MORETTI Paolo

Comunione o convivenza?

Nella convivenza il rischio di fratture è sempre alle porte, nella comunione le prove diventano un'occasione di crescita per tutta l'assemblea.
Di seguito l'interessante editoriale del fratello Paolo Moretti al mensile: Il Cristiano del mese di maggio 2014.

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Pescatori di uomini?

Mi torna spesso in mente una canzoncina imparata da piccolo ai Campi biblici. Il ricordo è così vivo che saprei ripeterla anche con la gestualità che mi fu allora insegnata: "io vi farò pescatori, pescatori, pescator... Io vi farò pescatori di uomini...". Proprio qualche giorno fa, durante una passeggiata di famiglia lungo le rive di uno dei tanti piccoli laghi che, vicino al paese in cui vivo, costeggiano il Tevere, ho osservato due uomini impegnati a pescare.
 
Due cose mi hanno colpito: uno di loro aveva una vecchia auto tutta attrezzata all'interno per la

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Nei campi: servire con il corpo ma lontano con il cuore

Rileggendo qualche giorno fa la parabola del figlio prodigo (Luca 15:11-32), mi sono sentito ripreso dal Signore attraverso una particolare riflessione sul comportamento incoerente del figlio-fratello maggiore. Egli "si trovava nei campi" al momento del ritorno del fratello a casa: non era quindi al giro a passeggiare né stava svolgendo altre attività con cui riempire il suo tempo libero.

Era "nei campi" a lavorare: a sudare nei terreni del padre, ad esprimere in questo modo impegno, fatica, servizio.

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Dove stai guardando?

Quando ero bambino, non c'era incontro della chiesa nel quale non venisse evocato nel canto, nelle preghiere o nelle letture bibliche il ritorno del Signore. Spesso gli incontri della chiesa si concludevano con un canto d'invocazione di Cristo, pensando alle parole conclusive delle Scritture ("Vieni, Signore Gesù!", Ap 22:20), ma anche alla eventualità che Signore ritornasse fra un incontro e l'altro della chiesa. In questo modo veniva espresso il desiderio di tutti di essere "rapiti" per "incontrare il Signore nell'aria" ed essere così per "sempre con il Signore" (1Te 4:17).

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Un cuore saggio

Il saggio Salomone, autore del libro dell'Ecclesiaste, ricorda che fra le cose belle fatte da Dio a suo tempo vi è "perfino" l'aver messo nel cuore degli uomini "il pensiero dell'eternità" (Ecclesiaste 3:11).

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Tenuto in onore

Una statistica sulla condizione dei matrimoni nella nostra Italia ci ricorda che "nel 2010 le separazioni sono state 88.191 e i divorzi 54.160; rispetto all'anno precedente le separazioni hanno registrato un incremento del 2,6% mentre i divorzi un decremento pari a 0,5%.

I tassi di separazione e di divorzio totale mostrano, per entrambi i fenomeni, una continua crescita: se nel 1995 per ogni 1.000 matrimoni erano 158 le separazioni e 80 i divorzi, nel 2010 si arriva a 307 separazioni 182 divorzi".

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Quale esempio?

Una delle preoccupazioni che Dio rivelò in relazione al cammino del Suo popolo e che incaricò Mosè di esternare in modo quanto mai chiaro nel secondo dei suoi discorsi riassuntivi della legge, riguardava l'educazione e la formazione delle generazioni future.

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Presuntuosi

Ai piedi del monte Sinai, nel momento in cui Dio si apprestava ad offrire ad Israele un patto stabile dopo averlo prodigiosamente liberato dalla schiavitù di Egitto, dall'accampamento del popolo si levò una sola voce per esprimere un impegno collettivo di riconoscenza, ma soprattutto di ubbidienza e di piena sottomissione. Le parole del popolo furono forti, decise, senza perplessità e incertezze: "Noi faremo tutto quello che il Signore ha detto" (Es 19:8).

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C'eri tu?

"Were you there when they crucified my Lord?": questa è la prima delle tre domande con cui un noto canto negro spiritual inizia ogni strofa: "C'eri tu quando crocifissero il mio Signore? C'eri tu quando lo deposero nella tomba? C'eri tu quando la pietra fu rotolata dalla tomba?". "C'eri tu?!?": che domanda strana! Certo che no: io non c'ero! Non c'era nessuno di noi! Il momento in cui la pietra è stata rotolata non ha, fra l'altro, avuto testimoni e i testimoni della crocifissione e della sepoltura di Gesù non sono più su questa terra da duemila anni.

Ma... chi è quel "tu" a cui è rivolta la domanda?

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Nei campi...

Rileggendo qualche giorno fa la parabola del figlio prodigo (Luca 15:11-32), mi sono sentito ripreso dal Signore attraverso una particolare riflessione sul comportamento incoerente del figlio-fratello maggiore.
 
Egli "si trovava nei campi" al momento del ritorno del fratello a casa: non era quindi al giro a passeggiare né stava svolgendo altre attività con cui riempire il suo tempo libero.
Era "nei campi" a lavorare: a sudare nei terreni del padre, ad esprimere in questo modo impegno, fatica, servizio.

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