Credente o leone da tastiera? - Come essere seguaci di Gesù anche sui social?

Il credente maturo utilizza i social network (Facebook, Instagram, WhatsApp, X ecc.) in modo saggio e responsabile. Taluni smarriscono la propria identità in rete: “svestono” l’abito del cristiano, per poi riprenderlo in chiesa o in compagnia dei fratelli.
Eppure i social sono un ottimo mezzo di evangelizzazione, di diffusione della Parola di Dio, di testimonianza e di incoraggiamento.
Ecco un breve e semplice vademecum per essere luce sempre…anche sui social.

Il vestito per il matrimonio

Essere invitati ad un matrimonio implica non poche preoccupazioni riguardanti il regalo per gli sposi e il vestito da indossare. Come deve essere un vestito adatto per un matrimonio?

“Trendy, glamour, fashion, a la page”: questi sono gli aggettivi che un esterofilo userebbe per qualificare un vestito alla moda da indossare in un giorno importante quale è un matrimonio.

Nell’epoca dell’apparenza e della superficialità sappiamo bene quanto ciò che indossiamo sia il nostro biglietto da visita. Gli abiti sono l’immagine della nostra anima, della nostra personalità e dei nostri gusti.

Spendiamo una fortuna alla ricerca dell’eleganza; passiamo ore dinanzi ad uno specchio, misurando giacche e pantaloni, abbinandone i colori, costruendo il nostro guardaroba in base al nostro fisico e alla nostra età.

Di certo vestirsi con cura non è importante solo per gli altri, ma anche per se stessi.
Ci fa sentire più sicuri quando ci interfacciamo con gli altri, soprattutto durante un matrimonio.
Ti sembra strano sapere che anche Gesù è interessato al nostro abbigliamento?

Disposto a tutto

L'affermazione "sono disposto a tutto" è probabilmente tra le frasi più forti che un essere umano può affermare, molto spesso frutto di una molteplicità di concause negative; parafrasando si potrebbe altresì dire: "Sono arrivato alla frutta, mi trovo con le ginocchia a terra, non ho niente da perdere, non c'è altra via d'uscita, devo riuscirci a qualsiasi

Lampada ardente

"Il mio cuore ardeva dentro di me; mentre meditavo, un fuoco s'è acceso; allora la mia lingua ha parlato" (Salmo 39:3)
Gesù definì Giovanni una "lampada ardente e splendente" per mostrare quanto fu fervente in pietà e santità e "pieno di Spirito Santo fin dal grembo di sua madre" (Luca 1:15, 16). Il suo cuore ardeva d'amore per Gesù.
 
Infatti, fu "l'amico dello sposo" che si rallegrava per la Sua venuta e manifestò il desiderio che Cristo crescesse e che egli stesso diminuisse (Giovanni 3:23-30).
 
Giovanni fu animato da un santo zelo nell'opera del ministero, luminoso esempio per ogni credente e per ogni ministro della Parola.
Ma cosa significa essere una lampada ardente?
Il cuore di Giovanni Battista era pieno di santo ardore, così come deve essere quello di ogni credente nato di nuovo. La vera grazia non è mai fredda, pigra e fiacca; piuttosto, è una realtà potente, caratterizzata da uno straordinario ardore.

Indebitiamoci... d’amore

La forza dell'amore è incommensurabile ed è questa che ha cambiato la storia dell'umanità. L'amore di Dio è troppo grande per essere spiegato con parole umane, perché esprime la Sua natura divina, ma possiamo prendere spunto dalla Parola di Dio e leggere che: "Dio è amore" (1 Giovanni 4:8, 16). Lo Spirito Santo ci rivela che l'amore è l'essenza del carattere di Dio e di conseguenza della Sua opera

 

La vita di ogni essere umano è caratterizzata da continue decisioni: alcune semplici, altre impegnative. Volenti o nolenti ci troviamo in ogni istante della nostra esistenza a dover decidere.

Ma che nesso c'è allora tra le decisioni da prendere e l'amore?

Siamo forse comandati ad amare?

Indubbiamente sì, anche se amare Dio, il prossimo, la moglie, il marito o il nemico, presuppone un atto volontario.

Se l'amore fondamentalmente fosse soltanto un sentimento, non si potrebbe ubbidire a questo comandamento. I sentimenti non sono soggetti a comando. In effetti, come si può amare il prossimo su comando?

Per comprendere ed ubbidire al comandamento, dobbiamo perciò prima conoscere la natura dell'amore.

Amare non è un invito, ma è un comando divino!


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