Ai fratelli scoraggiati

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Un frattello ci scrive in questi termini  e ci riporta un brevissima meditazione incoraggiandosi e incoraggiandoci: Ormai sono dei mesi che assieme alla mia famiglia siamo attaccati su ogni possibile fronte. Non va bene il lavoro; la salute di un familiare; vari elettrodomestici e la macchina; mio figlio (quello non credente) che sembra impazzito e fuori controllo, totalmente preso dal suo egoismo e dalle smanie di grandezza; e molto altro.

Ti sarei grato se volessi ricordarti di me e della mia famiglia nelle tue preghiere. Non chiedo al Signore di portarmi magicamente fuori da questa orrenda situazione ma, di darmi/darci la forza di guardare oltre e di confidare nella Sua possanza con la pace Sua nel cuore. Grazie.

Mario
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AI CREDENTI SCORAGGIATI
(Ebrei 12:3)

Dopo la nostra conversione, ci siamo incamminati, pieni di ardore, per la via del cielo.
Abbiamo conosciuto Gesù come Salvatore e abbiamo cantato con riconoscenza il canto della liberazione.
Abbiamo detto con gioia: "Ho pace nel cuore per il Sangue della croce, godo del favore di Dio, posso essere più che vincitore..."
Poi sono sopraggiunte le prove. Afflizioni, malattie, difficoltà economiche, lutti. E satana insinua: "Potrebbe Dio permettere questo se tu fossi veramente un suo figlio?" E la fede vacilla.
Quando poi constatiamo le debolezze della nostra "carne" che talvolta ci trascina nel peccato, pensiamo: "Io non sono quello che dovrei essere...", e ci scoraggiamo.
C'è poi l'ostilità degli uomini peccatori, come dice il versetto di oggi, e del mondo, che non depone mai le armi contro Dio e i Suoi figli.
A volte esso manifesta un'opposizione aperta, forse con la persecuzione, altre volte col disprezzo, a cui siamo così sensibili.
È difficile sopportare il disprezzo quando è ingiustificato.
Dobbiamo lottare su molti fronti, e spesso ci sentiamo stanchi.
Cari amici credenti, vi è un segreto per non sentirsi stanche e scoraggiati.
Consideriamo il Signore Gesù sofferente sulla terra, Gesù glorificato nel cielo, Lui che, senza peccato, ha conosciuto molto più di noi il dolore di essere in un mondo di peccato.
Ora intercede per noi, e ci libera.

Tratto dal calendario "IL BUON SEME" - edizioni "il Messaggero Cristiano"
Via Santuario, 26 - 15048 Valenza (AL) - www.messaggerocristiano.it 

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Scoraggiamento nella devozione

Una cosa ti manca: vendi tutto ciò che hai, e distribuiscilo ai poveri, e tu avrai un tesoro nel cielo: poi vieni e seguitami (Luca 18:22)

"Ma egli, udite queste cose...". Hai mai udito il Maestro pronunciare una parola severa? Se dici di no, c'è da domandarsi se Lo hai mai sentito dire qualche cosa. Gesù Cristo pronuncia molte parole che udiamo, ma non ascoltiamo; quando le ascoltiamo, esse si rivelano incredibilmente severe.
Gesù non sembrava affatto sollecitare quel giovane a mettere in pratica ciò che gli aveva detto, non sembrava fare nessun tentativo per trattenerlo presso di Sè. Gli disse semplicemente:"Vendi tutto ciò che hai, e poi vieni e seguitami". Il Signore non cercò mai di convincere, lusingare, attirare a Sè; diceva semplicemente le parole più severe che mai orecchio umana avesse udite, e non aggiungeva altro.
Ho mai sentito dire da Gesù una parola severa? Una parola detta a me, personalmente, e che io abbia attentamente ascoltato? Non una parola che io possa poi ripetere e commentare con altri, ma diretta solo a me? Questo giovane aveva capito ciò che Gesù aveva detto, aveva ascoltato e poi calcolato che cosa comportavano quelle parole per la sua vita, e ne aveva avuto il cuore spezzato. Non se ne andò sdegnato e sprezzante; si allontanò colmo di tristezza, profondamente scoraggiato.

Era venuto a Gesù ardente di entusiasmo, ed era stato agghiacciato dalle Sue parole, le quali, invece di provocare in lui uno slancio di devozione, avevano suscitato uno scoraggiamento profondo. E Gesù non gli andò dietro, lo lasciò andare. Il Signore sa benissimo che la Sua parola, una volta ascoltata, porterà presto o tardi il suo frutto. La cosa grave è che molti di noi le impediscono di portare questo frutto nella loro vita. Io mi domando: che cosa diremo noi quando, avendo riflettuto su quel particolare argomento che ci concerne, decidiamo di esserGli devoti? Una cosa è certa: Egli non ce ne farà più menzione.

Tratto dal libro: "L'impegno per l'Altissimo" di Oswald Chambers edizioni GBU

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Commenti

ciao cari fratelli scoraggiati come me un Po di tempo fa.È stata x me la tempesta l uragano ma Gesù è stato sempre al timone della mia nave .Adesso c e la quiete  poi so pragginge il mare aggirato la paura di non farcela  ma GESÙ non ci abbandona non abbattersi lui ci da la forza la sicurezza l amore e tutto tornerà a sorridere come il sole non si stanca mai di sorgere.allaluia

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