Non c'è vita di errori che non permetta a Dio di cercarti e amarti - Andy Hamilton

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Giovanni 4:27-41 - Il Signore Gesù ha magistralmente insegnato a questa donna, e a noi che leggiamo, che non ci sono vite macchiate dal peccato in maniera tale che Lui non desidera cercare, amare, salvare. Forse quella donna sei anche tu, bene non sei sola. Alza gli occhi Dio ti ama!
--- Andy Hamilton ---
Roma 3 dicembre 2017

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Ritratto di alex

(10) Commento al vangelo di Giovanni 4:27-41 - per gli amici del gruppo Emmaus

Grazie Padre della Tua Parola che, come scopriremo questa mattina, ci parla di come Tu conosci ciascuno di noi nel profondo, non c’è nulla che è presente nella nostra vita che non ti è nascosto. Quindi Tu, Signore, sai qual è il bisogno di ciascuno. Ti prego che come un chirurgo Tu possa intervenire con precisione nelle nostre vite e che Tu possa toccare quel punto di bisogno che tutti noi abbiamo. La Tua parola possa arrivare a ciascuno di noi in modo efficacie, nel nome di Gesù, amen.

Ricordo, quando ero studente, di un ragazzo che stava studiando all'università e andò a fare una visita gratuita di oculistica. Accettò questa offerta e, senza sapere del suo bisogno, la fece. Non pensava di avere un problema. Fatta la visita sì rese conto di aver bisogno degli occhiali. Questa persona fu equipaggiata degli occhiali e, ricordo, disse: “che bello, adesso si vede tutto più chiaro!”.  Fino allora non si era reso conto del suo bisogno, non si rendeva conto che prima, il vedere sfocato, era dovuto a un problema che aveva ma pensava che era normale vedere così. Questi occhiali avevano trasformato il suo modo di vedere tutto. Non vedeva più sfocato ora vedeva tutto con nitidezza.

Cosa centra questo con il vangelo di Giovanni?

Uno degli aspetti che abbiamo osservato frequentemente, in questi primi capitoli del vangelo di Giovanni,  riguarda la nostra vista spirituale, ci sembra normale ma scopriamo di essere un po’ miopi. Giovanni più volte ha voluto fare emergere questa nostra miopia spirituale. Ricordate quante conversazione abbiamo seguito tra Gesù e le persone che interagiscono con Lui? Non c’è subito una comprensione perché Gesù sta parlando a livello spirituale, mentre gli interlocutori si sono fermati a livello materiale. Gesù dice “Io farò risorgere questo tempio in tre  giorni” e gli altri rispondono: “ci sono voluti 46 anni per costruire questo tempio”. Stanno parlando su due livelli diversi. Gesù dice a Nicodemo: “c’è bisogno di rinascere di nuovo, nascere dall’alto” e Nicodemo risponde: “com’è possibile tornare nel grembo di mia madre?”. Gesù dice alla donna Samaritana: “Io ho dell’acqua viva” e lei risponde: “non hai neanche un secchio per potere attingere quest’acqua”. Più volte c’è stata questa incomprensione con Gesù.

Nel testo di oggi, ci troviamo in Giovanni 4 nella seconda metà del racconto della Samaritana, scopriremo lo scopo di questo brano che è quello di farci vedere delle cose più chiaramente e poter mettere bene a fuoco quello che dobbiamo vedere. Come abbiamo già meditato questo incontro tra Gesù e la donna Samaritana è un incontro pieno di spunti interessanti, si potrebbe passare molto tempo per analizzare questi dettagli, ma il punto centrale di questo brano ha lo scopo di farci vedere chiaramente Gesù come Salvatore del mondo. Vediamo la conclusione di questo brano al versetto 42 dove i samaritani affermano: “Non è più a motivo di quello che tu ci hai detto, che crediamo; perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il Salvatore del mondo”. Particolarmente pungente che siano i samaritani a dichiararlo.

