Testimoni di Gesù Cristo - Imparando da Giovanni il battista

Versione stampabileSend by emailVersione PDF

Giovanni 1:19-39 - Essere testimoni cosa significa? Nella nostra cultura possiamo individuare almeno due specie di testimoni. Colui che è testimone di un fatto, per esempio nella scena di un incidente automobilistico, oppure colui, o colei, che è testimone di una persona. Pensiamo, per esempio, ai testimoni di nozze oppure ai testimoni necessari per la produzione, in particolare quando è la prima volta, di un documento di identità. Con questo interessante preambolo il fratello ci introduce nell'esplorazione della figura di Giovanni battista. Giovanni sapeva perfettamente quello che non era (il Cristo) e quello che era (una voce che grida nel deserto). Cosciente di questo non usa i suoi carismi e doni, aveva numerosi proseliti, per essere al centro della scena, ma usa questi doni per mettere al centro Gesù Cristo (Lui è l'agnello). L'interessante studio di questa domenica prosegue con il ruolo di testimonianza che ha oggi il discepolo di Gesù Cristo, nella sua individualità ma anche come congregazione.

L'interrogativo finale resta un punto di domanda per tutti quelli che si definiscono cristiani: che testimone sei?
-------------------------------
Roma 8 settembre 2017

facebook icona twitter icona google icona whatapps icona

Commenti

Ritratto di alex

(3) Commento vangelo Giovanni 1:19-39 - per gli amici del gruppo Emmaus

LA TESTIMONIANZA

E’ curioso come la parola “testimone” evochi da subito, in ambito religioso, una particolare religione. Giovanni fu un testimone, ma non della Torre di Guardia!
Ma cosa significa essere testimoni? Nella nostra cultura, tra i molti, possiamo facilmente individuare almeno due specie di testimoni. Colui che è testimone di un fatto, per esempio nella scena di un incidente automobilistico, oppure colui, o colei, che è testimone di una persona. Pensiamo, per esempio, ai testimoni di nozze oppure ai testimoni necessari per la produzione, in particolare quando è la prima volta, di un documento di identità.

Giovanni, l’apostolo, presenta la testimonianza di Giovanni, il battista, in una maniera molto interessante – continuiamo la lettura del vangelo Giovanni 1:19-39
Chi volesse ascoltarlo può farlo qui: LINK
 


 

19 Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei mandarono da Gerusalemme dei sacerdoti e dei Leviti per domandargli: «Tu chi sei?»
20 Egli confessò e non negò; confessò dicendo: «Io non sono il Cristo».

21 Essi gli domandarono: «Chi sei dunque? Sei Elia?» Egli rispose: «Non lo sono». «Sei tu il profeta?» Egli rispose: «No».
22 Essi dunque gli dissero: «Chi sei? affinché diamo una risposta a quelli che ci hanno mandati. Che dici di te stesso?»
23 Egli disse: «Io sono la voce di uno che grida nel deserto:

"Raddrizzate la via del Signore", come ha detto il profeta Isaia».
24 Quelli che erano stati mandati da lui erano del gruppo dei farisei;
25 e gli domandarono: «Perché dunque battezzi, se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?»
26 Giovanni rispose loro, dicendo: «Io battezzo in acqua; tra di voi è presente uno che voi non conoscete, 27 colui che viene dopo di me, al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio dei calzari!»

28 Queste cose avvennero in Betania di là dal Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

29 Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse: «Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!
30 Questi è colui del quale dicevo: "Dopo di me viene un uomo che mi ha preceduto, perché egli era prima di me".
31 Io non lo conoscevo; ma appunto perché egli sia manifestato a Israele, io sono venuto a battezzare in acqua».
32 Giovanni rese testimonianza, dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere dal cielo come una colomba e fermarsi su di lui.
33 Io non lo conoscevo, ma colui che mi ha mandato a battezzare in acqua, mi ha detto: "Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è quello che battezza con lo Spirito Santo".
34 E io ho veduto e ho attestato che questi è il Figlio di Dio».

35 Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due dei suoi discepoli; 36 e fissando lo sguardo su Gesù, che passava, disse: «Ecco l'Agnello di Dio!»
37 I suoi due discepoli, avendolo udito parlare, seguirono Gesù.
38 Gesù, voltatosi, e osservando che lo seguivano, domandò loro: «Che cercate?» Ed essi gli dissero: «Rabbì (che, tradotto, vuol dire Maestro), dove abiti?»
39 Egli rispose loro: «Venite e vedrete». Essi dunque andarono, videro dove abitava e stettero con lui quel giorno. Era circa la decima ora.

