Acqua viva

Versione stampabileSend by emailVersione PDF

Giovanni 4:1-26 - Qual'è l'elemento più prezioso che abbiamo nella nostra Terra: l'oro? I diamanti? il Petrolio? Pensa bene.... C'è una cosa essenziale per la nostra vita ed è l'acqua! Con questa premessa il fratello Maurzio ci accompagna nella meditazione del 4° capitolo del vangelo di Giovanni. Il Signore qui parla di cose importanti infatti dice: "bisogna". Ovvero ci sono cose imprescindibili da conoscere, approfondire e applicare.

--- Maurizio Todaro ---
Roma 19 novembre 2017 

facebook icona twitter icona google icona whatapps icona

Commenti

Ritratto di alex

(9) Commento al vangelo di Giovanni 4:1-30 - per gli amici del gruppo Emmaus

----------------------------

Gesù e la donna samaritana vedi anche: Is 55:1-3; Gv 7:37-39; Ap 22:17

1 Quando dunque Gesù seppe che i farisei avevano udito che egli faceva e battezzava più discepoli di Giovanni
2 (sebbene non fosse Gesù che battezzava, ma i suoi discepoli),
3 lasciò la Giudea e se ne andò di nuovo in Galilea.
4 Ora doveva passare per la Samaria.
5 Giunse dunque a una città della Samaria, chiamata Sicar, vicina al podere che Giacobbe aveva dato a suo figlio Giuseppe;
6 e là c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del cammino, stava così a sedere presso il pozzo. Era circa l'ora sesta.
7 Una Samaritana venne ad attingere l'acqua. Gesù le disse: «Dammi da bere».
8 (Infatti i suoi discepoli erano andati in città a comprare da mangiare.)
9 La Samaritana allora gli disse: «Come mai tu che sei Giudeo chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?» Infatti i Giudei non hanno relazioni con i Samaritani.
10 Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è che ti dice: "Dammi da bere", tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli ti avrebbe dato dell'acqua viva».
11 La donna gli disse: «Signore, tu non hai nulla per attingere, e il pozzo è profondo; da dove avresti dunque quest'acqua viva?
12 Sei tu più grande di Giacobbe, nostro padre, che ci diede questo pozzo e ne bevve egli stesso con i suoi figli e il suo bestiame?»
13 Gesù le rispose: «Chiunque beve di quest'acqua avrà sete di nuovo;
14 ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che scaturisce in vita eterna».
15 La donna gli disse: «Signore, dammi di quest'acqua, affinché io non abbia più sete e non venga più fin qui ad attingere».
16 Gesù le disse: «Va' a chiamare tuo marito e torna qui».
17 La donna rispose e gli disse: «Io non ho marito». Gesù le disse: «Hai detto bene: "Non ho marito",
18 perché tu hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto la verità».
19 La donna gli disse: «Signore, vedo che tu sei un profeta.
20 I nostri padri hanno adorato su questo monte, e voi dite che è a Gerusalemme il luogo dove si deve adorare».
21 Gesù le disse: «Donna, credimi: l'ora viene che né su questo monte, né a Gerusalemme adorerete il Padre.
22 Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo; perché la salvezza viene dai Giudei.
23 Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità, perché tali sono gli adoratori che il Padre richiede.
24 Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità».
25 La donna gli disse: «Io so che il Messia, che è chiamato Cristo, deve venire; quando sarà venuto lui ci annunzierà ogni cosa».
26 Gesù le disse: «Io sono, colui che ti parla».
27 In quel momento arrivarono i suoi discepoli e si meravigliarono che parlasse con una donna; nessuno però gli disse: «Che vuoi?» o: «Perché parli con lei?».
28 La donna allora, lasciato il suo secchio, se ne andò in città e disse alla gente:
29 «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che io ho fatto; non sarà forse lui il Cristo?».
30 Uscirono dunque dalla città e vennero da lui.

 

UN PO’ DI STORIA

Ormai lontano dalle fertile terre della Giudea, Gesù, apparentemente, si perde per le valli della Samaria, trova ristoro presso il piccolo popolo del Gerizim. “Sul monte scelto da Dio”, è questo il significato del nome del monte. Per comprendere la situazione particolare in cui questo donna si trova facciamo un breve excursus storico.
Correva l’anno 930 a.C., circa, quando, con la morte di re Salomone figlio di Davide, Israele si divide in 2 e le dodici tribù si separarono.

Al nord si formò il regno di Israele, con capitale Sichem vicino a Samaria, i cui discendenti erano per lo più delle tribù di Giuseppe, Efraim e Manasse mischiati con altre popolazioni.