L'abbiamo già seguita l'altra volta l’escalation che riguarda questa donna. La chiarezza con cui comprende, seppur a step, il Signore Gesù. Inizialmente vede Gesù semplicemente come Giudeo un po’ atipico e che si mette a parlare con una donna Samaritana, poi lo riconosce come uomo, poi lo riconosce come profeta, poi Gesù si rivela come messia come il Cristo. Il brano si conclude con questo versetto 42 dove la donna samaritana e altri samaritani riconoscono che Gesù è il salvatore del mondo. Questo è quello che il brano vuole farci vedere, non solo, quello che scopriremo è che quando noi vediamo chiaramente Gesù come il Salvatore del mondo questo ci aiuta a vedere chiaramente anche noi stessi e ci aiuta a vedere chiaramente anche le persone intorno a noi. In altre parole: vedere Gesù come Salvatore del mondo equivale un po' come mettere gli occhiali in modo da poter vedere sia noi stessi sia le persone intorno a noi in modo chiaro. Un mio connazionale, sono irlandese, ha detto questa frase: “credo nel cristianesimo come credo che il sole è sorto non solo perché lo vedo ma perché da esso vedo tutto il resto”.

Sfogliamo questo brano in modo da poter mettere questi occhiali. Dal versetto 27 al 42 e, mentre leggiamo questi versetti, date particolare attenzione alle azione che hanno a che fare con il vedere.

27 In quel mentre giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che egli parlasse con una donna; eppure nessuno gli chiese: «Che cerchi?» o: «Perché discorri con lei?»
28 La donna lasciò dunque la sua secchia, se ne andò in città e disse alla gente:
29 «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto; non potrebbe essere lui il Cristo?» 30 La gente uscì dalla città e andò da lui.
31 Intanto i discepoli lo pregavano, dicendo: «Rabbì, mangia».
32 Ma egli disse loro: «Io ho un cibo da mangiare che voi non conoscete».
33 Perciò i discepoli si dicevano gli uni gli altri: «Forse qualcuno gli ha portato da mangiare?»
34 Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato, e compiere l'opera sua.
35 Non dite voi che ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ebbene, vi dico: alzate gli occhi e guardate le campagne come già biancheggiano per la mietitura.
36 Il mietitore riceve una ricompensa e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore e il mietitore si rallegrino insieme.
37 Poiché in questo è vero il detto: "L'uno semina e l'altro miete".
38 Io vi ho mandati a mietere là dove voi non avete faticato; altri hanno faticato, e voi siete subentrati nella loro fatica».
39 Molti Samaritani di quella città credettero in lui a motivo della testimonianza resa da quella donna: «Egli mi ha detto tutto quello che ho fatto».
40 Quando dunque i Samaritani andarono da lui, lo pregarono di trattenersi da loro; ed egli si trattenne là due giorni.
41 E molti di più credettero a motivo della sua parola
42 e dicevano alla donna: «Non è più a motivo di quello che tu ci hai detto, che crediamo; perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il Salvatore del mondo».


Giovanni ci racconta questo brano in tre episodi, tre scene. Dal versetto 27 al 30 vediamo che la “telecamera” segue questa donna mentre sta tornando nella sua città per invitare tutti a “vedere” Gesù.

Nel mentre, secondo episodio, (notate la prima parola del versetto 31) la “telecamera” si sposta dalla folla delle persone che stanno venendo a vedere Gesù e torna al pozzo per raccontarci questa conversazione tra Gesù ed i discepoli. Poi la scena finale al versetto 39, l’incontro tra Gesù i suoi discepoli e i tanti samaritani.

Torniamo alla prima scena dove scopriamo come vedere Gesù quale “salvatore del mondo” la qual cosa ci aiuta a vedere noi stessi in modo chiaro. I discepoli erano andati a comprare da mangiare e quando tornano (27)  sono sorpresi di trovare Gesù che sta parlando con questa donna. Questo conferma tutto quello che è stato detto la scorsa volta riguardo il fatto che era tabù parlare con una donna, ancora di più per un rabbino (maestro). Sono un po’ sorpresi da questo ma nessuno ne parla.  E’ un atipico in effetti per quanto riguarda i discepoli, spesso parlano prima di pensare, ma in questo caso nessuno si permette di dommandare: “perchè parli con lei?”.

