Consolato nell'afflizione

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E' un onore poter riscrivere la mia testimonianza ed avere l'opportunità di dare, grazie a Dio, speranza e incoraggiamento a chi ne avesse bisogno.
Mi chiamo Davide, vivo a Sesto San Giovanni (Milano) sono nato il 22/09/1971 e dall'età di 16 anni, cioè dal 3/07/87 convivo, abbastanza bene, con una emiparesi sinistra causata da un trauma post-operatorio dovuto ad un'asportazione tumorale (gangliglioma - 17 casi in Italia) nella zona cerebrale destra.
Da allora la mia vita è cambiata!

Da giovane sportivo, ma ribelle, con un probabile futuro incerto, difficile e senza un vero scopo, divenni disabile, ma scoprii in seguito di aver acquistato una sensibilità particolare, una forza ed un coraggio incredibili!
Sempre pronto ad accumulare dentro di me l'aiuto, l'affetto, l'amore da parte di tutti (era gia la bontà di Dio che stava operando in me), non finirò mai di ringraziare Dio, la famiglia, gli amici.
Subito dopo essere uscito dall'ospedale, passai circa 10 anni a lavorare duramente a fare la riabilitazione, cose che mi portarono ad essere totalmente autonomo.

Furono però anche anni di sbandamento, in cui non s'intravedeva alcunché di positivo. Ricordo che furono molto bui, pieni di solitudine e di rabbia verso tutto il mondo e la famiglia.
Eppure, quei semi che Dio aveva seminato durante il mio periodo in ospedale, in fondo al mio cuore, cominciarono a crescere stimolando il mio desiderio di poter ripagare quell'amore ricevuto aiutando, a mia volta, il prossimo. Così, nel gennaio del 2001 la mia vita cambio di nuovo.

Infatti, un'amica conosciuta in circostanze davvero strane, mi fece incontrare l'unica persona che mi avrebbe riconciliato con la mia malattia, trasformando la mia rabbia in amore, dandomi la possibilità di aiutare il prossimo per mezzo Suo, ma soprattutto conobbi il Suo amore... il suo nome è Gesù.
Gesù è veramente un amico, un fratello; è colui che illumina la nostra vita dandoci uno scopo, ed è colui che attraverso il Suo amore ci dà la forza per superare ogni ostacolo e ogni barriera culturale e psicologica, riempiendoci di nuova gioia, speranza e guarigione!

Con la mia vita e con queste righe vorrei dire a tutti i diversamente abili, o chi sta passando un periodo di sofferenza, di andare oltre le circostanze e le afflizioni, non lamentandosi contro chi ci circonda e contro Dio, ma di confidare e di accedere completamente a quell'Amore che il nostro Padre Celeste ha per noi.
E' infatti dando più spazio alla grazia di Dio e al suo amore paterno nel nostro cuore che si può vivere "come afflitti, eppure sempre allegri; come poveri, eppure arricchendo molti; come avendo nulla, eppure possedendo ogni cosa!" (2a Corinzi 6:10).

Possiamo danzare "..Egli mutò il mio lutto in danza" (Geremia 31:13), possiamo praticare sport o intraprendere viaggi missionari, sono stato in Albania nel 2006 con Joni and Friends (www.jafitalia.it), in Argentina nel 2004 e nel sud-est asiatico nel 2005 con Missione Possibile Onlus (www.missionepossibile.com).
Possiamo frequentare corsi come volontari ospedalieri, o semplicemente vivere al centro e non ai margini della società, godendo della comunione con Cristo e con i fratelli di quella che diventa una nuova famiglia: la chiesa.
Ma sopra ogni cosa, vi invito a condividere la grazia del nostro Signore servendolo e benedicendo il prossimo come sta scritto nella Bibbia, in 2a Corinzi 1:4 "...il quale ci consola in ogni nostra afflizione, affinché, mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione".

Shalom a tutti voi.
Davide (giobbe3787) - www.cristianamenteabili.blogspot.com

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