L'estate è vicina

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Egli non tarderà. Leggo questa certezza nelle profezie delle Scritture. E credo in queste profezie che non sono quelle dei Nostradamus delle nostre fiere, ma quelle del mio Dio.

Scorgo questa prossima venuta nella descrizione di Daniele del famoso colosso dai piedi d'argilla, che contiene in compendio la storia del nostro mondo, con i suoi imperi che si succedono, fino alla nostra Europa, debole come l'argilla, incapace di fondare delle solide alleanze: «Tu hai visto il ferro mescolato con la molle argilla perché le nazioni si mescoleranno mediante connubi umani; ma non saranno uniti l'uno all'altro, nello stesso modo che il ferro non si amalgama con l'argilla» (Daniele 2:43).
 
E il mio testo -mostrandomi questa piccola pietra che colpisce proprio allora il colosso per ridurlo in polvere e che diventa una grande montagna -mi dice che in quel tempo, il nostro Dio susciterà un regno che durerà in eterno e riempirà tutta la terra (Dniele 2:35, 44, 45).
Traggo questa certezza ancora dallo stesso libro di Daniele, che afferma che «negli ultimi tempi la conoscenza aumenterà» (Daniele 12:4). La scienza infatti si è sviluppata molto dal tempo dei nostri genitori. Per secoli si è viaggiato secondo l'andatura del cavallo. Oggi in poche ore si è all'altro capo del mondo. Oggi, un ritardo di cinque anni nel campo della tecnica, confina una nazione sullo sfondo della preistoria scientifica.
 
Il congegno scientifico più perfezionato è destinato entro un anno a essere messo fra i pezzi del grande Musée de la Découverte. Le più pazze imprese, i record della velocità e della tecnica, i progetti di conquista dello spazio interplanetario, e, come se non bastasse, le scoperte più inquietanti della scienza atomica -che possiede oggi il mezzo di distruggere in meno di un'ora ogni vita sulla terra -mi fanno pensare che non siamo mai stati così vicini agli ultimi tempi.

E non è tutto. Me lo indica anche il mondo religioso. Quando leggo che negli ultimi giorni gli uomini saranno «egoisti, irreligiosi, amanti del piacere più che di Dio, avendo le forme della pietà, ma avendone rinnegata la potenza» (2 Tessalonicesi 3:1-5), e quando vedo queste masse sedicenti cristiane che non si fanno alcun scrupolo di affollare i templi purché si parli di loro e si renda loro omaggio, quando sento tutto quel che vi è di falso, di vuoto, d'ipocrita in questi pretesi cristiani -che dovrebbero essere il sale della terra ma che vivono secondo i comportamenti del mondo, nascondendo la verità, ingannando il prossimo, riuscendo negli affari o negli onori a discapito della loro coscienza -quando vedo proprio quelli che frequentano il più assiduamente le funzioni religiose, abbandonarsi di nascosto a tutti i disordini, trascinati dalle loro debolezze, dico che nella Scrittura vi sono delle verità molto profonde: si ha l'apparenza della pietà, ma si ama il piacere più che Dio.

Queste persone che si dicono brave, sicure che se esiste un paradiso sarà per loro, perché non hanno mai fatto del male a nessuno, lo pretendono, dato che non hanno ammazzato né rubato e che dopo tutto fanno come tutti gli altri; costoro la cui illogicità e una pretesa buona coscienza procurano disagio a voi che seguite lo stretto sentiero, sono i cristiani degli ultimi tempi; il Signore adopererà per loro un linguaggio severo, affermando che li vomiterà dalla sua bocca (Apocalisse 3:16).

Che dirò ancora del falso Cristianesimo, di queste potenze religiose che traggono forza da queste masse non convertite, contente di salvaguardare l'apparenza di virtuosità? Che dirò di queste chiese più preoccupate di stabilire la loro autorità temporale che di aprire le porte del regno dei cieli, molto più diplomatiche che veramente religiose, somiglianti più a delle forze politiche che a delle chiese?
 
Esse adempiono, a loro insaputa, le ultime profezie bibliche. La potenza dell'Anticristo è all'opera -lui che doveva proclamarsi Dio sulla terra -e l'ora viene rapidamente, lo sento da mille indizi: cercherà d'imporre le sue leggi del tutto umane, ristabilendo le persecuzioni contro tutti coloro che, secondo la loro fede e coscienza, preferiranno ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini (Atti 5:29).
 
Allora si adempirà senza dubbio l'incredibile parola del Signore detta ai suoi discepoli: «L'ora viene che chiunque vi ucciderà crederà di offrir servigio a Dio» (Giovanni 16:2).
La certezza profonda che noi siamo alla vigilia degli ultimi eventi della storia, la trovo soprattutto nelle parole del Signore: «Quando voi udrete parlar di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi... poiché si leverà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi... sulla terra angoscia delle nazioni sbigottite, gli uomini venendo meno per la paurosa aspettazione di quel che sarà per accadere al mondo... Guardate il fico e tutti gli alberi; quando cominciano a germogliare, voi, guardando, riconoscerete da voi stessi che l'estate è ormai vicina. Così anche voi quando vedrete avvenire queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino» (Matteo 24:6-14, Luca 21:25-31).

Non ho bisogno di commentare questi testi. L'attualità se ne occupa. Queste cose, le vediamo. No, il Signore non tarderà.
 
N. Hugedé, "Cristo questo sconosciuto" - Edizioni AdV

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