Penso proprio che qualcuno abbia messo la mano davanti la bocca di Pietro, perchè lui  è il primo candidato, quello più probabile a dire una cosa del genere o forse, questa è una mia teoria, avevano fame. Sono andati a comprare da mangiare e sono tornati, gli viene un po’ la domanda, ma pensano “non la facciamo se no questo si mette a parlare e noi abbiamo fame….” ihihih

Quello che è certo e che quando arrivano questi discepoli, versetto 28, la donna va via. Giovanni include questo piccolo dettaglio curioso: la donna lascia la sua secchia lì. Ci sono tante teorie per spiegare il motivo perchè ha lasciato la secchia.

  • forse si sentiva un po’ a disagio in questa nuova situazione. Un conto è parlare a tu per tu con Gesù, con la sua tenerezza e la gentilezza, un’altra cosa è essere circondata da 12 uomini che stanno bisbigliando l’uno  l’altro “chiedi tu perchè sta parlando…”. Quindi va via in fretta.
  • forse va via perché Gesù le ha appena rivelato che Lui è il Cristo, il messia, e questa è una notizia così straordinaria che non vede l'ora di tornare nella sua città e di raccontare questa cosa a tutti gli altri.
  • forse lascia la secchia perché aveva scoperto che Gesù non aveva un secchio per attingere l’acqua e quindi, probabilmente, è gesto di cortesia.
  • forse c’è un simbolismo ancora maggiore in questo gesto. Nella prima parte di questo racconto abbiamo visto come la conversazione è passata dalla sete naturale alla sete spirituale e Gesù  aveva diagnosticato che tutti quei rapporti matrimoniali interrotti avevano come base proprio la sete spirituale che lei non riusciva a soddisfare. Il secchio rimasto potrebbe sembrare come un indizio che ci sta dicendo che quella sete spirituale adesso è sparita.
  • Non lo so un giorno lo chiediamo a Giovanni e magari cii dirà ha lasciato la secchia e basta… nulla di tutto questo ihihih.

Una cosa è chiara, quando talloniamo la telecamera che la segue tornando in città: adesso questa donna è completamente trasformata. L’avevamo incontrata alle ore 12:00 am, attingeva l'acqua in un’ora calda per non interagire con le persone intorno a lei. Non aveva vissuto una vita ideale ed esemplare, era molto scomodo interagire con altre persone senza sentirne il peso del giudizio. Quindi sceglie il disagio del sole piuttosto che dover sperimentare quello del confronto con altre persone.

Ma adesso torna in città e intenzionalmente va a cercare la gente, lei che faceva di tutto per essere invisibile, adesso con un “megafano” cerca di raccogliere l’attenzione di tutti quanti. Entrava sempre dalla porta di servizio ora è nelle piazze e nelle strade per invitare le persone a venire e a vedere Gesù. Ha avuto un cambiamento profondo, cosa ha portato questo cambiamento? Si è resa conto di essere conosciuta profondamente da Gesù e, nonostante questo, di essere accolta calorosamente dal Signore!
Notate quello che ha l’ha colpita più d’ogni altra cosa, è nel versetto 29.

Gesù ha avuto la capacità di rivelarle tutto quello che aveva fatto. Ha detto: “sì, io lo so che tu hai avuto 5 mariti e che l’uomo con cui stai adesso non è tuo marito”. Questo ha colpito la donna nel profondo, Gesù dimostra di avere una conoscenza di questa donna anche maggiore di tutti i suoi concittadini, perché quando lei sente Gesù affermare quel fatto non ha il dubbio che qualcuno possa averglielo riferito.

“Questi vicini di casa sono dei pettegoli” avrebbe potuto dire, invece: “Tu sei un profeta”, perché questa conoscenza c’è l’hai solo perché Dio te l’ha rivelato. Chissà forse era riuscita  a nascondere 1-2 o 3 di questi matrimoni agli altri. Gesù dimostra di conoscerla in modo molto profondo e, nonostante questo, Gesù ha dimostrato di accoglierla affettuosamente.

Per dirla in un altro modo Gesù ha dimostrato che lei è preziosa ed importante per Lui. In che modo Gesù lo ha dimostrato?

