Isaia 17

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Profezia contro la Siria

(Am 1:3-5; Gr 49:23-27) Is 7:1-9; 8:1-4 (2R 16:9; 17:1-6) 2Cr 30:1-11, 18

  17:1 Oracolo contro Damasco.

«Ecco, Damasco è tolto dal numero delle città

e non sarà più che un ammasso di rovine.

  17:2 Le città d'Aroer sono abbandonate;

sono lasciate alle mandrie che vi si riposano,

e nessuno le spaventa.

  17:3 Non ci sarà più fortezza in Efraim

né reame in Damasco;

del residuo di Siria avverrà ciò che è avvenuto della gloria dei figli d'Israele»,

dice il SIGNORE degli eserciti.

  17:4 «In quel giorno, la gloria di Giacobbe sarà diminuita

e il grasso del suo corpo dimagrirà.

  17:5 Avverrà come quando il mietitore raccoglie il grano

e con il braccio falcia le spighe;

avverrà come quando si raccolgon le spighe

nella valle di Refaim.

  17:6 Vi rimarrà qualcosa da spigolare, come quando si scuote l'olivo,

restano due o tre olive nelle cime più alte,

quattro o cinque nei rami più carichi»,

dice il SIGNORE, Dio d'Israele.

  17:7 In quel giorno, l'uomo volgerà lo sguardo verso il suo Creatore

e i suoi occhi guarderanno al Santo d'Israele;

  17:8 non volgerà più lo sguardo verso gli altari,

opera delle sue mani;

non guarderà più a ciò che le sue dita hanno fatto,

agli idoli di Astarte e alle colonne solari.

  17:9 In quel giorno, le sue fortezze saranno abbandonate,

come le foreste e le sommità dei monti furono abbandonate

all'avvicinarsi dei figli d'Israele:

sarà una desolazione.

  17:10 Poiché hai dimenticato il Dio della tua salvezza

e non ti sei ricordato della ròcca della tua forza,

ti sei fatto piantagioni piacevoli,

e hai piantato tralci stranieri.

  17:11 Il giorno che li piantasti li circondasti di una siepe

e ben presto facesti fiorire le tue piante,

ma la raccolta ti sfugge nel giorno dell'angoscia,

del disperato dolore.

 

(Is 30:27-33; 37:33-38) Sl 93:3-4

  17:12 Oh, che rumore di popoli numerosi!

muggono, come muggono i mari.

Che tumulto di nazioni!

  17:13 Le nazioni rumoreggiano come rumoreggiano le grandi acque.

Ma Egli le minaccia, ed esse fuggono lontano,

cacciate, come la pula dei monti dal vento,

come un turbine di polvere dall'uragano.

  17:14 Alla sera, ecco il terrore;

prima del mattino, non sono più.

Ecco la fine di quanti ci spogliano,

ecco la sorte di chi ci saccheggia!

 

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