Giacomo 3:17 - La sapienza dall'alto.. è pacifica!

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Giacomo 3:17-18 - La saggezza che viene dall'alto anzitutto è pura; poi pacifica, mite, conciliante, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale, senza ipocrisia. Il frutto della giustizia si semina nella pace per coloro che si adoperano per la pace.

 

Ci sono persone che cercano sempre il conflitto con gli altri, hanno bisogno di vincere, di umiliare. Soprattutto in questi tempi duri in ogni ambito: politico, economico, relazionale. Sembra che tutto sia estremamente polarizzato con la demonizzazione di chi la pensa diversamente. Tuttavia la vera saggezza, tra le altre cose, è PACIFICA, i conflitti non meritano la nostra attenzione, il nostro tempo, anzi ci fanno cadere in trappola, vedi qui.

 

Da cristiani possiamo certamente evidenziarlo come un campanello di allarme il nostro, o l'altrui, relazione conflittuale, nei toni e nelle parole.
Significa che ci siamo trovati in un territorio fuori dalla Grazia, li vigono altre regole, quelle del nemico. Spesso è molto invitante quel territorio, ragioni, carattere, tensioni, voglia di rivalsa, voglia di prevalere. Ma è li che scatta la trappola.
Entriamo in conflitto e distruggiamo la testimonianza, la relazione e tanti etc.

 

E' importante consapevolizzare, per esempio, che al nemico delle nostre anime non interessa il Covid, il vaccino, la religione, Salvini, Meloni, Letta, e tanti etc... ma userà ogni cosa, riuscendoci sempre meglio in questi ultimi tempi, per dividere, far odiare. L'arma della contrapposizione, poi, è altamente usata nel mondo per cercare di polarizzare i consensi, molti ragionamenti, poi, sono un misto di verità, arroganza, bugie. Attraggono, attraggono sopratutto i delusi, e si rimane delusi sempre quando non confidiamo in Dio.

 

Come discepoli di Gesù il nostro principale obiettivo, quindi, sono le anime e la loro salvezza.
Se c'è una volontà di Dio molto chiara è questa così riportata: "Egli vuole che tutti gli uomini arrivino alla salvezza e alla conoscenza della verità" 1 Timote 2.
E questo anche a costo di essere ubbidienti e intercessori preganti per  governanti che non lo meriterebbero per altre logiche umane.

 

"Ti raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo trascorrere una vita calma e tranquilla con tutta pietà e dignità. Questa è una cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore".
1 Timoteo 2

Discorso interessante, se pensiamo che Paolo si riferiva agli occupanti Romani e loro accoliti. Questo certamente non significa ubbidire agli uomini anche contro la volontà di Dio, ma piuttosto cercare di stare in pace, per quanto dipende da noi, perchè l'obiettivo del discepolo di Gesù non è per questo regno, ma per il Suo Regno.

Il Suo regno, non il nostro, ne quello d'ISraele, ne quello della chiesa. Li vigono le Sue regole ed il miglior regno con il miglior cesare, non è il Rengo di Dio.
Anche se il Regno di Dio può essere nella chiesa o altrove, vedi Paolo Ricca qui.

 

E che dire dei confliti in seno al cristianesimo, anche evangelico? Una vergogna, considerata la preghiera che Gesù fa per la nostra unità ed anche per l'efficacia della testimonianza così vissuta:

 

“Che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. Io ho dato loro la gloria che tu hai data a me, affinché siano uno come noi siamo uno; io in loro e tu in me; affinché siano perfetti nell’unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li ami come hai amato me” - Giovanni 17

 

 Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri. 35 Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri» - Giovanni 13,34-35

 

Quindi pur avendo la libertà di affrontare qualsiasi tema, è giusto anche farci inacerbire l'anima, per un tempo quando vediamo cose che non condividiamo, ma questo non ci deve impedire di partire da quella occasione per portare l'interlocutore sempre e comunque a scoprire Cristo, che è la Verità.
Proprio come aveva fatto sapientemente l'apostolo Paolo all'Areopago.
Avrebbe potuto, con molte ragioni gridare: "andrete tutti all'inferno! adoratori di idoli! Pagani!" - Ma piuttosto colse quell'occasione per annunciare Cristo - Atti 17 e 18

E se ci ritroviammo tra credenti di diversa denominazione ecco una grande occasione per vivere nell'esperienza dell'altro una conoscenza maggiore del Padre e del Suo amore in Cristo come è scritto:

 

Siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio
Efesini 3, 18-19
 

 

Che sia questa la saggezza per quanti, come noi, si definiscono cristiani. Seguiamo l'esempio di Gesù!

 

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