lo specchio che deforma, l’amore di Dio che trasforma - Manuel Messali

Non scappare, Dio ti ama immensamente, Lui non vuole catturarti per rinchiuderti in una gabbia ma vuole liberarti dalle catene del male ed insegnarti ad amare, come Cristo Gesù ha amato gli apostoli e ancora oggi continua ad amare i Suoi discepoli... tu sei pronto per amare?

Manuel Messali
Roma 9 giugno 2019

Grazie

Grazie per la vita
Che Tu mi hai donato
Grazie quando ho pregato
Tu mi hai ascoltato

Grazie quando il Tuo aiuto ho invocato
Tu mi hai salvato
Grazie quando il sentiero ho sbagliato
Tu nella retta via mi hai riportato

Grazie quando d'esser solo ho creduto
Tu al mio fianco eri seduto
Grazie quando nel peccato ho inciampato
Tu mi hai afferrato e lavato

Grazie quando avvolto ero da malinconia
Tu hai portato al mio spirito allegria
Grazie quando ero nella via smarrita
Tu hai indicato la via d'uscita

Grazie quando tutto sembrava finita
Tu hai curato quella ferita
Grazie Signore solo Tu il mio Custode
Della mia vita a Te sia la lode

SdP

L'importanza di ringraziare per le benedizioni ricevute

"Egli muta la tempesta in quiete, e le onde si calmano. Essi si rallegrano perché si sono calmate, ed ei li conduce al porto da loro desiderato. Celebrino l'Eterno per la sua benignità, e per le sue maraviglie a pro dei figliuoli degli uomini!" (Salmo 107:29-31).

Innumerevoli sono i segni nell'anima dell'uomo che attestano che egli è per natura un essere caduto e lontano da Dio; ma la prova più grande tra tutte è rappresentata da quella riluttanza, che ciascuno ha dentro di sé, verso il dovere della lode e del ringraziamento.
Quando Dio creò il primo uomo e lo pose nel giardino di Eden, senza dubbio l'anima dell'uomo era inebriata dalle ricchezze dell'amore divino; egli impiegava continuamente quell'alito di vita che l'Onnipotente gli aveva donato poco prima, per benedire e magnificare l'Iddio sommamente buono e benigno, nel quale egli viveva, si muoveva, ed era.
E l'idea più chiara che possiamo farci della gerarchia angelica celeste, e degli spiriti dei giusti resi perfetti, è che essi stanno in perpetuo davanti al trono di Dio, e non cessano mai di dire: "Degno è l'Agnello che è stato immolato di ricevere la potenza e le ricchezze e la sapienza e la forza e l'onore e la gloria e la benedizione" (Apoc. 5:12).

Ringraziare Dio. Un'arte dimenticata?

Non avete mai visto un bambino che, guardando con occhi d'amore la sua mamma, la ringrazia per avergli comprato un bel gelato al cioccolato? E non vi è mai capitato, invece, di sperimentare quel noioso nodo allo stomaco, che peggiora di giorno in giorno, solo perché non riuscite a ringraziare il vostro collega di lavoro per quell'aiuto importante, senza il quale non avreste mai potuto presentare in tempo il vostro progetto al dirigente?

E' difficile piegarsi e riconoscere un beneficio ricevuto da altri. E' difficile esprimere gratitudine nei confronti di chi ce l'ha elargito... Se poi questo "qualcuno" è Dio, la difficoltà spesso aumenta e il nostro egoismo ci porta a chiuderci in noi stessi, ad attestarci su ciò che vediamo e a disconoscere ogni intervento dall'Alto.

Ringraziare, quest'arte dimenticata. Specialmente oggi, specialmente nella nostra società, anche nelle nostre famiglie e addirittura nelle nostre chiese. Quando la realizziamo, sperimentiamo la leggerezza della benedizione divina; quando non riusciamo a viverla, sperimentiamo invece la tristezza delle cose perdute e la pesantezza della disubbidienza ai comandamenti del Signore.

Ringraziamento

"Chi Mi offre come sacrificio il ringraziamento, Mi glorifica, dice Dio". (Salmo 50:23)

Su questo argomento si hanno delle idee diverse e, a volle, contraddittorie. C'è chi dice che per ottenere una grazia da Dio bisogna fare, in cambio, qualche sacrificio. In questo mondo tu e io non saremmo mai completamente sicuri di riuscire, con i nostri sacrifici, a conquistare completamente la grazia salvifica di Dio.


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