In questi giorni, ma già da qualche anno, pare non terminare mai lo scandalo degli abusi sessuali in varie parti del mondo negli ambienti cattolici. Sembra che si sia voluta aprire finalmente una finestra su questa terribile piaga per troppo tempo sottaciuta. Il fenomeno appare dilagante. Ho letto con molto interesse questa dichiarazione:

«Ci rallegriamo con il cardinale arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn, che ha definito il celibato dei preti utile a spiegare in parte gli atti di pedofilia commessi da religiosi cattolici, come noi sosteniamo da molto tempo». È quanto scrive, in una nota, diffusa oggi l'Associazione dei Sacerdoti lavoratori sposati, fondata da Giuseppe Serrone, ex parroco di Chia, in provincia di Viterbo. «In una pubblicazione per la sua diocesi - prosegue la nota -, interrogandosi sulle cause degli abusi, emersi a cascata in Germania e in Austria, il cardinale Schoenborn sostiene che le cause vadano ricercate 'sia nell'educazione dei preti, sia negli strascichi della rivoluzione sessuale della generazione del 1968, sia nel celibatò. Su quest'ultimo punto sollecita un 'cambiamento di visionè da parte della Chiesa cattolica». Secondo l'Associazione, l'intervento dell'arcivescovo di Vienna, potrebbe essere utile a riaprire il dibattito «sul celibato facoltativo nella Chiesa o almeno ad indurre i vescovi a rivolgere la loro attenzione a quanti di noi sarebbero felici di tornare al ministero attivo, soprattutto per dare una mano in luoghi in cui i cristiani hanno più fame della parola di Dio e dei sacramenti».

Tra smentite e chiarimenti del Vescovo la questione celibato appare, tuttavia, rilevante. Di seguito analizzamo cosa ci dice la Bibbia su questo aspetto, prendiamo lo spunto da una domanda che spesso ci è posta:

Come mai i pastori/anziani/conduttori evangelici si sposano?

La Bibbia dice con molta chiarezza che sposarsi non è proibito per coloro che vogliono piacere a Dio. Anzi, essa specifica: "Bisogna che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie ... e tenga i figliuoli in sottomissione" (1 Timoteo 3:2).

Inoltre, l'atto sessuale fra due persone sposate non è peccato (1 Corinzi 7:1-5). In questo passo, ai coniugi viene comandato: "Non vi private l'uno dell'altro" e che ciascuno doni il proprio corpo al proprio coniuge. In Efesini 5:22-23 Dio sceglie la relazione fra marito e moglie come esempio della sua relazione fra i credenti, dicendo che la moglie deve essere soggetta al marito come la Chiesa è soggetta a Cristo, e che il marito deve amare la moglie come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato sé stesso per la sua purificazione. Poi, aggiunge che come il credente è membro del corpo di Cristo, marito e moglie "diventeranno una stessa carne".

È vero che chi non è sposato è più libero per svolgere l'opera di Dio, ma è anche vero che Dio dice: "È meglio sposare che ardere" (1 Corinzi 7:9).
Pietro, secondo la Chiesa Cattolica Romana, era vescovo e primo Papa, però la Bibbia dice che era sposato (Matteo 8:14; 1 Corinzi 9:15). Questo mostra chiaramente che il celibato del clero non è un comandamento di Dio. Esso fu imposto al clero da alcuni sinodi (Elvira, Orange, Arles, Agde, Toledo) e dal Concilio Lateranense del 1139. Fu una decisione sbagliata perché molti preti non riescono a vivere tutta la vita senza il rapporto sessuale, e Dio considera le relazioni tra persone non sposate come peccato estremamente grave (1 Corinzi 6:9-10,18; Atti 15:28-29; Apocalisse 21:8 ). I poveri preti che non riescono a resistere e cadono in peccati sessuali hanno una più severa condanna da Dio e scandalizzano molti.

Oggigiorno la grande maggioranza dei preti vorrebbe essere libera di sposarsi, ma finora questa decisione sbagliata, presa tanti secoli fa, non è ancora stata corretta. Forse perché solo i Papi hanno autorità di cambiare questa regola della Chiesa Cattolica Romana, e di solito essi sono molto vecchi!

Non stiamo dicendo che tutti i preti e tutti i pastori devono sposarsi, ma che sposarsi o no deve essere una decisione personale, conforme all'insegnamento della Bibbia.

Infatti, l'apostolo Paolo non era sposato, ma Pietro sì.

Fonte: http://camcris.altervista.org
Vedi anche Sex crimes and Vatican


"Chi scandalizza e faccia cadere uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli legassero intorno al collo una enorme pietra da mulino e fosse gettato negli abissi del mare" (parole di Gesu' in Matteo 18, 6, e testi paralleli: Mc 9, 42 / / Lc 17, 2)

 

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GRAVI ABUSI DI WESOLOWSKI (di Gianluca Vannucchi) - E' la prima volta che il Vaticano arresta un altissimo prelato, un ex nunzio accusato di pedofilia. E lo fa nel proprio Stato, con il suo tribunale interno, per espressa volontà di Papa Francesco, visti i gravi fatti di abuso a danni di minori, avvenuti nella Repubblica Dominicana, di cui è accusato Jozef Wesolowski, ex rappresentante diplomatico della Santa Sede in quel paese sudamericano. Una notizia, anticipata da Enrico Mentana nell'edizione serale del Tg La7, che non arriva completamente inaspettata per gli addetti ai lavori, ma che è sicuramente un fulmine a ciel sereno per tutto il mondo, che aspetta da Bergoglio segnali di "rivoluzione" rispetto al passato.

Il monsignore polacco, infatti, aveva già avuto una condanna canonica di primo grado che lo ha visto ridotto allo stato laicale dall'ex Sant'Uffizio per abusi sessuali su minori. Ma che al momento aveva soltanto limitato i movimenti costringendolo a stare a Roma. Con la possibilità di rimandare a dopo l'appello canonico la parte penale. Invece, come ha spiegato in una nota il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, su espressa volontà del Papa si è avuta un'accelerazione senza precedenti: il Promotore di Giustizia del Tribunale di prima istanza dello Stato della Città del Vaticano ha convocato l'ex nunzio Mons. Wesolowski, a carico del quale aveva avviato un'indagine penale. "Al prelato - ha spiegato padre Lombardi - già condannato in prima istanza dalla Congregazione della Dottrina della Fede alla riduzione allo stato laicale al termine di un processo amministrativo penale canonico, sono stati notificati i capi di imputazione del procedimento penale avviato a suo carico per gravi fatti di abuso a danni di minori avvenuti nella Repubblica Dominicana".

La gravità degli addebiti ha indotto l'Ufficio inquirente vaticano a disporre un provvedimento restrittivo che, alla "luce della situazione sanitaria dell'imputato, comprovata dalla documentazione medica, consiste negli arresti domiciliari, con le correlate limitazioni, in locali all'interno dello Stato della Città del Vaticano", ha proseguito padre Lombardi. "L'iniziativa assunta dagli organi giudiziari dello Stato è conseguente alla volontà espressa del Papa, affinché un caso così grave e delicato venga affrontato senza ritardi, con il giusto e necessario rigore, con assunzione piena di responsabilità da parte delle istituzioni che fanno capo alla Santa Sede", ha concluso padre Lombardi. Wesolowski, alle spalle una lunga carriera diplomatica e dal gennaio 2008 a Santo Domingo, era stato rimosso dall'incarico e richiamato in Vaticano dal Pontefice nell'agosto dello scorso anno proprio in seguito al caso di presunti abusi pedofili.

Tra le dichiarazioni contro l'ex nunzio, quelle di un diacono suo collaboratore che ha riferito di avergli procurato giovani per rapporti sessuali. Sulla vicenda, oltre all'inchiesta penale di Santo Domingo, si era avuto anche l'intervento dell'Onu, attraverso un proprio comitato per i diritti, che aveva chiesto al Vaticano di garantire indagini immediate e imparziali sulla condotta del Nunzio in Sud America. Ma già a gennaio il Vaticano aveva espressamente detto che, essendo Wesolowski anche cittadino vaticano in quanto membro del servizio diplomatico, la competenza penale sul suo caso apparteneva anche agli Organi giudiziari dello Stato della Città del Vaticano. Oggi l'arresto e il segnale che la "tolleranza zero" di Bergoglio va avanti.

alex

BAGNINO CHE HA DENUNCIATO PRETE, 'DOVEVO FARLO' - "Sono un padre di famiglia anche io, non potevo lasciar passare sotto silenzio atteggiamenti come quelli di don Giangiacomo Ruggeri, non certo consoni al suo ruolo. Così ho avvisato la polizia". Cosi' la persona che con la sua testimonianza ha fatto arrestare il portavoce quarantatreenne del vescovo di Fano con un'accusa gravissima: atti sessuali consumati in spiaggia, su una ragazzina di 13 anni, e atti osceni in luogo pubblico. Anche altri clienti, conoscenti o parrocchiani a Orciano di don Ruggeri, che fino a ieri era anche direttore dell'Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, hanno assistito alle effusioni sotto l'ombrellone, successivamente filmate di nascosto (come anticipa oggi il Resto del Carlino) dagli agenti del commissario Silio Bozzi. Una prova schiacciante, che ha indotto il gip Lorena Mussoni a firmare l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il sacerdote. Rinchiuso in isolamento a Villa Fastiggi. Verrà interrogato lunedì, mentre la polizia sta cercando di ricostruire se nel suo passato ci siano episodi di molestie o abusi su altre ragazzine. La tredicenne verrà ascoltata dal sostituto procuratore della Repubblica dei minori di Ancona Sante Bascucci, che raccoglierà anche le testimonianze di ragazze e ragazzi della parrocchia, e dei gruppi scout e giovanili di cui don Ruggeri, sospeso ieri da ogni incarico pastorale da mons. Armando Trasarti, è stato assistente spirituale. Nell'alloggio del sacerdote e in parrocchia, la polizia ha sequestrato un pc e supporti informatici.

Il portavoce del vescovo di Fano, don Giangiacomo Ruggeri, 43 anni, direttore dell'Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, è stato arrestato con l'accusa di aver abusato di una ragazzina di 13 anni. Immediata la reazione del vescovo mons. Armando Trasarti, che ha espresso "sconcerto e dolore per la gravità" dell'accaduto, e "piena solidarietà a chi è stato oggetto di abuso, con l'impegno di essere disponibile all'incontro e all'ascolto". Anche se le ipotesi di reato "andranno opportunamente verificate", il vescovo ha sospeso don Ruggeri "da ogni ministero pastorale e da ogni atto sacramentale", e prega per tutti, "perché il Signore illumini e conforti". Sotto choc la città, in cui don Ruggeri, aspetto piacevole e modi affabili, era fino ad oggi 'il' sacerdote dei ragazzi.

Parroco a Orciano, giornalista collaboratore di 'Avvenire', già vice direttore del Servizio nazionale per la Pastorale giovanile della Cei, Giangiacomi è assistente ecclesiastico dell'Associazione cattolica guide e Scout d'Europa, branca Scolte. Esperto di new media, docente di teologia nell'Istituto teologico marchigiano, è un volto noto per la stampa locale, e le radio ed emittenti tv. Secondo il pm di Pesaro Manfredi Palumbo però avrebbe approfittato di una quasi bambina, probabilmente una delle tante che frequentano i vari centri di aggregazione giovanile in cui don Ruggeri è di casa.

Pare che a segnalare che qualcosa nel modo di fare del prete non andava siano state persone che l'hanno visto in compagnia della ragazzina. E che già in passato, a Orciano, il sacerdote avesse avuto un diverbio molto acceso con il padre di una giovanissima. Oggi una donna racconta ai cronisti che quando portava i gruppi al mare, il don faceva spegnere i telefonini delle ragazze, "per non avere interferenze". Voci di paese, tutte da confermare. Ora l'inchiesta - sequestrati il pc e vari documenti e supporti informatici nell'alloggio dell'indagato - dovrà accertare anche se vi siano stati altri comportamenti anomali da parte del prete.

Dell'indagine è stata informata per competenza anche la procura dei minori di Ancona. Quando la polizia è andata a prenderlo per rinchiuderlo in isolamento in una cella del carcere di Villa Fastiggi, la notizia dell'arresto di don Ruggeri ha fatto il giro della città in pochi minuti. "Stiamo cercando di capire cosa sta succedendo, di metterci la testa", dice il fratello Giovanni, anche lui giornalista, interpellato al telefono. "Non c'era alcun sospetto, non posso crederci" mormora Domenico, un laico seduto, affranto, nella sala d'attesa della Curia arcivescovile insieme ad altri collaboratori di mons. Trasarti, mentre il vicario mons. Giuseppe Tintori liquida i cronisti con un "non so nulla, arrivederci".

Poi, poco prima delle 20, con un messaggio diffuso attraverso l'ANSA, mons. Trasarti rompe gli indugi. Una presa di posizione rispettosa di tutte le parti in causa ma molto netta. Nessuna difesa d'ufficio, in una vicenda che porta nuovamente in primo piano uno dei nodi in parte ancora irrisolti della Chiesa contemporanea: come affrontare il coinvolgimento di preti e religiosi nelle inchieste penali per pedofilia. Trasarti, un vescovo che ha autorizzato il funerale in chiesa di un imprenditore suicida per la crisi, "perché la Chiesa sa la fatica degli uomini", e ha progettato una casa di accoglienza per padri separati, ha scelto: solidarietà con i più deboli e piena fiducia nella giustizia degli uomini. Sperando, che le accuse a don Ruggeri non trovino conferma.

Fonte: ANSA

alex

 

CITTA' DEL VATICANO - ''Nell'ordinamento italiano il vescovo, non rivestendo la qualifica di pubblico ufficiale ne' di incaricato di pubblico servizio, non ha l'obbligo giuridico di denunciare all'autorita' giudiziaria statuale le notizie che abbia ricevuto in merito ai fatti illeciti'' di pedofilia. Lo affermano le linee guida Cei.

Fonte: ANSA

 

alex

'Andrebbero aboliti i seminari minori. L'errore inizia da lì'

"Le risposte della Chiesa in merito ai casi di pedofilia che sono emersi in questi ultimi tempi, non mi hanno convinto. Andrebbero aboliti i seminari minori. L'errore inizia da lì". Questa la dura affermazione di don Antonio Mazzi, lanciata ieri era dal palco della terza serata evento "La vita: istruzioni per l'uso" realizzata nell'ambito della Festa Democratica Nazionale di Pesaro.

