Atti 3:12-16 - Il nome di Dio: più che una manifestazione anagrafica

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Atti 3:12-16 - "Ti prego svelami il tuo nome" - I nomi nel periodo della Bibbia avevano specifici significati e venivano assegnati per motivi specifici. Accadeva poi, in caso di eventi particolari nel corso della propria vita, che il nome veniva cambiato. Nella Scrittura il nome è più che un identificatore  anagrafico, come lo è nella nostra cultura, ma vuole essere l'spressione dell'essenza del carattere, della natura e della missione della persona. Con questa breve premessa il fratello ci spiega l'importanza per gli Ebrei, ma per tutta la Scrittura, sul nome di Dio. Proprio se abbiamo capito l'importanza che in quella visione Biblica ha il nome capiamo l'importanza del nome di Dio.  Il nome di Dio costituisce una rivelazione della Sua natura. Quando Dio rivela il Suo nome (Capitolo 3 di Esodo) è come se dalla Sua inaccessibilità Lui apre un varco verso l'Uomo manifestando qualcosa di se stesso e di cui l'Uomo può appropriarsi.

Discorso di Pietro nel tempio
12 Pietro, visto ciò, parlò al popolo, dicendo: «Uomini d'Israele, perché vi meravigliate di questo? Perché fissate gli occhi su di noi, come se per la nostra propria potenza o pietà avessimo fatto camminare quest'uomo? 13 Il Dio di Abraamo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi metteste nelle mani di Pilato e rinnegaste davanti a lui, mentre egli aveva giudicato di liberarlo. 14 Ma voi rinnegaste il Santo, il Giusto e chiedeste che vi fosse concesso un omicida; 15 e uccideste il Principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti. Di questo noi siamo testimoni. 16 E, per la fede nel suo nome, il suo nome ha fortificato quest'uomo che vedete e conoscete; ed è la fede, che si ha per mezzo di lui, che gli ha dato questa perfetta guarigione in presenza di voi tutti.


---- una parola ai Testimoni di Geova, ma non solo ---
Roma 10 novembre 2013

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