Sono per Gesù o sono contro? Abbiamo libertà di scelta ma non esiste la via di mezzo - Andy Hamilton

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Giovanni 12 - 1-9 - In un Mondo che va alla deriva dove soffia forte il vento dell'anticristo e' il momento di scegliere, nei quotidiani bivi. SIamo seguaci di Gesù o mettiamo da parte Gesù e i suoi insegnamenti?  Siamo davvero "rapiti" dal suo amore o ci siamo ridotti a difendere solo una religione. E nei fatti cosa scegliamo Gesù oppure no? Nel racconto che Gesù ha voluto rimanesse come esempio per noi discepoli, e ad onore di Maria sorella di Lazzaro, ricaviamo quattro aspetti fondamentali di una vita consacrata a Gesù. Quattro aspetti di una vita di lode.

Gesù dunque, sei giorni prima della Pasqua, andò a Betania dov'era Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. Qui gli offrirono una cena; Marta serviva e Lazzaro era uno di quelli che erano a tavola con lui. Allora Maria, presa una libbra d'olio profumato, di nardo puro, di gran valore, unse i piedi di Gesù e glieli asciugò con i suoi capelli; e la casa fu piena del profumo dell'olio. Ma Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto quest'olio per trecento denari e non si sono dati ai poveri?» Diceva così, non perché si curasse dei poveri, ma perché era ladro, e, tenendo la borsa, ne portava via quello che vi si metteva dentro. Gesù dunque disse: «Lasciala stare; ella lo ha conservato per il giorno della mia sepoltura. Poiché i poveri li avete sempre con voi; ma me, non mi avete sempre».
Una gran folla di Giudei seppe dunque che egli era lì; e ci andarono non solo a motivo di Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. Ma i capi dei sacerdoti deliberarono di far morire anche Lazzaro, perché, a causa sua, molti Giudei andavano e credevano in Gesù.


--- Andy Hamilton ---
Roma 24 giugno 2018

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(15) Commento al vangelo di Giovanni 12:1-10 - per gli amici del gruppo Emmaus -
Sono per Gesù o sono contro Gesù? Abbiamo libertà di scelta ma non esiste la via di mezzo

 

La stessa azione può essere valutata in due modi completamente diversi. La stessa vita può essere valutata in due modi completamente diversi. Per qualcuno potrebbe essere una vita spese bene per altri è uno spreco. Quale verdetto conta per me. A chi voglio piacere? Se siamo discepoli di Gesù Cristo l’opinione e il verdetto che conta di più per noi è quello che il Signore dice della nostra vita. Vogliamo piacere a Lui!

Con queste righe voglio appunto aiutarti a riflettere su come possiamo assicurarci di non sprecare la nostra vita. Come possiamo vivere in modo tale che le nostre giornate, le nostre settimane, i nostri mesi e i nostri anni ricevano un verdetto positivo da parte del Signore.?

Il passo che andiamo a leggere ci presenta una persona, una donna che mostra in modo eclatante la sua consacrazione a Gesù e il verdetto di Gesù su quest’azione è estremamente positiva. Alcuni hanno considerato la sua azione uno spreco di risorse  ma non Gesù. Gesù aveva preannunciato che la fama di questa donna si sarebbe sparso ovunque si sarebbe sparso il Vangelo. Ciò che ha reso questa donna così speciale non erano le solite cose che ci possiamo aspettare (potere, soldi o bellezza) ma un suo gesto di grande lode e di devozione verso Cristo Gesù. Se desideriamo piacere al Signore possiamo imparare da questa donna.
Quali sono le caratteristiche di una vita che vive per Gesù? Quali sono le caratteristiche di una vita di lode? 

