Marco 4:35 - 5:20 - Calma il mare e libera l'anima - Ma chi è costui?

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Marco 4:35-41 - Il peccato è il tema dominante nei primi capitoli di Marco, il ravvedimento ed il credere al vangelo sono termini correlati. Infatti credere che qualcosa sia vero non è sufficiente, è necessario affidarci alla persona di Gesù in un percorso che comincia con il ravvedimento, percorso che ha un inizio, fondamentale, e termina l'ultimo giorno.
Il Signore usa molte parabole per insegnare questo, oltre a fare segni straordinari. Dopo una giornata di insegnamento intenso cerca un momento di riposo, ma il Suo insegnamento non era finito, qualcosa dovevano imparare anche i suoi diretti discepoli:

La tempesta sedata

35 In quel medesimo giorno, verso sera, disse loro: «Passiamo all'altra riva».
36 E lasciata la folla, lo presero con sé, così com'era, nella barca. C'erano anche altre barche con lui.
37 Nel frattempo si sollevò una gran tempesta di vento e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena.
38 Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t'importa che moriamo?».
39 Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e vi fu grande bonaccia.
40 Poi disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?».
41 E furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro: «Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?».

Dopo questa incredibile esperienza subito (non a caso è il vangelo di Marco) un'altra esperienza di liberazione.
Per certi versi simile alla prima, infatti ora è un'anima da calmare, anzi liberare:

 

L'indemoniato garaseno

1 Intanto giunsero all'altra riva del mare, nella regione dei Gerasèni.
2 Come scese dalla barca, gli venne incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo.
3 Egli aveva la sua dimora nei sepolcri e nessuno più riusciva a tenerlo legato neanche con catene,
4 perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva sempre spezzato le catene e infranto i ceppi, e nessuno più riusciva a domarlo.
5 Continuamente, notte e giorno, tra i sepolcri e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre.
6 Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi,
7 e urlando a gran voce disse: «Che hai tu in comune con me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!».
8 Gli diceva infatti: «Esci, spirito immondo, da quest'uomo!».
9 E gli domandò: «Come ti chiami?». «Mi chiamo Legione, gli rispose, perché siamo in molti».
10 E prese a scongiurarlo con insistenza perché non lo cacciasse fuori da quella regione.
11 Ora c'era là, sul monte, un numeroso branco di porci al pascolo.
12 E gli spiriti lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi».
13 Glielo permise. E gli spiriti immondi uscirono ed entrarono nei porci e il branco si precipitò dal burrone nel mare; erano circa duemila e affogarono uno dopo l'altro nel mare.
14 I mandriani allora fuggirono, portarono la notizia in città e nella campagna e la gente si mosse a vedere che cosa fosse accaduto.
15 Giunti che furono da Gesù, videro l'indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura.
16 Quelli che avevano visto tutto, spiegarono loro che cosa era accaduto all'indemoniato e il fatto dei porci.
17 Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.
18 Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo pregava di permettergli di stare con lui.
19 Non glielo permise, ma gli disse: «Va' nella tua casa, dai tuoi, annunzia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ti ha usato».
20 Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli ciò che Gesù gli aveva fatto, e tutti ne erano meravigliati.

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