A Cana si alza il gomito e il vino scorre a fiumi. Eppure non è soltanto un salvare la faccia dello sposo!

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Giovanni 2:1-11 - E' famosissima la storia in cui Gesù trasforma una grande quantità d'acqua in altrettanto grande quantità di vino di ottimo livello qualitativo e gustativo. Quello che si conosce di meno è il perchè? Certamente stava nascendo un grosso problema in quel matrimonio e prima ancora di essere iniziato. Gesù mostra la sua Grazia! Ma non è soltanto per gli sposi questo gesto straordinario e poì perchè il rimprovero di Gesù a sua madre ("Che c'è fra me e te, o donna?"), scopriamo il perchè.

Primo miracolo a Cana
Gv 2:1 Tre giorni dopo, ci fu una festa nuziale in Cana di Galilea, e c'era la madre di Gesù. 2 E Gesù pure fu invitato con i suoi discepoli alle nozze. 3 Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». 4 Gesù le disse: «Che c'è fra me e te, o donna? L'ora mia non è ancora venuta». 5 Sua madre disse ai servitori: «Fate tutto quel che vi dirà». 6 C'erano là sei recipienti di pietra, del tipo adoperato per la purificazione dei Giudei, i quali contenevano ciascuno due o tre misure. 7 Gesù disse loro: «Riempite d'acqua i recipienti». Ed essi li riempirono fino all'orlo. 8 Poi disse loro: «Adesso attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono. 9 Quando il maestro di tavola ebbe assaggiato l'acqua che era diventata vino (egli non ne conosceva la provenienza, ma la sapevano bene i servitori che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo e gli disse: 10 «Ognuno serve prima il vino buono; e quando si è bevuto abbondantemente, il meno buono; tu, invece, hai tenuto il vino buono fino ad ora».
11 Gesù fece questo primo dei suoi segni miracolosi in Cana di Galilea, e manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui.

Andy Hamilton
--- Roma 22 ottobre 2017 ---

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Ritratto di alex

(5) Commento vangelo Giovanni 2:1-12 - per gli amici del gruppo Emmaus

Giovanni, con il racconto dellle nozze di Cana, ci offre una piccola pietra preziosa. Spesso il brano è presentata come un simpatico gesto di Gesù verso due sposini togliendoli dell’imbarazzo di aver finito il vino durante il loro pranzo di nozze.

In realtà, dopo una attenta lettura, ci accorgiamo che vi sono troppi particolari taciuti: i nomi degli sposi, quello dei discepoli, una descrizione della festa, alcuni nomi degli invitati, Gesù che chiama Maria, sua madre, “donna” e così via. Proseguiamo con ordine.

Matrimoni! C'è chi li ama e chi invece li sopporta poco. lo non so in quali di queste due categorie mi trovo. Ci sono alcuni aspetti dei matrimoni che mi piacciono (le promesse, il mangiare, ecc.) e alcuni aspetti che mi piacciono meno (la lunga attesa mentre gli sposi fanno le foto, il dover indossare la cravatta e soprattutto la musica...). Riconosco l'importanza del matrimonio e sono contento di essere invitato. Il mio desiderio di partecipare oppure no ad un matrimonio dipende molto non solo da chi sono gli sposi ma anche da chi sono anche gli altri invitati. Con queste righe vogliamo partecipare ad un matrimonio, scopriamo subito che gli invitati sono speciali.

Come già osservato Giovanni sceglie un approccio diverso rispetto ai Vangeli di Matteo e di Luca. Giovanni svela subito tutte le carte. Ci dice che Gesù è la Parola diventata carne, colui che nel principio era con Dio e che era Dio! Poi, tramite Giovanni il battista, rivela che Gesù è il Cristo, l'Agnello di Dio e il Figlio di Dio. Ma come si comporta il Figlio di Dio ad un matrimonio?  Una festa nella quale è presente anche sua madre con cui avrà un'interazione. Come sarà il loro rapporto? Come sarà la loro interazione?
Giovanni si appresta a raccontarci con successo una storia interessante. Come tutte le storie avvincenti ci troviamo con i seguenti ingredienti:  dei personaggi, un'occasione in cui si ritrovano insieme, un problema che si presenta, una suspense poi la risoluzione e quindi la reazione.

Giovanni 2

1 Tre giorni dopo, ci fu una festa nuziale in Cana di Galilea, e c'era la madre di Gesù.
2 E Gesù pure fu invitato con i suoi discepoli alle nozze.
3 Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino».
4 Gesù le disse: «Che c'è fra me e te, o donna? L'ora mia non è ancora venuta».
5 Sua madre disse ai servitori: «Fate tutto quel che vi dirà».
6 C'erano là sei recipienti di pietra, del tipo adoperato per la purificazione dei Giudei, i quali contenevano ciascuno due o tre misure.
7 Gesù disse loro: «Riempite d'acqua i recipienti». Ed essi li riempirono fino all'orlo.
8 Poi disse loro: «Adesso attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono.
9 Quando il maestro di tavola ebbe assaggiato l'acqua che era diventata vino (egli non ne conosceva la provenienza, ma la sapevano bene i servitori che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo e gli disse:
10 «Ognuno serve prima il vino buono; e quando si è bevuto abbondantemente, il meno buono; tu, invece, hai tenuto il vino buono fino ad ora».
11 Gesù fece questo primo dei suoi segni miracolosi in Cana di Galilea, e manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui.
12 Dopo questo, scese a Capernaum egli con sua madre, con i suoi fratelli e i suoi discepoli, e rimasero là alcuni giorni.

