Gesù sbaracca tutto. E tu?

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Giovanni 2-13:23 - Il Signore Gesù ha da poco dato mostra della Sua grazia alle nozze di Cana. Uno sposo il cui disonore viente tramutato in onore, una festa che può continuare, e un insegnamento profondamente interessante inerente la purificazione, il vino ed altro (vedi qui). Ma qui l'atmosfera cambia radicalmente, dopo la grazia scopriamo la verità di cui è ripieno Gesù Cristo. Lo zelo per il Padre, l'arrabbiatura per quel tempio trasformato in commercio. Scopriamo Gesù in un'altra veste, si anche da questo Suo gesto possiamo e dobbiamo imparare, meditare, conservare e applicare.

Danny Pasquale
--- Roma 29 ottobre 2017 ---

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(6) Commento al vangelo di Giovanni 2:13-24 - per gli amici del gruppo Emmaus
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Abbiamo da poco visto nei versetti appena precedenti (Giovanni 2:1-12), la Grazia del Signore Gesù. Delle feste di nozze che potevano essere un momento di disgrazia per lo sposo, divengono un momento di onore.
E’ la Grazia, cioè qualcosa di immeritato che si riversa sulla creatura per l’amore che Dio ha per essa. Ma ora scopriamo l’altra faccia della stessa “medaglia”. La Giustizia (o la Verità)!
Ossia la giustizia del Signore, da non confondere con quella dell’uomo definita “un panno sporco” (Isaia 64.6).

Giovanni 2:13-24

13 La Pasqua dei Giudei era vicina e Gesù salì a Gerusalemme.

14 Trovò nel tempio quelli che vendevano buoi, pecore, colombi, e i cambiavalute seduti.

15 Fatta una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori dal tempio, pecore e buoi; sparpagliò il denaro dei cambiavalute, rovesciò le tavole,

16 e a quelli che vendevano i colombi disse: «Portate via di qui queste cose; smettete di fare della casa del Padre mio una casa di mercato».

17 E i suoi discepoli si ricordarono che sta scritto:

«Lo zelo per la tua casa mi consuma».

18 I Giudei allora presero a dirgli: «Quale segno miracoloso ci mostri per fare queste cose?» 19 Gesù rispose loro: «Distruggete questo tempio, e in tre giorni lo farò risorgere!»

20 Allora i Giudei dissero: «Quarantasei anni è durata la costruzione di questo tempio e tu lo faresti risorgere in tre giorni?»

21 Ma egli parlava del tempio del suo corpo.

22 Quando dunque fu risorto dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che egli aveva detto questo; e credettero alla Scrittura e alla parola che Gesù aveva detta.

23 Mentre egli era in Gerusalemme, alla festa di Pasqua, molti credettero nel suo nome, vedendo i segni miracolosi che egli faceva.

24 Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti.

Il momento storico è: la Pasqua dei Giudei (13). La Pasqua dei Giudei era, ed è, la festa più importante per Israele. Con essa gli ebrei ricordano la LIBERAZIONE dalla schiavitù in terra d’Egitto. Miracolosa liberazione avvenuta dopo una serie di tentativi, da parte di Mosè, di convincere Faraone a liberare il popolo divenuto, nel corso del tempo, schiavo e maltrattato.
Ricorderete la storia: 9 piaghe ma niente, Faraone è testardo, sta perdendo tutto, lentamente, ma non si arrende. Infine l’ultima piaga: la morte dei primogeniti ad esclusione delle case dove vi si trovava del SANGUE di AGNELLO senza difetti, sullo stipite delle porte.

Non è un caso che la PASQUA di Cristo (si lascia uccidere in questa stessa festività, probabilmente di 3 anni dopo) diviene la PASQUA dei cristiani, un agnello senza difetto (senza peccato), sacrificato affinché quel sangue potesse essere di LIBERAZIONE dalla schiavitù del peccato. Questo è un altro affascinante argomento da indagare nella Bibbia cominciando dal libro della Bibbia chiamato Esodo. Pasqua significa “passaggio”.

Torniamo al nostro brano che indagheremo rispondendo a degli interrogativi che esso ci pone.

 

  • Ma che stavano a fare tutti questi animali nel Tempio e i cambia valute?
  • Gesù parla di porgere l’altra guancia eppure qui sembra che diventi violento
  • Perché i giudei chiedono un segno, di che cosa stanno parlando?
  • Perché Gesù da questa risposta così ambigua che nessuno, in quel momento, poteva capire?
  • Gesù dice che non si fida di loro, perché?

Un libro della Bibbia che ci aiuta a mettere po’ a fuoco questo brano è Deuteronomio 14:22-29
In esso si descrive come gli ebrei potevano, per l’espiazione dei peccati (che richiede il sangue, cioè la morte di un sostituto, Esodo, Levitico, etc) portare animali nel Tempio da offrire a Dio.

In quei giorni di festa Gerusalemme si riempiva di pellegrini che giungevano da ogni dove, Israele e anche oltre. Il viaggio era lungo, portare con sé animali da sacrificare poteva essere difficoltoso. Ecco la presenza di commercianti, avrebbero venduto questi animali da sacrificare ai pellegrini, e dei cambiavalute, come detto i pellegrini venivano da ogni dove. Quindi “trasformavano” il denaro che portavano per acquistare animali da sacrificare.

