Ritorno di Gesù: quanto siamo in attesa?

Gesù Cristo ha promesso che ritornerà e che, come uno sposo va incontro alla sua sposa per portarla a vivere con sé, così egli verrà a prendere la Chiesa, cioè l'insieme di tutti i veri credenti in lui, perché possano essere per sempre dove lui è. Ma la Chiesa attende davvero con ansia l'arrivo del suo Sposo celeste? Oppure la seduzione provocata dalle tante offerte di questo mondo sta affievolendo e spegnendo la sua attesa?

L'ultima frase di Gesù nel Nuovo Testamento è una meravigliosa promessa:

"Colui che attesta queste cose, dice: «Sì, vengo presto!»" (Ap 21:20a).

Con quali note più armoniose potrebbe concludersi la sinfonia della Scrittura?

Con quale tema se non il ritorno del Signore Gesù?

I credenti di ogni epoca, leggendo queste parole che ricordano la loro beata speranza, si sentono spinti ad unirsi al coro di risposta:

"Amen! Vieni, Signore Gesù!" (Ap 21:20b).

Il vincolo della pace

La nostra società e sempre più caratterizzata dall’individualismo Quali sono le conseguenze che questa tendenza ha sulla Chiesa e sulle comunità locali in particolare? Come superare quelle forme di individualismo che sono la fonte di una crescente litigiosità e di una conseguente difficolta a ritrovare quell’unita dello Spirito che il Signore desiderava da ciascuno di noi?

 Il valore dell’esempio

A livello teorico tutti i cristiani concordano sull’importanza dell’amore, quando però si tratta di vivere l’amore gli uni verso gli altri nella pratica cominciano le difficoltà, infatti dobbiamo ammettere che spesso noi discepoli di Gesù non ci sforziamo molto di amare e di vivere in pace con gli altri discepoli, a parte quelli a noi più affini.

La forza del buon esempio

Nella famiglia e nella chiesa quale efficacia può avere un insegnamento verso le nuove generazioni che non sia accompagnato da un coerente esempio di vita? In quale modo il Signore ci chiama a vivere l’impegno educativo e formativo nei confronti di coloro che Egli ha affidato alle nostre cure? Come stiamo vivendo quest’impegno: in modo responsabile oppure in modo superficiale?

Preoccuparsi delle nuove generazioni

Ognuno è chiamato a rispondere delle proprie scelte davanti a Dio. I figli non risponderanno per i padri, i padri non risponderanno per figli (Ezechiele 18:20). Tuttavia la Scrittura incoraggia ogni generazione a lasciare un buon esempio a quelle successive.

A parole bravi, ma nei fatti?

Una buona testimonianza - Come figli di Dio sappiamo tutti di essere chiamati a dare una buona testimonianza della nostra fede, con l’impegno e la coerenza, non soltanto verso coloro che ancora non lo sono ma anche verso coloro che condividono con noi questa fede: siamo però tutti consapevoli di cosa questo significhi praticamente? Oppure siamo bravi a parole ma poi cadiamo clamorosamente nei fatti?

Buona testimonianza: cosa significa?

“Bisogna avere una buona testimonianza!”.

Chissà quante volte abbiamo sentito questa espressione. Ma cosa significa?

Diciamo innanzitutto che la buona testimonian­za non è quella che noi rendiamo di noi stessi, ma piuttosto è quella che gli altri possono ren­dere a nostro riguardo.

Ad esempio, di Anania è scritto che era un “uomo pio secondo la legge, al quale tutti i Giudei che abitavano là rendevano buona testimonian­za” (Atti 22:12).

Allo stesso modo di Timoteo è scritto che “Di lui rendevano buona testimonian­za i fratelli che erano a Listra e a Iconio” (Atti 16:2).

Giovanni 20:30-31 - Affinché crediate che Gesù è il Cristo, il figlio di Dio e abbiate vita in Lui

Questa serie è dedicata alla meditazione del vangelo di Giovanni che si differenzia dai sinottici (Matteo, Marco, Luca) fornendoci un punto di vista particolare che mette in evidenza la divinità di Gesù Cristo.

