Jesus vs Legalismo

Versione stampabileSend by emailVersione PDF

Nuovo anno nuovi propositi. E' certamente buona cosa poter far un bilancio dello scorso anno per poter verificare se i propositi che ci eravamo fissati sono stati perseguiti e, quindi, rielaborali, riconfermarli. Il cammino del credente, appunto, è un cammino. Possiamo migliorare. Dopo una piccola introduzione il fratello Filippo ci espone il brano del miracolo del paralitico a Betseida in un'ottica particolare che possiamo intitolare in questo modo: Jesus VS Legalismo.
Giovanni 5:1-16

--- Filippo Tarantino --- Roma 07.01.2017 –

facebook icona twitter icona google icona whatapps icona

Commenti

Ritratto di alex

(12) Commento al vangelo di Giovanni 5:1-16 - per gli amici del gruppo Emmaus

1 Dopo queste cose, ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
2 Or a Gerusalemme, vicino alla porta delle pecore, c'è una piscina detta in ebraico Betesda, che ha cinque portici.
3 Sotto questi giaceva un gran numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici, i quali aspettavano l'agitarsi dell'acqua.
4 Perché un angelo, in determinati momenti, scendeva nella piscina e agitava l'acqua; e il primo che vi entrava, dopo che l'acqua era agitata, era guarito da qualsiasi malattia fosse affetto.
5 C'era là un uomo infermo da trentotto anni.
6 Gesù, vedendolo disteso e sapendo che si trovava in quello stato da molto tempo, gli disse: «Vuoi essere guarito?».
7 L'infermo gli rispose: «Signore, io non ho nessuno che mi metta nella piscina quando l'acqua è agitata, e, mentre io vado, un altro vi scende prima di me».
8 Gesù gli disse: «Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina».
9 L'uomo fu guarito all'istante, prese il suo lettuccio e si mise a camminare. Or quel giorno era sabato.
10 I Giudei perciò dissero a colui che era stato guarito: «È sabato; non ti è lecito portare il tuo lettuccio».
11 Egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: "Prendi il tuo lettuccio e cammina"».
12 Essi allora gli domandarono: «Chi è quell'uomo che ti ha detto: "Prendi il tuo lettuccio e cammina"?».
13 Ma colui che era stato guarito non sapeva chi egli fosse, perché Gesù si era allontanato a motivo della folla che era in quel luogo.
14 Più tardi Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco, tu sei stato guarito; non peccare più affinché non ti avvenga di peggio».
15 Quell'uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era Gesù colui che lo aveva guarito.
Gesù si dichiara Figlio di Dio, uno col Padre
16 Per questo i Giudei perseguitavano Gesù e cercavano di ucciderlo, perché faceva queste cose di sabato.



"Dopo queste cose", troveremo altre volte questo modo di dire, molto discorsivo molto diretto. Le cose accadute erano state, tra le altre, la guarigione del figlio del funzionario reggio. Ebbene a seguire di questi fatti ricorre una festa dei giudei e Gesù sale a Gerusalemme, Gesù ha tre anni di vita molto impegnativi.  "Ma non ci trovavamo a nord di Gerusalemme, in Galilea?", "Ora Gesù Scende a sud, appunto a Gerusalemme, perchè è scritto che sale?", sarebbe una buona obiezione!

Il fatto che salire qui sta a significare in altitudine, Gerusalemme è posta su un altopiano, in cima a questo monte risiedeva il Tempio. Come tutte le città antiche, lo possiamo notare anche nelle vecchie mura dei nostri paesi, erano cinte da un muro difensivo fornito, per i logici bisogni, di diverse porte per diversi usi.

Tale porte erano chiuse prime dal tramonto, pochi avevano le chiavi per chiudere queste porte e mettere in sicurezza la città. A tal proposito, piccola curiosità, ora sappiamo da dove deriva il rituale odierno definito:  "consegna delle chiavi della città".

###############

Le chiavi della città, oggi, sono una onorificenza consegnata solitamente dal sindaco ad una personalità illustre. Vengono affidate a un personaggio importante da una località come forma di pubblico riconoscimento. I motivi per cui vengono conferite sono vari: l'impegno nella valorizzazione culturale, per il coraggio, l'impegno civile o anche il rispetto di particolari tradizioni locali.

Si tratta di un riconoscimento simbolico risalente al Medioevo, periodo in cui le città erano fortificate e protette da mura con portoni o cancellate le cui serrature venivano chiuse nottetempo. In questo senso, chi possedeva le chiavi era autorizzato ad oltrepassare le mura in qualsiasi momento. In senso figurato e metaforico, invece, è offrire le chiavi della città nella nostra epoca, che significa attribuire potere simbolico ad una personalità stimata.