 

Occasione (1a): L'occasione è una festa nuziale a Cana di Galilea (10km da Nazareth piccola come Nazareth). Spesso tutto il paese è coinvolto in un matrimonio in cui la festa durava fino ad una settimana. Più importanti anche dei matrimoni pugliesi! Certamente una bella occasione e di grande gioia.

Personaggi (1b-2): Ci vengono presentati i personaggi: lo sposo, il maestro di tavola e i servitori ma tutti questi hanno un ruolo secondario nel racconto. I personaggi principali sono presentati all'inizio: la madre di Gesù (1b), Gesù e i suoi discepoli (2). Come si comporta Gesù ad una festa? Certamente non è un guastafeste!


E' curioso che in questa storia l'attenzione è più sugli invitati che sugli sposi di cui non conosciamo praticamente nulla. Emerge però un rapporto tra Maria e gli sposi. Forse compaesani oppure amici di famiglia, forse un rapporto di parentela?
Non sappiamo però scopriamo che  Maria aveva qualche responsabilità organizzativa in questa festa.

Problema (3-5): Manca il vino! L'onore di tutta una famiglia era in gioco. E' lo sposo che procura il vino per la festa, ne ha provveduto, ma non per tutto il periodo. Molto grave! Qui si rischia di far saltare tutto, un matrimonio che rischia di finire prima di cominciare. Gli storici addirittura ci informano di alcuni casi in Galilea dove la famiglia della sposa fa causa alla famiglia dello sposo in casi come questi. Già i rapporti con i suoceri... complicati già a quei tempi :-)

Maria coglie la gravità di questo e e informa Gesù. La risposta di Gesù è sorprendente (4). Spesso le risposte di Gesù sono sorprendenti, inaspettate. Giuseppe, il marito di Maria, non era al matrimonio, in effetti l'ultima volta lo si incontra quando Gesù, dodicenne, si trattenne nel tempio. Probabilmente Maria, vedova, era abituata ad un rapporto simile con Gesù. C'è un problema e gliene parla. Non sorprende, quindi, l'apparente ambiguità della risposta quanto il tono inaspettato. La chiama "donna".
Nessun aspetto culturale o linguistico rende questo modo di parlare di Gesù a sua madre "normale".
In 1 Re 2:20 leggiamo, per esempio, di una richiesta che la madre del re Salomone presenta al re, la sua risposta è "Chiedimela pure, madre mia; io non te la negherò". Chiamare madre la propria mamma non è maleducato o disonorevole.

Eppure Gesù qui la chiama "donna".

Anzi Gesù riusa questo termine nel cap. 19 in un momento di grande sofferenza (in croce) e tenerezza (si preoccupa per Maria) "donna, ecco tuo figlio", si riferiva al fatto che Gesù avrebbe voluto che Giovanni si prendesse cura di Maria.

"Che c'è fra me e te?". Questa frase appare in 5 occasioni nei Vangeli sempre detta da un demone a Gesù, un modo per dire siamo distanti, siamo separati, io di qua e tu di là. Questa è la frase che Gesù dice a Maria aggiungendo "l'ora mia non è ancora venuta". Il tono è quello di un rimprovero. Il motivo del rimprovero forse non è be chiaro, ma che sia un rimprovero è chiaro.

In un certo modo Gesù dichiara, anche a sua madre, "noi siamo cose diverse, tu umana io il Figlio di Dio". Questo non significa un raffreddarsi dell'amore di Gesù verso sua madre, abbiamo appena ricordato la sua preoccupazione ed era sulla croce!
Ma un monito per lei e per noi. Maria aveva bisogno della grazia di Dio, del perdono dei peccati. Come umana aveva bisogno di Gesù, come te e me.

Questo fatto non blocca la narrazione e, di primo impatto, non sembra neanche intaccare troppo Maria che si rivolge ai servitori e disse "fate tutto quello che vi dirà". Seppur in seguito non ci viene narrata mai più nessuna richiesta di Maria al Signore Gesù Cristo, capisce la lezione e sperando in lui afferma: "fate tutto quello che vi dirà". Non ha detto a Gesù cosa fare, ne sa cosa accadrà, ma ha fede in Gesù Cristo. Come Giovanni il battista fa in modo che l'attenzione sia rivolta a Gesù Cristo.