In questa serie, scritta in modo semplice e accessibile, non saranno approfonditi tutti i dettagli per i quali vi rimando ad uno studio approfondito per mezzo di commentari e altri ausili. Tuttavia cercheremo di dare una base che possa essere utile a chi si avvicina per la prima volta a questo libro e anche a coloro che magari non lo hanno mai affrontato in maniera completa.

Giovanni stesso, nel suo vangelo, ci descrive lo scopo per cui lo ha scritto:

“Or Gesù fece in presenza dei discepoli molti altri segni miracolosi, che non sono scritti in questo libro;
ma questi sono stati scritti, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e, affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome.” – Giovanni 20:30-31

Occhio agli scandali! Quanti ne abbiamo persi per strada?

Spesso le persone non sono attirate dalla chiesa oppure si allontanano da essa perché scoraggiate dall'esempio negativo dei suoi membri, in altre parole: perché sono scandalizzate!

Questo fenomeno è ancora più triste, quando vittime degli scandali sono figli o familiari di persone già credenti. Ci siamo mai chiesti seriamente qual è il comportamento che il Signore vuole da noi per non essere provocatori di scandali?

Introduzione

Mi considero un sopravvissuto e un graziato.

Parlami

Una delle più evidenti contraddizioni dell'epoca in cui viviamo è costituita dal fatto che, mentre sono sempre più facili e veloci le comunicazioni, vi è sempre più difficoltà a comunicare con chi ci è vicino. Questa contraddizione è la causa evidente di tante tensioni e di tanti conflitti relazionali. Per questo motivo è quanto mai urgente raccogliere l'invito a parlarsi che ci viene direttamente dalla Parola del Signore! 

“Perché non me lo hai detto prima?”

Prima o poi, in una relazione interpersonale, si arriva ad un punto in cui una delle due parti pone questa domanda. In quel momento si prende coscienza del fatto che, se ci si fosse parlati con maggiore schiettezza, si sarebbe potuto evitare il deteriorarsi di una situazione o della relazione stessa.

Ti è mai capitato?

A me è capitato diverse volte.

In quel momento ci accorgiamo che se le troppe parole sono fonte di problemi, anche parlare troppo poco può essere deleterio!

Goditi la vita!

Introduzione

Molti credono che il cristiano sia un poveretto che si impone di ubbidire ad un ipotetico Dio le cui regole, scritte in un libro, privano gli esseri umani della libertà di godersi la vita.

Ma è proprio così?

È forse corretta la frase attribuita a Oscar Wilde secondo cui "Le cose migliori della vita o sono illegali o immorali o fanno ingrassare"?

Le cose per cui vale la pena vivere sono proprio quelle più trasgressive e peccaminose?

Io non sono d'accordo.

Credo, al contrario, che coloro che hanno una buona relazione con Dio siano gli unici in grado di godersi davvero la vita.

A cosa stiamo rinunciando?

Fin dal giardino dell'Eden, la tecnica dell'avversario è stata quella di far credere all'uomo che le regole di Dio non siano per il nostro bene, ma per limitare la nostra libertà e la nostra crescita!

Infatti nell'Eden il diavolo stimolò Eva facendo leva su questi argomenti e, dando retta a quello stimolo, lei osservò che il frutto era buono, bello da vedere e desiderabile.

Io non sono capace

Spesso accade che dei figli o delle figlie di Dio rimangano inoperosi nel loro cammino all'interno della chiesa locale perché si ritengono incapaci e perché, soprattutto, non conoscono le risorse che Dio ha messo a loro disposizione per renderli capaci di servire lui e di servire gli altri. Nella Bibbia troviamo tre personaggi che si erano definiti incapaci, ma che, lasciandosi guidare dal Signore, espressero risorse impensabili.

Introduzione

 

Vi è mai capitato di trovarvi in una situazione in cui la vostra prima reazione sia stata: “No, non fa per me... Io non sono capace”?


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