Il sistema funzionava bene… il problema non era la compravendita di animali a Gerusalemme, il problema e che questo stava avvenendo nel Tempio!

Un luogo dedicato alla preghiera e alla lode al Signore. I pellegrini si ritrovano a pregare in mezzo agli animali. Non funziona bene! Un luogo di riflessione, di meditazione di preghiera con il ruggire delle mucche, pecore e il traffico dei venditori.

Inoltre, lo leggiamo in Luca 19, questi venditori erano anche “ladroni”.

E’ molto probabile, quindi, che non solo la pratica in quel luogo fosse sbagliata, ma lo fosse anche la pressante speculazione per questo servizio “offerto” ai pellegrini.

Un atto che doveva essere un profondo sentimento di devozione a Dio diventa, invece, una mercificazione insopportabile per Gesù! Cosa che oggi non succede più… vero?

Gesù assiste a questo spettacolo è si indigna, si arrabbia!

Cerchiamo di capire perché Gesù reagisce in questo modo. Gerusalemme, nel Tempio, qui siamo, per un ebreo, al centro mondo. Israele è la nazione che Dio ha usato per rivelarsi, il tempio era il luogo dove Dio si era rivelato in modo speciale.

Il tempio doveva essere la cosa più pura e santa sulla Terra, ed qui in questo luogo santo (santo = messo a parte per Dio), c’era chi pensava a fare i soldi. C’era chi speculava sui sacrifici da offrire a Dio! Che scandalo, che indignazione ha provato Gesù.

Vede qualcosa di sbagliato nel luogo dove ogni cosa doveva essere giusta, e lo vede in persone che la dovevano “saper lunga”, persone che dovevano vegliare.

Gesù si arrabbia, non “all’italiana”, aveva il controllo della questione. Non ha peccato, infatti sappiamo dalla Scrittura che peccato non è adirarsi, ma trasformare questa rabbia in azioni peccaminose (Efesini 4:26). Caccia via dal Tempio uomini e animali, fa una sferza di cordicelle, ma non è scritto che frusta le persone. E grida:”…. Smettete di fare della case del Padre mio una casa di mercato”…
Gesù rovescia tutto, fa del disordine, ma lo scopo è mettere ordine.

Quante volta il Signore fa la stessa cosa con la nostra vita?

I Giudei non reagiscono, forse capiscono il perchè di quell'azione, ma chiedono a Gesù: Quale segno miracoloso ci mostri per fare queste cose?» (18)

Cioè: “chi ti ha autorizzato?” “Mostra che hai questa autorità?”

Gesù Cristo risponde in maniera straordinaria, davanti ad una risposta apparentemente superficiale e incomprensibile c’è l’anticipazione di una profonda realtà spirituale.

L’Autorità che Gesù Cristo ha è il fatto che sarebbe risorto dopo tre giorni, ricostruendo il “Tempio”. Il nocciolo della Sua missione. L’Agnello senza peccato offerto in sacrificio per il peccato… la morte al posto del peccatore, per dare la vita a chi crede in Gesù Cristo, cioè in chiunque ripone fiducia nel Re dei re.

Come nel ricordo della pasqua degli Ebrei, ci sarà un giudizio per tutti gli uomini. Egiziani, ebrei, inglesi, italiani. Ecco la giustizia di Dio! Ma se il tuo cuore è cosparso del sangue dell’Agnello, all’ora il giudizio passa oltre.

Chiediamoci:

1 - riconosco in Gesù l'autorità di fa piazza pulita nella mia vita?

2 – riconosco in Gesù il Messia, Dio incarnato, il Salvatore che è venuto qui in Terra per morire al posto mio (Agnello senza difetto). Questo è necessario perché il mio peccato di fronte a Dio è una cosa seria. Pascalis scrisse: "vediamo la gravità del nostro peccato quando vediamo l’estremità a cui ha dovuto andare Gesù per provvedere il perdono".

CREDI IN GESU’, MA GESU’ CREDE IN TE?

Il nostro brano non finisce qui, Gesù farà dei miracoli, li conosciamo: moltiplicazione dei pani, guarigioni, resurrezioni, etc….. E molti credettero…. “Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti”

Come come? Qui la gente crede ma Gesù non si fida? Perché?
Abbiamo già conosciuto le capacità di Gesù di conoscere le persone per quello che sono, quello che pensano (ricordate Natanaele sotto il fico?).
Accade che ci lasciamo convincere dai miracoli, dà segni straordinari, accade anche che accettiamo teologicamente verità bibliche ineccepibili, ma è tutto qui? E’ sufficiente?

Satana e i demoni credono a Dio molto più di noi…. Per questo sono salvati dalla Giustizia di Dio?

Dio ci ama profondamente, Dio vuole rinnovarci.

Riflettiamo sulla nostra condizione e su quello che ci chiama a fare, conoscere la Verità, ed affidarci ad essa. Credere che tutto quello che ha fatto e detto Gesù sia vero, ed affidarci, avere fiducia, nel Signore Gesù Cristo…. Lasciamoci cambiare da Lui, instauriamo un’amicizia, cerchiamo la Sua faccia….
Presto finirà tutto, cose buone o cose brutte, dolori oppure gioie.
Saremo davanti al nostro giusto Giudice oppure davanti al nostro amato Padre.
Oggi possiamo scegliere chi incontrare.

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