I miracoli servono a far credere? - Elio D'Andrea

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Giovanni 4:43-54 - Cnn il fratello Elio proseguiamo la meditazione del vangelo di Giovanni. Il Signore è in viaggio per la Galilea, partito da Gerusalemme è passato per la Samaria, come abbiamo visto la domenica scorsa, ora rientra in Galilea dove ha vissuto molto tempo con i genitori. Ed ecco una folla lo circonda, come avveniva spesso in questo suo triennio di ministerio. Dalle parole di Gesù in questi passi ci si pone la domanda: ma i miracoli possono servire a far credere alle persone? La risposta ci sorprenderà.
Buon ascolto.

--- Elia d'Andrea ---
Roma 10 ottobre 2017

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Ritratto di alex

(11) Commento al vangelo di Giovanni 4:43-54 - per gli amici del gruppo Emmaus
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43 Ora, passati quei due giorni, egli partì di là e andò in Galilea,
44 perché Gesù stesso aveva testimoniato che un profeta non è onorato nella propria patria.
45 Quando dunque giunse in Galilea, i Galilei lo ricevettero, perché avevano visto tutte le cose che egli aveva fatto in Gerusalemme durante la festa, poiché anch'essi erano andati alla festa.
46 Gesù dunque venne di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva mutato l'acqua in vino. Ora vi era un funzionario regio, il cui figlio era ammalato a Capernaum.
47 Avendo egli udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, andò da lui e lo pregò che scendesse e guarisse suo figlio, perché stava per morire.
48 Allora Gesù gli disse: «Se non vedete segni e miracoli, voi non credete».
49 Il funzionario regio gli disse: «Signore, scendi prima che il mio ragazzo muoia».
50 Gesù gli disse: «Va', tuo figlio vive!». E quell'uomo credette alla parola che gli aveva detto Gesù, e se ne andò.
51 Proprio mentre egli scendeva, gli vennero incontro i suoi servi e lo informarono, dicendo: «Tuo figlio vive».
52 Ed egli domandò loro a che ora era stato meglio; essi gli dissero: «Ieri all'ora settima la febbre lo lasciò».
53 Allora il padre riconobbe che era proprio in quell'ora in cui Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive»; e credette lui con tutta la sua casa.
54 Gesù fece anche questo secondo segno quando tornò dalla Giudea in Galilea.

Piccola introduzione storica

Dai vangeli scopriamo che Gesù, ogni volta che lascia la Giudea, fa ritorno in Galilea, dove trascorre la maggior parte della sua vita. Gesù nacque a Betlemme (Luca 2), ma la famiglia, poco dopo la sua nascita,  fugge in Egitto per evitare l'eccidio dei neonati ordinato da Erode (Matteo 2). Al ritorno dall'Egitto, dopo la morte di Erode, si avviarono a Nazaret (appunto in Galilea) per paura che il successore di Erode, suo figlio Archelao, completasse l'opera non riuscita a Betlemme: eliminare il Re dei Giudei. Dopo il battesimo di Giovanni il Battista e la tentazione nel deserto, Gesù andò ad abitare a Capernaum (Cafarnao), sempre Galilea vicino al Mare di Galilea (o lago di Tiberiade), un grande lago dove prosegue la sua corsa il fiume Giordano.


Qui sopra una cartina della provincia della Giudea, il nome fu cambiato dai romani in "provincia della Palestina", dopo la distruzione di Gerusalemme e con l'intento di cancellare il ricordo degli ebrei.
La Galilea era una zona periferica d'Israele che non godeva di una buona nomina. Come dice Natanaele: "può venire qualcosa di buono dalla Galilea, da Nazareth?" - Giovanni 1:45

Zona con una cattiva nomea, la Galilea, vi si rifugiavano fazioni politiche religiose e nazionaliste, tra cui i zeloti che erano zelanti e fanatici. Cercavano rifuggio contra la repressione dei romani, gli davano la caccia per via dei ripetuti attacchi "partigiani" e sedizioni che fomentavano contro i conquistatori. La Galilea, per natura del luogo geografico, si prestava ad essere luogo di rifugio. Il culmine della repressione avviene nel 70 d.C. (come predetto da Gesù Luca 19) . La frangia zelota, sparsa nella Giudea e nella Galilea, per non essere presa dai romani fuggi nella cittadella di Masada, un posto apparentemente inespugnabile. Una spianata posta sopra un'altura dove per per entrare si passava per una piccola strada che permetteva, con fatica, il passaggio di una sola persona alla volta.



