Il Pietro dei Vangeli è proprio tutto da scartare?

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L'immagine che abbiamo del Pietro dei Vangeli, diciamo la verità, non è proprio delle migliori. Di lui poco apprezziamo l'impulsività, la rudezza, l'eccesso nel parlare, il rinnegamento del Cristo. Eppure quanti e quali insegnamenti abbiamo ricevuto - direttamente o indirettamente - tramite lui!
Qui di seguito ne vedremo alcuni, senza uscire dai Vangeli stessi, ovvero trascurando volutamente il Pietro degli Atti e delle Epistole, uomo decisamente diverso dal primo Pietro. E faremo questo lasciando che sia la Parola di Dio a parlare...

Pietro il pescatore insegna l'ubbidienza

"Quando furono giunti a Capernaum, quelli che riscotevano le didramme si avvicinarono a Pietro e dissero: Il vostro Maestro non paga le didramme? [...] Gesù disse a Pietro: ... per non scandalizzarli, va' al mare, getta l'amo e prendi il primo pesce che verrà su. Aprigli la bocca: troverai uno statère. Prendilo, e dallo loro per Me e per te" (Matteo 17:24-27).
Qui si tratta di trovare le risorse economiche (le didramme, monete greche d'argento) che consentano di pagare le tasse ecclesiastiche per sostenere il culto e il servizio nel tempio.
Quale sarà stata la prima reazione di Pietro, un professionista della pesca, inviato da Gesù a caccia di monete nella bocca di un pesce?
Non lo sappiamo. Ma evidentemente ubbidì, vi andò, si impegnò... e la sua esperienza non divenne un impedimento per l'opera di Dio.

Pietro il pescatore insegna l'umiltà

"Gesù disse a Simone: Prendi il largo, e gettate le reti per pescare. Simone gli rispose: Maestro, tutta la notte ci siamo affaticati, e non abbiamo preso nulla; però, secondo la Tua parola, getterò le reti. E, fatto così, presero una tal quantità di pesci, che le reti si rompevano [...] Allora Gesù disse a Simone: Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini" (Luca 5:4-10).
Qui troviamo di nuovo Pietro, il pescatore disposto ad ascoltare da un falegname consigli in materia di pesca.
È un uomo che non risponde (magari anche soltanto dentro di sé): "Tu non sai chi sono io!".
Invece dà credibilità alle parole di Gesù, mette da parte se stesso, dà spazio a Gesù e vince.

Gesù è solo un uomo? Pietro rimuove ogni dubbio

"Simon Pietro rispose: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Gesù, replicando, disse: Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre Mio che è nei cieli" (Matteo 16:16-17).
Pietro riceve da Dio una delle più profonde rivelazioni sulla deità del Cristo.
È un Pietro in diretto collegamento con Gesù e con Dio il Padre, che ci mostra questo come l'unico modo per ricevere luce dall'Alto, tramite la rivelazione interiore e profonda dello Spirito Santo.

Il Pietro che impara, insegna a dare importanza alle cose di Dio

"Da allora Gesù cominciò a spiegare ai Suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molte cose da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti, degli scribi, ed essere ucciso, e risuscitare il terzo giorno. Pietro, trattolo da parte, cominciò a rimproverarlo, dicendo: Dio non voglia, Signore! Questo non ti avverrà mai. Ma Gesù, voltatosi, disse a Pietro: Vattene via da Me, satana! Tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini. Allora Gesù disse ai Suoi discepoli: Se uno vuol venire dietro a Me, rinunzi a se stesso, prenda la sua croce e Mi segua. Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per amor mio, la troverà" (Matteo 16:21-25).
Pietro si prende la licenza di rimproverare Gesù.
Riceverà una riprensione di tal peso da far desistere chiunque dal seguire il Signore.
Pietro però impara la lezione, capisce che il senso delle cose degli uomini costituisce un inciampo al cammino (questo è il significato letterale della parola "scandalo").
Anche noi con Pietro continuiamo giorno dopo giorno a ricercare il senso delle cose di Dio...!

Pietro insegna a distinguere tra molte le "parole di vita eterna"

"Gesù diceva: Per questo vi ho detto che nessuno può venire a Me, se non gli è dato dal Padre. Da allora molti dei Suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con Lui. Perciò Gesù disse ai dodici: Non volete andarvene anche voi? Simon Pietro gli rispose: Signore, da chi andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna; e noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che Tu sei il Santo di Dio" (Giovanni 6:65-69).
Che il Signore ci renda capaci di "filtrare" con la Sua sapienza tra "tante parole" la "Sua Parola" e ci aiuti a riconoscere la voce del vero Maestro!

Pietro insegna con le sue domande scomode

Possiamo supporre che, come anche oggi tra di noi, molti discepoli si ponevano domande, senza formularle a voce alta.
Pietro però ha il coraggio di esporsi.
Chiede, spesso sbaglia, e impara.
Domanda: Ma vale proprio la pena servire il Signore?
Che cosa ne guadagniamo?
"Allora Pietro, replicando, gli disse: Ecco, noi abbiamo lasciato ogni cosa e Ti abbiamo seguito; che ne avremo dunque? E Gesù disse loro: Io vi dico in verità che nella nuova creazione, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul Trono della Sua gloria, anche voi, che Mi avete seguito, sarete seduti su dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele. E chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi a causa del Mio Nome, ne riceverà cento volte tanto, ed erediterà la vita eterna. Ma molti primi saranno ultimi e molti ultimi, primi" (Matteo 19:27-30).
Non c'è bisogno di commenti.

