L'autorità delle Scritture - Martyn D. Lloyd-Jones

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La nostra posizione di fronte al cruciale problema dell'autorità nell'epoca moderna è molto simile a quella dei membri della chiesa primitiva. Lo scopo del nostro studio, come ho cercato di chiarire nell'introduzione a questo libro, è pratico. Ci interessiamo a questo problema, perché esso coinvolge l'intera questione dell'evangelizzazione.

IL CONTESTO DEL MESSAGGIO DEL NUOVO TESTAMENTO
Nei primi giorni di esistenza della chiesa, gli apostoli si recarono dappertutto annunciando che Gesù era risorto, che era il salvatore del mondo e il Signore. Essi proclamavano che egli era il figlio di Dio. dichiaravano che "... non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati" (Atti 4:12). In altre parole proclamavano che Gesù era il figlio di Dio, l'autorità definitiva e assoluta. Questo era il loro messaggio. Esso, tuttavia, non veniva presentato da solo, come lo dimostrano chiaramente alcuni passi del Nuovo Testamento (cfr. Atti 17:1-4 e Prima Corinzi 15:1-4). L'annuncio che Gesù era il figlio di Dio e il salvatore del mondo veniva inserito nel messaggio dell'Antico Testamento.
Il primo sermone ufficiale predicato sotto gli auspici della chiesa cristiana, così come noi la conosciamo e dichiariamo che fosse, fu tenuto da Pietro a Gerusalemme nel giorno di Pentecoste. Egli presentò Gesù di Nazaret come figlio di Dio e il salvatore del mondo, servendosi quasi esclusivamente di porzioni dell' Antico Testamento.

Per noi è di vitale importanza cercare di comprendere questo fatto. La predicazione degli apostoli non isolava la figura di Gesù, ma la presentava nel contesto di ciò che l'aveva preceduto. Dio non cominciò ad agire a Betlemme. Dio non si è rivelato soltanto in Gesù Cristo, né la sua rivelazione è incominciata con la venuta di Gesù nel mondo. Dio si era già rivelato in precedenza, come ci ricorda l'epistola agli Ebrei 1:1-3. Dio aveva parlato "molte volte e in molte maniere", perciò la venuta di Gesù deve sempre essere inquadrata in tale contesto.

Il libro degli Atti dimostra chiaramente che gli apostoli si rendevano conto che le loro affermazioni sarebbero state vane, se essi non avessero potuto conciliare il loro messaggio con tutto l'insegnamento delle scritture dell'Antico Testamento. Per questo si sforzavano continuamente di mostrare tale connessione.
Nel libro degli Atti al capitolo 17 versetto 3 leggiamo che essi: "spieg.avano (le scritture dell' Antico Testamento) e dimostravano che era stato necessario che il Cristo soffrisse".

Martyn D. Lloyd-Jones

 

 

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