Luca 11:1-4 - Gesù svela ai discepoli il suo segreto del mestiere: la preghiera del “Padre nostro”

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In ogni ambito, i grandi professionisti hanno i loro “segreti del mestiere” che tengono ben custoditi, e che solo i loro allievi riescono a carpire. In questo brano troviamo i discepoli di Gesù che si comportano proprio come allievi che chiedono al loro maestro di svelare loro il segreto che rendeva le sue preghiere così efficaci. E Gesù glielo rivela…
Nicola Berretta
Roma 9 agosto 2020

 

 

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Ritratto di alex

Sento che qualcosa è cambiato ora Ho un nodo in gola respiro a stento
Mi guardo intorno e vedo quello che prima
Vedevo a malapena
Dentro una tomba da cui guardavo e non facevo
Da cui dovevo e non parlavo
Da cui vedevo e non scrivevo Ho aperto gli occhi e ho iniziato a piangere
Se adesso guardo so comprendere
Non ne sarò mai più indifferente
Mai più io lo farò Oggi parlerò Oggi io scriverò
A chi cerca e nessuna risposta A chi vita ha donato nero e basta Sai?
Conosco qualcuno che tutto vede a cui niente sfugge
A cui non ci si può nascondere
A cui davvero non puoi fingere Giustizia vera sicuramente sai? Sarà fatta a debita ora
Per me per te per tutti quelli che un’anima dovranno un giorno rendere
E’ scritto giallo, nero, bianco, rosso, mulatto Un unico colore nello stesso libro
Chi ha fatto bene e chi ha fatto male
Chi dato Amore e chi l’odio immane Chi a morire per difendere
Chi ad uccidere per prendere
E chi negava l’esistenza in cielo del mio RE Lo dirò ogni giorno che mi sveglierò
Per nessun motivo al mondo io lo negherò Lo giuro adesso !
Sopra me stesso E’ tutto per me
Ogni notte prima che io dormirò
Per il cuore che ha battuto ancora
E' questo che farò Non mi dimenticherò Il tuo libro non è già scritto Non è vero che tutto è già segnato già fatto Testimoniano le penne che han donato il loro nobil sangue in lettere Di giorno e notte con me a combattere Non è vero tutto quel che ti hanno detto
Tutte chiacchiere
Di chi dice: PADRE Ma essere il figlio non vuole
Chi dice: NOSTRO Sguazzando in mezzo all’egoismo fino al collo
Chi dice: CHE SEI NEI CIELI Volendo solo terra e i suoi tesori
Chi dice: SIA SANTIFICATO IL TUO NOME Insultando a parole impure
Chi dice: VENGA IL TUO REGNO, SIA FATTA LA TUA VOLONTA’ Ma quando è dolorosa mai l’accetta
Chi dice: DACCI OGGI IL NOSTRO PANE Ma di darlo non gli importa
Chi dice: PERDONA I NOSTRI DEBITI Credono sia un gioco, stupidi...
Chi dice: NON CI INDURRE IN TENTAZIONE LIBERACI DAL MALE Lasciando poi morire chi si può salvare
Restano a sedere per poter guardare chi sta per cadere
Nella loro tomba senza una coscienza chiudono la porta e basta Lasciano morire chi si può salvare
Restano a sedere per poter guardare chi sta per cadere Nella loro tomba senza una coscienza Lo dirò ogni giorno che mi sveglierò
Per nessun motivo mondo io lo negherò Lo giuro adesso! Sopra me stesso
E’ tutto per me Ogni notte prima che io dormirò Per il cuore che ha battuto ancora
E' questo che farò
Non mi dimenticherò DI RINGRAZIARLO

Scritto da Michele Macchiarella Regia di Matteo Rocchi Musiche di Alberto Garau, Massimo Mattea, Gabriel Trogolo , Erik Calvo, Macchiarella Michele Brano tratto dal disco "Schiaccio Play",registrato e mixato da Gabriele Gigli presso l' A&M Recording Studio di Gallarate (VA) e Operà Studio di Romano Canavese (TO). Prodotto da Gabriele Gigli e Erik Calvo

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