E tu, che lettera sei?

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Siamo davanti a una di quelle pagine della Parola nelle quali Paolo scrive non da grande apostolo o dottore, ma con il cuore del pastore.

Chissà se qualche lacrima non gli ha bagnato il foglio…

Mentre taluni, nel raccomandare qualcuno all’attenzione di altri, decantano anche al di sopra del vero le qualità di quella persona, per quello che ha fatto, o sa fare, lui “si lascia andare” con un sublime “la nostra lettera, scritta nei nostri cuori, siete voi… una lettera di Cristo…” (2 Corinzi 3:2, 3).

Per un servo di Dio non ci può essere soddisfazione più grande del constatare il progresso dell’opera di Dio nei credenti, dalla salvezza per grazia di ognuno alla crescita nelle vie del Signore, nel condividere l’amore per il popolo di Dio e la passione che spinge ad evangelizzare andando gioiosamente incontro a coloro che sono sulla via della salvezza.

Probabilmente in quella occasione Paolo si è soffermato ad osservare i credenti, domandandosi per ciascuno: che tipo “di lettera” è quel fratello, quella sorella?

Proviamo a farlo anche noi, ora.

Cominciamo dalla busta

Noi siamo la busta che contiene un messaggio.

Ognuna è diversa dalle altre, ciascuna esprime il suo carattere già nell’esteriore, si presenta come un biglietto da visita al primo incontro.

Se la giriamo, sul retro possiamo leggere il Mittente: Cristo Gesù. Sì, perché siamo una lettera di Cristo e quindi apparteniamo a Lui.

È grande e tremenda questa considerazione: lo Spirito del Dio vivente ha scritto di Sé nel nostro cuore.

Consapevoli della possibilità di inorgoglirci davanti a questa idea, non dimentichiamo mai che “noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché questa grande potenza sia attribuita a Dio e non a noi” (2 Corinzi 4:7).

 Che il Signore ci aiuti ad avere un cuore che sia come una “tavola liscia” sulla quale sia facile scrivere. Presentiamoci a Lui come un foglio bianco, dove ogni nostra posizione personale a Dio non gradita sia stata cancellata dalla “gomma di Cristo”, tramite l’effetto efficace del Suo sacrificio animato dal Suo infinito amore.

“Lettere” che portano in sé un messaggio

Mentre qualcuno che conosciamo ci viene incontro, ne riconosciamo “la busta” e già abbiamo un’idea di quel che ci potrà dire.

·     C’è quel tale che ha assimilato solo l’aspetto negativo della “lettera” che Geremia scrive lamentandosi della condizione del popolo di Israele, e quindi piange, piange… Ma Geremia aveva ben in vista il piano di salvezza di Dio per il Suo popolo e ha speso tutta la sua vita per servire il suo Signore!

·     C’è quell’altro che è un po’ come le lettere dell’amministratore di condominio: non c’è quasi niente che va bene nella casa-Chiesa, è tutto guasto e da rifare. Ma ringraziamo il Signore che la Chiesa è Sua, e Colui che ha cominciato in ogni “credente-condomino” una buona opera, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù (Filippesi 1:6).

·     Altri sono come le lettere dell’esattoria: quando le ricevi ti dicono sempre che non hai pagato qualcosa. Ma il messaggio dell’Evangelo ci dice che Cristo ha pagato ogni cosa per noi e ci dà accesso per la Sua misericordia a una vita nuova ed eterna, nella quale possiamo offrire gratuitamente ciò che dalla Sua generosa mano abbiamo già ricevuto, tanto che Gesù dice: “Date, e vi sarà dato; vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante; perché con la misura con cui misurate, sarà rimisurato a voi” (Luca 6:38).

·     Alcuni somigliano a quelle buste di colore verdino, che contengono una multa per qualcosa che hai fatto e ti toglie dei punti dalla patente: sono tavole della legge che camminano, che puntano il dito accusatore con maggior vigore del Legislatore stesso. Oh, quanta carità (e quanto insegnamento) c’è in Gesù seduto in terra davanti a una donna colta  in flagrante adulterio, che ha scampato la lapidazione e trema in attesa del Suo verdetto! Quelle Sue parole: “Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?” Ella rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neppure Io ti condanno; va’ e non peccare più” (Giovanni 8:10-11) ridonano la vita a lei e anche a noi!

·     Ci sarebbero tanti altri tipi di lettera, ma chiudiamo con quelle che molti scrivono durante le campagne elettorali. Quante promesse mai mantenute testimoniano della mancanza di fedeltà degli uomini! Mentre noi abbiamo creduto in Cristo che si presenta come il Sì e l’Amen. E la Parola ci ricorda che tutte le promesse di Dio hanno il loro “si” in Cristo (2 Corinzi 1:20) e che “…fedele è Colui che ha fatto le promesse” (Ebrei 10:23). Se siamo lettere di Cristo, portiamo in noi ogni giorno la Sua bella notizia, il Suo messaggio.

Una lettera conosciuta e letta da tutti gli uomini

A cosa servirebbe una lettera, bella, con un grande messaggio d’amore, ma mai spedita?

Portiamo a destinazione il messaggio che Gesù ha scritto in noi.

In base alla Sua volontà e alla nostra disponibilità, alcuni saranno una “lettera circolare”, letta da molti; altri saranno “letti” da pochi, magari solo dal proprio coniuge o da un figlio o da un amico.

Qualcuno non saprà mai se il proprio messaggio è stato davvero raccolto e letto… come quelli affidati al mare in una bottiglia di vetro. Ma in tutti i casi vale la pena “far leggere Cristo in noi”, proprio come quella luce che Gesù ci invita ad essere o quel pane da gettare sulle acque… “perché dopo molto tempo lo ritroverai” (Ecclesiaste 11:1).

La lettera va affrancata

Sì, per essere “valida” la nostra lettera deve essere affrancata. Ma stiamo tranquilli, Gesù ha pagato il costo del “francobollo”, che è anche stato opportunamente “timbrato”, tanto che Egli “ci ha pure segnati con il proprio sigillo e ha messo la caparra dello Spirito nei nostri cuori” (2 Corinzi 1:22). Ecco allora che possiamo dire anche noi con l’apostolo Paolo che “la nostra capacità viene da Dio. Egli ci ha anche resi idonei a essere ministri di un Nuovo Patto, non di lettera, ma di Spirito; perché la lettera uccide, ma lo Spirito vivifica” (2 Corinzi 1:6).

Siamo una lettera valida e possiamo essere “spediti” ad altri tramite lo Spirito Santo, che nella nostra allegoria fa da Portalettere!

Affidiamo a Lui le nostre vite-lettere, perché Egli conosce i destinatari e ce li metterà davanti.

L’avviso di ricevimento

Quando il portalettere ci consegna un documento importante ci fa firmare un avviso di ricevimento, che farà sapere al mittente che quella lettera ha raggiunto il suo destinatario.

Il Signore potrà suonare a qualche cuore anche tramite te, perché Gesù dice: “Chi riceve voi riceve Me; e chi riceve Me, riceve Colui che mi ha mandato” (Matteo 10:40). A chi accetta il Suo messaggio che tu porti scolpito sul tuo cuore, Lui chiederà “una firma di conferma”.

E tu, hai ricevuto questo messaggio?

Elio Varricchione

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