Siete ancora a quel punto?

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Una donna infelicemente sposata ce lo ha chiesto, dopo averci guardati incredula. Eravamo, marito e io, seduti su una panca e ci tenevamo per mano. Poi ha aggiunto col sorriso acido di chi la sa lunga: “Questa è roba da fidanzati”. E se n’è andata scuotendo la testa.

Sapevamo che il suo matrimonio stava andando a pezzi. Ma non solo per colpa del marito.

Molte donne hanno delle idee strane sul matrimonio. Pensano che tutto sia fatto e finito dopo il “sì” pronunciato in Comune o in chiesa. E invece tutto, o quasi, incomincia.

Ricordo che eravamo sposati da più di un anno e io aspettavo i gemelli. Siamo andati a mangiare in un ristorante sulla costa laziale, vicino a Anzio. La moglie del proprietario aveva avuto da poco un bambino e i complimenti di parenti, amici e commensali si sprecavano. Io ero molto interessata al bambino, naturalmente.

Mio marito, invece, era colpito dalla mamma del bambino, che accettava estatica i complimenti, in vestaglia, ciabatte e decisamente con l’aspetto sfasciato di chi ha fatto la notte e ha fatto un figlio da poco. Mi ha guardata e pensieroso ha chiesto: “Mica diventerai così, eh?”

“Speriamo di no!” ho risposto. Un’osservazione così valeva più di cento manuali sulla vita matrimoniale.

Un marito vuole una moglie che si tenga bene, almeno quanto si teneva durante il fidanzamento. Vuole essere ascoltato dalla moglie con lo stesso interesse di quando le raccontava qualcosa mentre mangiavano una pizza durante il periodo del corteggiamento. Ha piacere di essere apprezzato verbalmente per il suo aspetto, per quello che fa, per come provvede alla famiglia e, perché no?, per come si comporta nell’intimità. Vuole essere assecondato quando si mostra affettuoso e ti porta a casa una pianta per sostituire per quella che sei riuscita a far morire o di sete o di annegamento.

Io ho imparato molto da altre mogli.

Per esempio, un amico, che ospitavamo, mi è arrivato in cucina con gli occhi che gli brillavano come fari della macchina dei Carabinieri. “Guarda” mi ha detto, “che mi ha fatto quel tesoro di mia moglie! Nel taschino della camicia, ho trovato un biglietto con scritto, mi manchi e ti voglio bene!”.

E io mi sono detta: “Maria Teresa, prendi su e impara!”.

Ho visto la moglie di un servitore di Dio, che portava a suo marito un vassoio con una tazza di tè e una tovaglietta stirata e ricamata, come se fosse stato il Presidente della Repubblica. Di nuovo mi sono detta: “Impara!”.

E mio marito ha imparato pure lui: quando vado per un paio di giorni a un convegno, tornando a casa, trovo sempre un foglio, magari sotto il cuscino con scritto: “Ben tornata, amore mio!”.

Ma che ci vuole a fare piacere alla persona che ci ha scelte, e che abbiamo scelta, per la vita? Basta pensarci.
 
Fonte:  Facebook

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Commenti

Ritratto di R_Francesco

Pace...

Trentatre anni di matrimonio alla data del 14 febraio 2009... Non è un vanto ma un dato di fatto!...In questi anni, non tutto è stato rose e fiori, di problemi in seno alla coppia, c'è ne sono stati... anche molto pesanti. Io ho la massima colpa per una quasi rottura del matrimonio... non ho capito che quelli che dovevano essermi d'aiuto, in effetti, avevano minato la solidità del rapporto con i miei cari (moglie e due figli)... Le cose hanno cominciato a migliorare quando quelle persone, una alla volta, hanno intrapreso il loro ultimo viaggio. Ma ancòra, le cose traballavano e  la "cosa", non la vedevo granchè rosea... poi un giorno,  accettai un'invito  a presenziare ad un culto evangelico.

Da quel giorno, tutti i frammenti del mio matrimonio, si sono ricomposti a riformare la mia famiglia. Debbo dire la mia nuova famiglia!... Che collante tenace è la parola di Gesù! Chissà se ne detiene il brevetto...io credo di sì. Amen

Francesco

 

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