Però, sappiamo, l’esercito romano era famoso per l'abilità nel costruire macchine da guerra con ferrea disciplina e tanto coraggio. I capi militari, per espugnare questo luogo, costruirono una rampa di terra e pietre, un impegno che durò circa due anni. Quando giunsero dentro la fortezza trovarono 3.500 cadaveri. I zeloti si suicidarono tutti per non cadere in mano del nemico. Grande fu lo stupore dei romani a cui, sembra, sgui in grande rispetto per queste persone. Per non diventare degli schiavi si uccisero.

 


 

1 - L'opera di Gesù limitata per l'incredulità

43 Ora, passati quei due giorni, egli partì di là e andò in Galilea,
44 perché Gesù stesso aveva testimoniato che un profeta non è onorato nella propria patria.
45 Quando dunque giunse in Galilea, i Galilei lo ricevettero, perché avevano visto tutte le cose che egli aveva fatto in Gerusalemme durante la festa, poiché anch'essi erano andati alla festa.

Gesù era partito dalla Samaria, ricordate l'incontro al pozzo con la samaritana? Veniva da Gerusalemme si era fermato in Samaria e ora ripartiva per andare ancora al nord in Galilea.  Quando andò in Galilea lo accolsero (ma non i suoi conoscenti più stretti) perché avevano visto tanti miracoli, tante opere potenti, qui Gesù dice una cosa importante “un profeta non è onorato nella sua patria” (Nemo propheta in patria), ma da chi non era onorato? E poi cosa significa "onorato?".
Nel vocabolario troviamo “Che è oggetto d'onore; stimato, onesto, rispettabile”. Gesù non ebbe rispetto e a dispetto di tutto quello che di buono faceva!!

E' curioso rilevare che non era onorato da diverse tipologie di persone:

  • i suoi paesani di Nazaret (Galilea) - Non è questo il figlio del falegname? (Matteo 13 53:58)
  • i suoi fratelli (Giovanni 7:10)
  • i suoi parenti (Marco 3:21 “I suoi parenti, udito ciò, vennero per prenderlo, perché dicevano: «È fuori di sé».)
  • I capi religiosi di Gerusalemme la capitale d'Israele, la patria scelta da Dio dove era atteso e si sarebbe manifestato il messia!

Rifiutato per motivi sociali

Fu rigettato per diversi motivi, era figlio del falegname! Forse perchè non era figlio del re, o di un sommo sacerdote, 

Matteo 13:55-57

55 Non è questi il figlio del falegname? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?
56 E le sue sorelle non sono tutte tra di noi? Da dove gli vengono tutte queste cose?»
57 E si scandalizzavano a causa di lui. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato che nella sua patria e in casa sua».

Non è questo il figlio del falegname? Disprezzato per motivi sociale! 

"Gesù, ma fino a ieri ti abbiamo visto intarsiare il legno, ti abbiamo visto fare delle belle sedie, perchè non hai continuato a fare il falegname. Adesso di punto in bianco ti metti a fare miracoli, a parlare con potenza? E poi Cos'è tutta questa saggezza, da dove ti viene?" - Sembra di sentire proferire queste parole.

