I rischi di rimandare la scelta giusta

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Aveva ascoltato un programma evangelico alla radio, di notte, e aveva telefonato al numero che era stato dato.
La sua storia non era molto diversa da quella di molte altre ragazze.
Dei genitori estremamente possessivi, che la facevano studiare e la mantenevano, ma che esigevano ubbidienza assoluta, per mezzo di ricatti agrodolci che ti distruggono.
"Noi facciamo tanto per te, ti abbiamo dato tutto, sei la nostra unica soddisfazione e tu per contraccambio sei sempre scontenta e ingrata.
Ci farai morire prima del tempo. Sei la nostra croce."

Doriana studiava per fare piacere a papà, andava a Messa per fare contenta mammà, non usciva e non aveva amicizie per paura di
non fare contento nessuno dei due.

E era arrivata al punto di volere morire.
Quando alcuni credenti l'hanno conosciuta e lei ha raccontato loro la sua vita, l'hanno ascoltata, l'hanno lasciata sfogare e gentilmente le hanno offerto la possibilità di leggere il Vangelo e di esaminarlo con onestà.

Ogni volta, dopo ogni colloquio, ripeteva dubbiosa:
"Non so se ritorno."
"Noi siamo sempre qui, pronti a ascoltarti e a parlarti di Dio" era la risposta.

E tornava, con altri problemi e paure.
Un giorno è venuta e ha detto che non ce la faceva più. L'idea del suicidio era sempre presente.

"Tu hai bisogno di conoscere Gesù personalmente" le ha detto qualcuno, "e noi siamo qui per aiutarti a farlo."

"Grazie. Ma non credo che tornerò."
La settimana seguente è tornata: "Ditemi come posso conoscere Gesù."
Era l'occasione perfetta per spiegarle con chiarezza
la salvezza. "Doriana, la Bibbia è il libro che racconta il piano di
Dio e è l'unica nostra autorità.

Nessun uomo ci può dare la salvezza e nessuna religione
ti può soddisfare."
Le hanno spiegato che il primo uomo e la prima donna hanno scelto di disubbidire ai comandi di Dio, e che da allora il peccato è entrato nel mondo e ogni persona ha ereditato una natura peccatrice, che la separa da Dio.

Le hanno spiegato che Gesù, figlio di Dio, è morto per pagare ogni peccato e mancanza che siano mai stati commessi e è risuscitato, vincendo per sempre la morte.

Doriana intellettualmente ha capito perfettamente che per essere salvati bisogna solo mettere la propria fede in Gesù e accoglierlo come salvatore e signore. E ha capito anche che da questa scelta dipendono la salvezza o la perdizione eterna.

Settimana dopo settimana, Doriana è tornata, facendo le domande più assurde. "È un peccato più grave farsi nemici i genitori o non accettare Gesù?" Oppure: "Ma cosa succede dopo la morte?" O ancora: "Se mi uccido Dio mi punisce?".

La Bibbia aveva tutte le risposte e le venivano date.
I suoi nuovi amici pregavano per lei e chiedevano a altri di pregare.

Doriana ha continuato a esitare e poche settimane fa, ha dichiarato: "Sono venuta a dirvi che non tonerò più.

Non posso tradire i miei genitori. Non me lo perdonerebbero mai".
Sembra che abbia fatto la sua scelta. Sarà una scelta definitiva?

Doriana però rischia di grosso, perché ogni volta che si rimanda, la decisione diventa più difficile.

E tu, come hai scelto?

Se non conosci la via della
salvezza, scrivici. Ti manderemo degli stampati che ti aiuteranno a capire quello che Dio vuole per te e ti vuole dare.

La Voce del Vangelo novembre 2001

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