"La preparazione non va fatta nei seminari - ha proseguito Don Mazzi. La formula da 'allevamento nel pollaio' non è al passo coi tempi". Secondo il sacerdote, "chi vuole diventare prete, deve studiare da casa facendo di tanto in tanto verifiche con il suo direttore spirituale, ma, ad adolescenza finita, il seminario è un luogo che castra, non è un luogo naturale. Bisogna trovare un iter più aderente alla realtà per chi vuole diventare prete, cosi che fino a 19-20 anni si possa vivere anche l'aspetto affettivo e sessuale".

"Io non sono andato in seminario - ha aggiunto il fondatore di Exodus - se ci fossi stato non sarei mai diventato prete". Secondo don Mazzi, inoltre, "bisogna fare un altro Concilio Vaticano nel quale mettere sul tavolo i grandi problemi della Chiesa: il problema dei preti, quello dei matrimoni, dei sacramenti, del dialogo con le altre religioni". "Io ci spero - ha concluso -. Non sarà questo Papa, ma spero si possa dibattere questi grandi temi, perché sono i temi del 2000".

Fonte: ANSA

Don Mazzi

alex

Nove anni e tre mesi di reclusione: e' questa la condanna inflitta dal tribunale di Cosenza a padre Fedele Bisceglia, giudicato colpevole di violenza sessuale su una suora.

Il tribunale ha condannato anche il segretario, Antonio Gaudio a 6 anni e 3 mesi per lo stesso reato.

Fonte: Rainews24

 

 


 

La suora accusa padre Fedele Bisceglie:«Mi scaraventò sul letto e mi violentò»

ROMA (9 luglio) - Padre Fedele Bisceglie, il frate di Cosenza indagato per presunte molestie sessuali nei confronti di una suora, è stato messo sotto accusa dalla testimonianza della religiosa.

Al processo contro il frate e il suo segretario Antonello Gaudio, ripreso stamani, è stata chimata a deporre anche la superiora generale dell’ordine delle suore francescane dei poveri, suor Tiziana Merletti. Il fatto, secondo la testimonianza della vittima, sarebbe accaduto in occasione della partenza di Padre Fedele per una missione in Africa.

Durante la sua deposizione la religiosa ha raccontato di essersi recata nella camera del frate per portargli il pranzo: «Quando entrai nella stanza – ha detto la suora ai giudici – padre Fedele mi afferrò i polsi, mi scaraventò sul letto e mi violentò per la prima volta. Padre Fedele si macchiò il saio con il sugo della pasta perché durante la violenza il vassoio con il pranzo cadde a terra». La deposizione della suora sta proseguendo con il racconto di episodi in cui, secondo quanto ha riferito, subì abusi sessuali.

Nei pressi del palazzo di giustizia sono presenti anche una trentina di consorelle della vittima, che hanno deciso di essere presenti all’udienza per esprimere vicinanza e solidarietà alla loro consorella.

Il messaggero 9 luglio 2008

alex

Il giorno dopo la notizia dell' arresto di don Riccardo Seppia, il parroco della chiesa di Santo Spirito a Sestri Ponente, per violenza sessuale su minore e cessione di stupefacenti, il quadro accusatorio e la vicenda nel quale quello è stato costruito, cominciano a diventare più chiare. Innanzitutto nell'inchiesta spuntano altre tre persone, indagate.
 

 
Si tratterebbe di un ex seminarista, di 40 anni, indagato per prostituzione minorile e che potrebbe avere avuto un ruolo nell'adescamento degli adolescenti; un commerciante genovese e un uomo di Milano di cui non si conosce ancora la professione, entrambi accusati di cessione di stupefacenti. Il filone di indagini milanesi trasmesso alla procura di Genova per competenza territoriale è condotto dal pubblico ministero Stefano Puppo e coordinato dal procuratore capo facente funzioni Vincenzo Scolastico; il gip che ha emesso i provvedimenti è Annalisa Giacalone. In secondo luogo, si chiarisce anche il perché le indagini siano state svolte dal Nas di Milano, il Nucleo antisofisticazioni dei Carabinieri.
 
Le indagini sono state avviate per verificare un presunto giro di anabolizzanti usato nelle palestre e nelle saune milanesi. Nel corso di intercettazioni i militari si sono imbattuti in un giro di cocaina che aveva il centro di spaccio a Milano, città dove venivano a rifornirsi spacciatori e consumatori da tutta Italia.

Secondo quanto si è appreso, tra i frequentatori di saune e palestre milanesi ci sarebbe stato anche don Riccardo. Questi non si sarebbe limitato a usufruire dei servizi sportivi o di benessere ma sarebbe stato anche acquirente di stupefacenti. Lo scopo non sarebbe stato quello di assumere la sostanza ma, secondo indiscrezioni, di scambiarla, una volta tornato a Genova, con i ragazzini, presumibilmente in cambio di prestazioni sessuali. Da indiscrezioni risulta che le frequentazioni del parroco nelle saune e nelle palestre di Milano fossero abbastanza assidue. Una volta rientrato a casa, l'annuncio della disponibilità di droga veniva fatto con sms che inviava dal proprio telefono cellulare. Ai ragazzi faceva sapere di avere con sé la "neve" e li invitava ad andare a trovarlo a casa, proprio vicino alla chiesa dello Spirito Santo di via Calda, a Sestri Ponente.

I carabinieri avrebbero intercettato anche telefonate e sms rivolti a conoscenti, tra i quali, sembra, anche l'ex seminarista indagato per prostituzione minorile, in cui commentava e descriveva i rapporti e gli incontri avuti con i ragazzi. In particolare, al centro dell'inchiesta ci sarebbero gli abusi subiti da un chierichetto della zona, di 16 anni; con lui il parroco avrebbe avuto rapporti orali. Al vaglio degli investigatori, inoltre, ci sarebbero altri episodi, forse limitati ad approcci: approfondimenti sono in corso per comprendere se il prete abbia avuto relazioni - ed eventualmente di che natura - con un altro ragazzino minorenne, un maggiorenne e un quarto la cui età non è stata ancora stabilita dagli investigatori, di cui don Riccardo parla nelle numerose intercettazioni. Chi ha avuto modo di ascoltare le intercettazioni ha parlato di frasi "irripetibili".

ARRESTO PARROCO: RECENTI CONDANNE PRETI - Sono diversi gli episodi di pedofilia che di recente hanno determinato la condanna di alcuni parroci e sacerdoti:
- Il 21 marzo scorso il tribunale di Firenze ha inflitto 4 anni e 6 mesi di reclusione ad un ex sacerdote di 50 anni. Le indagini erano iniziate dopo che una ragazzina aveva denunciato di aver avuto una relazione con il prete iniziata con una violenza sessuale e proseguita per anni, durante i quali avrebbe pure abortito. Successivamente il sacerdote aveva abbandonato l'abito talare.
- Il 3 marzo scorso il tribunale di Roma ha condannato un ex parroco della Capitale a 15 anni e 4 mesi di reclusione, dichiarandolo colpevole di abusi ai danni di sette bambini affidati alle sue cure nell'oratorio e nei campi estivi tra il 1988 e il maggio del 2008
- Il 17 febbraio scorso il Tribunale di Savona ha condannato a 7 anni e 8 mesi di reclusione il parroco di una chiesa di Alassio, per molestie sessuali nei confronti di una chierichetta di 12 anni.
- Il 14 luglio dello scorso anno un prete indiano ha patteggiato al tribunale di Teramo una pena di 2 anni di reclusione, per ''attenzioni particolari'' nei confronti di una bambina di 10 anni.

alex

Continua ad allargarsi l'inchiesta sul prete pedofilo nel Genovese: arrestato anche l'ex seminarista che procurava ragazzini al sacerdote, che poi li retribuiva con contanti e droga

Continua ad allargarsi l'inchiesta su don Riccardo Seppia, il sacerdote di Sestri arrestato con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di almeno un minorenne. Un ragazzino ha infatti confessato agli inquirenti di esser stato molestato dal sacerdote, mentre i messaggi inviati dal cellulare del prete mostrano una crescente ossessione per "bambini di 10 anni". In una telefonata, don Seppia chiama un 25enne di Genova complimentandosi per avergli 2trovato" una giovane vittima, dicendogli "Che Satana sia con te".

Arrestato chi gli procurava ragazzini
Intanto l'inchiesta ha portato all'arresto di Emanuele Alfano, ex seminarista e aspirante croupier, che procurava ragazzini al sacerdote: l'accusa è induzione e favoreggiamento della prostituzione. Spingeva ragazzini ad avere rapporti con il prete, che li pagava in contanti e cocaina. Ora i carabinieri stanno cercando di capire dove don Seppia prendesse i soldi per procacciarsi droga e ragazzini: il sospetto è che abbia venduto opere sacre della chiesa.

"Nulla lo faceva presagire"
Ieri, intanto, il cardinale di Genova e presidente della Cei Bagnasco aveva parlato del caso del prete definendolo "un dolore inatteso": "nulla faceva presagire ai nostri occhi" quanto accaduto. Le indagini mostrano però un comportamento, da parte del 50enne don Seppia, che sarebbe stato prolungato nel tempo e decisamente fuori da ogni norma, non solo per un sacerdote. Sul suo cellulare sono stati trovati messaggi in cui alludeva alla cocaina: ne consumava 3, 4 grammi al giorno, per una spesa di circa 300 euro al giorno. La droga era anche offerta ai giovani in campio delle sue attenzioni morbose. Il sacerdote compiva anche frequenti viaggi a Milano, dove trascorreva nottate in locali gay frequentati da giovanissimi. Riesce dunque difficile capire come nessuno in Curia si fosse accorto di nulla: tanto che nei giorni scorsi è stato ascoltato dagli inquirenti don Piercarlo Casassa, parroco di don Riccardo nel 1985 a Recco. Il parroco ha detto che i comportamenti del prete, allora uscito da poco dal seminario, "non gli sembravano adeguati". "Don Seppia stava fuori tutte le notti e dormiva per l'intera mattina. La sua non mi sembrava una vera vocazione. Così ho avvertito i miei superiori", ha detto.

Fonte: GQ Italia

 

alex

GENOVA - E' stato condannato a 9 anni, 6 mesi e 20 giorni, e al pagamento di 28 mila euro don Riccardo Seppia, l'ex parroco di Sestri Ponente in carcere da un anno per pedofilia. Il gup Roberta Bossi lo ha condannato per violenza sessuale su minore e tentata induzione alla prostituzione minorile. Il pm aveva chiesto 11 anni e 8 mesi. Le motivazioni verranno depositate fra 90 giorni.

Il legale di don Seppia, Paolo Bonanni, aveva chiesto per il suo assistito l'assoluzione da tutti i capi di imputazione, tranne che per la cessione di droga. L'ex parroco della chiesa dello Spirito Santo di Sestri Ponente è stato assolto soltanto dall'accusa di detenzione di materiale pornografico. Prima del dispositivo della sentenza don Seppia ha chiesto e ottenuto di poter leggere un messaggio con il quale ha chiesto scusa per il suo comportamento.

"Chiedo scusa per il mio comportamento morale perché ho commesso degli sbagli. Ho sbagliato a comportarmi in quel modo": con queste parole, lette prima della lettura del dispositivo della sentenza, don Riccardo Seppia ha chiesto scusa pubblicamente.

"Ricorreremo sicuramente in appello - ha detto il difensore di don Seppia, l'avvocato Paolo Bonanni - siamo convinti che la pena possa scendere ulteriormente". Il legale si è detto soddisfatto "dell'inquadramento giuridico favorevole al mio assistito. Ma -ha aggiunto- riteniamo che possa essere condannato ad una pena inferiore". Il pubblico ministero Stefano Puppo non ha rilasciato alcuna dichiarazione.

Fonte: ANSA

 

alex

Conferenza Stampa dei rappresentanti delle organizzazioni delle vittime di pedofilia, guidati dagli americani di Survivor's Voice

Nella prima parte c'è la dichiarazione degli abusati in america, nella seconda parte rendono testimonianza degli  abusi in ambienti religiosi cattolici alcuni sordomuti

Alcune dichiarazioni sono molto esplicite, pertanto sconsiglio la visione a quanti ritengono di poterne restare scandalizzati

qui il video

https://www.evangelici.info/files/videos/31_10_2010_abusi.mp4

alex

Una notiza che non ha avuto molto risalto.

Pedofilia, Padre Lombardi
contestato a Roma dalle vittime

 CITTA' DEL VATICANO - Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, è stato contestato durante il sit-in di vittime di abusi da parte di preti pedofili, in corso questo pomeriggio a Roma. Il sit-in era cominciato da qualche minuto, davanti a Castel Sant'Angelo, quando padre Lombardi è passato - ha detto lui stesso ai presenti - per "esprimere la sua solidarietà".


Il portavoce vaticano non ha rilasciato ai cronisti interviste nè commenti, ma alcuni manifestanti lo hanno contestato gridandogli insulti in diverse lingue. Dopodichè padre Lombardi si è allontanato.

In piazza sono scese le vittime dei preti pedofili - finora diverse decine - "per chiedere al Papa di agire seriamente e di ordinare ai vescovi di denunciare i preti pedofili". Tra di loro un gruppo di ex allievi sordomuti dell'istituto Antonio Provolo di Verona e una vittima di Savona, Francesco Zanardi, 40 anni, in sciopero della fame da 11 giorni contro il vescovo di Savona, Vittorio Lupi, perchè "provveda a denunciare i preti pedofili".
Tra gli slogan del sit-in, alcuni cartelli con scritto: "Giù le mani dai bambini"; "Chiesa senza abusi"; "Il Papa protegge i preti pedofili".

Fonte: Repubblica.it

 

alex

VERONA - ''Vorresti fermare il prete pedofilo che adesso e' ancora li', accanto ai bambini'': e' questa l'urgenza che sentono le vittime degli abusi sessuali commessi all'interno della Chiesa, per la prima volta riunite pubblicamente oggi a Verona nell'incontro 'Noi vittime dei preti pedofili'. A porte chiuse, nel Palazzo delle Gran Guardia, i partecipanti si sono raccontati le proprie vicissitudini.

