Geremia 52:31-34 - Se un re? Non vivere più da schiavo! - Gennaro Chiocca

Un'amicizia che da dignità - Geremia 52:31-34 -  Il trentasettesimo anno della deportazione di Ioiachin, re di Giuda, il venticinquesimo giorno del dodicesimo mese, Evil-Merodac, re di Babilonia, l’anno stesso che cominciò a regnare, fece grazia[a] a Ioiachin, re di Giuda, e lo fece uscire di prigione; gli parlò benevolmente e mise il trono di lui più in alto di quello degli altri re che erano con lui a Babilonia.

Geremia 1:9-10 - Oggi è un buongiorno per cominciare la cosa nuova

Geremia 1:9-10 - Poi il SIGNORE stese la mano e mi toccò la bocca; e il SIGNORE mi disse: «Ecco, io ho messo le mie parole nella tua bocca. 10 Vedi, io ti stabilisco oggi sulle nazioni e sopra i regni, per sradicare, per demolire, per abbattere, per distruggere, per costruire e per piantare».
 

Serena Bellavia
Roma PDG - 5.11.2023

Geremia - note

Autore: Geremia.
Data di composizione: fine VII secolo e inizio VI secolo a.C.

Concetti centrali:

  1. Il vecchio patto è giunto al termine. Dio prepara il nuovo patto (31:31-34).
  2. L’idolatria è un insulto a Dio e una cosa idiota per l’uomo.
  3. L’esilio babilonese diventa inevitabile perchè Giuda rifiuta di pentirsi e allontanarsi dall’idolatria e dal peccato. A questo punto è necessario sottomettersi al giusto castigo di Dio. Presto però il Signore tornerà a benedire e ricondurrà il suo popolo in Giuda (profezia dei 70 anni).

Note varie:

Geremia: La vocazione e la missione

qui il file mp3

Riflessione sulla figura di Geremia, profeta chiamato dal Signore a denunciare i peccati del suo popolo, annunciare che il suo paese sarebbe stato invaso da un esercito straniero e deportato in esilio per 70 anni.

Il suo compito era quello di condurre il popolo al ravvedimento, missione molto difficile non esente da difficoltà e minacce di morte. Cosa possiamo imparare oggi da questa importante figura?

registrazione dalla radio: RVS
Vincenzo Mazza

Geremia 17:5-8 - Benedetto chi... Maledetto chi...

Chi pone la sua fiducia nell’uomo è sotto la maledizione. Il suo cuore si è allontanato dal Signore e la sua vita non può che essere una desolazione. Chi confida nel Signore è sotto la benedizione. La sua vita è come un albero piantato presso a rivi d’acqua e in ogni stagione porta frutto.

Fonte:
http://www.ilvangelo.org
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