Riconoscenza e impegno per Dio

Domenica 26 giugno, abbiamo avuto la gioia di godere della comunione fraterna con tanti  credenti della Chiesa di Parma Borgo degli studi e nello stesso tempo abbiamo goduto del ministerio del fratello Samuele Negri, il quale ci ha parlato su due argomenti molto importanti:

  • 1) Riconoscenza ed impegno, meditazione sul salmo 107
  • 2) Lo statuto dei figli di Dio, studio su 1 Giovanni 3:1-9

Coscienza dell'impotenza = liberazione? - Bonhoeffer

Questa coscienza della nostra impotenza, di cui parli anche tu, Renate, ha secondo me due facce: è inquietante, ma in qualche modo anche liberante. Finché noi stessi cerchiamo di contribuire a determinare il destino di un’altra persona, non possiamo mai liberarci, alla fin fine, dell’interrogativo se ciò che facciamo serva davvero al bene maggiore dell’altro; questo, in ogni caso, in occasione degli interventi più rilevanti nella vita di un altro; se poi improvvisamente ci viene tolta ogni possibilità di dare il nostro contributo personale, al di là della paura per l’altro c’è però in qualche modo la consapevolezza che ora la sua vita è posta in mani migliori e più forti. Affidarci reciprocamente a queste mani è il grosso impegno delle settimane e forse dei mesi a venire, per voi, per noi. Questo impegno mi è divenuto ancora più chiaro dopo che ieri sera sono venuto a sapere che tu, Eberhard, ti trovi da qualche parte a sud di Roma. 

Geremia 1:9-10 - Oggi è un buongiorno per cominciare la cosa nuova

Geremia 1:9-10 - Poi il SIGNORE stese la mano e mi toccò la bocca; e il SIGNORE mi disse: «Ecco, io ho messo le mie parole nella tua bocca. 10 Vedi, io ti stabilisco oggi sulle nazioni e sopra i regni, per sradicare, per demolire, per abbattere, per distruggere, per costruire e per piantare».
 

Serena Bellavia
Roma PDG - 5.11.2023

Ebrei 6:9-20 - Acquisire una speranza certa restando aggrappati alle promesse immutabili di Dio in Cristo - Nicola Berretta

Ebrei 6:9-20 - Quand’è che una speranza si trasforma da una vaga aspettativa all’attesa di una promessa certa e sicura? Quando colui che fa quella promessa la può garantire e quando è possibile a noi di appropriarcene. Su questa base, è possibile avere la certezza della speranza della vita eterna?

Matteo 5 - Il discorso sulla montagna - Paolo Ricca

Matteo 5 - Il discorso sulla montagna. Paolo Ricca commenta il discorso della montagna. Alcune delle pagine più belle di tutti i Vangeli -- forse di tutta la Bibbia -- sono contenute in questi capitoli del Vangelo di Matteo in cui Gesù, salito su una piccola altura, cerca di insegnare alle folle e ai discepoli il senso di una vita spesa per gli altri, e la via -- stretta e faticosa -- per accedere alla felicità. Nelle sue parole -- come accade sovente, contraddittorie e paradossali -- 

Luca 15:11-32 - Tutto ciò che è mio è tuo! Cosa desiderare di più, eppure il risentimento..

Luca 15:11-32 .... Torniamo ancora su questo padre, molti chiamano questa parabola: "la parabola del figlio al prodigo", ma molti la chiamano forse più correttamente: "la parabola del padre misericordioso".
A me piace chiamarla: "la parabola dei due figli". E il loro padre? Questo padre colloquia con entrambi, rispettando la loro personalità. 
- Il ritorno del figlio minore lo porta a organizzare e intraprendere una grande festa. 
- Il ritorno del figlio maggiore lo induce a estendere l'invito ad una completa partecipazione e Gioia.

Se almeno si chiedesse!

"Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto" - Matteo 7:7 
 
Se almeno si chiedesse! Chiedere è già un atto di umiltà. Ed è riconoscere l'insuccesso delle soluzioni umane. Ci si è aspettato molto dalla scienza. Il diciannovesimo secolo ha fatto la sua esperienza a questo proposito: ha creduto di poter sopprimere Dio e di ricevere tutto dall'intelligenza umana. Ha fallito: la scienza non ha spiegato tutto. Si ha ancora fame di vita spirituale.
 
Con il pullulare di sette che lo coinvolgono in deviazioni non intelligenti, il nostro secolo sarà in complesso più religioso del precedente. Si è constatato che i progressi della tecnica non risolvono tutti i problemi e che lasciano nell'anima un abisso insondabile.
 
Che importa all'uomo di raggiungere parecchie volte la velocità del suono se ciò serve a trasportare le sue ferite e la sua miseria! [...]

La Pasqua - Le sofferenze divine

Ho vivamente desiderato di mangiare questa Pasqua con voi,  prima di soffrire; poiché io vi dico che non la mangerò più,  finché sia compiuta nel regno di Dio - (Gesù) Luca 22:15/16
 
Per Pasqua si assistono a delle rappresentazioni della crocifissione di Gesù: viventi o con crocifissi di cartone. Dalla finzione alla realtà, faremo un approfondimento sulle sofferenze reali di Gesù.

A volte fra i credenti ricorre un pensiero che le sofferenze fisiche e morali di Gesù, non sono stati tanto importanti come quelle spirituali di essersi caricato di tutti i peccati del mondo.

Devo dire però che l'incarnazione di Gesù oltre a quest'ultimo principale obbiettivo era anche quello di immedesimarsi nelle sofferenze e debolezze umane e di esperimentarle in prima persona. A nostra volta, in questa meditazione, cercheremo con tanta umiltà di immedesimarci nelle sofferenze divine, le sofferenze del nostro amato Salvatore Gesù. Cercando, a parte la teologia, di toccarle con mano. Dio, perché Dio, non è al disopra delle sofferenze, ma soffre come ognuno di noi, per come constateremo biblicamente.