  • si è messo a parlare con una donna, solitamente questo non si faceva;
  • si è messo a parlare con una donna samaritana e questo certamente non si faceva;
  • anche quando ha rivelato di conoscere a fondo tutti i suoi fallimenti morali non si è allontanato da lei, ma le dimostrare più grazia e più misericordia;
  • le ha riservato il tempo necessario per esporre il bisogno spirituale che era in lei;
  • ha preso il tempo necessario per rispondere alla domanda di questa donna riguardo l’adorazione;
  • e, fatto unico per la sua esplicità nei vangeli, ha rivelato personalmente a questa donna di essere il messia;
  • ha dimostrato che era disposto a rovinare la sua reputazione con i suoi discepoli pur di passare del tempo con lei.

Questa donna va via dall’incontro di Gesù rendendosi conto di essere profondamente conosciuta da parte di Gesù, ma anche profondamente amata da Gesù. Il Signore conosce ogni minimo dettaglio della sua vita e, nonostante questo, Gesù è disposto ad accoglierla.

In questo brano scopriamo che più questa donna riesce a “vedere” chiaramente chi è Gesù più questo aiuta la donna a vedere chiaramente se stessa, non solo come qualcuno che ha avuto tanti fallimenti nella sua vita, ma anche qualcuno che non è fuori dalla missione salvifica di Gesù.

Sapeva di essere una donna che aveva tanti fallimenti morali, la mattina appena si sveglia guardava l'uomo coricato vicino a lei, capiva di aver combinato più di un pasticcio nella sua vita e se non se lo ricordava da sola, sicuramente i suoi concittadini glielo avrebbero ricordato.

Quello che cambia adesso e che si rende conto che anche lei pur con tutto quello che ha combinato è oggetto dell'amore il Signore Gesù. Comprendere che Gesù è il Salvatore del Mondo ci aiuta ha vedere noi stessi chiaramente come persone che hanno fallito e come peccatori, ma questa visione di Gesù ci aiuta anche a scoprirci come persone profondamente amate da Gesù.

Questa storia ci insegna che non c'è nessuno fuori dalla portata dell’azione salvifica di Gesù. Pensiamo a tutte le categorie che questa donna rappresenta, è una donna samaritana ha tanti fallimenti morali e nonostante questo Gesù è venuto proprio per lei. Gesù è il Salvatore del Mondo.

In effetti questa scoperta l’abbiamo già fatta nel capitolo precedente in Giovanni 3:17, alla fine della conversazione con Nicodemo, ci viene detto che Dio non ha mandato suo figlio nel mondo per giudicare il mondo ma perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui. E’ molto interessante che questa prima dichiarazione di Gesù come Salvatore del Mondo avviene sia nella conversazione con Nicodemo e poi anche dopo, e più esplicitamente, nella conversazione con la samaritana.

Queste due incontri devono essere visti l’uno di fianco all’altro. Nicodemo era il top dal punto di vista etnico, sociale, religioso, morale. La donna samaritana è il fondo dal punto di vista etnico, sociale, religioso, morale. Eppure Nicodemo ha bisogno di credere per essere salvato, e la donna samaritana ha bisogno di credere per essere salvata.

Questi due episodi ci aiutano a vedere che tutta la gamma di persone che esiste nel mondo ha bisogno di un salvatore. La storia di Nicodemo ci aiuta a mettere a fuoco che non c’è nessuno che è buono abbastanza e che non abbia bisogno di un salvatore, altresì la storia della donna samaritana ci aiuta a mettere a fuoco che non c’è nessuno che l’abbia combinata così grossa che è fuori della portata dell’azione salvifica di Gesù.

Da  Nicodemo alla donna Samaritana. Alcuni di noi hanno la tendenza più “nicodemiana”, sentirci delle persone buone, o abbastanza religiose e che, quindi, pensano di farcela con i propri mezzi. Altri hanno la tendenza di sentirsi come questa donna: “ho combinato troppi pasticci, non c’è più speranza”.

Non c’è nessuno al di fuori dall’azione salvifica di Gesù. Gesù è il Salvatore del Mondo e quando vediamo questo chiaramente, vediamo noi stessi più chiaramente.
Sono qualcuno che è profondamente peccatore ma anche profondamente amato.

