George Muller (1805-1898)

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Pochi in Italia conoscono un uomo dalla fede gigante, vssuto al tempo di don Bosco e che fece delle cose prodigiose attraverso la sua preghiera: è George Muller (1805-1898) che a Bristol, in Inghilterra, suscitò un movimento di carità per i giovani pari a quello di don Bosco nel suo tempo.

Un giorno dichiarò:

“ho dedicato gioiosamenta tutta la mia esistenza  dimostrare coi fatti quante cose si possono fare attraverso la PREGHIERA e la FEDE”.

La sua fu una dimostrazione concreta, tangibile, fortissima che le promesse di Cristo sulla preghiera non sono parole, ma verità assoluta, e solo chi ha coraggio può verificarle in qualunque tempo.

Ma come ha potuto dimostrarlo?

George Muller passò una giovinezza movimentata: passò nell’alcool, nel gioco d’azzardo e nel vizio tutta l’adolescenza. Si era dato anche al furto: aveva 15 anni quando, spinto a frequentare il corso di preparazione alla Cresima, derubò lo stesso pastore da cui era andato a confessarsi il giorno stesso della confessione.

Condotto da un amico ad un incontro di preghiera, a 20 anni,  rimase profondamente colpito nel vedere un giovane che, in ginocchio, aveva pregato davanti a tuti, e quella volta provò per la prima volta a inginocchiarsi e a pregare.

Per 9 anni lottò contro le sue debolezze, ma la grazia di Dio avanzava in lui a grandi passi.

La preghiera e la Parola di Dio furono i 2 sentieri della conversione. Affascinato dalla Parola di Dio non si staccò più dalla Bibbia: fu un amore travolgente che lo portò totalmente a Dio

Leggeva sempre la Bibbia in ginocchio. La Parola di Dio diventò la sua passione dominante: negli ultimi venti anni di vita riusciva a leggerla fino a 4 o 5 volte l’anno!

Appena convertito emigrò a Londra dalla Germania, poi in India come missionario e qui fondò il suo primo circolo biblico dove ogni giorno con altri studenti dalle 6 alle 8 del mattino si pregava e si studiava la Bibbia, e si riprendeva poi alla sera, per finire a notte inoltrata.

Il suo campo d’azione fu innanzitutto la carità. A Londra aprì la sua prima CASA per BAMBINI ABBANDONATI. Fece nascere dal nulla, una dopo l’altra, cinque grandi opere d’infanzia: salvò dalla strada oltre 10.000 orfani.

Ciò che è commovente è il modo in cui si tuffò in queste imprese di carità. Lo fece poggiando il suo lavoro solo sulla fede e sulla preghiera. Nel vero senso della parola!

Si impegnò a fondare la sua opera unicamente su Dio:

si impegnò a MAI chiedere la carità agli uomini, ma ad affidare soltanto a Dio nella preghiera silenziosa e piena di fede, l’impresa di sfamare, vestire ed educare tutti quei poveri bamibini.

Si impegnò a MAI fare debiti con nessuno: li riteneva contrari all’abbandono nella Provvidenza!

Si impegnò a MAI reclamizzare i bisogni della sua opera: erano tenuti segreti tutti i disagi, solo i suoi collaboratori intimi erano a conoscenza dei gravi problemi economici. E lui giorno dopo giorno, compilava l’elenco dei bisogni dei suoi ragazzi e li affidava alla preghiera fervente e fiduciosa.

Qui viene il bello: annotava con cura ogni cosa che chiedeva alla Provvidenza, precisado con esattezza quando aveva inziato ad affidare a Dio un problema, e annotando con precisione la data in cui la Provvidenza aveva risposto, perché “ringraziare Dio è importante come chiedere”, diceva.

Voleva documentare la potenza della preghiera. Nel suo registro, tenuto con la scrupolosità più assoluta, sono annotati con precisione 50.000 casi di preghiere esaudite!

Scrisse così: “Il primo obiettivo del lavoro che ho nelle mie mani è di condurre quelli che sono deboli nella fede a toccare con mano che l’abbandono assoluto in Dio è una realtà!”. Poi continua così: “non una sola volta Dio mi ha deluso, non una sola volta è mancato cibo o qualcosa di necessario ai miei orfani”.

In una sua preghiera annotò così: “Signore, sono solo un povero uomo, ma ho avuto fiducia in te. Fa che io non sia deluso, che non si dica di me “era solo entusiasmo, perciò non è riuscito”! ”

Ecco una testimonianza scritta:

“sono 50 anni che, per grazia di Dio, io vado avanti abbandonato completamente in Lui. Dio è sempre stato fedele in tutto ciò che mi occorreva. E sono sempre più convinto che è solo attraverso il suo aiuto che sono capace di continuare, perché se fosse per me, anche dopo un’esperienza così lunga di abbandono in Dio, sarei tentato ad abbandonare la mia strada. Ma devo confessare che per 50 anni non mi è venuto, per grazia di Dio, il desiderio di farlo”

Il suo slogan era: “using faith keeps from losing faith”, che si può tradurre così: è praticando la fede che non si perde la fede.

Il suo accanimento nella preghiera costante era fuori dall’ordinario. Nel suo registro annotava tutto. Si legge che certe richieste erano state presentate a Dio con fede per 400 giorni! In un punto si legge che una preghiera era stata fatta per 18 mesi e 10 giorni prima di essere esaudita!

In questo registro ci sono di persone per cui Muller pregò per 4, 5, fino a 10 anni, prima di segnare che la preghiera era stata esaudita. Per 2 persone in lite tra loro preghò la bellezza di 60 anni…60!

Diceva che “i ritardi di Dio sono importanti per noi e per gli altri”.

La sua idea di abbandonarsi totalmente a Dio lo obbligò anche a decidere di non conservare mai del denaro per bisogni futuri, ma di vivere appoggiati a Dio giorno dopo giorno, di non accettare nessun salario come Pastore, e di mai pubblicare i nomi dei benefattori, ma di ringraziarli in privato.

Decise inoltre di non fare mai del torto a Dio privando i suoi ragazzi di qualcosa: se l’opera era di Dio, occorreva che Dio provvedesse anche a qualcosa di più del necessario. Così le costruzioni furono le migliori del tempo, ai bambini fu deciso che fossero provviste 3 paia di scarpe, ai maschietti 3 vestiti e alle bambine 5, la prima lavatrice americana che comparve in Inghilterra era destinata, pensate un po’, proprio ai suoi orfani, pagata dalla Provvidenza.

Ogni anno Muller preparava un rapporto dettagliato di tutto quella che la Provvidenza aveva fatto per i suoi bambini, come documentazione di fede aperto a tutti. Per 60 anni pubblicò questo suo “giornale della riconoscenza”, rendendo grazie fino al centesimo delle meraviglie compiute da Dio attraverso la preghiera fiduciosa.

Diffuse inoltre la parola di Dio distribuendo oltre 2 milioni di Bibbie e 3 milioni di libri di estratti dalle Sacre Scritture.

Tutto ottenuto solo attraverso la preghiera, senza reclamizzare, senza chiedere a nessuno se non con fiducia a Dio. “Mai essere scoraggiati! Anche nelle più tremende difficoltà bisogna abbandonarsi a Dio e usare la potenza della preghiera

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