne si fermarono a guardare da lontano gli ultimi momenti della vita terrena di Gesù, mentre altri si trovavano più vicini a Lui. Leggiamo che queste donne erano state con Gesù per assisterLo e, probabilmente, lo avevano fatto con fedeltà nei tre anni precedenti.

“Con Lui vi erano i dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti maligni e da malattie: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, l’amministratore di Erode; Susanna e molte altre che assistevano Gesù e i dodici con i loro beni” (Luca 8:2-3).

Ora nel momento di maggiore necessità non si trovano più vicine a Gesù, ma “guardavano queste cose da lontano” probabilmente perché costrette dalle forze dell’ordine, dal timore o dalla mancanza di forza di sopportare nei più piccoli dettagli l’immensa sofferenza del Signore, oppure perché pensavano che, ormai, non ci fosse più nulla da fare per loro, né per il loro dolore. Eppure quello stesso Gesù qualche anno prima aveva esclamato: “Venite a Me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e Io vi darò riposo. Prendete su di voi il Mio giogo e imparate da Me, perché Io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre” (Matteo 11:28).

In quel momento era proprio quello il tempo in cui avevano maggiore bisogno di trovare riposo all’anima, a quella parte di sentimenti straziati alla vista della sofferenza atroce di una persona amata e amabile. Ma fermarono i loro passi lontano dalla soluzione.

Proprio alla croce Gesù, con altruismo divino, si preoccupò di provvedere per i giorni seguenti di Maria, Sua madre: “Giovanni la prese in casa con sé”.

Gesù non fu e non sarà mai così “preso” da Se stesso da non poter pensare alla Sua creatura! Perciò, rifletti e ferma i tuoi passi vicino a Lui!

Altre persone, in quello stesso giorno, per scelta, per necessità o per dovere fermarono i loro passi un po’ più vicino a Gesù rispetto a queste donne.

Il centurione e quelli con lui Gli furono vicinissimi!

“Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, visto il terremoto e le cose avvenute, furono presi da grande spavento e dissero: «Veramente, Costui era Figlio di Dio»” (Matteo 27:54).

Per quello che sappiamo dalla storia questi soldati avevano il cuore duro, erano abituati ad assistere a morti violente, e ingiustizie, ad approfittare delle disgrazie altrui per proprio tornaconto, facendone fonte di gioco e di guadagno.

“I soldati dunque, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le Sue vesti e ne fecero quattro parti, una parte per ciascun soldato. Presero anche la tunica, che era senza cuciture, tessuta per intero dall’alto in basso. Dissero dunque tra di loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocchi» (Giovanni 19:23).

L’aver fermato i loro passi abbastanza vicino da udire le parole di Gesù diede loro modo di ricredersi riguardo alla Sua persona e alla Sua opera: “Veramente quest’uomo era giusto” (Luca 23:47).

Il centurione cambiò la propria opinione “fermando i suoi passi” abbastanza vicino al Maestro da poterLo sentire.

In un primo tempo era convinto che Gesù fosse colpevole perché aveva ascoltato la voce di chi Lo accusava ma ora, fermandosi personalmente vicino a Lui, cambiò parere, riconoscendo in Gesù Colui che è la Verità.

Vi sono persone che accusano Dio di essere ingiusto nel Suo agire verso chi si trova nella sofferenza. Questi pensano di poter sentenziare sulla verità, senza aver prima ascoltato con attenzione la voce di Chi non solo conosce la verità, ma afferma: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me” (Giovanni 14:6).

Prima di accusare Dio dei tuoi o altrui mali, prova prima ad avvicinarti a Lui, a fermare i tuoi passi vicino a Lui, ad ascoltare la Sua voce per mezzo della Sua Parola, la Sacra Bibbia.

Ferma i tuoi passi e leggi la Parola, meditala, cerca di sentire la Sua voce mentre lo fai. Sentirai di sicuro l’amore di Dio perché “Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il Suo Unigenito Figlio, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna(Giovanni 3:16).