 

 

SCENA DUE – GESU’ DIAOLOGA ORA CON I DISCEPOLI
Andiamo alla seconda scena. Versetti dal 31 al 38, la nostra preistorica “telecamera” si sposta e va a inquadrare la conversazione tra Gesù e i suoi discepoli. Come sempre succede queste conversazioni avvengono su due livelli. Gesù vuole aiutare i discepoli a comprendere che Lui è il Salvatore del Mondo e vuole che comprendano che questa sua missione è fare la volontà del Padre, questo da molta soddisfazione a Gesù, fare la volontà del Padre, tanto da considerarlo (per il livello materiale) come prendere cibo!

I discepoli avranno un po’ di  difficoltà a comprenderlo e in tutti i vangeli questo è il ritornello che troviamo, vedi  i capitoli 5 e 6, Gesù più volte ribadisce il suo scopo: la sua missione è fare la volontà del Padre.

Gesù si trova lì, in quel pozzo, e  coglie l'occasione per chiarire e per aiutare i discepoli a vedere chiaramente che lui è il Salvatore del Mondo, vuole che i discepoli sappiano che Lui non è venuto semplicemente per fare un picnic vicino a un pozzo o per fondare una nuova religione. Gesù Cristo è venuto per Salvare il Mondo, per salvare te, per salvare me. Questo è lo scopo della sua venuta, i discepoli hanno bisogno di comprendere questo.

Gesù afferma di essere così coinvolto e preso da questa missione che quando compie la volontà del Padre è come mangiare (32). Mangiare, nutrirsi, trovare forza e nuove forze in questo compiere la volontà del Padre. Si può facilmente immaginare: Gesù, probabilmente, stava sul pozzo anche piuttosto stanco dopo un lungo viaggio. Lo dimostra il fatto che non va con i discepoli a prendere il cibo, Lui era stanco, ma quando vede questa donna non si riposa, ha questa intensa conversazione con la donna  e quando i discepoli tornano Gesù, in altre parole, dice loro: “le mie forze si sono rinnovate.”

Per quale motivo le forze di Gesù si sono rinnovate? La risposta poteva essere questa: “non perché ho mangiato qualche cibo solido, ma perché ha aiutato questa donna a vedere il bisogno che lei ha di me, fare questo rientra nella volontà del PADRE, (30:34). Questo mi ha dato nuove forze e energie ed è stato per come mangiare”.

Gesù è così attaccato a questa missione che quando la svolge per Lui è come mangiare. Notate che Gesù dice che Lui non è venuto “solo” per fare la volontà di coLui che l’ha mandato ma è venuto per compiere l’opera Sua. Questa è una delle strategie narrative di Giovanni, presenta un certo linguaggio sapendo benissimo che tra qualche capitolo lo incontreremo di nuovo e ci sarà facile collegare. Continuando nella lettura del vangelo che porta il suo nome ad un certo punto arriviamo a una delle frasi chiavi di tutto il Nuovo Testamento, siamo alla croce e Gesù dice: “E’ compiuto”.

Gesù già da questo momento sta cercando di rivelare e insegnare ai discepoli e a noi, che Lui è venuto per morire sulla croce. E’ venuto per compiere questa missione salvifica, è molto importante che noi teniamo bene in mente questo e vedere chiaramente lo scopo per cui Gesù è venuto, non “semplicemente” per darci un esempio da emulare, questa dimensione è presente ma non è l’aspetto principale, non è venuto semplicemente per darci degli insegnamenti seppur straordinari, Lui è venuto per compiere l’opera del Padre. Il Padre l’ha mandato affinché chiunque crede in Lui non perisca ma abbia vita eterna. Gesù è venuto per essere il Salvatore del Mondo. Quando i discepoli iniziano a vedere questo più chiaramente, iniziano a vedere le persone intorno in modo più chiaro.

Notate la conversazione come va avanti dal 35 al 38, Gesù usa tutto un linguaggio agricolo, lo scopo di questo linguaggio aiuta i discepoli a vedere chiaramente i Samaritani. Cosa gli ha detto di fare? Alzare gli occhi è guardare i campi che biancheggiano per la mietitura. Non so dove stavano gli occhi dei discepoli, ma gli chiede di dirigere i loro occhi sui i campi biancheggianti, anche se voi non avete seminato (faticato), voi avete la possibilità di partecipare alla raccolta, alla mietitura. Quando i discepoli alzano gli occhi cosa vedono? Vedono questa folla di gente che dalla città di Sicar, grazie alla testimonianza della donna Samaritana, stanno venendo entusiasti per poter incontrare Gesù. Vedono, probabilmente, tutta una serie di tuniche bianche, stanno lì a “cavalcare” questo campo e sono indirizzati verso Gesù!

