Cantare bene per lodarlo meglio

Versione stampabileSend by emailVersione PDF

Chi non si è mai lasciato catturare dal fascino di una dolce melodia? E a chi almeno una volta non sarà capitato di canticchiare distrattamente il ritornello di una canzone, che pur senza volerlo, si continua a ripetere per giorni? Dalle semplici ninna nanne al suono rassicurante della voce della mamma, ciascuno di noi entra a contatto con le prime forme musicali, già dal grembo materno.

Sempre più spesso sentiamo parlare degli effetti significativi che la musica produce sul nostro stato d'animo, e di quanti oggi ricorrono ad essa come forma di terapia per guarire dal proprio malessere interiore.

Quante emozioni scaturiscono in noi le poche e semplici note di una canzone! Sta proprio in questo la magia della musica: poter liberare la mente e viaggiare negli innumerevoli spazi del nostro vissuto. La musica, non possiamo negarlo, rende nitidi i ricordi, perché dona carattere e personalità agli eventi della nostra vita.

Eppure, se da un lato, il suo potere è così fortemente suggestivo, dall'altro è anche vero, che una buona musica accompagnata da testi farciti da estenuanti ripetizioni o da parole prive di senso, riduce di molto la propria efficacia.

Quanti di noi riflettiamo attentamente sul significato più o meno recondito del testo di una canzone? E come ciò, diventa molto più difficile, quando ci lasciamo trasportare dall'emozione che suscita in noi la sua musica.

Di frequente, siamo portati a pensare, che l'analisi di un brano musicale e del suo contenuto sia una prerogativa confinata solo ed esclusivamente a canzoni al di fuori del repertorio cristiano; nella certezza che i nostri canti sono la piena espressione di un cuore riconoscente verso Dio e del nostro impegno per Lui; e pertanto non riteniamo necessaria tale analisi. Ma è sempre così? I canti che proponiamo rispecchiano esattamente nel loro contenuto quello che vogliamo esprimere a Dio?

O delle volte la scelta privilegia la sfera emotiva, lasciandoci trasportare alla lode, più dalla melodia che dalle parole? Cantare, non dimentichiamo, è come pregare, e dunque la scelta del canto, l'atteggiamento e le parole che pronunciamo, ci rendono responsabili
davanti a Dio.

A maggior ragione insegnanti, monitori e quanti siamo impegnati fra i bambini dobbiamo essere consapevoli di questo senso di responsabilità quando scegliamo i canti da proporre ai nostri piccoli durante le ore felici o nelle scuole domenicali. Riflettiamo attentamente su cosa vogliamo lasciare loro, se solo un vivace ritornello o qualcosa di più. È chiaro che un bambino sarà poco incline a riflettere sul testo di una canzone se la musicalità prende il sopravvento, o se viceversa il brano è ricco di tante belle parole, ma fuori dalla sua portata.

Non pensiamo che se una canzone è chiaraper noi, lo sarà automaticamente anche per loro; spieghiamo sempre il significato di ciò che si sta cantando e le motivazioni che ci spingono a farlo. Incoraggiamo i nostri bambini a riflettere sull'importanza del canto e delle sue parole, e non proponiamo solo brani che esprimono promesse di amore o d'impegno per Dio, se molti di loro non hanno ancora preso una decisione per Lui. Frasi come: "Ti amo Gesù': o "lo ti seguirò sempre': saranno ancora più inappropriate, se inserite all'inter di un contesto di evangelizzazione o di ore felici all'aperto. Preferiamo piuttosto delle canzoni che esaltino le qualità di Dio e del suo amore per noi, così che i bambini possano riflettere e ricordarlo anche in futuro. I piccoli si sa riescono ad imparare una canzone come un'altra, perché cantare è un aspetto naturale della loro vita.

Di conseguenza tocca a noi insegnanti fare del canto, non solo un momento ricreativo, come si è soliti pensarlo, ma un valido strumento che sia in grado di trasmettere verità bibliche e raggiungere il cuore, la mente e la volontà di ogni bambino, ancora prima che queste realtà siano comprese pienamente. Nella scelta di un canto quindi, dobbiamo sempre tenere conto di determinati requisiti: uno tra questi esige che un testo, abbia sempre un contenuto scritturale, ovvero, coerente con la Parola di Dio.

Trattandosi di canzoni cristiane, sembrerebbe quasi superfluo sottolineare questo aspetto; eppure, delle volte per armonizzare bene le parole al ritmo e la musicalità della canzone; il modo come vengono strutturate le frasi all'interno di un canto, ne lasciano fraintendere se non addirittura modificare il suo significato intrinseco. Un canto, oltre a trasmettere verità bibliche, deve essere orecchiabile, facile da memorizzare e adatto all'età dei bambini. Se teniamo conto di tutte queste prerogative e dal grado di entusiasmo che riusciamo a trasmettere ai piccoli durante questi momenti; non solo otterremo un buon coinvolgimento da parte loro, ma possiamo essere certi, che molti di questi canti vivranno per lungo tempo nella mente dei nostri bambini e le verità bibliche saranno ben salde nei loro cuori. La Parola di Dio riporta diversi passi che conferiscono grande importanza alla lode attraverso il canto.

Ciascuno di noi è chiamato a lodare e salmeggiare Dio, perché ciò gli è gradito.
Quanto più, sarà gradito ai suoi occhi, il canto di lode che scaturisce dal tenero cuore di un bambino.

"Celebrate il Signore... cantategli un cantico nuovo, suonate bene e con gioia".

Tratto dalla circolare UEB di luglio 2014

AllegatoDimensione
PDF icon ueb_periodico_luglio_2014.pdf566.31 KB

facebook icona twitter iconawhatapps icona

Opera evangelica a favore dei non vedenti

Opere evangelica per sordi

La chiesa perseguitata

Pregare ed aiutare

Il vangelo tra gli stranieri