''La ragione che sta alla base di questo incontro - dicono - e' far vedere che esistiamo, che non possiamo piu' essere ignorati e che non siamo statistiche, ma esseri umani con famiglie, figli, sentimenti''. Sono state una cinquantina le e-mail di ulteriori denunce ricevute - oltre che da Verona anche da Trento, Savona, Vicenza - dal gruppo promotore 'La Colpa', in vista di questa giornata, spiega Mario Lodi Rizzini, fratello di una delle sordomute dell'Istituto San Provolo di Verona. Si tratta dell'istituto dove - secondo 15 testimonianze autobiografiche dettagliate di ricoverati presenti all'incontro di oggi - tra gli anni '50 e meta' degli anni '80 una ventina di sacerdoti avrebbe abusato continuativamente di piccoli che non potevano sentire o parlare, o nessuna delle due cose assieme. ''Quello che mi ha colpito - aggiunge Rizzini - e' che, quando un laico che lavorava al San Provolo ha confermato quei racconti, ha detto che era una cosa 'normale', che avveniva anche in altri istituti''. ''Ma la prima lettera inviata al vescovo di Verona - prosegue - portava in calce 70 firme di ospiti dell'istituto: quella lettera ha fermato il processo di beatificazione di quel vescovo precedente che viene indicato tra gli abusatori. Adesso e' in corso la costituzione di una commissione che vogliamo laica, perche' non ci fidiamo, e che inviera' il proprio resoconto al Vaticano''. Tra gli ex ospiti dell'istituto Provolo era presente alla Gran Guardia un'unica donna, Antonietta Perbellini, 75 anni, la quale accusa una violenza subita durante una confessione, sulla sedia, da parte di ''un prete che si abbasso' i calzoni''.

''Adesso - dice la donna - quando viene il sacerdote per benedirmi la casa lo caccio via''. Per Salvatore Domolo, ex sacerdote autosospesosi nel 2005 e 'sbattezzato' l'anno scorso, con una memoria personale di abusi tra gli 8 e gli 11 anni, ''finora si e' parlato dei preti, ma non possiamo nasconderci che ci sono anche le suore, le donne ex bambine fanno piu' fatica a parlare, c'e' piu pressione su di loro, sono piu' deboli''.

Tra i piu' determinati, il genitore di una bimba che ha subito violenza in ambito ecclesiastico. ''Per chi e' ancora bambino la strada e' ancora piu' in salita - spiega -. 'Lui' ti ha detto che se avessi parlato sarebbe successo qualcosa di brutto, che i tuoi genitori sarebbero morti. Se trovi la forza di dire qualcosa, il papa' e la mamma faticano a pensare che l'amico prete sia cattivo e, se la famiglia crede, ne parla con il prete abusatore o con i suoi superiori. Allora comincia l'isolamento: alle famiglie si addebitano ansie protettive, interessi economici, rancori contro la Chiesa. Se inizia l'iter giudiziario, i colpevoli diventano quelli che hanno denunciato''. Per l'ex sacerdote Domolo, ''la cosa piu' grave e' che l'abuso ti allontana da Dio, perche' Dio e' la' e tace''.

''Quando sono entrato in seminario - racconta - ho parlato al mio padre spirituale degli abusi subiti e mi sono trovato a dover confessare il 'peccato' commesso. Poi quando gli ho chiesto cosa fare del prete che aveva abusato di me mi ha detto: assolutamente non ne parliamo con nessuno, lo affidiamo alla misericordia di Dio''. ''Quante volte me lo sono sentito ripetere! Deve essere riconosciuta - aggiunge - la complicita' attiva della Chiesa, si pensava bastasse il silenzio, o spostare il prete pedofilo indiano in Italia. La verita' e' che non c'e' solo l'abuso ripetuto: non e' che si e' vigilato poco, e' che abbiamo fatto di tutto per nascondere''.

Fonte: Ansa

alex

ROMA - Preti sorpresi a frequentare i locali di ritrovo dei gay romani, filmati con una telecamera nascosta durante feste notturne con 'prostituti' e perfino durante un rapporto omosessuale con un partner casuale: è questo il risultato di una inchiesta condotta dal settimanale Panorama, che nel prossimo numero sbatte in copertina "Le notti brave dei preti gay", con tanto di foto di due mani giunte su un rosario con lo smalto alle unghie.

"Per venti giorni - afferma il settimanale - un giornalista di Panorama, affiancato da un complice gay, si è infiltrato nelle serate brave di alcuni preti che, a Roma, conducono una sorprendente doppia vita: di giorno sono sacerdoti in abito talare; di notte, smessa la tonaca, sono uomini perfettamente integrati negli ambienti omosessuali della capitale".

Panorama afferma di avere individuato "numerosi casi" e di averne raccontati "tre in particolare", usando nomi di fantasia: Paul, sacerdote francese di 35 anni, Carlo, sui 45, e Luca, "abbordato" su internet e poi ripreso in casa sua durante un rapporto omosessuale con il complice del cronista.

 La copertina di Panorama su cui campeggia il titolo ''Le notti brave dei preti gay'' e si vedono due mani giunte su un rosario con lo smalto alle unghie

L'inchiesta racconta del primo incontro, avvenuto secondo Panorama il 2 luglio, tra il cronista e il suo complice gay con padre Paul, in un locale del quartiere romano di Testaccio, presente anche Carlo. Davanti a loro, "due escort uomini hanno ballato seminudi" con vari uomini, tra cui Paul, facendo poi sesso con alcuni di loro. Usciti dal locale, il complice gay del cronista di Panorama viene invitato a casa di Paul, gli chiede di indossare l'abito talare e ha un rapporto omosessuale, filmato con la telecamera. Tutti i filmati a corredo dell'inchiesta - precisa il settimanale - saranno disponibili da domani sulla versione digitale di iPanorama sull'iPad.

La sera successiva, racconta sempre Panorama, Paul e Carlo si rivedono con il cronista di Panorama e il suo complice al Gay village di Roma, "mostrando -sottolinea il settimanale - di trovarsi a loro agio in quell'ambiente". Il giorno dopo, domenica 4 luglio, sempre secondo Panorama, Paul ha celebrato la messa su un tavolino della propria abitazione, alla presenza del cronista di Panorama e del suo complice. Panorama sostiene di aver verificato "che Paul è effettivamente un prete".

Con Carlo c'é un secondo incontro in un ristorante del centro di Roma, "abitualmente frequentato da gay". Alla fine del pranzo, "Carlo ha portato il complice di Panorama nel suo appartamento, che è collegato a una grande struttura ecclesiastica, e ha avuto con lui un rapporto sessuale", anche questo ripreso dalla telecamera nascosta. "Il cronista di Panorama - afferma ancora il settimanale - ha anche filmato Carlo mentre celebrava messa in una chiesa non lontana dal suo appartamento". Il terzo prete, Luca, è stato avvicinato da Panorama attraverso internet, su una chat omosessuale: dopo un approccio esplicito, cui è seguito un appuntamento, l'incontro è avvenuto il 6 luglio "davanti alla chiesa di una missione cattolica".

MANCUSO(ARCIGAY): COSA NOTA,ANCH'IO CON MONSIGNORE - Che tanti sacerdoti siano omosessuali e cerchino sesso, anche a pagamento, con altri uomini "non è una novità": non è stupito, Aurelio Mancuso, leader storico della comunità lgbt italiana, dell'inchiesta di "Panorama" sui preti gay. "Anch'io, una quindicina di anni fa, ho avuto una storia con un monsignore", aggiunge. "Nella comunità si sa da sempre - spiega l'ex presidente di Arcigay - è molto consueto che sacerdoti frequentino i luoghi di ritrovo degli omosessuali, come saune, bar, discoteche. Posti dove comunque non si va solo per fare sesso, ma anche per conoscere persone. E per entrare magari hanno fatto la tessera di Arcigay". Con il loro vero nome? "Perché no, tanto sono protetti dalla legge sulla privacy". E il monsignore? "La storia è durata sei mesi, era il 1994 o il 1995. Era qui a Roma, lui era un alto funzionario vaticano. Poi ne ho perso le tracce, ma credo che stia sempre a Roma". E l'alto prelato non è l'unico prete con cui Mancuso abbia avuto una storia: "Ce ne sono stati anche altri, e a volte ho scoperto solo dopo che erano sacerdoti".

FONTI VATICANE, INCHIESTA PANORAMA PURO SCANDALISMO - E' "puro scandalismo", secondo autorevoli fonti vaticane, l'inchiesta sui preti gay svolta da Panorama. Nessun commento alla notizia è giunto dalle fonti ufficiali, ma in ambienti della Santa Sede, la notizia è apparsa "priva di prove concrete e circostanziate" ed è stata vista come "un tentativo di trovare ad ogni costo argomenti forti per svegliare i lettori sotto l'ombrellone", come fosse "un serpente di mare". "E quand'anche si volesse sviscerare un argomento così complesso e delicato quale la sessualità dei sacerdoti - aggiunge la fonte - non basterebbe un'inchiesta di 15 giorni, per quanto accurata".

Fonte: ANSA

alex

(ANSA) - SAVONA, 19 LUG - Un memoriale e' stato letto stamane in aula da don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio arrestato a dicembre per molestie su una chierichetta dodicenne.

Nel documento il prete respinge tutte le accuse mosse dalla Procura e prega per la bambina che lo accusa. Il sacerdote, detenuto nel carcere di Sanremo, oggi era presente in tribunale a Savona. La quinta udienza del processo si e' svolta, come sempre, a porte chiuse. Il processo riprendera' il prossimo 23 settembre. (ANSA).

 

alex

Maria Jepsen, la prima donna vescovo della Chiesa luterana tedesca, ha rassegnato le sue dimissioni perchè accusata di avere coperto un caso di pedofilia. Lo scrive l’agenzia stampa Dpa. La Jepsen era stata accusata nei giorni scorsi di essere a conoscenza di presunti abusi sessuali su minori commessi da un prete della parrocchia di Ahrensburg (Nord), ma di non avere preso alcuna iniziativa contro il religioso.
 

Salgono così a tre i vescovi tedeschi (sebbene appartenenti a diverse chiese cristiane) dimessi negli ultimi mesi. A maggio il papa Benedetto XVI aveva accettato le dimissioni del vescovo cattolico Walter Mixa, mentre lo scorso febbraio si era dimessa la ‘papessa’ Margot Kaessmann, massima rappresentante della Chiesa evangelica-luterana della Germania, per essere stata sorpresa al volante in stato di ebbrezza.

”La mia credibilità è stata messa in dubbio”, ha spiegato la Jepsen, vescovo di Amburgo, durante una conferenza stampa. ”Quindi non mi sento più nella posizione di diffondere il lieto messaggio, così come ho promesso davanti a Dio e alla comunità con la mia ordinazione e secondo i principi del vescovado”.

Secondo le accuse, la donna vescovo avrebbe coperto il presunto prete pedofilo, che negli anni Ottanta avrebbe abusato sessualmente di giovani ragazzi e ragazze. La Jepsen si è difesa sostenendo di avere saputo delle accuse contro il prete solo nella primavera di quest’anno, mentre secondo indiscrezioni di stampa sarebbe venuta a conoscenza degli abusi già nel 1999.

”Una collaborazione basata sulla fiducia ha sempre avuto per me un grande significato – ha proseguito -. Non sarei stata capace e non avrei voluto fare il mio lavoro senza onestà e non avrei voluto fare il mio lavoro senza onestà e franchezza”. E poi ha concluso: ”Aspetto che questi casi di abusi ad Ahrensburg e altrove vengano chiariti rapidamente e che la verità venga alla luce”.

alex

Accusa grave. Si dichiara innocente ed avrà la possibilità di dimostrarlo. Nel frattempo si dimette e, almeno in questo, è un esempio che dovrebbero predere in molti.

sole44

Tutti parlano di pedofilia,che divampa nella Chiesa cattolica,era ora che uscisse tutto,ma non e' questo la cosa piu' grave.Il problema e' come diventeranno le persone abusate,chi le seguira' attentamente in modo tale da superare questo inferno,si inferno perche' di questo si tratta  e ne so' bene di che sto' parlando.Guardano tutti ai "carnefici" ma alle povere vittime chi ci pensa?...

Riflettete tutti forse e' li' che si deve agire  con prontezza ora !!!!Sono arrabbiata con chi fa solo parlare,parlare e basta.Io ho dovuto agire mio malgrado e credetemi essendo dall'altra parte non e' facile,per nulla. 

alex

Hai perfettamente ragione, cara sorella. So quanto significa per te, e non solo, quello che hai scritto. In effetti la Chiesa Cattolica pensa principalmente a difendersi, a restare a galla da questi scossoni. Dall'altra parte può succedere, però, che le attenzioni siano mirate ad attaccare, magari a ragion veduta. Tra i fuochi purtroppo però si dimenticano le vittime.. Pianto

 

sole44

Io  continuero' ad urlare ancora, non m'interessa chi mi ascolterà lo faccio per me anche se io nel Signore ho l'aiuto che mi serve, ma chi non c'e' l'ha e li' che mi batto, si rimane soli a superare cose che schiaccerebbero chiunque figurarsi delle madri o dei padri e che nessuno da' risposte o spiegazioni ed intanto c'e' chi insabbia tutto o fa finta che nulla sia accaduto.
 
Scusami lo sfogo ma la società mi fa schifo,tanto mi fa schifo che il mio rifugio sicuro c'e' l'ho solo nel Signore!!!!

Salvezza

Cara Sole 44,Sebbene io non abbia avuto di queste esperienze personali,( ma bensi` un mio nipotino quando aveva circa 8 anni )ti capisco benissimo. Sono una ex tdg,anch`io sono  schifatta  di pu` d`una chiesa. La chiesa cattolica e` una vera babilonia,la meritrice di Rivelazione. Ma non e` la sola,te lo assicuro. Sembra che il numero dei pedofili nelle chiese siano incalcolabili,o quasi. Anche i tdg,che non vogliono ammetterlo,hanno circa 23.721 pedofili sparsi nelle congregazioni,ma questo numero di criminali forse e` piu` alto di quello che non pensa.Se non c`e` il supporto per le vittime,che ti credo,questo non succede solamente che in italia,infatti questa organizzazione non da` nessun aiuto alle vittime,ben sapendo cio` che bolle nella pentola .Molte delle vittime hanno fatto ricorso attraverso la legge,e sebbene con la societa` non e` un gioco ,ne` tanto meno vincere,qualcuno ci e` arrivato. Questo non guarisce il trauma della vittima,ma almeno grida e mette allo scoperto quei 13 criminali che siedono attorno alla tavola rottonda fregandosene di chi grida e soffre per colpa loro. Intanto il paradiso della pedofila continua in certe congregazioni senza essere disturbata,anzi,per il nome di .......,prottegono i criminali per non sporcare il nome di Dio. Ma peggio di cosi` queste chiese non possono fare,se veramente sapessero a cosa vanno incontro davanti a Dio tremerebbero e questo non succederebbe.Si,con l`aiuto del Signore,abbiamo la forza di continuare la nostra strada fino alla fine. Non e` la nostra vendetta,ma chi ci vendica e` Dio stesso,perche` la vendetta appartiene solo a Lui. Ti saluto con sincero amore cristiano Maria Pia

 

In Dio Confido

sole44

Carissima Maria Pia ,condivido le tue parole,non ho mai detto che la vendetta e mia io cerco solo di dare voce di chi Dio non c'e' l'ha e che a livello istituzionale e giuridico del mondo purtroppo devo attenermi pure io.Mi spiego meglio assistenti sociale che ti radiografano come pure tu fossi il "criminale",tutela minori che si mettono in mezzo in nome di che non ho ancora capito,e poi gli avvocati che tuo malgrado ti stanno intorno i processi vari che comunque devi assistere.Questo alludevo io,fosse solo l'abuso in se',cosa gravissima di suo,ma e' il resto che poi ci gira intorno che non e' facile da gestire se non hai Dio.