Gesù dice ai discepoli: “voi non avete faticato, stavate lì a comprare da mangiare e mentre voi stavate lì io stavo facendo la volontà del Padre mio. Ho seminato nella vita di questa donna e lei, a sua volta, è andata a seminare nella vita dei suoi concittadini nella città di Sicar. Adesso alzate gli occhi guardate quanti stanno venendo adesso”. “Il seminatore e il mietitore possono gioire insieme”, ed è esattamente quello che avviene, Gesù e i suoi discepoli passano due giorni nella città di Sicar, deve essere stata un'esperienza entusiasmante per i discepoli vedere questi Samaritani che vengono a riporre la loro fede in Gesù e, quindi, a ricevere la vita eterna!

Questa frase: “alzate gli occhi e Guardate” ci aiuta a capire come Gesù sta portando i discepoli a vedere le persone intorno a loro in modo chiaro. Quando i discepoli capiscono un poco di più chi è Gesù, il Salvatore del Mondo, questo trasforma il modo con guardano le persone che sono intorno a loro.
Non sappiamo come i discepoli vedevano i samaritani, se erano come tutti gli altri giudei li vedevano con un certo grado di disprezzo, infatti si sentivano superiori rispetto ai samaritani.
Forse vedevano i samaritani come persone etnicamente e spiritualmente compromesse. Gesù, in un certo modo, sta dicendo: “non è questo il modo che dovete vedere i samaritani.”

Forse non vedevano i  samaritani con disprezzo, forse hanno visto i samaritani semplicemente come il panettiere dove comprare il pane o semplicemente come il commesso dove comprare da mangiare e Gesù dice: “no”, quando metti bene a fuoco che Gesù è il Salvatore del Mondo, cambia il modo  in cui vediamo le persone intorno a noi.

Vedi le persone intorno a te come persone che hanno disperato bisogno di essere collegate al Salvatore del mondo.  Quando noi vediamo chiaramente che Gesù è il Salvatore del Mondo, questo cambia o dovrebbe cambiare il modo con cui vediamo le persone intorno a noi. Non vediamo più semplicemente un collega, o il professore universitario, o il maestro di scuola, o gli amici con cui gioco a calcio o il vicino di casa, noi vediamo persone che hanno un disperato bisogno di incontrare Gesù come Salvatore del Mondo. Vediamo persone che sono dei peccatori ma sono profondamente amati da Gesù e quindi hanno bisogno di incontrare Gesù.

Ma possiamo essere onesti con noi stessi e, per rapportarlo hai samaritani del giorno di oggi, possiamo applicarlo con le persone con cui facciamo un pò più fatica. Le persone emarginate, non integrate, ragazze di strada, persone che sono ai margini della nostra società, persone che riteniamo colpevoli per tutti i problemi sociali che abbiamo, persone a cui solitamente guardiamo con disprezzo… forse dobbiamo cambiare il nostro modo di guardare queste persone. Non più persone che creano problemi alla nostra società, ma persone che Dio ha tanto amato che ha mandato suo figlio a morire sulla croce per noi (loro e noi).

Quando vediamo Gesù Salvatore del Mondo vediamo chiaramente noi stessi e vediamo chiaramente le persone intorno  a noi. La chiave di tutto, quindi è quello di vedere chiaramente che Gesù è Salvatore del Mondo.

SCENA TRE – LA TESTIMONIANZA DEI SAMARITANI

L'ultima scena  (39-42) ci dice come i samaritani pervengono a questa visione di Gesù come Salvatore. l’esperienza dei samaritani è stata questa:

  1. Un primo step li ha portati ad avvicinarsi Gesù, è stata la testimonianza della donna samaritana;
  2. poi c’è stato un step decisivo, loro stessi hanno deciso di incontrare Gesù.

Questi due step vengono ribaditi. Notate come il versetto  39 ci dice che molti samaritani credettero a motivo della testimonianza della donna e poi, versetto 41, molti di più credettero a motivo della parola di Gesù. Di nuovo al versetto 42 i samaritani, parlando alla donna, affermano: “noi abbiamo creduto a quello che tu ci hai detto, ma adesso crediamo perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che Lui è il Salvatore del Mondo”.