###############

UN LUOGO MOLTO TRISTE

Davanti ad una di queste porte chiamata "delle pecore" (se ne capisce l'uso) c’è una piscina dette "Betesda" che ha cinque portici, sotto questi giacevano erano un gran numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici I quali si aspettavano un miracolo.
Che immagine infelice. Se sono tristi i nostri ospedali, grazie a Dio che esistono, pensate un luogo simile. Nessun aiuto medico, nessun letto, una latrina a cielo aperto. Zoppi, ciechi, paralitici. Tutti aspettavano un miracolo e tutti pronti a spintonarsi e, come zombi, a tirarsi indietro l'unto contro l'altro pur di arrivare primo e tuffarsi nella vasca.

Che tristezza, che miseria. Tutta la città si guardava bene dal passare di li... Solo i pastori per far abbeverare le pecore, aggiungevano un pò di "vitalità" ed altro sterco sotto quei portici!

 

GLI ULTIMI DELLA SOCIETA' SI CALPESTANO TRA DI LORO

"Là c’era un uomo che da trentotto anni era infermo" - In questo ghetto di emarginati l'attenzione di Gesù sembra focalizzarsi sul più disperato di essi. Infatti tra zoppi, che seppur a fatica avrebbero potuto giungere alla vasca, e ciechi, che lo avrebbero potuto fare per esperienza, l'infermo era davvero l'ultimo a poter sperar di arrivare nella vasca per essere guarito (sempre che non si trattasse di una credenza).
E così scatta, all'agitarsi delle acque, o il presunto agitarsi, una curiosa gara. Facile immaginare lo strattonarsi, tra l'altro in maniera goffa considerato il tipo di malattie li "radunate". Gli ultimi dimenticati e lasciati a se stessi, gli ultimi incapaci di aiutarsi tra loro anzi in competizione (ricordano i capponi dei Promessi Sposi, a testa in giù per essere offerti ad un avvocato di dubbia fama, un destino li accomunava eppure, nella comune disgrazia, trovavano la forza solo per beccavano tra loro).

 

LA STRANA DOMANDA DI GESU'

Ed è in questo contesto, in questo luogo triste, che Gesù è presente e vede! Non di rado ci viene descritto della compassione di Gesù... Si ferma, va dall'ultimo degli ultimi e gli parla!

Strane le parole che il Signore rivolge al paralitico: «Vuoi guarire?». Cosa vuole un malato se non guarire? Però se diamo un poco di profondità a queste parole scopriremo che non sono così strane. Quante malattie affliggono la nostra anima?
Vorremmo essere guariti da esse (depressione, dipendenze, insoddisfazioni, rapporti incrinati) ma in fondo non lo desideriamo realmente. Sappiamo che hanno un profondo legame con le nostre scelte, le nostre abitudini a cui non vogliamo rinunciare.
Sappiamo che il tabacco uccide, "ma si in fondo a me non toccherà"... o comunque viviamo come se quei terribili avvisi non sono rivolti, in fondo, proprio a noi. Certo, non stiamo parlando di tabacco qui, o almeno non solo di quello, ma di tutto quello che ci allontana da Dio.
"Vuoi guarire?" E' la domanda che anche oggi Gesù rivolge a me e a te.

 

LA STRANA RISPOSTA DELL'INFERMO
L’infermo gli rispose: «Signore, io non ho nessuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi il tuo lettuccio e cammina». In quell’istante quell’uomo fu guarito; e, preso il suo lettuccio, si mise a camminare.

Se la domanda di Gesù appare strana, nella retorica della risposta che ci si dovrebbe attendere, appaiono, a primo impatto, strane anche le parole del paralitico. Infatti ci si aspetterebbe una risposta secca, logica, subito comprensibile: "Vuoi guarire?" risposta: "si"! Ma non è così, l'infermo sembra scusarsi di non poter rispondere con un bel "SI!".
Troppi anni di speranza, troppe illusioni, più facile abituarsi, non sperare più, essere li, magari vicino alla fonte di guarigione, ma non attenderla più. La risposta è toccante: "Io non ho nessuno!"

Gesù ha visto, conosce, sa e si presenta, Gesù è tra gli ultimi, gli umili, tra i cuori scoraggiati, è tra chi non ha nessuno.
Forse stai leggendo queste righe e come il paralitico pensi: "io non ho nessuno". FOrse hai ragione, hai amici, amiche, e si anche tante soddisfazioni e obiettivi raggiunti, ma resta l'infermità nel cuore e, insieme ad altri infermi, tra sorrisi d'occasione e maschere tutti intorno sembrano urlare "non ho nessuno"!

A quella parola "vuoi guarire?" molte volte rispondiamo semplicemente "no", illusi che quello a cui dobbiamo rinunciare sia più importante di quello che possiamo trovare. Forse legami, abitudini, convinzioni, tradizioni. Come un pacchetto di sigarette nelle nostre tasche, una parte di noi sa che ci ucciderà, ma una voce ci dice: "non è cos', non accadrò, succede agli altri", vorremmo guarire ma non riusciamo, senza forze, come paralitici aspettiamo ma siamo soli.

