Tyke, vi racconto la mia storia!

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Tyke, vi racconto la mia storia! (Una storia vera) 

La libertà? Un grande dono di Dio! Ma se priviamo i nostri amici animali delle loro libertà, della loro esistenza, anche con metodi violenti qualche domanda alla nostra coscienza è d’obbligo!

«C’era un segreto di un grande amore, tenuto nascosto dentro di me, fin da quando ero un cucciolo che stava attaccata alla coda della mia mamma!
Mi chiamo Tyke, questo è il nome che mi hanno dato gli uomini quando mi presero dalla mia terra in Mozambico, quando avevo solo pochi mesi!

Uccisero la mia cara mamma senza pietà, davanti ai miei occhi, le tagliarono le zanne per venderle a uomini senza scrupoli!

Sono una elefantessa portata fuori dalla mia terra dell’Africa, per essere venduta a un circo e fare ridere la gente!

Sento ancora nelle orecchie lo sparo del bracconiere, che mi levò la cosa più bella che avevo al mondo!
I miei occhi videro la mia povera mamma, stesa sul suolo e degli uomini cattivi che si avvicinano a lei ridendo, con il fucile ancora fumante, si fanno delle foto ricordo della loro cattiveria!

La mia terra è un amore sognato, cercato, ma purtroppo mai più ritrovata, così bella, stupenda e misteriosa, la mia Africa, con i suoi tramonti rosso fuoco da farti sognare!

La sua natura selvaggia, capace di stringerti in un abbraccio struggente!

I miei amici della savana, zebre, giraffe, gazzelle, le tigri, le scimmie e i leoni vivono in queste terre selvagge e misteriose, ma sono minacciate da un nemico che li uccide per farne un commercio: l’uomo!

 E noi, gli elefanti, siamo una meraviglia della natura!

Al nostro passaggio, la terra trema sotto di noi, gli alberi della foresta si inchinano al nostro passaggio, in una maestosa riverenza!

Il canto di miriadi di uccelli dai colori variopinte ci fanno da cornice, mentre passiamo in questa terra capolavoro del creato!

La mia Africa: un amore sognato, cercato, e mai più ritrovata!

Al tramonto si sentono i canti delle tribù che danzano intorno al fuoco dei loro campi, al suono dei tamburi!

 La sognavo tutte le notti la mia Africa, volevo ritornarci, conoscerla, esplorarla stringerla a me, come una terra amata e perduta, perdermi nella sua bellezza selvaggia.

 Ma sono qui in questo circo per fare ridere la gente, con un ridicolo cappellino sulla testa.!

Ma la mia terra è lontana e io sono qui tra sofferenze e dolori!

Non posso andare in giro né rivedere più la mia famiglia! Sono un animale da circo!

Un elefante con un guinzaglio, con una grossa catena alle zampe, un cappellino rosso sulla testa, che mi umilia e mi fa piangere!

 Mi picchiano e mi fanno urlare, mi fanno desistere da ogni mio pensiero di libertà!

 Tante bastonate! È il mio destino!

 Com’è’ misteriosa la mia Africa, così lontana dai miei occhi!

 Non ti svela subito tutto il suo fascino, lei è magica, affascinante e tu la devi scoprire poco a poco, senza avere fretta!

 Ma non ti danno il tempo di amarla, di esplorarla, hanno fretta di portarti via, tra la gente che vuole ridere di te e del tuo stupido cappellino, e tu conosci solo un pungolo dolente nelle carne, ti procura tanto dolore e ti toglie la vita e la libertà!

 La mia Africa la devi ammirare, perdendoti nelle sue magie, fermando il tempo, non la vita!

I bracconieri sono arrivati dalla Tanzania, in Mozambico hanno ucciso la mia mamma, mi hanno incatenata e portato via dalla mia terra, dove ho passato ventinove anni in un circo degli Umani! Maltrattata, umiliata e lasciata vivere in pessime condizioni!

Un giogo crudele che non ho sopportato più!

Tutte quelle torture e la vita miserabile che conducevo, sotto il bastone di un uomo crudele che mi teneva incatenata per ventidue ore al giorno!

<<Tyke alza una zampa!>> e mi bastonava.

<<Tyke alzati in piedi!>> e giù altre bastonate!

<<Tyke fai un passo avanti!>> e ancora tante bastonate con il palo di ferro!

 E intanto fuori la gente diceva: <<È arrivato il circo! Ci sono gli elefanti!>>

Poi un giorno, dopo averne avuto abbastanza, sono scappata dal circo, dalla mia prigione, dal mio aguzzino!

Non volevo fare del male a nessuno! Volevo solo prendermi la mia libertà!

Ma il mio carceriere, si mise davanti me per non farmi andare via!

Dovevo togliere quell’ostacolo, che si poneva tra me e la mia libertà, tra me e la ricerca della mia terra lontana!

La mia libertà durò solo pochi minuti, in mezzo alla gente che scappava al mio passaggio!

Ma io non volevo fare del male a nessuno!

Il male era stato fatto a me fin da quando ero piccola!

Ma nonostante ero fuori dal circo, non vedevo la mia terra, non vedevo gli alberi, non udivo il canto degli uccelli, il ruggito del leone, non sentivo il barrito del branco!

Sentivo solo delle voci strane, un correre della gente al mio passaggio, e gli stessi rumori di spari che avevo sentito da piccola, quando uccisero la mia mamma e che non mi avevano più lasciata!

Sentivo sopra di me una strana pioggia di gocce di piombo, che mi penetrava nella pelle, una pioggia che non era come quella della mia terra, ma fredda e dolente, che mi faceva male! Le sue gocce erano dure e penetravano nella mia pelle, sul mio corpo, dentro la mia testa,mi facevano uscire il sangue!

Mi faceva sentire triste quella strana pioggia, mi faceva chiudere gli occhi, mi toglieva le forze!

Che strane gocce di piogge che cadevano giù dal cielo!

Ma adesso vedo da lontano la mia mamma!

Viene verso di me, vedo la mia terra e sento di nuovo il suo profumo, odo di nuovo il suono delle sue acque, il canto degli uccelli, il ruggito del leone nella savana, il barrito dei miei amici!

Ora sono felice, mi sento libera dalle mie catene, la strana pioggia di piombo non la sento più dura e fredda su di me!

 <<Vieni mamma sono qui! Corriamo ancora come quando ero piccola, sulla nostra terra! Io starò sempre attaccata a te e tu non mi lascerai mai più!»

(Tratto dal libro The legend of the farm di Armando Sansone) 

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