 

Salvezza

Carissima Sole,grazie della tua risposta.  Mi sono espressa acidamente perche` ancora acida sono. Certo che non mi volevo riferire a quel tipo di odio,ma pittosto al risentimento che si sente dentro per l`ingiustizia.  Proprio per cio` che tu hai esperimentato abbiamo evitato di proseguire . Da quando e` mondo la giustizia se non e` quella divina e` imperfetta come lo siamo noi. Ma questo non vuol dire che sono autorizzati a commettere errori di questo genere,no,le vittime tacciono come agnelli,perche` nesssuno puo` capire ne` sentire la loro loro voce e sofferenza,e la vita continua tra dolori e incomprensioni.Una piaga che si allarga sempre piu`,proprio per il monefreghismo e incompetenza e durezza di cuori. La nostra speranza e` positivamente rivolta a Dio e con Dio che non mente mai siamo certi che tutto questo un giorno finira`.

Ti saluto calorosamente nel nome di Gesu` Maria Pia

 

 

In Dio Confido

sole44

Carissima,si finirà,ormai dopo un anno con la Grazia di Dio ,tutto diventa ricordo,spiacevole ma ricordo.Ma non bisogna chiudere i cuori e continuare ora,almeno per me,smuovere un po' le coscienze e fare si che "le vittime" parlino,puntino i piedi e perché no cerchino chi solo può curare il loro dolore,Dio.Non vi e' aiuto umano che possa far superare questo trauma,nessuno!!!! Io nel mio piccolo intanto lotto e con l'aiuto di Dio so' che ho già vinto e vincerò sempre.

Un abbraccio Stefania. 

Salvezza

Carissima,ti rispondo anche a questa tua lettera perche` penso di capire il tuo dolore.  E` triste a dirsi ,ma e`piu` facile parlare che agire. E` una verita` che tocca il fondo per chi ha sofferto prima e soffre pure ora.  Aiutare,seguire,fino al punto da far uscire la vittima dal trauma,o dall`inferno come tu dici,e` la parte che nessuno ne vuol sapere. In certi casi puoi` essere piu` traumatico per la vittima il ricorrere alla giustizia dell`uomo.

Infatti ,tutti parlano e guardano ai " Carnefici " senza muovere un dito,e non solo,ma dopo un po` tutto viene tacciuto e dimenticato,ma per la vittima la vita non e` piu` la stessa.Agire con prontezza! e` solo una parola, e tu che hai dovuto farla questa esperienza e` stata molto dura,ancora ti capisco e assieme a te aggiungo il mio urlo di disperazione gridando  ai criminali che procurano tanti dolori e che vivono tranquillamente dietro le quinte. E la chiesa cattolica ha molti nascondigli !!!!

Saluti cristiani Maria Pia

 

 

In Dio Confido

alex

L'accusa del New York Times a Benedetto XVI: "Così Ratzinger lasciò impuniti i pedofili" "I vescovi locali denunciavano il problema, ma il Vaticano restò inattivo"

NEW YORK - Joseph Ratzinger, quando da cardinale dirigeva la Congregazione per la dottrina della fede, fu "parte di una cultura di non-responsabilità, negazionismo, e ostruzionismo della giustizia" di fronte agli abusi sessuali commessi da sacerdoti.
 
Lo afferma il New York Times sulla base di documenti interni alla Chiesa, interviste a vescovi ed esperti di diritto canonico. Dal reportage emerge una versione molto diversa, sul ruolo di papa Benedetto XVI, rispetto alla descrizione ufficiale fornita dalla Chiesa.
 
Tra le rivelazioni spunta un vertice segreto avvenuto in Vaticano nel 2000 tra Ratzinger e i vescovi delle nazioni anglofone più colpite dagli scandali di pedofilia: Stati Uniti, Irlanda, Australia. Secondo il vescovo Geoffrey Robinson di Sidney, che partecipò all'incontro segreto, Ratzinger "impiegò molto più tempo a riconoscere il problema degli abusi sessuali, rispetto a quel che fecero alcuni vescovi locali". Nell'intervista al New York Times il prelato australiano si chiede: "Perché il Vaticano era così tanti anni indietro?".
 
Il Cardinale Ratzinger
Papa Giovanni Paolo II con il cardinale Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede
 
Il New York Times smonta la linea di difesa che la Santa Sede ha tenuto sull'attuale pontefice. Il Vaticano ha descritto come una svolta la decisione del 2001 di dare alla Congregazione diretta da Ratzinger l'autorità di semplificare le procedure e affrontare direttamente i casi di pedofilia. Dopo quella decisione, annunciata con una lettera apostolica di Giovanni Paolo II, il cardinal Ratzinger sarebbe emerso come uno dei più coraggiosi nel riconoscere la minaccia degli abusi sessuali per la reputazione della Chiesa.
 
Tutto questo viene confutato nella ricostruzione del giornale americano. In realtà la Congregazione aveva già gli stessi poteri dal 1922, secondo diversi esperti di diritto canonico interpellati. La lettera del 2001 non segnò affatto una svolta. Al contrario, la Chiesa si decise ad agire solo in grande ritardo, sotto la pressione di alcuni vescovi anglofoni in prima linea negli scandali. "Per i due decenni in cui ebbe la guida della Congregazione", scrive il New York Times, "il futuro Papa non esercitò mai quell'autorità.
 
Evitò di intervenire anche quando le accuse e i processi stavano minando la credibilità della Chiesa in America, Australia, Irlanda, e altri Paesi". Ancora oggi, prosegue l'articolo, "molti decenni dopo che gli abusi sessuali da parte dei sacerdoti sono diventati un problema, Benedetto XVI non ha istituito un sistema di regole universali" per affrontarlo. Al contrario permane tuttora "una confusione dilagante tra i vescovi, sul modo di affrontare le accuse".

Eppure i segnali d'allarme per il Vaticano vengono da lontano. Nel 1984 il reverendo Gilbert Gauthé di Lafayette, Louisiana, ammise di avere molestato 37 minorenni. Nel 1989 uno scandalo enorme scoppiò in un orfanatrofio cattolico del Canada. Nella prima metà degli anni Novanta 40 fra preti e monaci australiani erano sotto processo per abusi sessuali. Nel 1994 cadde un governo in Irlanda per avere negato l'estradizione di un prete pedofilo. A quel tempo il cardinal Ratzinger aveva consolidato la sua autorità al vertice della Congregazione, dove era stato nominato nel 1981. "È lui", sottolinea il New York Times, "che avrebbe potuto avviare azioni decisive negli anni Novanta, per impedire che gli scandali diventassero una metastasi, diffondendosi da un Paese all'altro". Ma le sue priorità erano altre.
 
Fin dal 1981 Ratzinger aveva identificato "la minaccia fondamentale per la fede della Chiesa": la teologia della liberazione, il movimento dei preti progressisti che si stava affermando in America latina. "Mentre padre Gauthé (il pedofilo, ndr) veniva processato in Louisiana, il cardinal Ratzinger stava sanzionando pubblicamente i preti del Brasile e del Perù per aver sostenuto che la Chiesa doveva impegnarsi a favore dei poveri e degli oppressi. I suoi strali colpirono poi un teologo olandese favorevole a dare funzioni ecclesiali ai laici, e un americano che sosteneva il diritto al dissenso sull'aborto, il controllo delle nascite, il divorzio e l'omosessualità". Per reprimere ogni velleità di autonomia delle Chiese nazionali, Ratzinger usò la sua autorità per affermare che le Conferenze episcopali "non hanno un fondamento teologico, non appartengono alla struttura della Chiesa".
 
Un'offensiva fatale, scatenata proprio nella fase in cui alcune "onferenze episcopali nei Paesi anglofoni avevano cominciato ad affrontare gli scandali in modo aperto, e chiedevano di poter sanzionare i preti pedofili senza aspettare le lungaggini dei processi canonici. (03 luglio 2010) 

di FEDERICO RAMPINI

Fonte: Repubblica.it

alex

Qualche giorno fa le perquisizioni da parte delle forze dell’ordine nei confronti dell’arcivescovado di Mechelen (Belgio) alla ricerca di presunti dossier inerenti casi di pedofilia in ambito ecclesiastico hanno suscitato lo sdegno e forti critiche da parte della Santa Sede. Ebbene ora pare che proprio da quelle ricerche sia emerso del materiale relativo al pedofilo Marc Dutroux, anche detto il “mostro di Marcinelle”, attualmente all’ergastolo per il sequestro, il rapimento e la violenza sessuale ai danni di sei ragazzine e l’omicidio di quattro di loro.

Sembra, infatti, che negli scantinati del palazzo dell’arcivescovado siano state ritrovate decine di foto che hanno per oggetto le esumazioni dei corpi di Melissa e Julie, due delle vittime. La scoperta è stata definita dagli inquirenti come “bizzarra”. Nel frattempo il portavoce dei vescovi Eric de Beukelaer ha rilasciato alla stampa belga alcune dichiarazioni in proposito: "Non ne sappiamo niente di questi dossier. Sono stato interrogato io stesso  e mai sono stato sentito su questi documenti. L'arcivescovado è enorme. Molti documenti sono stati inviati, ma non so niente. Bisogna essere prudenti". 

Sempre in relazione all’indagine sui casi di pedofilia nella Chiesa belga nelle ore scorse è stato interrogato dalla polizia di Bruxelles il cardinale Godfried Danneels (77 anni), ex primate del Belgio (http://www.barimia.info/modules/article/view.article.php?31632).

Secondo un sacerdote attualmente in pensione, quando è stato a capo della Chiesa belga, cioè nel periodo che intercorre fra il 1979 al 2009, avrebbe coperto moltissimi casi di abusi da parte dei preti. L’interrogatorio è successivo alla perquisizione della sua abitazione ed è durato 10 ore.

Fonte: http://www.barimia.info/

alex

(ANSA) - BRUXELLES, 6 LUG - L'ex primate della Chiesa belga, card. Godfried Danneels, e' stato sentito stamani dalla polizia nell'inchiesta su preti pedofili. L'interrogatorio, in qualita' di testimone, a Bruxelles, e' stato deciso dopo le perquisizioni del 24 giugno nella sua abitazione. Danneels, 77 anni, e' stato accusato da un sacerdote, ora in pensione, di non aver denunciato caso di pedofilia commessi da membri del clero quando guidava la Chiesa in Belgio dal 1979 al 2009.
 

alex

È durata 10 ore l'interrogatorio dell’ex primate del Belgio, il cardinale Danneels (nella foto), nella sede della polizia. Udito come testimone, pur non essendo indagato, il cardinale Danneels dovrà comunque guardarsi dalle infamanti accuse rivoltegli da 20 persone, tutte vittime di abusi sessuali.

A tanto ammonta il numero di coloro che, violentati sin dalla minore età da parte di alcuni sacerdoti, appartengono al più vasto gruppo di 300 persone rivoltesi al movimento fondato da Rik Devillè. La goccia che ha fatto traboccare un vaso ormai colmo di vergogna e dolore è stata la riunione avvenuta 10 anni orsono in casa del cardinale Danneels.

«Al cardinale avevo chiaramente spiegato lo scopo della nostra visita e gli avevo chiesto di ascoltare - questo il racconto di Lieve Janssens, all’epoca presidente del gruppo - . «Di questa serata mi ricordo molto bene con commozione il coraggio sereno e la forza di testimonianza delle storie dolorose».

Alla speranza che, come un’araba fenice, la speranza di giustizia potesse risorgere dai racconti carichi di orrore delle vittime di abusi, si contrappose la disillusione più disarmante di un atteggiamento (è questo l’atto di accusa dei 20) definito omertoso.

«Mi ricordo - prosegue Janssens - che aspettavo con tanta speranza la parola liberatrice del cardinale. Speravo di sentire: “ho visto il vostro dolore e piango con voi per quello che vi è stato fatto, prenderò le mie responsabilità e farò quanto è giusto fare con il potere che mi è stato dato”.

Invece, non abbiamo sentito niente di tutto questo». Come se la violenza si ripercuotesse sui loro corpi e sulle loro menti per l’ennesima volta, l’allora presidente del gruppo racconta come il cardinale disse: «Mi sembra di essere davanti a un tribunale».

«Lui era diventato la vittima, - termina Jannsens - noi gli autori dei delitti, persone che rendendo le loro storie pubbliche, avevano l’intenzione di distruggere la chiesa». La reticenza del cardinale Danneels ha, tuttavia, fatto il paio con il sequestro da parte della polizia belga di circa 500 documenti contenenti le testimonianze delle vittime di abusi.

Alla fine dello scorso mese di giugno, inoltre, la commissione nominata per indagare sulla vicenda degli abusi perpetrati da sacerdoti e guidata dallo psichiatra Peter Adriaenssens ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni, un gesto clamoroso di protesta nei confronti della polizia. Il sequestro eseguito dalla polizia belga è avvenuto dopo il via libera a una serie di perquisizioni in alcune sedi della Chiesa belga.

Da non trascurare, inoltre, le pesanti polemiche e le dure reazioni del Vaticano all’indomani delle perquisizioni, con lo stesso pontefice Benedetto XVI che le ha bollate come «sorprendenti e deplorevoli».

Donato Capozzi

Fonte: http://www.barimia.info/modules/article/view.article.php?31632

alex

Sorpreso in Tangenziale in auto con una liceale. Al momento è stato denunciato a piede libero per violenza sessuale in danno di minori. Secondo gli investigatori si sarebbe finto un professore e così sarebbe riuscito ad avvicinare la quindicenne/div>

Un sacerdote è stato sorpreso in Tangenziale a Napoli, mentre in auto consumava un rapporto sessuale con una liceale di 15 anni, adescata via chat. La ragazza non sapeva di trovarsi con un sacerdote: si tratta di M.D.M., che da religioso opera a San Giorgio a Cremano, nel Napoletano, e che per ora è stato denunciato a piede libero per violenza sessuale in danno di minori.

Nell'auto dell'uomo è stato trovato anche l'abito talare. Il prete, sotto la quarantina, aveva corteggiato la ragazzina per mesi, sostenendo di essere un professore - questo è quello che ha raccontato la quindicenne - e diventando un punto di riferimento per lei, figlia di genitori separati, con qualche problema nel relazionarsi ai coetanei. Ieri è stato sorpreso sul fatto dalla Polstrada di via Cinthia, e identificato.