Ma in fondo non capita anche oggi di considerare le persone dal loro ruolo sociale? Davvero la logica di Dio è molto diversa i suoi pensieri molto al di sopra dei nostri. Il Creatore si è usato di persone come Pietro e  Giovanni, pescatori di periferia, per fare delle opere grandiose alla Sua gloria. davvero commettiamo un errore se soffermiamo lo sguardo sulla posizione sociale.
Satana, sempre operoso, a volte riesce ad usare anche coloro che si definiscono cristiani, se non siamo vigili, per distruggere le persone riuscendo a convincerci  di non considerarle per niente..

Rifiutato dai suoi parenti

Possiamo sentire la loro voce: "Gesù che stai facendo? Tu non stai ragionando come le altre persone. Come mai sei così diverso? Sei incomprensibile per noi". Gesù veniva considerato dai suoi parenti un folle! (Marco 3:21)
Anzi desideravano che si allontanasse da loro perchè non credevano in lui (Giovanni 7:3)

Rifiutato dai capi religiosi

 

E’ venuto in casa sua ma i suoi non l’hanno ricevuto - Giovanni 1:11

 


 

2 - E TU COSA PENSI DI GESU?
Attento a questa risposta perchè, a pensarci bene, le risposte possono essere solo due.
O era quello che diceva di essere oppure era un bugiardo. Non definirlo solo una brava persona, perchè si è fatto Dio, e una "brava" persona non fa questo. Non farlo solo un esempio, perchè non solo ha chiesto di imitarlo ma di obbedirgli.

La religione è stata definita “l’oppio dei poveri” (Citazioni di Karl Marx). Le religioni, per quello che l'uomo ne ha fatto, spesso non aiutano a vedere come stanno le cose. Troppo spesso non presentano il vero Dio e, anzi, portano lontano dal Signore. Dio è presentato da Gesù Cristo, attraverso la sua vita e la sua opera, le parole dette, le azioni compiute il Signore ha mostrato il carattere del Padre e non solo è anche il ponte tra ciò a cui siamo per natura destinati (un luogo lontano da Dio) e la nuova vita che anche oggi è possibile afferrare cambiando quel "destino". Gesù Cristo è il patto di sangue, il Suo sangue, per far pace con il nostro Creatore. E questa è la Grazia!

Non essere incredulo ma si credente, torna al Signore, ai suoi piedi. Vivi il Signore come l’unica fonte che ti può rinnovare che ti può cambiare e fornirti la cosa di cui hai più bisogno, e tu hai bisogno di Gesù del continuo.

Ogni cosa sussiste per mezzo di Lui e in vista di Lui, qual è il più grande miracolo nella storia se non l’incarnazione del nostro Signore. Dio, il solo perfetto,  che viene ad abitare con e tra agli imperfetti!!!
Ha guarito persone da diverse malattie, ha portando i morti in vita,  ha sfamato moltitudini, ha calmato la tempesta, i ciechi hanno recuperato la vista , i zoppi hanno camminato, ha liberato persone da possessioni ed il vangelo (ossia la buona notizia che si può far pace con Dio) è stato annunciato (Is 35:4-6)... tutti i miracoli che Gesù ha fatto li ha fatti per far vedere la sua messianicità, che Lui è il messia, ossia Il Re e il Sacerdote che intercede tra il popolo e l'Eterno.
E cosa abbiamo fatto di Gesù?

Come accadde nei tempi antichi e nel periodo dei profeti Elia e Eliseo, nonostante essi fecero molti miracoli e la gente li seguiva, in fondo rimanevano increduli. Molti Re rimasero increduli, i sacerdoti rimasero increduli, e Israele, per questo, fu più volte conquistato, distrutto, disperso.

