Compiacere Dio - David Wilkerson

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La bibbia dice che quando Gesù fu battezzato nel fiume Giordano: «I cieli si aprirono ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dai cieli che disse: "questo è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto" (Matteo 3:16-17).

È possibile per Dio dire la stessa cosa dei suoi attuali figli?

Succede mai che lui guardi me o te e dica: «Ecco uno in cui mi sono compiaciuto»? Secondo la scrittura, avvenne con Enoc: «Per fede Enoc fu rapito perché non vedesse la morte (...) infatti prima che fosse portato via ebbe la testimonianza di essere stato gradito a  Dio» (Ebrei 11:5). Nessuno di noi si aspetta di essere portato via come Enoc. Ma ogni cristiano vorrebbe che il Signore, giudicando, dicesse:

«Mi sono compiaciuto di come hai vissuto».

Cristo disse: «Faccio sempre le cose che gli piacciono» (Giovanni 8:29). Il mio cuore si agita quando leggo queste parole; mi viene da

chiedermi: «Quali sono queste cose di cui parla Gesù? E come faccio a farle?» Mentre ci penso, mi ripeto che il suo giogo è dolce e il suo carico leggero; vuol dire che "queste cose" non possono portare un giogo pesante. Chiaramente, Dio ci permette di compiacerlo grazie al suo cuore amorevole.

La sua Parola rivela chiaramente le cose che lo soddisfano. Tutte queste cose sono possibili ad ogni credente. Lasciate che ne condivida con voi alcune:

Amare gli altri rende felice Dio.

«Qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo ciò che gli è gradito. Questo è il suo

comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo, Gesù Cristo, e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il comandamento che ci ha dato» (1 Giovanni 3:22-23).

È impossibile amare gli altri finché non siamo certi che Dio ama noi.

Giovanni ha scritto: «Noi abbiamo conosciuto l'amore che Dio ha per noi, e vi abbiamo creduto. Dio è amore; e chi rimane nell'amore rimane in Dio e Dio è in lui» (4:16). Semplicemente, noi non possiamo amare gli altri finché la verità non è stabilita fermamente in noi:

«Nonostante tutte le mie debolezze e mancanze, Dio mi ama». Se siamo convinti dell'amore di Dio per noi, il suo amore sgorgherà da noi naturalmente.

 «Carissimi, se Dio ci ha tanto amati, anche noi dobbiamo amarci gli  uni gli altri» (4:11). L'amore fraterno descritto qui non è  semplicemente una stretta di mano, un abbraccio o una lusinga. No,  questo tipo d'amore cerca di capire i bisogni dei nostri fratelli e  valuta come agire riguardo essi. Addirittura, secondo Giovanni, se  vediamo un fratello nel bisogno e non facciamo nulla a riguardo,  allora l'amore di Dio non è in noi.

«Se qualcuno possiede dei beni di questo mondo e vede suo fratello nel bisogno e non ha pietà di lui, come potrebbe l'amore di Dio essere in lui? Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità» (3:17-18). Se veramente vuoi compiacere Dio, se vuoi praticare il suo amore per gli altri, il Signore aprirà i tuoi occhi alle loro necessità.

Inoltre, secondo la Scrittura, se abbiamo del risentimento nei confronti di un fratello o una sorella, non abbiamo l'amore di Dio.

Non possiamo fare alcuna testimonianza nel nome di Dio se ci rifiutiamo di perdonare qualcuno. Tra l'altro, se noi non perdoniamo il prossimo, Dio non perdona noi. Quindi l'amore non è solo qualcosa di cui parlare; è una cosa da praticare, da fare, da vivere.

Si parla molto riguardo all'unità nella chiesa moderna. Ma non credo che abbiamo ancora compreso come Dio vede l'unità. L'unità non è semplicemente una tendenza del tipo "andiamo tutti assieme e abbracciamoci. Dimentichiamo i pregiudizi e le dottrine che preferiamo e amiamoci gli uni gli altri". Questa non è unità; è normale cristianità.

Unità significa essere in grado di stare vicini alle persone nel momento della distretta, di comprendere il loro bisogno. Lo Spirito di Cristo ci unisce agli altri in questo modo, portandoci a dire con

commozione: «Fratello, sorella, lascia che ti aiuti. Voglio essere al tuo fianco, voglio stare assieme a te nel momento del tuo bisogno».

Questo rende felice Dio, e quando agiamo così, egli ci riempie di benedizioni.

Cristiani egoisti ed egocentrici non conoscono questo amore per gli altri. Perché? Il dono dell'amore  altruista è dato soltanto a quelli che lo cercano e pregano per riceverlo. Nel momento in cui ti avvii per la strada dell'altruismo, Dio ti manderà una persona bisognosa dopo l'altra. Eppure, non sarà un peso. Al contrario, ti emozionerà, perché parteciperai alla gioia di Dio.

[CONTINUA...]

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