Pietro insegna ad approfittare delle buone occasioni

"Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello, e li condusse sopra un alto monte, in disparte. E fu trasfigurato davanti a loro; la Sua faccia risplendette come il sole e i Suoi vestiti divennero candidi come la luce. E apparvero loro Mosè ed Elia che stavano conversando con Lui. E Pietro prese a dire a Gesù: Signore, è bene che stiamo qui; se vuoi, farò qui tre tende; una per Te, una per Mosè e una per Elia. Mentre egli parlava ancora, una nuvola luminosa li coprì con la sua ombra, ed ecco una voce dalla nuvola che diceva: Questo è il Mio Figlio diletto, nel quale Mi sono compiaciuto; ascoltatelo. I discepoli, udito ciò, caddero con la faccia a terra e furono presi da gran timore" (Matteo 17:1-6).
Gesù trasfigurato che parla con Mosè ed Elia: che occasione!
Pietro avrà desiderato coglierla, prolungarla il più a lungo possibile; già lo vediamo pronto a costruire velocemente tre tende per godere della straordinaria presenza spirituale di due figure chiave della storia del popolo del Signore a colloquio con Gesù.
Impariamo da Pietro a non essere superficiali, a dare valore alla grandiosità delle rivelazioni della gloria di Dio!

Pietro insegna che molto sarà richiesto a chi ha ricevuto di più

"Gesù, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo [in un podere chiamato Getsemani], cominciò a essere triste e angosciato. Allora disse loro: L'anima Mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate con Me. E, andato un po' più avanti, si gettò con la faccia a terra, pregando, e dicendo: Padre Mio, se è possibile, passi oltre da Me questo calice! Ma pure, non come voglio Io, ma come Tu vuoi. Poi tornò dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: Così, non siete stati capaci di vegliare con Me un'ora sola? Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole" (Luca 26:37).
Pietro avrà pensato: ma qui tutti dormono, perché Gesù se la prende proprio con me?
Anche noi con Pietro, se vogliamo servire Gesù, impariamo... che a chi molto ha ricevuto, molto sarà richiesto.

Pietro insegna che si può avere intesa con i fratelli

"Dette queste cose, Gesù fu turbato nello spirito e, apertamente, così dichiarò: In verità, in verità vi dico che uno di voi Mi tradirà. I discepoli si guardavano l'un l'altro,
non sapendo di chi parlasse. Ora, a tavola, inclinato sul petto di Gesù, stava uno dei discepoli, quello che Gesù amava. Simon Pietro gli fece cenno di domandare chi fosse colui del quale parlava. Egli, chinatosi sul petto di Gesù, gli domandò: Signore, chi è? Gesù rispose: È quello al quale darò il boccone dopo averlo intinto. E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariota" (Giovanni 13:21).
Proprio in un'occasione drammatica come questa, Pietro mostra quale grado di intesa avesse con i suoi fratelli.
A lui basta un cenno per capirsi con Giovanni.
Basti un cenno, uno sguardo, semmai una parola, per capirci tra di noi...

Pietro insegna il vero ravvedimento

"Pietro si ricordò delle parole di Gesù che gli aveva dette: Prima che il gallo canti, tu Mi rinnegherai tre volte. E, andato fuori, pianse amaramente" (Matteo 26:75).
Pochi giorni dopo Pietro si sentirà domandare per tre volte da Gesù: "Simone di Giovanni, Mi ami più di questi?"... "Simone di Giovanni, Mi ami?"... "Simone di Giovanni, Mi vuoi bene?"
E mentre l'incalzare di Gesù faceva rivivere in Pietro i momenti tragici del rinnegamento del suo Signore, ecco emergere un nuovo Pietro, che stavolta non fa domande e confessa: "Signore, Tu sai ogni cosa; Tu conosci che Ti voglio bene" (Giovanni 21:15-17).
Il sincero ravvedimento riapre le porte della speranza, e il perdono di Gesù ci rimette in contatto con la Vita.
Può risultare molto duro, ma come Pietro anche noi possiamo imparare che chi molto ha peccato, molto deve amare!

Pietro insegna che Gesù ha un occhio di riguardo per i più deboli

"Simone, Simone, ecco, satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano; ma Io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai convertito, fortifica i tuoi fratelli. Pietro gli disse: Signore, sono pronto ad andare con Te in prigione e alla morte. E Gesù: Pietro, Io ti dico che oggi il gallo non canterà, prima che tu abbia negato tre volte di conoscermi" (Luca 22:31-34).
Con la crocifissione del Cristo, la fede di tutti i discepoli sarebbe stata messa alla prova.
Gesù sa quali dei Suoi discepoli avrà più bisogno degli altri, e ha un occhio di riguardo per loro.
Molto altro ci sarebbe, ma fermiamoci qui.
Di solito diciamo "Grazie, Gesù!", ma questa volta anche "Grazie, Pietro!".

Elio Varricchione

Tratto da «RISVEGLIO PENTECOSTALE» maggio 2008

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