A Gesù credettero? Si gli credettero ma lo misero in croce.  Intrecci politici, guerre di potere (i sacerdoti temevano di perdere importanza) e tradizionalismo religioso indurirono i cuori, lo sappiamo Gesù permise di essere ucciso, ma gli uomini davanti a tutti i miracoli che ha fatto.... lo uccidono. E' questo l'Uomo!
Non ha importanza la verità, l'importante è il consenso, il potere, i soldi, etc. Lo viviamo anche oggi, forse più di ieri.
Siamo manipolati del continuo e per essere manipolati si distorce la verità presentando altre "verità". Senza pietà vengono sconfessati, accusati, politici tra politici e, attenzione, loro non sono il male della società ma la rappresentano.
Certo ora non stiamo parlando di Gesù, ma quella è la tecnica, sconfessare, inbruttire il "nemico", tutto va bene, bugie, sorrisi d'occasione, soldi, falsi testimoni.... pur di raggiungere l'obiettivo, non ha importanza la verità anche se ha la V maiuscola (il riferimento è a Verità con la V maiuscola non al movimento politico che nel suo simbolo contienela V).
Questo è l'Uomo, abbiamo bisogno di un cambiamento radicale, profondo, o vince sempre il nostro dio per eccellenza, l'IO.


Va bene ma se vediamo un morto risorto allora si crederemo.... sicuro?
Nella parabola di Lazzaro e il ricco (luca 16:19-31) notiamo qualcosa di molto interessante, il ricco disse all'incirca queste parole: "Io sono nel tormento perchè non mandi Lazzaro a parlare ai miei parenti affinchè loro credano e si ravvedano!".
Ma nella parabola troviamo la realtà fotografata da Gesù... "hanno Mosè e i Profeti e anche se risuscitasse una persona questi non crederanno".
Se uno non è aperto alla grazia di Dio il miracolo non aumenta la fede.

 


 

3 - LA FEDE CHE GESU' CERCA

Nel brano che abbiamo letto vediamo che fede c'è nell’ufficiale del Re. L’ufficiale era un uomo influente, autoritario, avrebbe potuto chiedere a qualcuno di andare a chiamare Gesù, ma si umiliò e andò. Pregò Gesù.

4:47 Come egli ebbe udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, andò da lui e lo pregò che scendesse e guarisse suo figlio, perché stava per morire.

Si umiliò, andò e pregò Gesù

Aveva un figlio ammalato e stava per morire. La richiesta di questo padre è semplice e comprensibile: “scendi prima  che mio figlio muoia”.

Come risponde Gesù a questa richiesta? “Va tuo figlio vive”.

Come avremmo risposto noi se Gesù ci risponde in questo modo? Probabilmente insisteremmo affinchè Gesù venga a "toccare" nostro figlio… forse non ci saremmo accontentati delle parole di Gesù: "Vai tu figlio è guarito".
Sarebbe molto logico insistere e chiedere di venire con noi.

Invece l’uomo crede alla parola di Gesù. Ubbidisce e percorre i circa 32 km di ritorno versa la propria casa, ha fiducia e si aspetta che Gesù sia fedele, è possibile che nel cammino qualche dubbio insorga (4:52-53) ma ha fiducia e prosegue!

Egli  vede i servitori venirgli incontro e gli comunicarono  che suo figlio è vivo, l'uomo chiede a che ora era accaduto (è umano avere momenti di dubbio e scoraggiamento, ma ha continuato), gli rispondono:  «Ieri, all'ora settima, la febbre lo lasciò».  Esattamente quando il Signore gli aveva detto: "va! il tuo figliolo vive".

Anche i servi e la sua famiglia nonostante non avessero visto Gesù ebbero fiducia nell’ufficiale. Credette lui con tutta la sua casa. Tutta la famiglia e il servitore credettero all’opera di Gesù. Non hanno conosciuto Gesù dal "vivo", ma hanno creduto.

Questa è la fede che cerca il Signore. Più che credere in Dio, nella dottrina, nei fatti storici, nelle parole di Gesù, tutto questo è utile, ma il fine è avere fiducia in Gesù.
I demoni credono in Dio più di me e te, ma restano demoni.
Riporre la fiducia in Gesù è la fede che il Signore premia, con la Sua Vita, la Sua Pace... E meraviglioso!

Dio ti benedica. Dio ti ama.

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