Ecclesiaste 7

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Le prove, la saggezza e la moderazione

(Sl 90:12; Gm 1:27)

  7:1 Una buona reputazione vale più dell'olio profumato; e il giorno della morte, è meglio del giorno della nascita.

  7:2 È meglio andare in una casa in lutto, che andare in una casa in festa; poiché là è la fine di ogni uomo, e colui che vive vi porrà mente.

  7:3 La tristezza vale più del riso; poiché quando il viso è afflitto, il cuore diventa migliore.

  7:4 Il cuore del saggio è nella casa del pianto; ma il cuore degli stolti è nella casa della gioia.

  7:5 Vale più udire la riprensione del saggio, che udire la canzone degli stolti.

  7:6 Infatti qual è lo scoppiettio dei pruni sotto una pentola, tal è il riso dello stolto. Anche questo è vanità.

  7:7 Certo l'oppressione rende insensato il saggio, e il dono fa perdere il senno.

  7:8 Vale più la fine di una cosa, che il suo principio; e lo spirito paziente vale più dello spirito altero.

  7:9 Non ti affrettare a irritarti nello spirito tuo, perché l'irritazione riposa in seno agli stolti.

  7:10 Non dire: «Come mai i giorni di prima erano migliori di questi?», poiché non è da saggio domandarsi questo.

 

Pr 3:13-18; Gm 5:13

  7:11 La saggezza è buona quanto un'eredità, e anche di più, per quelli che vedono il sole.

  7:12 Infatti la saggezza offre un riparo, come l'offre il denaro; ma l'eccellenza della scienza sta in questo, che la saggezza fa vivere quelli che la possiedono.

  7:13 Considera l'opera di Dio; chi potrà raddrizzare ciò che egli ha reso curvo?

  7:14 Nel giorno della prosperità godi del bene, e nel giorno dell'avversità rifletti. Dio ha fatto l'uno come l'altro, affinché l'uomo non scopra nulla di ciò che sarà dopo di lui.

 

(Ec 8:14, 5-7; 9:13-18) 1Gv 1:8-10

  7:15 Ho visto tutto questo nei giorni della mia vanità. C'è un tale giusto che perisce per la sua giustizia, e c'è un tale empio che prolunga la sua vita con la sua malvagità.

  7:16 Non essere troppo giusto, e non farti troppo saggio: perché vorresti rovinarti?

  7:17 Non essere troppo empio, e non essere stolto; perché dovresti morire prima del tempo?

  7:18 È bene che tu ti attenga fermamente a questo, e che non allontani la mano da quello; chi teme Dio infatti evita tutte queste cose.

  7:19 La saggezza dà al saggio più forza che non facciano dieci capi in una città.

  7:20 Certo, non c'è sulla terra nessun uomo giusto che faccia il bene e non pecchi mai.

  7:21 Non porre dunque mente a tutte le parole che si dicono, per non sentirti maledire dal tuo servo;

  7:22 poiché il tuo cuore sa che spesso anche tu hai maledetto altri.

 

La saggezza non si trova quaggiù

Pr 5; 1Ti 2:14 (Ro 1:21; 3:9-19)

  7:23 Io ho esaminato tutto questo con saggezza. Ho detto: «Voglio acquistare saggezza»; ma la saggezza è rimasta lontano da me.

  7:24 Una cosa che è tanto lontana e tanto profonda chi potrà trovarla?

  7:25 Io mi sono applicato in cuor mio a riflettere, a investigare, a cercare la saggezza e il perché delle cose, e a riconoscere che l'empietà è una follia e la stoltezza una pazzia;

  7:26 e ho trovato una cosa più amara della morte: la donna tutta tranelli, il cui cuore non è altro che reti, e le cui mani sono catene; chi è gradito a Dio le sfugge, ma il peccatore rimane preso da lei.

  7:27 «Ecco, questo ho trovato», dice l'Ecclesiaste, «dopo aver esaminato le cose una ad una per afferrarne la ragione;

  7:28 ecco quello che io cerco ancora, senza averlo trovato: un uomo fra mille, l'ho trovato; ma una donna fra tutte, non l'ho trovata.

  7:29 Questo soltanto ho trovato: che Dio ha fatto l'uomo retto, ma gli uomini hanno cercato molti sotterfugi».

 

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