"Credevo fosse mio amico - ha detto la minorenne all'assistente sociale con cui si è confrontata dopo la denuncia prima di essere riaffidata alla madre - non immaginavo fosse un prete". Intanto le indagini continuano, con la perquisizione della casa dell'uomo.

Incredulità fra i fedeli di San Giorgio a Cremano. "Siamo sorpresi". "Siete sicuri che è lui? Non posso crederci" dice un fedele. "Sono sorpreso ed è difficile commentare quando lo conosci... mi risulta che abbia organizzato di recente una festa parrocchiale - dice un conoscente - . Siamo però in una epoca di caccia al prete". "Lo conosco come impegnato con i giovani, nelle parrocchie cittadine e non voglio se ne faccia una caccia all'untore" aggiunge all'Ansa un altro conoscente, anch'egli cittadino di San Giorgio.

Fonte: La Repubblica.it

alex

Diciassette papi pedofili, dieci incestuosi, dieci ruffiani, nove stupratori. E poi ancora pontefici sposati, omosessuali, travestiti, concubinari, sadici, masochisti, voyer. Nei giorni in cui la Corte Suprema Usa stabilisce che i preti possono essere processati per i reati di pedofilia e non si placano le polemiche per le perquisizione predisposte dalla magistratura belga nelle sedi episcopale del paese (definite da benedetto XVI «deplorevoli») esce in Italia per le edizioni Ponte alle Grazie il nuovo libro di Eric Frattini, giornalista, professore universitario a Madrid, autore di saggi sui sistemi spionistici tradotti in tutto il mondo. Frattini, originario di Lima, torna a occuparsi della chiesa cattolica con il documentatissimo “I papi e il sesso”.

Pagina dopo pagina, secolo dopo secolo, dai primi versi della Bibbia a Benedetto XVI, sfilano gli indicibili vizi passati all’ombra del Vaticano. Sottaciuti e nascosti, «non c’era internet - dice Frattini – ora la Chiesa non può far finta di niente e lo scandalo pedofilia gli è esploso in mano, il papa ha dovuto condannare pubblicamente la pedofilia ma è lo stesso che da cardinale definì i pederasti semplici peccatori e non delinquenti contribuendo ad alimentare così la congiura del silenzio. Lo trovo più efficace con la corruzione, Sepe lo ha allontanato subito». Ma non c’ solo la pedofilia. Nel libro si racconta di Giovanni XII, stupratore di pellegrine e bambine, di Innocenzo III, collezionista di giochi erotici, di Leone X, papa omosessuale.

LA VIDEO-INTERVISTA

«Emblematica – dice Frattini – è la storia di Benedetto IX, chiamato il “Caligula del Laterano” per le sue perversioni. Con lui si ebbe addirittura un Sinodo sulla zoofilia. E c’è poi la storia di Maronzia, una senatrice romana che fu figlia di papi, amante di quattro papi, madre, nonna e bisnonna di pontefici. Possiamo considerarla una vera e propria papessa». Ma il libro di Frattini, oltre a essere un divertente almanacco di vizi nascosti nelle piaghe della storia, ci dice soprattutto altro. «Nessuna religione al mondo ha mai dibattuto tanto l’intimità sessuale come il cattolicesimo – scrive il giornalista– e nessuna ha mai imposto tanto dettagliatamente i suoi codici di comportamento: ancora oggi tolleranza zero verso le copie di fatto, l’aborto, la fecondazione assistita, la contraccezione».

E allora come si spiega questa “doppia morale”?
«Sicuramente c’è un’ipocrisia di fondo. C’è molto di Dottor Jekyll e Mister Hyde. C’è una morale che parte dalle mura di San Pietro e va verso la piazza, ai fedeli, e una e una che parte dalla basilica e va verso l’interno. La chiesa cattolica in che secolo vive? Io me lo chiedo quando alcuni alti prelati paragonano l’omosessualità alla pedofilia o quando insistono nel vietare l’uso del preservativo, mentalità da XVIII o XVII secolo».

Ma questo atteggiamento della Chiesa cattolica è originato forse da una sorta di paura del sesso?

«Io credo sia una questione di tradizione. Se ci pensiamo bene la chiesa cattolica è l’unica organizzazione a livello mondiale a considerare il sesso come qualcosa di proibito, da effettuare solo a scopo della procreazione e dunque ritiene chi pratica il sesso solo per piacere un peccatore. Un altro elemento a mio avviso importante è il celibato; se c’è qualcosa che ho imparato scrivendo questo libro è che il vero cancro della chiesa è il celibato. Se ci fosse stato in passato un papa che lo avesse eliminato non si sarebbe arrivati oggi alla situazione di pedofilia che tanto deploriamo, basta confrontarsi con le altre religioni»

Che ne pensa dello scandalo pedofilia che ha coinvolto la chiesa negli ultimi mesi? È di questi giorni la polemica con il governo belga per gli interrogatori della polizia. Pensa che papa Ratzinger stia facendo il possibile?

«Io distinguo il cardinale Ratzinger da papa Benedetto XVI che ha avuto grande coraggio. Riguardo al Belgio, la mia opinione è che gli investigatori si siano mossi come elefanti in una cristalleria. Ma ridicole sono anche le reazioni della Chiesa. Per quanto riguarda la pedofilia dobbiamo ricordare che Giovanni XXIII ha scritto un documento su come nascondere gli abusi sui minori, Giovanni Paolo II ha mantenuto questo approccio e Ratzinger ha aggiunto un allegato nel quale si descrivevano i pederasti non come delinquenti ma come peccatori e questo ha fatto si che aumentasse la “congiura del silenzio”. Non credo alla lettera che ha scritto Papa Benedetto XVI ai prelati d’Irlanda, sono solo intenti. Lo scandalo è scoppiato perché adesso la chiesa si deve confrontare con i nuovi mezzi di comunicazione di massa, con internet. Il vaticano non poteva più far finta di niente. Quindi il pontefice ha dovuto condannare pedofilia e corruzione. Pensiamo al cardinale Sepe: era uno dei pilastri di Wojtyla ma appena son circolate le voci, Ratzinger lo ha mandato a Napoli, un piccolo passo però rivoluzionario»

I suoi precedenti libri sulla chiesa in passato hanno suscitato vibranti polemiche. Si aspetta attacchi anche per questo saggio?

«Scommetto tutto quello che posso che non ci sarà nessuna reazione su questo saggio, come è successo per “L’Entità (la precedente inchiesta sui servizi segreti del Vaticano, uscita per Fazi lo scorso anno, ndr). Invece l’Opus Dei ha protestato per un mio romanzo, “Il labirinto sull’acqua”, attaccandomi violentemente. Raccontavo che forse Pietro non era così fantastico mentre Giuda non era così malvagio… non ho mai venduto tanti libri, stavo per dire “grazie a dio”, ma dovrei dire “grazie all’Opus Dei”!»

Si occuperà ancora di Chiesa cattolica nei suoi prossimi libri?
«No, ho chiuso. Inoltre smetto di scrivere saggi perché è psicologicamente devastante. Per evitare denunce devi controllare ogni nota a piè di pagina, ogni riferimento. D’ora in poi solo romanzi, perché, come dite voi in Italia? “non me ne frega niente”».

30 giugno 2010

Fonte: Unità.it

alex

Eric Frattini continua a indagare sui segreti del Vaticano con una nuova inchiesta, destinata ancora a far discutere, dedicata questa volta al rapporto fra Chiesa e sesso, in cui individua anche una certa confusione fra omosessualita' e pedofilia.
 
 

''Il Vaticano e' l'unica organizzazione nel mondo dove il sesso e' un motivo di conflittualita'. Ho studiato come dai  San Pietro a Benedetto XVI la sessualita' sia diventata da strumento di potere un motivo di conflitto con i credenti fra i quali ci sono omosessuali e donne che hanno abortito'' dice il giornalista-scrittore.

Inviato speciale, saggista e romanziere, Frattini, originario di Lima, vive in Spagna dove insegna giornalismo all'Universita' di Madrid e per questo libro ha consultato gli archivi di Germania, Gran Bretagna, Svezia ma non quelli Vaticani ''perche' l'accesso mi e' stato vietato con varie scuse'' spiega l'autore.

Nel suo excursus pieno di aneddoti e storie nel corso di duemila anni, da San Pietro a Benedetto XVI, mostra una doppia faccia della Chiesa: ''quella che ha criticato il sesso considerandolo solo una pratica per la riproduzione e quella di chi, appartenendo al corpo ecclesiastico, lo ha praticato tranquillamente''. Una cosa che Frattini ha appreso scrivendo questo libro e' che ''il celibato e' stato il piu' grande cancro della Chiesa Cattolica e che la pedofilia e' il risultato finale di questa repressione del sesso per tanti secoli''. Ma e' anche fiducioso che in un futuro ''che io - dice - probabilmente non vedro', ci sara' per la Chiesa cattolica la fine del celibato e le donne celebreranno la messa''.

Ex cattolico, credente ''in Dio ma non in quelli che dicono di lavorare per lui'', Frattini cita molti casi ne 'I papi e il sesso' che dimostrano come la gestione della sessualita' sia sempre stata un problema per le autorita' ecclesiastiche.

Inoltre, la Chiesa attuale ''tende a confondere la pedofilia e l'omosessualita' e questo e' un problema grande per molti omosessuali che sono credenti''. Il problema e' esploso in modo cosi' forte solo oggi ''perche' il Papa - spiega Frattini - si e' dovuto confrontare con i mezzi di comunicazione di massa mondiali. Durante il pontificato di Papa Giovanni XXIII, nel 1962, era stato firmato un documento in cui venivano date istruzioni alla Curia su come dovevano essere trattati i casi di abusi sessuali. Peccati che non dovevano essere divulgati. Con l'arrivo di Ratzinger alla Congregazione della Dottrina della Fede sono state rese ancora piu' dure le misure di occultamento ed e' stato stabilito che i pedofili debbano essere giudicati solo dai tribunali ecclesiastici del Vaticano. La pressione internazionale dei media su Benedetto XVI e' stata pero' cosi' forte che il Papa e' stato costretto a rivedere la sua posizione iniziale''.

''Tornando indietro nel tempo troviamo il caso di Benedetto IX, considerato il Caligola del Laterano, che nel secolo XI e' stato eletto Papa per tre volte. La prima quando aveva 12 anni ma, presto accusato di abusi sessuali su donne e bambini, Benedetto IX viene rimosso dall'imperatore che all'epoca aveva il potere di ratificare la nomina del Papa. Benedetto IX chiede perdono e l'imperatore lo rinomina Papa ma poi si innamora di una sua cugina e avanza, questa volta lui, la richiesta di venire rimosso. Quando la cugina lo lascia riesce a essere rieletto per la terza volta.

Frattini ricorda anche il caso del 1963 ''quando Paolo VI in un discorso attacco' duramente gli omosessuali. Dura la reazione del diplomatico francese Roger Peyrefitte, difensore dei diritti degli omosessuali, che accuso' in un articolo Paolo VI di essere stato, quando era ancora l'arcivescovo di Milano, cardinale Montini, di aver avuto relazioni omosessuali con un giovane che, una volta diventato Papa, porto' con lui in Vaticano. Scoppio' una gran polemica ma tutto si risolve con la tesi di una cospirazione con il Papa e il Vaticano avanzata da ''Paolo VI in un discorso la domenica delle Palme del 1976''. Papa Wojtyla e' stato un caso a parte, spiega l'autore del libro, ''perche' per tutta la vita e' stato molto influenzato dalle donne che lo consideravano molto attraente. Significativa la sua relazione con la filosofa polacca Anna-Teresa Tymieniecka che lo ha aiutato a scrivere i testi piu' spettacolari che ha firmato Wojtyla sui rapporti di coppia e sulla vita della donna''.

alex

Pedofilia: prima causa a Vaticano dopo il via libera della Corte Suprema

L'avvocato Jeff Anderson, difensore di numerose vittime di abusi sessuali da parte di religiosi negli Stati Uniti, torna all'attacco

30 giugno, 09:36

NEW YORK  - L'avvocato Jeff Anderson torna all'attacco: dopo avere incassato il "luogo a procedere" della Corte Suprema di Washington sul processo al Vaticano in un caso di pedofilia dell'Oregon, oggi sporge denuncia contro la Santa Sede in California: l'azione legale a nome di un uomo che fu molestato da un prete salesiano di nome Titian Miani, è la prima dopo che i giudici di Washington hanno rifiutato di ascoltare la richiesta della Santa Sede di applicare al Vaticano e ai suoi più alti rappresentanti l'immunità prerogativa degli stati sovrani in base alla legge degli Stati Uniti.

L'azione legale accusa i vertici del Vaticano, i superiori dell'ordine dei salesiani e i vescovi responsabili di una scuola di Bellflower in California di aver insabbiato le molestie sessuali di Miani, "padre Jim" per i suoi allievi. Miani ha 83 anni e nel 2003 è stato arrestato per un caso di pedofilia poi caduto in prescrizione.

Miani aveva altre accuse alle spalle: negli anni Quaranta, quando era seminarista, su un ragazzino di 13 anni a un ritiro parrocchiale in Italia, poi in un collegio salesiano a Edmonton in Canada e successivamente nella diocesi di Stockton in California, di cui è stato vescovo il cardinale Roger Mahoney, arcivescovo uscente di Los Angeles.

Secondo Anderson "il Vaticano era stato avvertito ma il Papa e la Congregazione per la Dottrina della Fede non avevano rimosso il prete pedofilo".

 Nell'azione legale si afferma anche che l'ordine dei Salesiani era a conoscenza delle tendenze di Miani: ciò nonostante, quando il prete fu trasferito a Bellflower fu incaricato dei rapporti con gli studenti senza che né gli studenti né le famiglie fossero avvertiti. Anderson e i suoi associati hanno convocato una conferenza stampa a Los Angeles dopo la ufficializzazione delle accuse: "Per molti anni gli ordini religiosi con base a Roma hanno trasferito con impunità all'estero i sacerdoti pedofili per evitare di fare i conti con la giustizia", ha detto l'avvocato. "L'ordine dei Salesiani, il terzo per importanza nella galassia cattolica (vi appartiene fra gli altri il segretario di Stato vaticano, card.Tarcisio Bertone, ndr), era stato informato che Miani era un pedofilo fin dagli anni Quaranta e tuttavia lo aveva trasferito dall'Italia in Brasile, in California, in Canada e di nuovo in California.

Questo prete ha fatto almeno 13 vittime, e malgrado ciò ha continuato a svolgere il suo servizio". Nel 2008 la Società Salesiana di Los Angeles ha accettato di pagare 19,5 milioni di dollari per chiudere 17 casi di molestie sessuali nell'arcidiocesi.