Leggiamo Giovanni 12:1-11:

1 Gesù dunque, sei giorni prima della Pasqua, andò a Betania dov'era Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti.
2 Qui gli offrirono una cena; Marta serviva e Lazzaro era uno di quelli che erano a tavola con lui.
3 Allora Maria, presa una libbra d'olio profumato, di nardo puro, di gran valore, unse i piedi di Gesù e glieli asciugò con i suoi capelli; e la casa fu piena del profumo dell'olio.
4 Ma Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse:
5 «Perché non si è venduto quest'olio per trecento denari e non si sono dati ai poveri?»
6 Diceva così, non perché si curasse dei poveri, ma perché era ladro, e, tenendo la borsa, ne portava via quello che vi si metteva dentro.
7 Gesù dunque disse: «Lasciala stare; ella lo ha conservato per il giorno della mia sepoltura.
8 Poiché i poveri li avete sempre con voi; ma me, non mi avete sempre».
9 Una gran folla di Giudei seppe dunque che egli era lì; e ci andarono non solo a motivo di Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti.
10 Ma i capi dei sacerdoti deliberarono di far morire anche Lazzaro,
11 perché, a causa sua, molti Giudei andavano e credevano in Gesù

E' interessante vedere questa donna come esempio sia perché Gesù ha preannunciato che la sua fama si sarebbe sparsa ma anche perché questo è uno dei motivi per cui Giovanni include questo racconto. Ci stiamo avvicinando alla resa dei conti in quanto siamo entrati nell’ultima settimana della vita di Gesù.

Diventa necessario prendere una decisione riguardo a Gesù non si può più stare in una via di mezzo.  O si è contro di Lui o si è peer Lui. Bisogna schierarsi! I capi dei Giudei (sacerdoti e farisei) si erano palesemente schierati contro Gesù (11:53, 57 e 12:10), nel capitolo successivo viene confermato quello che iniziamo a intravedere in questo capitolo che Giuda si schiererà contro Gesù. In questo brano che è circondato a sandwich dalla reazione dei capi dei Giudei spicca l’azione di questa donna come un modello da seguire per coloro che vogliono stare dalla parte di Gesù. Coloro che vogliono vivere per onorare e lodare Gesù. Nel racconto di questa storia ci sono 4 aspetti fondamentali di una vita votata all’adorazione e alla lode.

1. La vera lode parte da una visione chiara della grandezza di Cristo

Giovanni inquadra la situazione. Gesù andò a Betania dov’era Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. Qui gli offrirono una cena (V. 2), una cena per Gesù. Il motivo per questa cena è Gesù. Questa cena è fatta ed organizzata per Gesù. Non è che hanno semplicemente aggiunto un posto a tavola, Gesù è l’ospite d’onore della serata. Giovanni presenta la situazione con un “understatement”. L’understament (sottostima) una figura retorica che consiste nello sminuire il peso o la gravità di un certo fatto oltre i limiti della verosimiglianza, in modo da affermare ancora più marcatamente l’importanza di questo avvenimento.  L’incredibile è presentato come se fosse la cosa più normale al mondo per evidenziare la grandezza di quanto sta accadendo. v. 2: Qui gli offrono una cena; Marta serviva e Lazzaro era uno di quelli che erano a tavola con lui.

Offrono una cena, Marta serviva (più normale di così) e Lazzaro stava a tavola. Cosa? Giovanni presenta la situazione come se fosse la cosa più normale al mondo ma in realtà la situazione è tutt’altro che normale perché Lazzaro nel capitolo precedente era morto. Nel capitolo precedente vediamo che in v. 1 Lazzaro era ammalato, poi muore e questo è confermato da Gesù (v. 14), da Giovanni (v. 17), dai Giudei (v. 19) da Marta (v. 21) e da Maria (32). Però in questo cap. 11 leggiamo di Cristo che prima dichiara in v. 25 “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà”. Poi conferma questa dichiarazione andando al sepolcro (v. 38), ordinando la rimozione della pietra (v. 39) e gridando “Lazzaro, vieni fuori!” (v. 43) cosa che poi avvenne (v. 44). Lazzaro a questa cena non era un fatto qualunque (era stato morto per 4 giorni) ma qualcosa di straordinario.

La presenza di Lazzaro al tavolo vicino a Gesù inevitabilmente era un ricordo e una testimonianza tangibile e visiva della grandezza di Cristo. Vedere Lazzaro seduto lì normalmente (o sdraiato) che mangiava, chiacchierava e beveva come tutti gli altri sottolineava e a riaffermava che Gesù è il Signore, il Figlio di Dio, la Risurrezione e la Vita che ha la potenza di vincere e sconfiggere anche la morte che è il nemico numero 1 dell’uomo.

