Quando ti deciderai a chiedere? - Oswald Chambers

Ed ecco il prossimo passo… «Poiché chiunque chiede riceve» (Luca 11:10)

Non c'è niente di più difficile che chiedere.

Noi vogliamo e ci tormentiamo e soffriamo, ma chiediamo solo quando siamo arrivati agli estremi, e per di più siamo spinti a chiedere da un senso di irrealtà, non da una posizione calata nella realtà.

Ti sei mai provato a chiedere, quando ti trovi nella miseria morale?

"Se uno manca di sapienza, la chiegga a Dio...", ma devi essere veramente convinto della tua mancanza di sapienza; non puoi permetterti di ignorare la realtà come e quando ti piace.

Se non ti senti di essere spiritualmente calato nella realtà, la miglior cosa da fare è di chiedere a Dio lo Spirito Santo fondandoti sulle promesse di Gesù Cristo (vedi Luca 11:13).

L'elenco spirituale del credente

E qual è l'uomo fra voi il quale, se il figliuolo gli chiede un pane, gli dia una pietra? (Matteo 7:9) Il Signore ci illustra la preghiera parlandoci di un figlio buono che chiede una cosa buona. Secondo il concetto corrente della preghiera, Dio ci ascolterebbe indipendentemente dallo stato del nostro rapporto con Lui (Matteo 5:45), quindi, se non ricevi quello che chiedi, ne concludi che tale è la volontà di Dio, e ti lasci andare allo scoraggiamento; ma sei in errore. Cerca altrove la ragione della mancanza di esaudimento, scorri l'elenco delle possibili ragioni spirituali. I tuoi rapporti con tua moglie, con tuo marito, con i figli, o i compagni, sono come dovrebbero essere? A questo riguardo sei un "figlio buono"? "Signore, lo so di essermi lasciato vincere dall'ira, di essere stato insopportabile, ma voglio comunque una benedizione spirituale". Non potrai averla, e dovrai farne a meno fino a che non sarai arrivato ad essere un figlio buono.

Pregare e lavorare

Soli su una barca durante una tempesta: «dobbiamo pregare o remare?» «Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno» (Ebrei 13:8)

Viviamo in un mondo ben organizzato per ottenere un fine pratico.
Gli uomini non fanno mai qualcosa perché sono costretti dalla legge, ma solo perché ne traggono un frutto.
Oggigiorno c’è un detto che va di moda che dice: Quale vantaggio ho se partecipo a questa cosa? Cosa ne guadagno?

Siamo pronti ad investire il nostro denaro solo se ne ricaviamo un lucro o un guadagno.

Ci sottoponiamo volentieri alla terapia consigliata dal medico. La proviamo e ci chiediamo: Ne vale la pena?

Non è necessario capire attraverso quale processo si ottiene un fatto o una cosa purché questo fatto o cosa terminale sia un risultato utile per noi.

Io non mi intendo di elettricità, ma quando premo l’interruttore della luce, la stanza s’illumina.
Non comprendo come funziona un telefono, ma compongo un numero telefonico ed ho i miei amici in linea.
Non comprendo il processo della digestione, ma mangio.
Non comprendo l’anatomia del corpo, ma prendo la medicina che il dottore mi ha prescritto.

Preghiera teologicamente corretta?

"Non è sufficiente che il credente cominci a pregare né che preghi correttamente. Né è sufficiente che continui a pregare per un tempo. Dobbiamo perseverare in preghiera con pazienza e fede finchè otteniamo una risposta. Inoltre non dobbiamo solo perseverare in preghiera fino alla fine, ma dobbiamo anche credere che Dio ci ascolti e che risponderà alle nostre preghiere. Il più delle volte falliamo perché non continuiamo a pregare fino a quando otteniamo la benedizione e non ci aspettiamo la benedizione. Coloro che sono discepoli del Signore Gesù dovrebbero lavorare con tutte le loro forze nell'opera del Signore, come se tutto dipendesse dai loro sforzi. Tuttavia, avendo agito così, non dovrebbero confidare minimamente nel loro lavoro e nei loro sforzi né nei mezzi che usano per la promulgazione della verità, ma soltanto in Dio.

Qual è il beneficio della preghiera?

"La preghiera non è parte integrante della vita dell'uomo naturale. Ci vien detto che l'uomo che non prega soffrirà nella vita; io lo contesto. Ciò che ne soffre è piuttosto la vita di Cristo in lui, vita che riceve il nutrimento non dal cibo, ma dalla preghiera. Quando uno è nato da Alto, nasce in lui la vita del Figlio di Dio; si può far morire d'inedia questa vita, oppure si può nutrirla, e il nutrimento è la preghiera. Le idee che comunemente abbiamo sulla preghiera non si trovano nel Nuovo Testamento; noi la riteniamo un mezzo per ottenere qualche cosa per noi stessi; la Bibbia ci dice invece che essa è un mezzo per conoscere Dio. <<Chiedete e vi sarà dato.>> Pregando Dio possiamo lamentarci, o chiedere scusa per qualche cosa, oppure essere indifferenti, ma chiediamo pochissime cosa. Pensa invece alla splendida audacia del figlio che abbia le caratteristiche del bambino! Il Signore dice: <<Se no diventate come piccoli fanciulli...>>.

Nel nome di Gesù: cosa significa?

«In quel giorno chiederete nel Mio nome...poiché il Padre stesso vi ama» (Giovanni 16:26-27)

"In quel giorno chiederete nel Mio Nome", chiederemo cioè secondo la Sua natura.

"Nel Mio nome" non significa:"usando il mio nome come una parola magica", ma:"la vostra intimità con Me sarà tale che sarete uno con Me".

"Quel giorno" non è un giorno di là da venire, ma è del tempo presente, qui ed ora.

"Il Padre stesso vi ama", l'unione è quindi completa ed assoluta.

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