L'accordo era arrivato mentre una giuria si apprestava ad ascoltare accuse secondo le quali i Salesiani sapevano che padre Miani aveva molestato ragazzini quando lo avevano assegnato alla St. John Bosco High School di Bellflower. Qui, Miani avrebbe commesso abusi su almeno quattro minori, tra cui un ragazzo quindicenne e le sue due sorelline.

Miani ha lasciato l'ordine nel 1974 ma ha continuato a fare il prete fino a quando è andato in pensione, nel 1993.

Fonte: Ansa.it

alex

"La Procura di Bruxelles sta effettuando una perquisizione nel Palazzo arcivescovile a Mechelen", a 25 km. a nord di Bruxelles. "La perquisizione è legata ai dossier di pedofilia". Lo annuncia il quotidiano belga-fiammingo De Standaard.

Secondo un portavoce della procura di Bruxelles, l'operazione si inserisce in un'inchiesta per pedofilia in cui sono coinvolti esponenti religiosi.

Il portavoce della Procura di Bruxelles Jean-Marc Meilleur ha confermato al quotidiano De Standaard "le perquisizioni al Palazzo arcivescovile di Mechelen". "Abbiamo raccolto alla Procura - ha spiegato il portavoce - alcune dichiarazioni legate all'abuso sessuale di bambini nell'ambito della Chiesa; e le perquisizioni di oggi rientrano nell'ambito dell'inchiesta che abbiamo recentemente aperto al riguardo".

Inoltre, secondo informazioni raccolte dal quotidiano belga, "la Procura vuole esaminare se ci sono ancora dei dossier all'Arcivescovado che non stati trasferiti alla specifica 'Commissione Adriaenssens' (dal nome del docente dell'Università di Lovanio che la presiede, ndr), creata per esaminare i casi di abuso sessuale all'interno della Chiesa.

alex

BRUXELLES - I responsabili che hanno commesso abusi "devono essere perseguiti e condannati secondo la legge belga": lo ha detto il premier uscente del Belgio, il democratico cristiano Yves Leterme, interpellato dall'ANSA sulle perquisizioni svolte ieri all'Arcivescovado belga nell'ambito dell'inchiesta su fatti di pedofilia. Secondo Leterme, le investigazioni "sono la prova che in Belgio esistono poteri separati tra Stato e Chiesa".

Ansa: 25.06.2010

alex

Don Pierino Gelmini e' stato rinviato a giudizio per avere molestato sessualmente alcuni giovani quando era ospiti della Comunita' Incontro di Amelia.

La decisione e' stata letta poco fa in aula dal gup di Terni Pierluigi Panariello. La procura di Terni aveva chiesto il rinvio a giudizio di don Gelmini per 12 episodi di presunte molestie.

Nel dispositivo letto in aula, a porte chiuse, il gup ha oggi indicato genericamente il rinvio a giudizio del sacerdote. Il processo nei suoi confronti comincera' il 29 marzo 2011. Don Gelmini, che si e' sempre proclamato estraneo alle accuse, non ha assistito alla lettura del provvedimento.

Il gup Pierluigi Panariello ha invece assolto uno dei collaboratori di don Gelmini, Gianpaolo Nicolasi, accusato di favoreggiamento e che aveva scelto di essere processato con rito abbreviato. Nicolasi e' stato assolto per non aver commesso il fatto. Per lui il pm Barbara Mazzullo aveva chiesto la condanna a due anni e sei mesi di reclusione mentre il suo legale, l'avvocato Manlio Morcella aveva sollecitato l'assoluzione.

Rinviata a giudizio anche Patrizia Guarino, la madre di uno degli accusatori di don Gelmini che, secondo la versione accusatoria, avrebbe favorito
il sacerdote rivelandogli "l'esistenza di dichiarazioni accusatorie formulate dal proprio figlio" contro il fondatore della Comunita' per tossicodipendenti. Per lei e per don
Gelmini il processo comincera' il 29 marzo 2011.

Fonte: Ansa.it

alex

Questo è un caso che risale agli anni 60. Fa riflettere quanto tempo sia passato. Cissà se troverà giustizia, la questione  fa pensare a quanti casi sono rimasti e rimarranno nell'oblio dell'omertà e delle complicità....
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PEDOFILIA: INCHIESTA SU CAPO CHIESA TEDESCA ZOLLITSCH. DIOCESI, ACCUSE INFONDATE

(ASCA-AFP) - Berlino, 2 giu - Con l'accusa di complicita' negli abusi sessuali ai danni dei minorenni, la procura di Friburgo ha aperto un'inchiesta sul capo della Chiesa cattolica tedesca, l'arcivescovo Robert Zollitsch.

Il procuratore capo di Fruburgo, Wolfgang Maier, ha confermato che Zollitsch e' accusato di aver chiuso un occhio davanti agli abusi compiuti da un prete del monastero di Birnau negli anni sessanta.

L'arcivescovo ha smentito le accuse.

Con un comunicato pubblicato sul suo sito internet, l'arcidiocesi di Friburgo risponde alla notizia emersa oggi pomeriggio dell'incriminazione dell'arcivescovo Zollitsch.

''L'arcidiocesi di Friburgo - si legge nel testo - e' in contatto con il procuratore di Friburgo perche' venga accertata quanto prima l'infondatezza delle accuse contro mons. Zollitsch''. Gia' negli scorsi mesi, ricorda il comunicato, in seguito ad una denuncia, la diocesi aveva chiarito che l'arcivescovo, negli anni '80 'responsabile del personale' della chiesa di Friburgo, non era responsabile per lo spostamento e l'assegnazione a nuovi incarichi di un monaco cistercense responsabile di abusi su almeno una persona negli anni '60. Gli abusi si erano verificati a Birnau, che ricade sotto la giurisidzione dell'abbazia territoriale di Mehrerau, il cui abate ha le competenze di vescovo nel proprio territorio. Per di piu' precisa il comunicato, ''l'arcidiocesi di Friburgo e' venuta a conoscenza soltanto nel 2006'' degli abusi commessi nella chiesa di Birnau.

Un portavoce della conferenza episcopale tedesca ha confermato all'ASCA che il caso era noto in Germania gia' da varie settimane e che non si e' a conoscenza, per il momento, dei motivi che hanno portato il procuratore di Friburgo a incriminare mons. Zollitsch, ne' se ci siano elementi nuovi nell'inchiesta.

red-uda/mcc/ss

alex

(ASCA) - Roma, 2 giu - Se John Caruso e' stato abusato da p. James Kneale, un sacerdote della diocesi canadese di St. Catharines, quando era un chierichetto di 11 anni, la colpa e' dei suoi genitori che non lo seguivano abbastanza da vicino e di suo padre che lo picchiava.

Di questo, almeno, e' convinta la Chiesa cattolica del Canada, che ha denunciato i genitori di Caruso quando quest'ultimo ha chiesto 8,6 milioni di dollari di risarcimento alla diocesi.

Il suo caso, secondo quanto scrive il quotidiano Toronto Star in un'ampia e documentata inchiesta, non e' raro e testimonia le tecniche aggressive che la Chiesa cattolica canadese mette in atto per evitare di pagare i danni alle vittime di abusi sessuali e fisici commessi da preti e religiosi. Una ''campagna legale inflessibile'', sottolinea il quotidiano, che e' in netto contrasto non solo con le linee guida approvate dagli stessi vescovi canadesi, che promettono di trattare le vittime di abusi con ''empatia'' e assicurano loro assistenza psicologica, ma anche con le parole recenti di papa Benedetto XVI.

asp/cam/alf

alex

"Non spretò un colpevole". La difesa: Spettava al vescovo

 Roma, 31 mag. (Ap) - Dagli Stati Uniti nuove accuse a Joseph Ratzinger per non aver ridotto allo stato laicale un prete pedofilo all'epoca in cui era prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. L'avvocato della Santa Sede respinge le accuse e punta il dito contro il vescovo americano che avrebbe potuto 'spretare' il sacerdote.

Il caso riguarda padre Alvin Campbell. All'epoca in cui era cappellano militare il sacerdote abusò sessualmente di un sedicenne. Più tardi, nel 1985, fu condannato a 14 anni di prigione dopo aver ammesso di aver abusato di sette ragazzi quando era parroco a Morrisonville (Illinois). Fu scarcerato dopo soli sette anni nel 1992. Nel frattempo, solo nel 1989 il vescovo Daniel Ryan di Springfield scrisse al Vaticano per chiedere la dimissione dallo stato clericale del sacerdote in carcere. "Temo che la diocesi soffrirà ulteriormente per la pastorale e per le relazioni pubbliche, per non citare il grande danno finanziario", scriveva il presule. Ratzinger non accettò di 'spretare' il sacerdote. In una lettera di cui l''Associated press' è entrata in possesso e che fa parte della documentazione di un processo relativo al caso Campbell, l'allora cardinale scriveva: "La richiesta in questione non può essere ammessa nella misura in cui manca della richiesta dello stesso padre Campbell". L''Associated press' nota come, per volontà di un Giovanni Paolo II preoccupato dall'alto numero di preti che abbandonavano la Chiesa, la Santa Sede all'epoca facesse resistenza alle richieste di riduzione allo stato laicale. L'Ap sottolinea anche che lo stesso vescovo Ryan fu accusato di rapporti omosessuali con prostituti e sacerdoti. Il presule, che si dimise all'età di 69 anni nel 1999, fu accusato anche per un caso di pedofilia.

"Nulla nel nuovo codice di diritto canonico impediva ad un vescovo di esercitare la propria discrezione per porre dei limiti al ministero sacerdotale o per assegnare un prete ad un lavoro nel quale non aveva contatti con il pubblico", ribatte Jeffrey Lena, avvocato della Santa Sede per le accuse di pedofilia in Usa. "Ovviamente un sistema legale può sempre essere migliorato", aggiunge. "Penso che ci sia consenso sul fatto che l'applicazione della 'Sacramentorum Sanctitatis Tutela' (il Motu proprio del 2001 con il quale Giovanni Paolo II modificò la normativa sui 'delicta graviora' e la pedofilia, ndr.) e le procedure sviluppate sulla sua scia hanno migliorato il sistema canonico". David Clohessy, direttore del Survivors Network of those Abused by Priests, ritiene che il caso Campbell mostra che "Ratzinger scelse di mettere la preoccupazione per pericolosi pedofili e la reputazione della Chiesa al di sopra della preoccupazione per la sicurezza dei bambini". Padre Thomas Doyle, avvocato di alcune vittime, sostiene invece che Ratzinger non avesse effettive responsabilità ed eseguiva le norme decise da Papa Wojtyla. "Obbediva al capo", ha detto il sacerdote.

R_Francesco

Chi è il capo della chiesa di Cristo Gesù?..(la domanda ha senso?)

se il capo non è Gesù, quella Chiesa non è di Gesù!... quella chiesa, è di chi ritiene di esserne il capo... allora, non la si può più chiamare chiesa di Cristo ma con il nome di chi l'ha fondata... ecco, la chiesa cattolica non nasce come il naturale evolversi del cammino evangelico, ma da ragionamenti filosofici che nulla hanno di Gesù....Ora dico, perché la chiesa cattolica romana insiste a definirsi Cristiana, quando il capo, di volta in volta cambia?... Questo lo si deduce a chiare letere nello "stralcio" che riporto in basso e che nello stesso, è evidenziato in blu....

"Padre Thomas Doyle, avvocato di alcune vittime, sostiene invece che Ratzinger non avesse effettive responsabilità ed eseguiva le norme decise da Papa Wojtyla. "Obbediva al capo", ha detto il sacerdote. "

Dunque, il capo dell'attuale papa(Ratzinger), è il suo predecessore(Wojtyla) e non Gesù...un pericoloso legame carnale al precedente papa. Ma la chiesa di Cristo, E' LA CHIESA  di CRISTO... nessun altro può o deve appropriarsene... non ci si può appropriare dello Spirito Santo che è Dio e che è spirito... ma questo vale solo per i veri cristiani... tutti gli altri invece, hanno sostituito Gesù Cristo con un uomo eleggendolo a loro capo... e del loro capo ora, devono anche ereditarne l'orrore, se no, che loro capo sarebbe?... Ho stolti!... Riconoscete il Cristo come vostro e nostro capo... così, almeno una possibilità di salvezza c'é.

 

"Padre Thomas Doyle, avvocato di alcune vittime"...

così comé scritto, si direbbe che Padre Thomas Doyle è l'avvocato difensore dei ragazzi abusati...ma ha difeso i ragazzi?... "Pare" proprio di no... diciamola tutta... NON HA DIFESO I RAGAZZI! Invece, portando sino alla fine del processo questa "difesa", ha inteso mettere un punto fermo nella vicenda. Per tale punto fermo, gli abusati si sono trovati con una causa persa anche se di fatto gli davano ragione... ma anche il conseguimento di estraneetà ai fatti, del diretto responsabile della condotta dei sacerdoti... estraneetà del papa attuale in quanto, eseguiva dei dettami del suo predecessore. Stante questo filologico vizioso, si dovrebbe continuare con la "santa" inquisizione... considerato che andando a ritroso, altri papi l'anno attuata!... Dobbiamo aspettarci anche questo terribile ritorno?...

F,sco

alex

(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 29 MAG - L'inferno sara' piu' terribile' per i sacerdoti colpevoli di abusi sessuali su minori, afferma monsignor Scicluna. Il promotore di giustizia della Congregazione della Fede, mons. Charles Scicluna, incaricato di seguire i casi di preti abusatori, lo ha detto durante una preghiera di riparazione a San Pietro per lo scandalo di pedofilia nella Chiesa. I preti devono fare attenzione a quegli amici e compagni che possono indurre al peccato e tagliare questi legami.

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Lasciano perplessi queste dichiarazioni. Infatti da un lato la pedofilia nella chiesa cattolica  era risaputa da anni, ma tutto era nel tacere e da quando gli scandali sono emersi con forza, grazie ad inchieste, ha dovuto riconoscere la gravosa e umiliante situazione, e ora urla invocando la cosidetta dannazione eterna con il suo inferno per i preti pedofili.

E' vero che le parole del Cristo sono severe per chi abusa dell'infanzia e sopratutto chi ne abusa invocando lo Spirito Santo nelle loro messe e poi, dopo, si divertivano con i piccoli indifesi. La pena per costoro è grande e massiccia, ma non esistono due inferni. Questa nuova dottrina ha del sapore dantesco.... Il messaggio deve essere piuttosto quello che l'ìinferno è terribile in ogni caso.. e dovrebbe essere indicata con forza la Via per scampare... Gesù!!!!

https://www.evangelici.info/salvati-dall-inferno

alex

(ANSA) - BRUXELLES, 29 MAG - Un sacerdote belga avrebbe abusato sessualmente di donne in coma o con problemi psichiatrici nell'ospedale Saint-Andrien di Tielt.