A sud si formò il Regno di Giuda con capitale Gerusalemme.

israele_e_giuda_930_ac

 

In seguito la terra fu chiamata dai Romani: Palestina. Un dispetto che si volle fare a questo popolo, agli ebrei, per cancellarne il nome.

Il regno di Israele (quello a nord) dovette fronteggiare, per essersi allontanato dal Signore, la potenza degli Assiri che nel 700 a.C., con il re Sargon II, distrussero la città. Al riguardo aveva profetizzato anche Michea: “Ridurro Samaria in un mucchio in un campo, in un luogo per piantarne una vigna. Rotolerò le sue pietre nelle valle, scoprirò le sue fondamenta”.

Una parte della popolazione fu deportata in mesopotamia ed una parte restò, in breve ci fu una fusione di popoli e credenze. Insegnamenti dell’Eterno erano mischiati con tradizioni pagane.

Gli ebrei non avevano relazioni con i samaritani, disprezzati per il fatto che si erano allontanati dagli insegnamenti originali. Già ai tempi della divisione del regno dopo la morte di Salomone i regnanti, per motivi politici, avevano creato altri luoghi di culto per impedire che i cittadini del regno del nord si recassero a Gerusalemme ad adorare.

 

GESU’ CAMBIA STRADA!

Proprio per questo conflitto, un po (per capirci) come laziali e romanisti, oppure fascisti e comunisti ci si incontrava per litigare oppure ci si evitava, gli ebrei per andare dalla Giudea alla Galilea e viceversa non attraversavano la Samaria ma vi giravano intorno.

Non Gesù, il Signore lascia Gerusalemme (che è nella Giudea) per dirigersi in Galilea, non gira intorno alla Samaria, ma vi si dirige nel mezzo! (4)

Nel fare questo cammino ci si stanca, già non esistevano ancora le automobili. Non si brucia benzina ma calorie si! Fame e sete sono la naturale conseguenza anche per Gesù! La Parola si è fatta carne, perfettamente uomo, eppure tutta la sua vita non è stata una messa in scena, Gesù aveva fame e sete, si stancava, soffriva, piangeva.

Si siede sul pozzo, ma non ha da attingere. Si avvicina la donna, non conosciamo il nome ma Gesù conosce ogni cosa di lei. Ecco qui un uomo (Gesù) ed una donna (la samaritana) nel mezzo un macigno gigantesco. Lei è samaritana lui ebreo. Da aggiungere anche che in quei tempi anche il solo fatto di parlare con una donna era un possibile scandalo.

Proprio per questo conflitto, un po (per capirci) come laziali e romanisti, oppure fascisti e comunisti ci si incontrava per litigare oppure ci si evitava, gli ebrei per andare dalla Giudea alla Galilea e viceversa non attraversavano la Samaria ma vi giravano intorno.

Non Gesù, il Signore lascia Gerusalemme (che è nella Giudea) per dirigersi in Galilea, non gira intorno alla Samaria, ma vi si dirige nel mezzo! (4)

Nel fare questo cammino ci si stanca, già non esistevano ancora le automobili. Non si brucia benzina ma calorie si! Fame e sete sono la naturale conseguenza anche per Gesù! La Parola si è fatta carne, perfettamente uomo, eppure tutta la sua vita non è stata una messa in scena, Gesù aveva fame e sete, si stancava, soffriva, piangeva.

Si siede sul pozzo, ma non ha da attingere. Si avvicina la donna, non conosciamo il nome ma Gesù conosce ogni cosa di lei. Ecco qui un uomo (Gesù) ed una donna (la samaritana) nel mezzo un macigno gigantesco. Lei è samaritana lui ebreo. Da aggiungere anche che in quei tempi anche il solo fatto di parlare con una donna era un possibile scandalo.

GESU’ ABBATTE I MURI

Ma il Signore comincia ad abbattere il muro di separazione, lo fa con una richiesta “dammi da bere” (7). E’ interessante come si possono superare incomprensioni, durezze di cuore, offrendo alla parte “ostile” il disagio del proprio bisogno! Mostrando la propria debolezza piuttosto che le armi.

La Samaritana allora gli disse: «Come mai tu che sei Giudeo chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?» Infatti i Giudei non hanno relazioni con i Samaritani. (9)

La Samaritana prende al balzo l’occasione per rimarcare le differenze, si sente superiore, lei ha il secchio! Ma il Signore coglie l’occasione, che probabilmente lui stesso aveva cercato scegliendo di percorrere quella strada:

10 Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è che ti dice: "Dammi da bere", tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli ti avrebbe dato dell'acqua viva».