Cristo è onnipotente, Cristo è vincitore, Cristo è il Figlio di Dio, Cristo è la Risurrezione e Cristo è la Vita. Ogni gesto normale o di routine di Lazzaro era un riaffermare la grandezza di Cristo. Ogni morso, ogni sorso, ogni risata e ogni parola era un promemoria della grandezza di Cristo.  Alla luce di questo v. 3: Allora Maria, presa una libbra d’olio profumato, di nardo puro, di gran valore, unse i piedi di Gesù e glieli asciugò con i suoi capelli; e la casa fu piena del profumo dell’olio.

La congiunzione “allora” ci aiuta a vedere il collegamento tra la presenza di Lazzaro al tavolo e il gesto di Maria. Dato che Lazzaro è presente e che quindi Cristo è il Signore, Figlio di Dio, la Risurrezione e la Vita allora è naturale, normale quasi inevitabile cadere ai piedi di Gesù ed adorarlo e lodarlo. Maria aveva visto con i propri occhi e aveva sperimentato con la propria vita la grandezza di Cristo. Questa realizzazione è il punto di partenza di questo gesto di lode ed adorazione. La lode di Maria non parte da un sentimento che è nato spontaneamente nel suo cuore ma dalla realizzazione della grandezza di Cristo che poi scaturisce e trabocca nella vera lode.

Quindi la vera lode o il desiderio di vivere per Cristo non è qualcosa che produciamo in noi stessi ma parte dalla realizzazione della grandezza di Cristo manifestata in chi Lui è e in quello che fa. Quando ci rendiamo conto della grandezza di Cristo, allora ci rendiamo conto che Lui è degno di tutta la nostra lode e devozione. Spesso non viviamo una vita di lode perché non abbiamo questa visione chiara della grandezza di Cristo. Quanto più conosciamo e sperimentiamo la grandezza di Cristo nella nostra vita al quanto più siamo portati a vivere per glorificarlo e lodarlo. 

2. La vera lode riconosce la nostra piccolezza v. 3: Allora Maria, presa una libbra d’olio profumato, di nardo puro, di gran valore, unse i piedi di Gesù e glieli asciugò con i suoi capelli; e la casa fu piena del profumo dell’olio.

Questa azione è un gesto di grande umiltà. Maria non si limita a lavare (cap. 13) ma a ungere e asciugare i piedi di Gesù con i propri capelli. Maria si è resa conto della propria piccolezza, ha un cuore umile davanti al Signore. Quest’atteggiamento di Maria è ancora più apprezzabile tenendo in mente che si umilia in pubblico. In ognuno di noi c’è il desiderio di essere visti da altre persone che siamo importanti. Maria non si crea il problema e pubblicamente dimostra la propria devozione a Cristo. Anche asciugare i piedi con i capelli era un gesto di grande umiltà (soprattutto per una donna) dove non si preoccupava del proprio aspetto/reputazione davanti.

Stare ai piedi di Gesù per lei non era certamente l’eccezione ma un’abitudine. In Luca 10:39 lei si trova ai piedi di Gesù per ascoltare il suo insegnamento; in Giovanni 11:32 lei si trova ai piedi di Gesù in un momento di grande crisi nella sua vita per dimostrare la sua completa dipendenza in Cristo e qui si trova di nuovo ai piedi di Gesù per dimostrare la sua devozione a lui. Maria aveva l’abitudine di riconoscere il proprio posto ai piedi di Gesù.

Fratelli e sorelle abituiamoci a stare ai piedi di Gesù non fisicamente ma come inclinazione del cuore. La vita di lode riconosce di non essere degna di niente. L’arroganza e la superbia ci portano a vivere una vita distante da Cristo mentre l’umiltà ci avvicina a Cristo e ci fa vivere questa vita di lode. Giacomo 4:6: “Dio resiste ai superbi e dà grazia agli umili”. Quanti aspetti della nostra vita dove dobbiamo esercitare umiltà: nel rapporto con Dio, la nostra famiglia e la chiesa. Viviamo in un mondo che vive una corsa egoistica continua dove: "voglio ciò che è meglio per me anche se questo significa calpestare altri". Questo è un modo certo per sprecare la propria vita. Più comprendiamo la grandezza di Cristo più ci sentiamo comodi ai suoi piedi.

