iPhone, Facebook, Obama, Internet e l'apocalisse... pensieri sparsi e dentifricio

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Che centrano Facebook, Obama, l'Iphone internet e l'apocalisse?
Probabilmente niente ma questi giorni di profondi cambiamenti di ciò che è vicino a noi mi hanno portato a riflettere, meditare e, perchè no, fantasticare.

Gli studi sulle dibaprofezie apocalittiche, nelle profezie di Daniele, Ezechiele, nei vangeli e nella Rivelazione hanno prodotto una quantità incredibile di tesi, dottrine, ipotesi, fantasie, religioni.

Dottrine che spesso hanno diviso e non solo il mondo protestante da quello cattolico ma anche all'interno delle realtà evangeliche ci si differenzia tra millenaristi e premillenaristi, per esempio. Tra quanti pongono, anche all'interno delle stesse denominazioni, il rapimento della Chiesa prima della grande tribolazioe a differenza di quanti  la pongono a metà (3 anni e mezzo) ed ancora altri ritengono il rapimento della Chiesa fatto da collocare alla fine della tribolazione.
 
Questo è un piccolissimo e incompleto esempio di come l'argomento sia particolarmente complicato, oltre che particolarmente dibattuto. Non potrebbe essere altrimenti, si parla di profezie. 
 
Può accadere che persone altamente "qualificate" religiosi e appassionati delle scritture e amanti di Dio possano non riconoscere i tempi? Accade, infatti, che solo quando la profezia si è avverata finalmente diventa tutto chiaro e si può dire "come abbiamo fatto a non accorgerci". Accadde così 2.000 anni fa. Gesù venne, molte profezie lo avevano preceduto, eppure....
 
Eppure c'è una cosa che, al di la delle diverse posizioni dottrinali, accomuna molte realtà cristiane. Avverrà. Avverrà il giudizio, terminerà questo mondo, questo dominio.
 
Senza cadere nel catastrofismo, siamo chiamati a  proclamare la salvezza e il vangelo predicando anche il conto alla rovescia, ma evidenziando, esaltandolo, Gesù Cristo, siamo "invitati" a vivere nella speranza che Cristo è alle porte.
Questo traspare molto nella chiesa primitiva. La certezza che Cristo era alle porte era tangibile. Il fatto che siano passati 2.000 anni non ci deve spaventare infatti per Dio un giorno è come mille anni.
 
Ed è del tutto evidente che non ci sarà bisogno di aspettare molto perchè ognuno di noi dovrà presentarsi davanti all'Eterno. Fra 100 anni tutti quelli che stanno leggendo questo post ... non saranno più.
 
Oppure Gesù potrà tornarà prima, e sempre li davanti dovremo comparire. Molti segni sono stati dati ed elencati che annunciano la sua venuta.
 
Vi sono degli specifici eventi descritti, chissà se saremo cechi come negli anni del ministerio di Gesù, ma i passi che più mi colpiscono, mi convincono, è la descrizione dell'uomo:
 
2 Timoteo  Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi l'apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza.......
 
La sola semplice lettura di questo versetto dovrebbe convincere ogni uomo che nella Bibbia c'è qualcosa d'importante da scoprire, e che essa è verità e in essa c'è la verità.
 
Ripenso agli eventi apocalittici, ai re, alle genti, alle alleanze, all'accentramento di potere (Apocalisse 15 e 16) ai terremoti, ai rumori di guerra  (Marco 13)..
 
Guardo oggi a come l'uomo stia distruggendo la Terra (desertificazione, marea nera -  come sangue sul mare -) alle pestilenze che ha creato con la sua "economia" (tumori, aids, colesterolo, etc) alla decadenza morale di cui nessuno di noi è immune, osservo il faraone cadere, i re cadere in nord africa, mi chiedo se questi sono i segni.
 
Si è sempre ipotizzato, anche meditando Apocalisse 17, che vi sarà un accentramento di potere. Vi sono regni, idee, che hanno sconvolto il mondo. Potenze che hanno scatenato guerre, uomini che hanno dominato nazioni. Ma oggi vediamo, già in evoluta fase embrionale, un regno potenziale, un potere,  che coinvolge una moltitudine di nazioni.
 
Mi riferisco alla conoscenza, allare rete, al collegamento globale. Fa riflettere di come le rivoluzioni simultanee che oggi viviamo siano nate sui Social Network. 
 
Milioni di persone, anche a ragione, scendo in piazza per reclamare democrazia. La crisi economica (carestia) ha dato il la, chissà quanti di loro resteranno delusi. Chissà di quante infezioni si ammaleranno queste nuove prossime democrazie, droga, corruzione, fanatismo religioso, etc.. Questi sono alcuni dei frutti dell'opulente occidente a cui anche altre realtà, ed è umanamente comprensibile, aspirano.
 