Nel primo step si si avvicina grazie alla testimonianza della donna, il secondo step è il passo decisivo: si incontra  Gesù. Questa è l'esperienza tipica di tanti di noi. Io sono cresciuto in una famiglia di credenti e sono veramente grato ai miei genitori per l'eredità spirituale che mi hanno trasmesso. In base alla loro testimonianza mi hanno presentato Gesù. Mi hanno invitato a venire a vedere Gesù. Ma poi c’è stato bisogno di un momento decisivo nella mia vita in cui io ho incontrato Gesù. Non faccia a faccia, ma l’ho incontrato nelle pagine della scrittura dei vangeli.  Ho visto e compreso che Gesù è il Salvatore del mondo e quindi anche il mio Salvatore, ho riposto la mia fede in Lui.

Ma anche per coloro che non sono cresciuti in famiglie di credenti la testimonianza e spesso. C’è un primo step di avvicinamento, qualcuno testimonia e questo ci porta a vedere Gesù, ma poi è importante che ci sia  quel momento decisivo dove noi riponiamo la nostra fede il Gesù.

È abbastanza facile fermarsi dopo il primo step e confondere un’atmosfera di fede con l’avere veramente una fede personale in Gesù, confondere, per esempio, l’atmosfera rilegata agli ambienti di chiesa o tra credenti (ecc.) e non avere una propria fede in Gesù!

Se tu stai leggendo queste righe, magari da qualche mese  o da qualche anno o da tutta la tua vita, ti stai interessando a questioni di fede e inizi a vedere chiaramente chi è Gesù come Salvatore del mondo ma non hai mai riposto la tua fede  in Gesù, ora  voglio invitarti a fare questo, a vedere Gesù chiaramente e a riporre la tua fede il Lui.

“Signore io so che Tu conosci, sono un libro aperto davanti a Te, Tu conosci tutti i miei fallimenti ma Tu mi ami lo stesso e Tu sei morto sulla croce per me, io confido in Te per questa vita e per tutta l'eternità.” Ti invito a fare questo passo decisivo. Potresti passare qualche minuto in preghiera e qusto sarebbe un ottimo momento per fare questo passo decisivo.

O forse hai già hai fatto questo passo decisivo e alla luce di questo brano ti rendi conto che non hai più una visione chiara di te stesso, forse sei caduto nell’orgoglio dove ti senti migliore di quello che effettivamente sei, o forse sei caduto all’altro estremo, una persone che anche da credente ha combinato così tanti errori che ti senti fuori dalla portata dell’amore di Dio. Anche tuo, adesso, puoi pulire le lenti affinché tu possa vedere chiaramente che Gesù è il Salvatore del Mondo, così che tu possa vedere te stesso chiaramente come peccatore ma comunque profondamente amato dal Signore.

O forse se tu non vedi più chiaramente le persone intorno a te, vedi le persone intorno a te semplicemente come un fastidio, un problema e non come persone che hanno bisogno di essere attaccati al Salvatore… pulisci le lenti, guarda di nuovo, come i discepoli con i samaritani.

Gesù è veramente il Salvatore del mondo, non c’è nessuno fuori della sua azione salvifica. Vedere Gesù chiaramente ti porterà anche a vedere le persone più chiaramente.
Passiamo qualche minuto in preghiera e se vuoi fare questo step decisivo riponi oggi la tua fede  il Gesù.

“Padre Grazie perché Gesù è ancora oggi il Salvatore del mondo. Signore Gesù Ti prego salva  ancora, salva oggi. Aiutaci a vivere con una visione chiara di chi sei, chi siamo noi e chi sono le persone intorno a noi. Grazie per la Tua fedeltà e per  la Tua compassione verso di noi anche oggi.”

Se tu hai fatto questo step decisivo vogliamo gioire, vogliamo essere seminatori e mietitori che  gioiscono insieme, se tu hai riposto la tua fede in Gesù condividilo con la persona affianco a te, con la persona con cui ti senti più a tua agio, in modo che possiate gioire insieme.

Dio ti ama, Dio ti benedica.

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