3. La vera lode è dimostrare che Cristo è il nostro vero tesoro. Allora Maria, presa una libbra d’olio profumato, di nardo puro, di gran valore, unse i piedi di Gesù e glieli asciugò con i suoi capelli; e la casa fu piena del profumo dell’olio.

L’essenza della vera lode è il riconoscere Cristo come il vero e supremo tesoro della nostra vita. Giovanni sottolinea la devozione di Maria sottolineando il valore di quest’olio profumato. (1) La quantità è notevole, (2) non è olio qualunque ma è di nardo puro e quindi (3) è di gran valore. Il valore però ci viene detto con ancora più precisione quando Giuda si “lamenta” di questo spreco. Ci viene detto in v. 5 che il valore di quest’olio profumato è di 300 denari. Tenendo presente che un denaro (Matteo 20) era il salario medio giornaliero per una giornata di lavoro allora 300 denari si avvicina a quanto una persona normale guadagna in un anno. Per capirci questo non è certo un bottiglia di profumo che 20, 30 o 50€ che trovi in aeroporto (che già mi sembra assurdo) ma considerando il salario medio italiano allora parliamo di 15000/20000 euro. Spesso era l’eredità che veniva passata ai propri figli.

Quest’olio profumato era molto probabilmente la cosa più preziosa che lei possedeva. Lei prende la cosa più preziosa che ha è la versa sui piedi di Gesù. Gesù è più prezioso  infinitamente più prezioso della cosa più preziosa che ho. Anzi la cosa più preziosa che io possiedo la verso sui piedi di Gesù perché Gesù è il mio vero tesoro. Questa è l’essenza della lode quando riconosciamo e dimostriamo che Gesù è il nostro tesoro più prezioso. L’essenza della lode non è il cantare o pregare insieme la Domenica mattina, la vera lode è riconoscere, apprezzare e stimare Cristo come il tesoro più prezioso della nostra vita.  Il canto, le preghiere e lo stare insieme hanno solo senso se sono una conseguenza del fatto che Cristo è il tesoro più prezioso nei nostri cuori e nelle nostre vite nel bene (+ difficile?) e nel male. Se Cristo non è il nostro tesoro più stimato durante la settimana allora quello che facciamo qui la Domenica ha poco valore o addirittura è un gesto di eclatante ipocrisia.

Non mi fraintendete, non sto dicendo che l’applicazione di questo brano è di andare e prendere ciò che ci è più prezioso e venderlo e metterlo nella cassetta della chiesa. Quello che sto dicendo è che tutto quello che noi abbiamo di prezioso il nostro matrimonio, la salute, la nostra famiglia, la chiesa, il lavoro, gli studi, le amicizie, il conto in banca, la casa, il nostro tempo e la nostra reputazione (solo per citarne alcuni) devono essere messe a completa disposizione di Cristo anzi devono attivamente dimostrare che Cristo è il nostro tesoro più prezioso. Questa è l’essenza della lode.

4. La vera lode è una benedizione per gli altri Allora Maria, presa una libbra d’olio profumato, di nardo puro, di gran valore, unse i piedi di Gesù e glieli asciugò con i suoi capelli; e la casa fu piena del profumo dell’olio.

Questo gesto di Maria diretto verso Gesù portò anche ad una grande benedizione per tutti i presenti. L’attenzione e devozione di Maria erano diretti unicamente a Cristo. Abbiamo detto che Maria dava poca importanza alle altre persone che c’erano ma aveva diretto tutto solamente verso Cristo. Appunto perché lei dirige la sua devozione e la sua lode verso Cristo questo gesto trabocca e sfocia e diventa una benedizione per tutti i presenti. Questo aroma che ormai era diventato l’aroma di Cristo si sparse per tutta la casa e tutta la casa fu piena del profumo dell’olio. Il suo gesto di devozione verso Cristo aveva indirettamente benedetto tutti coloro che erano presenti anche se non era stato da lei programmato.