A rivelarlo e' un altro sacerdote che colloca gli abusi tra gli anni '60 e '80. Secondo alcuni quotidiani fiamminghi il sacerdote, che e' deceduto, avrebbe approfittato del fatto di avere accesso alla sala di rianimazione per dare conforto ai familiari dei malati. La direzione del nosocomio avrebbe saputo, ma non avrebbe fatto niente per impedire.
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Un sacerdote belga avrebbe abusato sessualmente di decine di donne ricoverate in sala di rianimazione di un ospedale a Tielt, nelle Fiandre, tra gli anni Sessanta e Ottanta. Lo riferiscono vari media belgi. La direzione dell'ospedale, riferisce la radio fiamminga, «sapeva dei fatti ma non fece niente per impedirlo». Per tragica ironia, aggiunge il quotidiano 'Het Laatste Niews', il sacerdote lavorava nella sala di rianimazione con l'incarico di portare sostegno psicologico alle famiglie dei pazienti e, in alcuni occasioni, amministrare l'estra unzione ai moribondi. L'autore della denuncia, Norbert Bethune, sacerdote egli stesso, ha annunciato che a breve pubblicherà altri presunti scandali sessuali commessi da membri della Chiesa cattolica. Le accuse contro il sacerdote di Tielt sarebbero sostenute da «testimonianze oculari». Bethune non ha però fornito il nome «per rispetto alla famiglia», aggiungendo tuttavia di essere in possesso di una lettera del presunto sacerdote violentatore, «in cui confessa tutti i fatti e mostra il suo pentimenti e la sua profonda tristezza per l'accaduto». «Padre X», come lo chiama Bethune, gli consegnò la lettera poco prima di morire, dopo lunga malattia, a fine 2009 «perchè voleva andarsene in pace, con la coscienza tranquilla». 
Fonte:  Leggo.it

alex

"Perché essere Papa significa non dover mai dire mi spiace": il settimanale Time punta oggi i riflettori sullo scandalo della pedofilia con una cover story sulla crescente pressione su Benedetto XVI perché faccia 'mea culpa' per i decenni di abusi e insabbiamenti nella Chiesa e sul perché questo 'mea culpa' appare improbabile. Un servizio dell'Ansa da New York.
MARCO TOSATTI

"Perché essere Papa significa non dover mai dire mi spiace": il settimanale Time punta oggi i riflettori sullo scandalo della pedofilia con una cover story sulla crescente pressione su Benedetto XVI perché faccia 'mea culpa' per i decenni di abusi e insabbiamenti nella Chiesa e sul perché questo 'mea culpa' appare improbabile. "Mentre un influente cardinale ha suggerito che Benedetto potrebbe scusarsi in pubblico all'inizio di giugno, le parole di queste scuse sarebbero comunque limitate dalla teologia, dalla storia e dalla stessa persona e dall'ufficio del Papa", scrive il settimanale. Secondo Time "é improbabile che le scuse, se arriveranno, soddisfino i molti membri del gregge cattolico che chiedono una assunzione di responsabilità più in linea con i tempi, non solo dichiarazioni puntellate da arcane filosofie religiose". La difficoltà, scrivono gli inviati di Time, è che in Vaticano "la preoccupazione è che le scuse diminuiscano il 'magisterium', che è stato fino ad oggi la base del potere del Papa nel mondo nel corso della storia. Il 'magisterium' ha un ruolo chiave nella dottrina dell'infallibilità", scrive Time. Parlando col settimanale un alto funzionario Vaticano ha pronosticato immense conseguenze per l'intera Chiesa: "Nella storia ci sono momenti chiave. Ora siamo davanti a uno di questi momenti". Di scuse pubbliche da parte del Papa si è parlato molto nelle ultime settimane: un'ipotesi è che Benedetto potrebbe fare 'mea culpa' nell'incontro con i preti di tutto il mondo in programma il 9, 10 e 11 giugno in Vaticano a conclusione dell'Anno Sacerdotale. Time però cita una fonte vaticana secondo cui il Papa non ha in mente programmi del genere: "Ci sono problemi anche con l'occasione: decine di migliaia di bravi preti che stanno facendo del loro meglio stanno per venire a Roma. Se il messaggio è sulla pedofilia, sarà come dire: alla fine è stata colpa vostra. Se Benedetto vuole fare 'mea culpa', avrebbe molto più senso convocare un Sinodo dei vescovi di tutto il mondo".

Fonte: lastampa.it - 28.05.2010

Rip

L'articolo originale a cura di Jeff Israely e Howard Chuan Eoan,
non brilla per onestà, ma ci sarebbe da stupirsi del contrario.
A questi signori della pedofilia non importa un fico secco,
non spenderebbero due righe per denunciare gruppi organizzati
che in America ad es. sostengono la "libera affettività"
tra adulti e minori. La Chiesa cattolica invece è un bel bersaglio
dall'eco mediatica assicurata.

Ma per non divagare analizziamo i capi d'accusa rivolti al pontefice.

"Fare il papa significa non dover mai chiedere scusa" suona un po'
come quella vecchia reclame del dopobarba per l'uomo che non deve
chiedere mai. Non parliamo poi delle "filosofie arcane" forse libera
traduzione del giornalista. Non credo proprio che Benedetto XVI
debba esibirsi in un nuovo ciclo di scuse a conclusione dell'anno
sacerdotale. Chiederlo a lui che, prima come cardinale e poi dal 2005
come papa, a partire dal famoso discorso alla curia, ha sempre
testimoniato la volontà di non nascondere le pecche a volte gravi
di alcuni ministri mi sembra un bell'esercizio di ipocrisia da parte
del Times.

La profondità e la dimensione dello scontro in atto non riguardano
solo l'ambito della giustizia terrena. Nel mondo cattolico questa
sensazione comincia ad essere ben presente. Attacchi virulenti
e per certi versi grossolani non possono non rimandare anche ad
una certa reazione che conferma la bontà dell'opera di ricostruzione
intrapresa da Benedetto XVI. E' chiaro che rinsaldare la figura del
sacerdote costituisce una risposta chiara sul piano spirituale,
alla perdita che si ottiene quando proprio da un consacrato si
origina uno scandalo.

Ne ha scritto Matteo Orlando in

"La pedofilia e l'anno sacerdotale"

http://www.papanews.it/dettaglio_approfondimenti.asp?IdNews=14411

alex

Molto bene, quindi tutto è sistemato. Non c'è più nulla di cui preoccuparsi. La Chiesa Cattolica ritorna ad essere quel faro di luce che l'ha sempre distinta nei secoli per limpidezza, spiritualità e intercessione. Seguendo, con tutti i suoi Papi le orme di Gesù che disse a Pietro: "Seguimi".

La Chiesa Cattolica torna ad essere, e forse non ha mai smesso di essere, l'unica Chiesa di Cristo, li dove alberga la verità assoluta. L'unica che ha potere qui in terra per conto del cielo.

Quella sposa che andra a regnare con Gesù nel cielo. Quella che dispensa i sacramenti e i sacrifici graditi a Dio. Quella che ha al suo capo un apostolo succeduto a Pietro, scelto dallo Spirito Santo alla sua guida.

La Chiesa Cattolica intercede, provvede la cura pastorale, si cura della salvezza delle anime.

Etc, etc...

Vuoi che scriva questo "Rip"? 
Ma tu sei convinto di questo...?

Gesù ti benedica, Gesù ci benedica..

- La testimonianza di un ex sacerdote...

- La video testimonianza di due ex suore

R_Francesco

Riporto da "Ripigliatevi" 

"L'articolo originale a cura di Jeff Israely e Howard Chuan Eoan,
non brilla per onestà, ma ci sarebbe da stupirsi del contrario.
A questi signori della pedofilia non importa un fico secco,
non spenderebbero due righe per denunciare gruppi organizzati
che in America ad es. sostengono la "libera affettività"
tra adulti e minori. La Chiesa cattolica invece è un bel bersaglio
dall'eco mediatica assicurata."

"A questi signori della pedofilia non importa un fico secco,
non spenderebbero due righe per denunciare gruppi organizzati
che in America ad es. sostengono la "libera affettività"
tra adulti e minori. La Chiesa cattolica invece è un bel bersaglio
dall'eco mediatica assicurata."

Dici bene "Ripigliatevi" a loro non interessa un fico secco far risaltare le sconcezze di alcuni gruppi... ma si accaniscono contro la "chiesa" cattolica romana... ma ti sfugge un "piccolo" particolare... quei gruppi pro  "libera affettività", non si definiscono portatori di luce e infallibili come dio in terra... mentre la chiesa cattolica romana nel suo massimo esponente (non è Gesù), sì!... Si sono arrogati la potenza di Dio!... La Sua infallibilità mentre, è sotto gli occhi di tutti cosa sono in effetti... dei poveri e bisognosi si salvezza non dell'autosalvezza o autorefereza... ma quella che viene da Gesù che è morto ed è risorto per il peccatore più incallito... ma non per chi bestemmia Lo Spirito Santo... e questo stanno facendo in molti... non lo vedi?... Altri, molti altri si, lo stiamo vedendo... ma a te poco importa. Alla gogna i tentarori e gli abusatori dei poveri preti!... Essi (gli abusati), hanno fatto capitolare cotanti portatori di "luce"... ma dai ripigliatevi, un minimo di buonsenso e di amor civile oltre che Cristiano...facciamo che il tutto non finisca a tarallucci e vino  alla faccia dei ragazzi e con la "gloria" della chiesa di Roma... non è giusto agli occhi del mondo e sopratutto agli occhi di Dio!

F.sco

 

alex

Iniziative in tutto il Paese per convincere la Chiesa di Roma a riformarsi. I cattolici austriaci: “Perdiamo fedeli e vocazioni, è ora di dire no al celibato”

Da una tasca della sua borsa, Paul Weitzer - professore di matematica e teologia in pensione - estrae una cartolina rossa prestampata indirizzata a Benedikt XVI-Palazzo Apostolico-Città del Vaticano. Sulla parte sinistra, poche parole: «Cartellino rosso per il Vaticano. Adesso basta! Cambiare!».

La firma è un sito Web, quello di «Wir sind Kirche» (noi siamo la Chiesa), piccola organizzazione di laici progressisti che da 15 anni è portavoce del malcontento dei fedeli e lavora per riformare la Chiesa dall’interno. «Noi pensiamo che sia sulla strada sbagliata, ma non vogliamo lasciarla, passare alla Chiesa luterana. Vogliamo cambiarla, riportarla ai fondamentali delle origini. Vogliamo che i sacerdoti siano liberi di scegliere se essere celibi o sposati, che le donne possano accedere al diaconato, che i messaggi dal pulpito siano di gioia e non di minaccia. Vogliamo far cadere il Muro del Vaticano!».

E allora, perché non copiare Lipsia e i suoi lunedì di preghiera che alla fine degli Anni 80 catalizzarono la protesta e contribuirono a far cadere il Muro di Berlino? Il primo appuntamento, a Vienna, è per giovedì alle 18 nella bellissima Chiesa di Donau City: un parallelepipedo di cromo e acciaio nero in mezzo ai grattacieli del quartiere Onu, con le pareti perforate da decine di «occhi» che convogliano la luce all’interno.

I «buchi» che i dissidenti vogliono scavare nel Muro del Vaticano fino a farlo crollare. Padre Albert - uno dei pochi che accettano di dare ospitalità a «Wir sind Kirche» - ha messo a disposizione la sua Chiesa, ma non celebrerà la messa: sarà un momento di preghiera gestito dai laici. A Graz l’hanno già fatto e la chiesa era piena - «più che alla domenica», dice Weitzer. Dunque si fa anche a Vienna, ogni mese. Consegnando a ogni fedele cartellini rossi da spedire in Vaticano. «Il Papa deve riconoscere le sue responsabilità dirette nello scandalo della pedofilia e trarne le conseguenze. Deve ritirarsi».

Non è nuova alla teologia della riforma, Vienna. Cominciò con il sinodo del 1970 dopo il Concilio Vaticano II, quando sotto un cardinale illuminato e carismatico come Koenig molti teologi elaboravano nuove proposte - per esempio il celibato volontario - e nei consigli pastorali delle parrocchie i laici condividevano davvero le decisioni. La stagione felice finì nel 1985, con l’arrivo a Vienna di quel cardinal Groer che dieci anni dopo dovette lasciare la guida dell’arcidiocesi per le accuse di pedofilia e morì nel 2003, in disparte ma mai apertamente accusato. «Groer ha cancellato subito tutto quello che aveva fatto Koenig - racconta Weitzer -. Non riduceva neppure più allo stato laicale i preti che lo chiedevano. E’ stato allora che la gente ha cominciato a essere insoddisfatta, a non andare più in Chiesa. Le rivelazioni sulla pedofilia sono state solo la goccia finale».

Così, nel 1995, un pugno di teologi decise che era tempo di reagire e fondò «Wir sind Kirchen». Dopo 15 anni, di risultati, però non se ne sono praticamente visti. Nemmeno con il cardinal Schoenborn, che pure sembra aver fatto aperture impensabili. «Il cardinale parla parla parla, sorride sorride sorride, ma non si sposta di un centimetro - dice Weitzer -. E così pure il 95% dei vescovi: ci ascoltano, ma non succede niente. Solo adesso, con lo scandalo, siamo stati di nuovo ricevuti e ascoltati. Noi siamo dell’idea che l’origine degli abusi sta nel celibato obbligatorio».

Dunque, occorre ridiscutere la forma di vita dei sacerdoti: «Il celibato non è un dogma, è stato introdotto nel corso del tempo e dunque, cambiando le circostanze, può essere cambiato. Neppure i preservativi o il divieto di sacerdozio alle donne sono materia di fede. Perché dunque questa rigidezza? Che cosa deve ancora succedere perché la chiesa capisca che deve cambiare strada o è finita?». «Abbiamo sottovalutato la gerarchia - dice Martha Heizer, teologa e assistente di pedagogia delle religioni all’Università di Vienna -. Le Chiese che si svuotano, i fedeli che manifestano la loro frustrazione, i giovani che non vogliono più fare i preti pur studiando teologia - e la ragione me la dicono chiara: prete sì, casto no -, nulla sembra scuotere gli uomini del Vaticano. I laici possono dire quello che vogliono, è il clero che governa. Ma il meccanismo funziona perché ci sono dei laici che riconoscono questo potere e lo finanziano. Dobbiamo smetterla di chiedere sempre il permesso, dobbiamo cominciare a fare ciò che riteniamo giusto. Il tempo della paura è finito».