In questo dominio, in questo mondo che la stessa Bibbia dichiara attualmente nelle mani del demonio, e questo forse sorprenderà molti religiosi che, purtroppo, non si nutrono della Bibbia...
(Giovanni 12.31 - Giovanni 14.30 - Giovanni 16.11 - Efesini 2-1)
 .. in questo dominio così governato all'ora non c'è da meravigliarsi del funzionamento. Gli stessi scandali, anche i crimini più efferati, da tempo, purtroppo, sono "digeriti" e fagocitati tra una pubblicità del dentifricio o le notizie sul traffico... (apparenza della pietà)
 
Mi soffermavo oggi, quindi, proprio su questa notizia...
 

Summit di Obama con Steve Jobs, Zuckerberg e i capi di Twitter e Googleì - I Grandi del web nel nuovo G12

 
DEFINIRLI "capitani d'industria" sarebbe comicamente riduttivo: i potenti della tecnologia mondiale che si sono incontrati con Barack Obama, giovedì sera, potrebbero essere soprannominati il nuovo "G12." I capi delle aziende che oramai informalmente guidano il mondo - Apple, Facebook, Twitter, Google, Yahoo, Oracle, Cisco Systems, ecc - hanno accettato di tenere un summit con il capo dell'ultima superpotenza mondiale, per discutere di come continuare ad assicurare agli Usa il primato nelle scienze e nella ricerca high-tech.
 
Per il vertice con il potentato tecnologico, Obama si è trasferito nella costa occidentale, a Silicon Valley, per poi spostarsi in Oregon, dove la Intel sta costruendo la più avanzata fabbrica per la produzione dei microprocessori del futuro.
Alla cena di giovedì gli invitati erano 12, e fra questi spiccavano i nomi di Steve Jobs, fondatore della Apple, del giovane Mark Zuckerberg, inventore di Facebook, di Eric Schmidt Ceo di Google, Larry Ellison della Oracle, Carol Bartz di Yahoo. I giornalisti che seguono la Casa Bianca, non hanno però avuto modo di assistere alla cena, che è avvenuta nella massima privacy: «Ci hanno fatto attendere nel garage» si è lamentata l’inviata del canale tv Bloomberg. Tanta privacy potrebbe essere stata adottata per rispetto verso Jobs, il cui stato di salute è al centro di un’ondata di curiosità: Jobs ha chiesto un periodo di assenza dalla sua azienda per malattia, ma i settimanali scandalistici affermano che la crisi si starebbe aggravando al punto di non lasciargli molto da vivere.
E’ stato il portavoce della Casa Bianca Jay Carney, a raccontare poi cosa si fosse discusso alla cena, e perché Obama avesse voluto incontrare l’Olimpo di Silicon Valley. Il presidente, che sta per lanciare la campagna per la rielezione nel 2012, sta facendo uno sforzo sia per rabberciare i rapporti con il mondo degli affari, che lo accusa di voler imporre troppe regole all’economia, sia per trovare alleati che lo aiutino a rilanciare lo statico mercato del lavoro. Nelle facce arcinote dei sovrani di Silicon Valley il presidente cerca anche alleati per controbattere l’attacco del partito repubblicano sul tema delle spese federali. Il presidente si dice d’accordo sulla necessità di riportare il deficit entro limiti contenuti, ma si batte perché non si riducano gli ”investimenti” nell’istruzione, nelle infrastrutture e nella ricerca.

Alla cena e nell’incontro con il Ceo della Intel, Paul Otellini, Obama ha dunque trovato degli alleati. Alleati preziosi, considerato l’immenso potere trascinante sulla società che ognuna di queste aziende ha dimostrato di avere. Il portavoce presidenziale non ha detto cosa Obama abbia offerto in cambio dei consigli, anche se nei blog gira la voce che Zuckerberg abbia chiesto solo che il presidente permetta alla figlia maggiore, Malia, di avere anche lei una pagina su Facebook. Proprio con Zuckerberger, Obama si è soffermato a parlare privatamente: il giovane genio del Web gli ha detto in anteprima che Facebook avrebbe cominciato a riconoscere anche le coppie di fatto, sia etero che omosessuali, e non più solo i ”fidanzati”, ”sposati”, ”divorziati” ecc, com’è stato finora. La scelta è stata salutata dai frequentatori del network con soddisfazione, e conferma quanto esso sia sensibile alle istanze del pubblico più progressista e più vicino a Obama.

Ma perfino Otellini, un simpatizzante del partito repubblicano che aveva contribuito alla campagna dell’ex rivale di Obama, John McCain, ha accettato di aiutare il presidente, se non altro per motivi patriottici: Otellini è stato infatti scelto da Obama per la ”Commissione Presidenziale sull’Occupazione e la Competitività”. Il capo della Intel ha fatto da guida a Obama nella visita alla fabbrica che viene costruita in Oregon in controtendenza con la tradizione degli ultimi anni di portare la fabbricazione dei componenti tecnologici all’estero. Intel ha scelto di tenere le sue fabbriche in Usa - in Oregon e in Arizona - per proteggere i prodotti dallo spionaggio, ma anche perché oramai il vantaggio di trasferirle all’estero va rimpicciolendosi. E Obama - che si è già battuto per conservare negli Usa l’industria automobilistica - spera che l’esempio di Intel sia seguito sempre di più, sia dalle altre società di Silicon Valley, che dalle altre industrie.
 
Il Messaggero 19 febbraio 2011

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