Facile pensare che tutte le persone presenti a questa cena furono molto colpite da questo gesto e dall’aroma. Alcune persone probabilmente hanno apprezzato per la prima volta la grandezza di Cristo tramite questo gesto. Altri ancora sono stati incoraggiati a far di Cristo il tesoro della loro vita. Non possiamo sapere certamente cosa accadde nel cuore di tutte le persone presenti ma possiamo affermare che certezza che fu un privilegio, un incoraggiamento e una benedizione essere presenti. Una devozione così Cristo-centrica di Maria non poteva far altro che benedire gli altri.

Quest’aspetto di una vita di lode e devozione a Cristo non è certo un caso o un’eccezione. Stare insieme con persone che amano Cristo, sono devoti a lui e riconoscono Cristo come il tesoro assoluto e più prezioso della loro vita naturalmente ha l’effetto di incoraggiare e benedire la nostra vita. Stare con loro ti incoraggia, ti benedice, ti sfida a dare più della mia vita a Cristo, ti sfida fuggire dal peccato e ti aiuta ad apprezzare e stimare più profondamente la persona di Cristo. In realtà se ognuno di noi avesse queste caratteristiche di una vita di lode allora ognuno Domenica e ogni volta che stiamo insieme dovremmo andare via incoraggiati, sfidati e benedetti.

Quale fu la reazione a questo gesto? Il verdetto?

Una reazione che questo era un spreco, v. 4-5 Ma Giuda Iscariota, [figlio di Simone,] uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto quest’olio per trecento denari e non si sono dati ai poveri?» Per Giuda era uno spreco. Questa però non fu la reazione solo Giuda perché nel racconto parallelo in Matteo 26:6-13 leggiamo che anche i discepoli stessi reputavo questo gesto un grande spreco (Mt26:8-9): Veduto ciò, i discepoli si indignarono e dissero: «Perché questo spreco? Questo[a], infatti, si sarebbe potuto vendere caro e dare il denaro ai poveri».

Giuda aveva qualche motivo in più perché Giovanni ci rivela (v. 6) che lui teneva la borsa ed aveva l’abitudine di prendere qualcosina per se stesso. Detto questo furono tutti i discepoli a non capire il significato di ciò che Maria aveva fatto. Da un lato le loro motivazione possono essere reputate anche valide. Dall’altro lato fa un certo senso sentire i discepoli definire un atto di devozione a Gesù come uno spreco. Purtroppo questo non è un’eccezione e molto spesso coloro che sono totalmente presi da Gesù e vogliono vivere per Lui in modo radicale come la Bibbia insegna e come Cristo insegna vengono spesso criticate non solo da non-credenti ma anche tra credenti. Molto spesso una persona che vive per Cristo viene criticata anche da credenti che accusano di essere troppo fanatici o di prendere le cose troppo sul serio. Che tragedia! Noi che dovremmo produrre un aroma che incoraggi gli altri produciamo una vera e propria puzza che scoraggia le persone.

Ma ci fu anche un’altra reazione a questo gesto ed è francamento il verdetto più importante, quello di Gesù, v. 7-8: Gesù dunque disse: «Lasciala stare; ella lo ha conservato per il giorno della mia sepoltura[b]. Poiché i poveri li avete sempre con voi; ma me, non mi avete sempre». Oltre a queste parole Gesù aggiunte nel racconto parallelo in Matteo 26:13 che: 13 In verità vi dico che in tutto il mondo, dovunque sarà predicato questo vangelo, anche ciò che ella ha fatto sarà raccontato in memoria di lei».

Il verdetto di Cristo non è solo che questo è stato un bel gesto o una cosa carina ma che questo gesto merita di essere raccontato in memoria della grande devozione di questa donna. Gesù non accetta le critiche dei discepoli e ordina subito di lasciarla stare e poi aggiunge questa frase che ci aiuta a capire il grande apprezzamento da parte di Gesù per questo gesto. Certamente questa frase deve essere stato un motivo di grande gioia per Maria che francamente se ne fregava di ciò che pensavano gli altri e che invece voleva semplicemente mostrare la sua devozione a Cristo.