Anche se fino ad oggi forse hai accusato Dio, sappi che Egli ti ama ugualmente, perché Gli sei prezioso, e Lui non cambia idea su di te!

ChiediGli di dimostrartelo oggi, avvicinati a Lui, non ti deluderà!

Gesù saprà dare le risposte a tutte le tue domande; avvicinati per ascoltarLo.

Ferma i tuoi passi vicino a Lui!

Ci furono anche altre due persone che dovettero fermare i loro passi vicino a Gesù più di qualsiasi altro, sia per luogo sia per condizione fisica. Furono i due che erano sottoposti a condanna con Lui.

“Quando furono giunti al luogo detto «il Teschio», vi crocifissero Lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra” (Luca 23:33).

Queste persone, certamente, non avrebbero mai voluto trovarsi in quel luogo, in quella posizione, e così vicino a Gesù. Sapevano bene che questa sarebbe stata l’ultima tappa della loro vita. Qui i loro passi sulla terra si sarebbero veramente fermati e, questa volta, per sempre. Non era perciò loro volontà trovarsi in quel luogo e in quel momento, ma erano lì sicuramente per scelte sbagliate che avevano fatto: erano diventati “due malfattori”.

Pensate, questi due condannati passarono diverse ore al fianco di Gesù.

All’inizio si comportavano entrambi come degli avversari insultandoLo e sfidandoLo a liberarsi: “E nello stesso modo Lo insultavano anche i ladroni crocifissi con Lui” (Matteo 27:44). Ma poi accadde qualcosa nel cuore di uno di loro. Proprio quella vicinanza così stretta con Gesù gli permise di ascoltare le Sue parole e osservare la dignità del figlio di Dio mentre dava la Sua vita per le malvagità dell’umanità.

Ascoltare le parole di amore e di compassione di Gesù per chi, in quel momento, non ne aveva per Lui, produsse in questo ladrone un sentimento di indegnità che lo portò a confessare la sua colpa riconoscendo la purezza di Gesù.

“Per noi è giusto, perché riceviamo la pena che ci meritiamo per le nostre azioni; ma

questi non ha fatto nulla di male” (Luca 23:41).

Quando fermiamo i nostri passi per qualche motivo più vicino a Gesù possiamo approfittare della circostanza permettendoGli di fare del bene alla nostra anima, di intervenire nella nostra personale situazione spirituale. Allora accade miracolosamente che, anche se le cose esteriori possono non cambiare attorno a noi, di sicuro un grande cambiamento viene operato dentro di noi.

Forse puoi anche tu trovarti in una condizione fisica di costrizione in cui sei privato della libertà di movimento.

Molto probabilmente non sei in croce, ma come accadde a quel malfattore anche tu ti trovi impossibilitato a gestire le circostanze e ti stai domandando come è possibile arrivare più vicino a Gesù.

Come fece quell’uomo, rivolgiti a Lui con fede.

ChiediGli aiuto e sarà Lui stesso ad avvicinarsi a te, a fermare i Suoi passi proprio accanto a te, nella tua esistenza, nel tuo bisogno, nel tuo cuore.

Con una breve preghiera quell’uomo cambiò in un attimo il suo destino: “Oggi sarai con Me in paradiso(Luca 23:43). Passò così dall’ignominia della croce alle stanze della gloria, dalla morte della croce alla gioia della vita eterna.

Non è troppo tardi!

Mentre tutti corrono a destra e a sinistra senza sapere bene dove andranno a finire,  fa’ la tua scelta, fa’ di tutto per fermare i tuoi passi vicino a Gesù!

Se desidererai con tutto il cuore provare questa vicinanza con il Signore, tutto, te compreso, potrà cambiare in maniera meravigliosa.

Semplice conseguenza della semplice scelta di fermare i tuoi passi vicino, forse un po’ più vicino, a Gesù.

“Nel giorno che io Ti ho invocato Ti sei avvicinato; Tu hai detto: «Non temere!” (Lamentazioni 3:57).

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