Morti nei peccati, prigionieri di una potenza aliena, per natura figli d'ira. Ma Dio... - John Piper

Versione stampabileSend by emailVersione PDF

Il fratello John prendendo spunto dal brano di Efesini 2:1-9 illustra la condizione dell'Uomo e la sua urgenza di consapevolizzare la necesità di un Salvatore. - Non eravamo, dunque, soltanto come in anticamera riguardo a Dio, eravamo in realtà nell'obitorio e qualunque cosa pensassimo o qualunque sentimento avessimo o qualunque azione facessimo, non erano pensieri, sentimenti ed azioni dello Spirito, ma della carne. Niente di quello che pensavamo, sentivamo o facevamo era spirituale, perché eravamo morti spiritualmente.
Tutto quello che pensavamo, sentivamo e facevamo proveniva da ciò che eravamo per natura, cioè eravamo figli d'ira.
Potete cominciare a vedere quanto estremamente terribile fosse la nostra condizione senza un Salvatore?
Poiché non avevamo una vita spirituale dentro di noi, ma solo morte, tutto ciò che facevamo era peccato; visto cosa è il peccato? Cosa può essere se non la mancanza della gloria di Dio? E chi può fare alcunché per la gloria di Dio mentre è spiritualmente morto?
Prima che venisse il Salvatore, quindi, prima che ci ricreasse e ci rendesse vivi, l'unica cosa che facevamo era peccare.

Leggi qui la meditazione di John Piper preparata nelle due domeniche precedenti la festa del natale.

facebook icona twitter iconawhatapps icona

Opera evangelica a favore dei non vedenti

Opera evangelica per sordi

La chiesa perseguitata

Pregare ed aiutare

Il vangelo tra gli stranieri