E' una domanda alla quale si cerca di rispondere in maniera soddisfacente da secoli. Non ci illudiamo, nessuno può essere dogmatico su una questione che riguarda dei documenti così antichi, scritti in un periodo storico molto particolare e diffusi senza una regia centralizzata, all'interno delle variegate ed indipendenti comunità cristiane del primo e secondo secolo.
Ma qualcosa possiamo dirla.
Intanto esprimo subito la mia convinzione che molti dei capisaldi della critica liberale del XIX e XX secolo sono ormai datati e difficilmente sostenibili alla luce delle più recenti scoperte archeologiche e filologiche.
"Si è dato per scontato che, se il Vangelo secondo Marco fosse stato composto approssimativamente verso il 70 d.C., il Vangelo secondo Matteo sarebbe stato scritto intorno all'anno 80 d.C. Schadewaldt (importante filologo classico contemporaneo) riconosce che "questo errore nella storia della tradizione" - come egli lo definisce - era piuttosto frequente negli studi classici, finché i filologi, diversamente dagli studiosi del Nuovo Testamento, non migliorarono le loro conoscenze". Carsten P. Thiede e Matthew D'Ancona, Testimone oculare di Gesù, Edizioni Piemme, pag.25.