Matteo 23 - Dico e non faccio, appaio ma non sono - Il pericolo mortale del cristiano

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Matteo 23:1-12 - "Guai a voi" ripetuto sei, sette volte. A chi è rivolta questa parola? Quale contrasto con l'inizio del vangelo di Matteo nella beatitudine sul sermone della montagna con quel "beati voi". La salvezza offerta se non viene ricevuta diventa condanna. La grazia offerta se non viene ricevuta diventa perdizione.

Quando ascoltiamo la Parola di Dio ci troviamo sempre in pericolo, perché quello che è un annuncio bello e buono, di vita eterna, se non viene ricevuto diventa il suo contrario.
I "beati" si trasforma in "guai". Essere messi davanti la Parola di Dio può essere occasione di salvezza o anche il contrario se questa Parola non è ricevuta.

Ma questa parola "guai" a chi è rivolta? Ha un applicazione anche oggi?

Secondo il fratello Paolo Ricca questa parola, all'ora rivolta ai Farisei, è oggi rivolta anche ai cristiani militanti potenzialmente rivestibili di fariseismo e implica

4 pericoli inerenti la doppiezza:

  • Dicono e non fanno - la doppiezza tra le parole che pronunciamo e la vita che viviamo. Le parole diventano vuote, quelle che sono piene diventano vuote quando c'è la doppiezza tra quello che dico e quello che faccio. Le parole sono tutte cristiane ma i fatti non tanto.
  • Vogliono apparire - Tutte le loro opere le fanno per essere osservati dagli uomini,. Questo è il grande trend del nostro tempo. Quello che conta è l'immagine! Non conta quello che sei, conta quello che appari e quindi tutto lo sforzo, anche lo sforzo in campo cristiano è di apparire.
  • Non fatevi chiamare maestro - Il massimo che possiamo aspirare di avere è il titolo di discepolo. Kierkegaard veniva ammirato come un grande cristiano. Si narra che quando la gente gli diceva: "tu si che sei un cristiano", lui rispondeva: "no, sono aspirante cristiano".
  • Non chiamate nessuno sulla Terra Padre - Anche Gesù non si è mai chiamato Padre, ma solo e sempre figlio. Quando disse: "io e il Padre siamo uno" non dice: "io sono il Padre". Anche noi siamo figli e figlie.

Chiediamo a Dio umilmente di preservarci da questo rischio, da questo pericolo e di mantenerci in una vita il più possibile non doppia.
Ne tra le parole e le opere, ne tra quello che siamo fuori e quello che siamo dentro.

Restiamo fino in fondo discepoli e figli.

 


 

NOTA BENE

Con la chiesa Valdese, di cui il fratello Paolo Ricca è pastore, esistono diverse differenze dottrinali rispetto alla chiesa "dei fratelli". Per esempio la Chiesa Valdese riconosce la Bibbia come contenente la Parola di Dio ma che non sia tutta Parola di Dio. Tuttavia, anche ascoltando il consiglio paolino: "ritenete ciò che è bene", si riporta questa interessante conferenza per gli spunti di rilfessione che essa favorisce.

Questo video fa parte della playlist "Paolo Ricca"

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  • Autore: sconosciuto. Potrebbe essere Matteo, uno dei Dodici, come ritenevano molti “Padri della Chiesa”.
    Data di composizione: quasi certamente tra il 60 e il 70.
    Lingua originale: è stato scritto in ebraico, destinato agli Ebrei e in seguito tradotto in greco.
    Concetto centrale: Ecco il tuo Re! (21:5).

    Note varie:

  • «Guai a voi, ipocriti, maestri della Legge e farisei! Vi preoccupate di pulire la parte esterna dei vostri piatti e dei vostri bicchieri, ma intanto li riempite dei vostri furti e dei vostri vizi.  Fariseo cieco! Purifica prima quel che c’è dentro il bicchiere, e poi anche l’esterno sarà puro.  «Guai a voi, ipocriti, maestri della Legge e farisei! Voi siete come tombe imbiancate: all’esterno sembrano bellissime, ma dentro sono piene di ossa di morti e di marciume. Matteo 23:25‭-‬27

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