Certo non parliamo di tabagismo qui, almeno non solo, ma del male radicato nel cuore che ci rende infermi. Il peccato.
Leggiamo le etichette, ma è più forte di noi, ci lasciamo vincere.
"Vuoi guarire?" ".... s.... no, no"

 

IL MIRACOLO

Quello che ci viene mostrato da Giovanni qui è un altro piccolo episodio della vita di Gesù, il vangelo di Giovanni rappresenta una selezione di immagini ed avvenimenti raccolti per un preciso scopo. Nel capitolo 20 l’autore ci dice che Gesù ha fatto molte altre cose che non sono scritte, però queste cose sono state scritte "affinché voi crediate che Gesù Cristo è il Figlio di Dio e credendo abbiate vita nel suo Nome".

Giovanni ha selezionato determinati avvenimenti li ha estratti  sottolineati, avvenimenti della vita e del ministerio di Gesù ovviamente,  lo scopo?  Dimostrare che Gesù è il messia, il Figlio del  Dio vivente e affinché credendo in Lui possiamo avere vita eterna, cioè la pace fatta con Dio, la guarigione dell'infermità che ereditiamo appena nasciamo: il peccato.

8 Gesù gli disse: «Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina».
9 L'uomo fu guarito all'istante, prese il suo lettuccio e si mise a camminare.

L'impossibile accade. Basta pensare ai nostri dolori nel camminare appena siamo stati qualche giorno immobilitati per svariati motivi. 38 anni non sono sufficienti per impedire a Gesù di ricostruire muscoli, nervi, abilità motoria, etc...istantaneamente!
Dio disse: "luce" e luce fu (Genesi 1). Con la stessa potenza creatrice e vitale Gesù ti dice oggi: "Alzati!"

"Non sei solo, non sei sola. Sei inferma e non hai forze ma" sembra sentire echeggiare le parole di Gesù "io ti ho vista, ti conosco e per me sei preziosa. Ti hanno sfruttato, abusato e scartato. Hai fatto scelte sbagliate hai ferito e non hai forza per guarire, io sono qui, sono con te: Alzati!"

Il paralitico non conosce Gesù, non ancora, non sa bene chi è, ma ubbidisce. Poteva rispondere  in tanti modi: "ma cosa dici, se tu che mi devi accompagnare li nella piscina e mi dici di alzarmi?" etc...
Non sa, non capisce, non comprende ma una cosa fa.
Gesù ha cercato un contatto con questo uomo, ha instaurato un dialogo e poi ordina: "Alzati"....
Una cosa sola fa questo uomo.. si alza.... In fondo esercita una piccola fede, tra mille dubbi, e il miracolo di Gesù si compie.
Poco dopo riprenderà il discorso Gesù con lui.. un incontro "casuale" e

14 Più tardi Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco, tu sei stato guarito; non peccare più affinché non ti avvenga di peggio». 15 Quell'uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era Gesù colui che lo aveva guarito.

Gesù approfondisce. Da qualsiasi guarigione fisica possiamo provenire, finanche una resurrezione, c'è un'infermità più grande a cui Gesù pensa, quella del peccato che ci rende morti davanti a Dio e, quindi, vuoti di Lui, perennemente insoddisfatti.
Gesù è venuto a colmare questo vuoto a darci Vita Eterna, da subito. Nuova vita, rinnovata, guarita, ricostruita, a prescindere le circostanze. "Vuoi guarire? Alzati, andiamo, cammina con me."

 

LO STRANO ATTEGGIAMENTO DEI RELIGIOSI

Ma c’era qualcuno che stava guardando il calendario, quel giorno era sabato. Quell’uomo, appena guarito, non andò molto lontano prima che uno di questi religiosi (il senso religioso usato qui è nel senso "vuoto" del termine, ipocrita, senza amore ma solo formalismo che allontana da Dio)  "è sabato non ti è lecito portare il tuo lettuccio."

E’ interessante osservare le tradizioni a cui gli uomini si appellano, ma ciò che stupisce ancor di più è quanto profondamente la  tradizione si radichi nella vita di una persona. Avvolte la cosa più difficile da cui liberarsi è la tradizione.

Tra gli ebrei di quel tempo era entrata la tradizione nella chiesa (nelle diverse denominazioni) è entrata la tradizione. Come un tarlo che intacca la relazione.

Questi uomini che condannano Gesù perchè ha fatto questo miracolo di sabato sono così accecati nell'osservare la lettera che non riescono a vedere la cosa straordinaria che ha fatto Gesù. Gli occhi, il cuore, sono aperti alla tradizione e si perdono Gesù!

E' il pericolo anche dei nostri giorni. Una religione che sembra soddisfare i requisiti minimi per avere la coscienza pulita.
Come quei contenitori porta pacchetti di sigarette... una leggera patina per non vedere il veleno che continuiamo ad assumere ma, tutto sommato, ora tranquillizzati.. e avvelenati.

OGGI il Signore è vicino a te, la domanda, strana, è ancora quella:
"VUOI GUARIRE?"

Opera evangelica a favore dei non vedenti

luce fra le tenebre

Opera evangelica per sordi

sordi evangelici

La chiesa perseguitata

Pregare ed aiutare

salvati per servire

Il vangelo tra gli stranieri

meta