Gesù vuole portare il discorso su un altro piano, per fare questo, come fa spesso, usa esempi comprensibili: l’acqua, il pane, il vino etc.

Ma la donna non comprende, è ancorata alle cose pratiche e materiali

13 Gesù rispose e le disse: «Chiunque beve di quest'acqua, avrà ancora sete, 14 ma chi beve dell'acqua che io gli darò non avrà mai più sete in eterno; ma l'acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che zampilla in vita eterna».
Ma la stessa ribatte e cerca di capire ma i suoi ragionamenti sono fermi al “primo livello”, non scava a fondo e riesce a dire soltanto: “Signore, dammi quest'acqua, affinché io non abbia più sete e non venga più qui ad attingere”.

Il Signore, esempio di pazienza, ora che i muri sono infranti ed ora che c’è dialogo cambia completamente discorso e, apparentemente, in maniera sensa senso. Chiede alla donna: “Va' a chiamare tuo marito e torna qui” (16).

A questo punto la donna è ancora ignara e potrebbe aver pensato “questo uomo non sa nulla di me”, gli risponde: ”Io non ho marito”.

La risposta del Signore le fa scoprire l’interesse e la conoscenza che Gesù aveva di lei. Una donna con una fama non buona, difficilmente si attinge l’acqua al pozzo nelle prime ore pomeridiane, piuttosto la mattina presto o la sera. Ma lei era li, sola, per non stare con nessun’altra. Gesù era li e la conosce!

Finalmente il dialogo si sposta su realtà celesti e Gesù Cristo fa un’altra affermazione di straordinaria bellezza ed utilità per lei e per tutti noi: “Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità” 24

Appena aperto il discorso spirituale/religioso subito si poteva scendere nel litigio, “si deve pregare così”,  “si deve pregare in questo luogo”, ma Gesù, che aveva mostrato autorità al riguardo avendo profetizzato in quel modo, afferma una parola nuova e anche conclusiva al riguardo: “Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità”. Appena prima affermava: “Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità, perché tali sono gli adoratori che il Padre richiede” (23).

Non luoghi di culto particolari, neanche pellegrinaggi speciali, l’adorazione è in spirito. Ogni luogo va bene l’unico elemento RICHIESTO da Dio è “in verità”. Una adorazione vera, sentita, personale.  
La donna è meravigliata da questa parola, finalmente ha raggiunto il “secondo livello” e afferma: “Io so che il Messia, che è chiamato Cristo, deve venire; quando sarà venuto lui ci annunzierà ogni cosa” (25).

Gesù risponde: “Io sono, colui che ti parla”. Io sono, il nome che si era dato Dio (Esodo 3:14).

Arrivano i discepoli, lei fugge via e lascia il secchio li!
Torna nella città ed ora non ha vergogna del giudizio degli altri e parla del Signore

29 «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che io ho fatto; non sarà forse lui il Cristo?». 30 Uscirono dunque dalla città e vennero da lui.

IL MURO PIU’ INVALICABILE E’ QUELLO DEL POZZO DOVE SIAMO CADUTI

Il Signore ha abbattuto dei muri, anche questa storia ci dimostra che divisioni culturali e di genere (maschile e femminile) non hanno senso per lui. Però, ad una meditazione appena più elaborata, scopriamo che il muro più imponente che ha abbattuto è quello che divide l’Uomo da Dio. Nel tempo si è tentato di trovare un modo, sacramenti, rituali, religioni, offerte, sacrifici e tanti etc.

Come salire su una scala piantata in cielo dove però, alla fine, mancano sempre dei scalini.

Il Cristo, l’Io sono, è sceso! E’ arrivato qui perchè noi non potevamo arrivare li.
Ed è venuto a cercare, forse sei una donna a cui è rimasto solo il secchio, forse sei un uomo che le ha provate tutte ma l’acqua finisce sempre, l’arsura torna sempre e sempre più imponente.

Il Signore offre la Sua acqua, quella che disseta davvero. Oggi stesso fermati a contemplarlo sull’orlo del tuo pozzo, forze sei già caduto dentro il pozzo, il Signore è li…. alza gli occhi la mano è tesa.

Opera evangelica a favore dei non vedenti

luce fra le tenebre

Opera evangelica per sordi

sordi evangelici

La chiesa perseguitata

Pregare ed aiutare

salvati per servire

Il vangelo tra gli stranieri

meta