Filippesi 1:29 - Il vangelo? Un "pacco", parola di napoletano

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Il fratello Stefano, della chiesa di Pozzuoli, ci porta un messaggio che, inizialmente, ci ha incuriosito, divertito, ma che si è velocemente rivelato profondo e con importanti implicazioni nella vita pratica di quanti, come noi, si definiscono cristiani, cioè discepolid di Gesù. Tratto da: Perché vi è stata concessa la grazia, rispetto a Cristo, non soltanto di credere in lui, ma anche di soffrire per lui - Filippesi 1:29

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Roma 17 gennaio 2016
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    Fonte:  

    Meditazione sulla lettera di Paolo ai filippesi di Andrea BELLI.

    Tratto, con permesso, dal suo sito web:  http://salvezzapergrazia.wikispaces.com

  • Sono un malato di SLA (diagnosi definitiva, gennaio 2012). Ormai scrivo per la maggior parte del tempo con il mouse, cliccando su una tastiera che appare sullo schermo del computer. Se non fosse per quest’aiuto fornito da Windows, non potrei più scrivere se non poche righe alla volta. Quando ero giovane mia madre insistette che memorizzasse la tastiera per poter battere a macchina senza guardare. Ciò mi ha permesso di scrivere migliaia e migliaia di pagine, senza problemi, durante la mia vita.

  • Credo che la maggioranza di noi sia consapevole del fatto che in questo tempo, in un modo particolare, il popolo di Dio  è messo alla prova. Ovviamente c'è un aspetto puramente umano della cosa. Ci troviamo in vari paesi della terra come  uomini e donne visti e conosciuti da altri uomini e donne, e in questo senso del tutto terreno la chiesa di Dio è esaminata.
     
    (1 Corinzi 9:26; 10:13; 2 Timoteo 2: 15)
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