Gesù non sta insegnando (v. 7-8) di non aiutare i poveri anzi questa fu uno degli aspetti principali dell’insegnamento e vita di Gesù e fatico a capire come si possa essere seguaci di Gesù senza aiutare i poveri. Non è questo il punto. Il punto è che c’è qualcosa di ancora più importante che aiutare i poveri in questa circostanza. Qualcosa che rende questo momento speciale e ciò che rende questo evento speciale. Ci troviamo nell’ombra della croce!

Giovanni sottolinea questo elemento nel suo racconto. Leggiamo in 11:53 che da quel giorno deliberarono di farlo morire, in 11:57 leggiamo che volevano arrestarlo, in 12:1 leggiamo che ci troviamo 6 giorni prima della Pasqua (quindi nella settimana della morte di Cristo), in 12:1 leggiamo anche che Gesù nell’andare a Betania (da Efraim) sta andando a Gerusalemme, in 12:7 leggiamo le parole di Gesù riguardo la sepoltura, in 12:10 leggiamo di nuovo dell’intenzione dei Capi dei Sacerdoti di uccidere Gesù e addirittura in 12:23 leggiamo che Gesù che dice che è giunta l’ora della croce. Giovanni ci porta a vedere che quest’atto di grande devozione avviene nell’ombra della croce.

Quanto Maria aveva capito anche della croce è difficile da dire. I discepoli avevano capito poco. Detto questo, lei ha passato il tempo ad ascoltare attentamente l’insegnamento di Gesù. Qualunque sia il caso dobbiamo prendere per buone le parole di Gesù “ella lo ha conservato per il giorno della mia sepoltura”. La lode e questo atto di Maria si eleva di valore e di significa perché viene fatto all’ombra della croce di Cristo.

L’epicentro della lode e devozione non è centrata solo sulla persona di Cristo ma in particolare alla croce di Cristo. L’Agnello che è stato immolato sarà per sempre l’oggetto della nostra lode. Anche perché una lode centrata sulla croce ci aiuta anche per tutti gli altri elementi che abbiamo visto oggi:

  • Alla croce di Cristo vediamo più chiaramente la grandezza di Cristo.  
  • Alla croce di Cristo non possiamo che essere umili e riconoscere la nostra piccolezza.
  • Alla croce di Cristo non possiamo che apprezzare e riconoscere Cristo come il tesoro più prezioso.
  • Sono coloro che passano ore alla croce di Cristo che emano un aroma contagioso. Non possiamo mai allontanarci dalla croce di Cristo!

 

Conclusione

Una gran folla di Giudei seppe dunque che egli era lì; e ci andarono non solo a motivo di Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. 10 Ma i capi dei sacerdoti deliberarono di far morire anche Lazzaro, 11 perché a causa sua molti Giudei andavano e credevano in Gesù.

Qual sarà il verdetto del Signore sulla tua vita? Questo è ciò che conta. La vicinanza alla croce ha fatto sì che era il momento di prendere una decisione. Vivo per Lui o lo elimino?. La scelta dei sacerdoti (10) era quello di eliminare Gesù anzi anche tutto quello che avesse a che fare con Lui (Lazzaro che aveva destato tanto interesse, v. 9). La scelta di tanti Giudei fu di credere e quindi vivere grazie a Lui e vivere per Lui (v. 11). Ancora una volta, senza nessun imbarazzo ti mezzo davanti a questa scelta…

Se invece già hai scelto allora ti chiedo:

  • Stai vivendo una vita consacrata che parte da una visione della grandezza di Cristo?
  • Hai una visione sobria di te stesso dove sei comodo ai piedi di Gesù?
  • Dimostri che Cristo è il tuo tesoro più prezioso?
  • Emani un profumo che porta altri a Cristo?

O per dirlo in una sola domanda. Vivi all’ombra della croce?

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