Risoluzione (6-9): Gesù entra in scena trova lì 6 recipienti di circa 100 litri. Gesù invitò i servitori a riempire questi recipienti di acqua fino all'orlo. Poi disse di attingere dell'acqua e di portarla al maestro di tavola (la persona che organizza e sovrintende tutto). A questo punto c'è un po' suspense. Leggiamo allora, con sollievo, che l'acqua era diventata vino. Il maestro di tavola non lo sapeva ma i servitori si. I servitori sapevano anche che avevano riempito questi contenitori fino all'orlo quindi qui non c'è nessun trucco. La suspense continua nel sapere quale sarebbe stato il verdetto riguardo al vino. Questo ci indirizza all'ultimo aspetto della narrazione.

Reazione (10-11): La reazione è che lo sposo riceve una grande quantità di complimenti. Infatti a differenza dell'abitudine in cui si serviva prima il vino buono e poi quello più scadente, in questo caso il vino migliore è apparso dopo. Il vino è "divino".

Il sollievo ormai è ai massimi livelli. Gesù ha salvato/scampato lo sposo da un grandissimo disonore per non avere provveduto a sufficienza dell'ingrediente principale della festa. Gesù Cristo rovescia completamente la situazione, un disonore diviene un onore!.

La reazione dei discepoli a questa manifestazione del potere di Gesù è quello di riporre la loro fiducia in Lui che compie questi miracoli straordinari.

Bell'episodio! Ben raccontato da Giovanni! Non voglio sembrare irrispettoso ma siamo certi che è "tutto qui"? Gesù interviene solo per salvare un matrimonio che stava andando a rotoli? Questo brano ci suggerisce e ci comunica qualcosa di più profondo ma, per trovarlo dobbiamo essere i primi noi ad andare a scavare più in profondità e quindi a ricevere l'ebbrezza e la vitalità e la rigogliosità del Vino, simbolo dell’amore sponsale tra Yahweh e il suo popolo.

L’antico testamento ricorre spesso all’immagine del banchetto escatologico per indicare l'approdo ultimo della vita, all’interno di questo banchetto Cristo è lo sposo, che offre il suo vino.

In realtà, troppi segnali rimandano ad un messaggio che va al di là della cronica.
Pensate, per esempio, ai recipienti utilizzati per contenere l'acqua che poi è trasformata in vino.
Questi contenitori erano delle vasche verticali, dove i giudei si immergevano per essere "purificati" non tanto dallo sporco materiale ma da quello spirituale, per presentarsi puliti davanti al Signore....
Nel Giudaismo il vino era divenuto uno dei simboli preferiti per designare la legge, in modo particolare quella legge nuova che un giorno avrebbe insegnato il messia…
Quell'acqua è trasformata in vino! Si quel vino di cui il Signore parlerà diverse volte, nell'ultima cena, per esempio:

 

Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, e tutti ne bevvero. Poi Gesù disse: «Questo è il mio sangue, il sangue del patto, che è sparso per molti. - Marco 14

 

Quel sangue sarà propiziatorio, come l'agnello sacrificato per i peccati nel precedente Patto, allo stesso modo, anzi quelle erano ombre di cose che sarebbero in seguito avvenute, Gesù ha versato il suo sangue puro per il mio e per il tuo peccato. Il sacrificio di Gesù Cristo, se glielo permettiamo (Gesù è un gentiluomo, non prevarica, non costringe, la scelta è libera), ci lava, ci pulisce!

In conclusione lo scopo di questo brano è quello di trasmetterci un doppio messaggio. Gesù onora il matrimonio con la Sua presenza, cambia la storia delle persone con il Suo intervento ma, ancora più in profondità, quando comprendiamo l'identità di Gesù e ci rapportiamo a Lui nel modo giusto, allora possiamo essere purificati dai nostri peccati!

Se nella nostra vita, nella fiducia del Padre, ci manca di scioltezza, si è spaventati, pigri, timorosi, affamati per il futuro e il presente, significa che non c’è la gioia, che si “arranca” nella vita forse fatta più di amarezza che di soddisfazioni. E’ venuto a mancare il vino al nostro banchetto di nozze!

E’ in queste situazione che si ha la sensazione di non avere più nulla di offrire se non la propria stanchezza, freddezza e l’amara delusione di come sono le anfore di pietra vuote, forse un tempo ricolme di religiosità inappagante.

E' urgente far nostro l’invito della madre di Gesù, come "donna" dice ad altre donne ed uomini:”qualsiasi cosa vi dice di fare fatela”. Per far scaturire il vino della gioia riempiamo il vuoto dei nostri simulacri e viviamo con l’acqua della vita che va riempita con la sua luce e i suoi progetti, la Sua presenza!. Bisogna fare quello che dice dandogli credito fiduciosi. L’ebbrezza dell’amore del Padre crea un contaggio, non ci deve appesantire, non è “asma” permanete, e un pò asmatici ci siamo tutti.

Anche oggi questo invito è valido, l'invito a questo banchetto speciale che, tramutando il nostro disonore in onore per i meriti del Signore, promette gioia che non finisce e che non si esaurisce, in una relazione con il nostro Salvatore. Siamo distanti, Lui è puro, senza peccato. Come Maria noi siamo dall'altra parte..... ma alla croce il Signore ha tracciato la via, aperto un passaggio.

Oggi possiamo attraversare quella via!

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