 


 

Come abbiamo già visto Giovanni sapeva perfettamente quello che non era (il Cristo) versetto 20. Curioso particolare da evidenziare, questo uomo aveva tutti i carismi per proclamarsi messia, in quel contesto storico lo avevano già fatto in molti (Atti 5:34-41). Basta pensare, per esempio, a come fu concepito (da una donna anziana) e chi gli ha assegnato il nome, l’angelo Gabriele!. Si legga al riguardo il capitolo uno del vangelo di Luca.

Giovanni il battista era nel deserto e li aveva un proselito, un carisma e un buon messaggio. Tutte caratteristiche che qualsiasi uomo vorrebbe avere, a chi non piace essere considerato e attenzionato dagli “sguardi?”. Ma quando i religiosi del tempo gli chiedono “tu chi sei?” la prima cosa che afferma è: “Io non sono il Cristo”.

Era conscio di quello che non era e non lo nascondeva, non ha vestito i panni di un altro.

E da rilevare, altresì, la sua piena coscienza di quello che era: (una voce che grida nel deserto). Cosciente di questo non usa i suoi carismi e doni, aveva numerosi proseliti, per essere al centro della scena, ma usa questi doni per mettere al centro Gesù Cristo (Lui è l'agnello).

Il Nuovo Testamento (vangeli, lettere di Parolo, Pietro, etc) ha profonde radici con quello che noi chiamiamo Antico Testamento (Genesi, Esodo, profeti, salmi, proverbi, etc.) – Sarebbe più onesto non dividere con un’accetta la Bibbia. Lo abbiamo scoperto anche nei primi versetti di Giovanni: “nel principio era la Parola” e in Genesi leggiamo: “Nel principio Dio creò i cieli e la terra.”

E’ tutto collegato in uno sviluppo crescente. Molte delle parole che il Signore ha pronunciate erano citazioni dell’A.T. la sua stessa vita è la realizzazione profetica di quei libri.

Così è per Giovanni il battista che si definisce, citando un profeta dell’A.T.: 23 Egli disse: «Io sono la voce di uno che grida nel deserto: "Raddrizzate la via del Signore", come ha detto il profeta Isaia». (Isaia 40)

Sa chi non è ma sa chi è ed in quello si prodiga e si applica per il compito: annunciare il Signore. Lo fa nel deserto. In fondo non è un deserto la nostra società? Piena di tutto eppure affamata, assetata, insaziabile.
Come nel deserto, anche oggi, chi ha fatto una esperienza personale con il Signore si ritrova a proclamare questo bellissimo messaggio spesso in “solitudine”, da solo nella famiglia, da solo nel posto di lavoro. Da solo, ma non solo!

 

Ma qual è la testimonianza di Giovanni il battista?

Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo! (versetti 29 e 35)

 

E’ questo il messaggio di Giovanni. Tutti quei miracoli riguardanti la sua persona, tutti quei doni carismatici, per annunciare: “ecco l’Agnello”. Il cuore dell’annuncio. Ma perché l’agnello? Cos’è l’agnello?


AGNELLO! ?
Anche qui ci troviamo davanti a concetti molto chiari per gli ebrei, ricordiamo sempre che Gesù era ebreo e che tutta la chiesa primitiva, quindi i primi discepoli, gli apostoli, erano ebrei. Proprio nei libri dell’Antico Testamento si scopre la funzione dell’agnello in particolare rispetto al peccato. Per capire il senso dell’agnello si suggerisce, tra i molti, la lettura di Esodo 12, ovvero l’istituzione della Pasqua ebraica.

La storia è conosciuta, ci troviamo davanti all’ultima piaga che colpisce l’Egitto, che non vuole lasciare LIBERI, gli ebrei di andare nel deserto per adorare l’Eterno. E’ la morte dei primogeniti!

Per non essere colpiti da questa piaga la famiglia di ebrei doveva spargere con il sangue di un agnello (figura di quello che avverrà poi alla croce!) gli stipiti della porta. Davanti a quel sangue l’angelo sarebbe passato oltre.

L’agnello era utilizzato, quindi, come offerta all’Eterno, come ringraziamento e come propiziazione per il perdono dei peccati, si legga Levitico 3 e altri.

L’Argomento meriterebbe un maggior approfondimento ma, almeno per i nostri usi, questo ci è sufficiente. Possiamo ore comprendere meglio il significato di quelle parole: Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo! (versetti 29 e 35)

Gesù Cristo è colui che libera dal peccato. Come lo fu per quelle famiglie di ebrei, può esserlo per ogni uomo e donna. Ma abbiamo davvero la necessità di questo agnello? Siamo peccatori? Cosa fare per essere puliti? Lo scopriremo nel vangelo di Giovanni…

Opera evangelica a favore dei non vedenti

luce fra le tenebre

Opera evangelica per sordi

sordi evangelici

La chiesa perseguitata

Pregare ed aiutare

salvati per servire

Il vangelo tra gli stranieri

meta