Martha Heizer ha conosciuto la frustrazione per l’inutilità di ciò che faceva - insegnare come si insegna religione nelle scuole -, ma proprio nel «no» di Papa Wojtyla al sacerdozio delle donne e alla comunione ai divorziati risposati ha trovato la motivazione per fondare «Wir sind Kirche» e rappresentare quella maggioranza silenziosa di laici - ma anche di sacerdoti - che vorrebbe tornare alla Chiesa delle origini, con la sua struttura democratica e senza l’ossessione del peccato sessuale. «Madre Chiesa! - e qui Heizer cita una collega che con lei ha scritto «Muttikan», una parodia del Vaticano dove sono le donne a tenere lontano dal potere gli uomini -. Chiudo gli occhi e vedo patriarchi, santi padri, vecchi parroci: qualcosa non quadra, le madri non sono così!».

La «marcia nelle istituzioni» di questa società semisegreta - che si raduna nelle case private e in pochissime parrocchie tolleranti e non ha una sede ma un sito - ha cambiato molto nelle teste della gente, ma di frutti ne ha raccolti pochi. Peter Weizer ne mostra uno: la posizione dell’altare in questa chiesa barocca alla periferia di Vienna - Maria Hietzing - per la quale i parrocchiani hanno discusso tre anni con il cardinale Schoenbron: «Volevamo un altare moderno al centro, senza pedana né scalini, solo sedie intorno, per simboleggiare che il sacerdote è uno di noi. Abbiamo discusso su ogni singolo banco, li volevamo togliere tutti, alla fine ci siamo accordati per sei file. E adesso la messa si celebra su questo cubo di marmo bianco circondato dai fedeli. Volevamo anche togliere la Madonna dall’altare maggiore e metterla in uno laterale: lei è importante ma non è il centro del cristianesimo, quel posto non è il suo. Su questo non l’abbiamo spuntata».

C’è una conquista però ben maggiore, e il merito va tutto al cardinal Schoenborn: da novembre è avviato un percorso in cinque colloqui per portare i divorziati risposati alla comunione. E’ arrivato un ammonimento dal Vaticano, ma il cardinale non si è tirato indietro. Ha fatto anche dell’altro: ha affidato sette parroccchie a sacerdoti anglicani e ortodossi passati al cattolicesimo insieme a moglie e figli. Doveva essere un primo passo verso l’abolizione del celibato, ma lì sono arrivati guai grossi: uno di loro vuole divorziare. Il cardinale l’ha raccontato a Weitzer, spiegandogli che adesso ha ancora più problemi di prima. «Eccellenza - gli ha risposto - questi sono i nostri tempi e a questi tempi dobbiamo trovare risposte».

 

Fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201005articoli/55277…

alex

(ASCA) - Roma, 20 mag - Per la prima volta, almeno in Italia, un vescovo sul banco dei testimoni in un processo per atti di pedofilia commessi da un prete: e' successo oggi pomeriggio a Roma, nell'aula della sesta sezione penale del tribunale, quando e' stato ascoltato mons. Gino Reali, vescovo di Porta Santa Rufina, alla periferia di Roma, nell'ambito del processo a don Ruggero Conti, parroco di Selva Candida, accusato da una decina di persone di aver abusato di loro. In un'aula gremita di decine di 'ragazzi' di don Ruggero e dei loro genitori, increduli, indignati e spesso arrabbiati per le accuse rivolte al loro parroco - tanto da costringere piu' volti gli uscieri del tribunale a richiamarli all'ordine - mons. Reali ha ricordato i suoi rapporti con il sacerdote, uno dei suoi piu' stretti collaboratori per il suo ruolo di economo diocesano.

A riferire delle ''voci'' che giravano su di lui, di suoi comportamenti non perfettamente limpidi nei confronti degli adolescenti che frequentavano la parrocchia, sarebbe stato per primo lo stesso don Ruggero, nel racconto del vescovo: ''Mi smenti' che fosse vero e disse che era una lettura malevola dei suoi atteggiamenti espansivi''. Il vescovo ebbe successivamente conferma di queste voci da uno dei vicari della parrocchia di Selva Candida, don Claudio Peno Brichetti. Mons. Reali, allora, decise di sospendere il vicario - che aveva d'altra parte alle spalle una lunga storia di contrasti non solo con don Ruggero e con gli altri parroci con cui aveva lavorato - ma non Conti che, dopo un mese di allontanamento dalla parrocchia, pote' tornare a lavorare come prima.

Il vescovo ha testimoniato di non aver ritenuto necessario denunciare don Ruggero ne' alla Congregazione per la dottrina della fede, competente dal versante ecclesiastico, ne' alla polizia i presunti abusi neppure dopo che due ragazzi erano venuti da lui raccontandogli delle molestie ricevute. Il secondo, giudicato in un primo momento ''sincero'' dal presule, aveva persino lasciato una dichiarazione scritta ma, chiamato a testimoniare da un tribunale ecclesiastico appositamente costituito da mons. Reali per dare seguito alle accuse, non aveva avuto il coraggio di farlo per non dover rendere partecipi i propri genitori degli abusi subiti. Dopo questo rifiuto, ha spiegato il vescovo, il tribunale venne immediatamente chiuso.

Il caso non venne deferito in Vaticano perche', ha sottolineato il presule, ''io ho l'obbligo di avvisare la Congregazione per la dottrina per la fede quando ho fatto un'indagine previa e ho verificato che e' fondata, ma in questo caso non l'ho avvisata.

Ho chiesto informazioni e ho incontrato in termini informali qualcuno della Congregazione''.

Quanto alla denuncia alle autorita' civili, mons. Reali ha confessato di non conoscere le norme italiane in materia di pedofilia: ''Esiste una direttiva della Chiesa cattolica che dice che c'e' l'obbligo, in presenza di un fatto accertato, di denuncia alle autorita' civile laddove la legge dello Stato lo preveda, ma non so cosa preveda la legge italiana''.

In mattinata, uno dei testimoni a carico di don Ruggero aveva raccontato di come il sacerdote avesse l'abitudine di accarezzare di frequente i ragazzi: ''Quando mi confessava, mi toccava l'interno della coscia... mi dava baci sull'orecchio e sul collo. Sapevo che un prete non poteva fare queste cose, ma poiche' era don Ruggero lo accettavo, gli volevo un bene dell'anima''. Nella sua testimonianza, resa nel primo pomeriggio, durante un'udienza spesso interrotta dall'aggressiva difesa dell'ex-parroco, che ha interrotto piu' volte i testimoni e gli avvocati di parte civile, don Claudio Peno Brichetto ha anche ricordato di aver sorpreso una volta don Ruggero ''con le mani all'altezza dell'inguine'' di un ragazzo mentre lo confessava. ''Lui sapeva che io sapeva'', ha aggiunto. Mons.

Reali ha successivamente precisato che e' stato proprio lo stesso parroco di Selva Candida a riferirgli che a mettere in giro le voci su di lui era don Claudio - uno dei fattori che portarono quindi il vescovo a sospendere il vicario parrocchiale.
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IL PROCEDIMENTO CONTRO L'EX PARROCO DI SELVA CANDIDA, ACCUSATO DI PEDOFILIA

L'avvocato Marazzita: grave la posizione di monsignor Reali che sapeva degli abusi sui ragazzi e non fece nulla

 

ROMA - «Chiederò l’incriminazione per favoreggiamento del Vescovo Gino Reali, era perfettamente al corrente degli abusi compiuti da don Ruggero Conti e non ha fatto niente». L’avvocato Nino Marazzita è pronto a formalizzare la richiesta, lo farà alla prossima udienza quando il presule, responsabile della diocesi di Porto di Santa Rufina comparirà davanti alla corte della Sesta sezione del Tribunale di Roma nel processo in corso contro il parroco di Selva Candida.

Don Ruggero Conti
Don Ruggero Conti
«IL VESCOVO SAPEVA» - Nel processo iniziato nel giugno dello scorso anno e giunto all’undicesima udienza Marazzita, rappresentante dell’associazione antipedofilia «La Caramella buona», tutela due dei sette ragazzi che accusano il parroco. «Per molti altri casi precedenti è intervenuta la prescrizione – spiega Marazzita -. A Selva Candida gli abusi sono stati perpetrati per molto di più dei dieci anni presi in considerazione. E proprio per questo appare gravissima la posizione di chi aveva il dovere di sorvegliare, il diretto superiore di don Ruggero Conti, il vescovo». «Monsignor Reali è stato sentito dal pubblico ministero Francesco Scavo Lombardo il primo dicembre del 2008 – aggiunge Marazzita -. E’ una deposizione molto significativa. All’inizio il vescovo cade dalle nuvole, poi pian piano domanda dopo domanda ha dovuto ammettere che sapeva. Per questo chiederò che risponda di favoreggiamento. Lo farò non appena si siederà in aula per essere sentito dalla corte presieduta dalla dottoressa Russo».

IL LIBRO - Il caso di don Ruggero Conti è anche al centro di un libro appena pubblicato da Nutrimenti, Il peccato nascosto. Il curatore Luigi Irdi colloca questo caso sottoposto al dibattito giudiziario nel contesto degli altri gravi scandali che hanno attraversato la chiesa cattolica, partendo dai risultati della commissione Murphy in Irlanda che nel dicembre scorso ha reso pubblico il suo rapporto d’indagine sugli abusi sessuali commessi dai preti della Chiesa irlandese nei confronti di minori: sono stati presi in esame, nella sola diocesi di Dublino, i casi di 46 sacerdoti che, dal 1975 al 2004, hanno fatto 320 vittime.

Paolo Brogi
26 marzo 2010
 
Fonte: Corriere.it

alex

L'ex parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima a Selva Candida è accusato di abusi su 7 bambini. I reati tra il '98 e il 2008

ROMA - È stato condannato a 15 anni e 4 mesi di reclusione Don Ruggero Conti accusato di aver abusato tra il 1998 e il maggio del 2008 di sette bambini affidati alle sue cure nell'oratorio e nei campi estivi. Lo ha deciso la VI sezione del Tribunale penale di Roma. Il sacerdote, ex parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima a Selva Candida a Roma venne arrestato il 30 giugno del 2008, finì ai domiciliari e poi libero. I reati per i quali è stato condannato vanno dagli atti sessuali con minori alla violenza sessuale e alla induzione alla prostituzione minorile.

L'ACCUSA - Il pubblico ministero Francesco Scavo aveva chiesto, in una precedente udienza, la condanna dell'imputato a 18 anni di reclusione più il pagamento di una multa pari a 50mila euro per i reati di violenza sessuale, atti sessuali con minori, induzione alla prostituzione minorile, continuati e aggravati. Per il magistrato, il sacerdote deve rispondere di «condotte di una gravità inaudita, insidiose e insistenti».

LA DIFESA - Nella sua arringa difensiva l'avvocato Patrizio Spinelli, uno dei legali del sacerdote, ha chiesto l'assoluzione del suo cliente affermando che «contro Don Ruggero non ci sono prove certe. È un uomo che nella sua vita ha fatto solo del bene, come da molti ribadito anche in questo processo». «Rileggete con assoluta serenità, al di là dei vostri convincimenti personali, gli atti a vostra disposizione - ha auspicato l'avvocato Spinelli rivolgendosi ai giudici -, e cercate di capire come sono nate e si sono sviluppate le varie denunce contro don Ruggero. Valutate se contro l'imputato ci sia una sola prova certa. E tenete conto di quelle persone che in aula vi hanno raccontato della fede che ha animato questo sacerdote che ha fatto solo del bene al prossimo. La sanzione peggiore per lui non sarebbe tanto la condanna penale quanto non poter più esercitare la funzione perché la Chiesa glielo impedirebbe».

IL CASO - Don Ruggero fu arrestato il 30 giugno 2008 mentre stava organizzando con l'oratorio il viaggio per partecipare alla Giornata Mondiale della Giovenù di Sidney che si tenne dal 12 al 21 luglio di quell'anno. L'accusa è convinta che il sacerdote, per dieci anni, abbia ripetutamente abusato di giovani affidati alle sue cure nell'oratorio e nei campeggi estivi, approfittando delle situazioni di debolezza o difficoltà familiare in cui versavano le vittime. Dopo l'arresto, le indagini successive portarono alla luce altri casi di abusi che sarebbero avvenuti negli anni Ottanta quando don Conti non era stato ancora ordinato sacerdote e insegnava educazione sessuale a Legnano. Si tratta di episodi ormai prescritti anche se alcune vittime dell'epoca sono state comunque sentite in aula come testi dell'accusa. Il parroco, dal canto suo, ha sempre respinto le accuse, forte anche del sostegno di decine di fedeli che hanno sempre seguito le udienze per manifestargli in ogni momento solidarietà e stima.
 

alex

SYDNEY - Non accenna a finire lo scandalo sulla pedofilia 1 che ha colpito la Chiesa. Stavolta "The Age", un quotidiano australiano, tira in ballo Benedetto XVI, allora a capo della Congregazione per la dottrina della fede, che, nel 2004, scrisse una lunga prefazione ad un libro di un teologo australiano, posto sotto restrizioni disciplinari per 'cattiva condotta sessuale'. Si tratta del diacono Scott Alcuin Reid che sembra avere una certa  influenza in Vaticano, poichè la prefazione di un suo altro libro è stata scritta dal cardinale colombiano Dario Castrillon Hoyos, prefetto della Congregazione per il clero.

L'arcidiocesi di Melbourne nel 1991 lo aveva privato delle facoltà canoniche, non poteva cioè agire più come sacerdote. The Age riferisce che il prelato aveva fatto ripetute e talvolta aggressive avance a seminaristi a Melbourne e all'estero. Nonostante questo, però, l'arcidiocesi afferma di non aver ricevuto alcuna denuncia  di abusi. 

Che vi fossero preoccupazioni, però, era chiaro. Tanto che tre successivi arcivescovi di Melbourne avevano "senza successo, strenuamente e ripetutamente esortato Reid a tornare allo stato laicale". Lo scorso anno Reid è stato trasferito nella diocesi francese di Frejus-Toulon dal vescovo Dominique Rey, e l'arcidiocesi di Melbourne sostiene di aver informato il vescovo Rey delle sue preoccupazioni.

Nel 2004 l'allora cardinal Ratzinger scrisse una prefazione di 2000 parole raccomandando ai lettori il libro di Reid "L'organico sviluppo della liturgia"  dichiarando che l'opera "ci insegna e ci invita a ulteriore riflessione". L'anno prima il cardinal Castrillon Hoyos aveva scritto nell'introduzione a "Descrizione delle cerimonie del rito romano" che Reid aveva "continuato il lavoro di autorevoli esperti delle cerimonie liturgiche". 
 

Ripigliatevi

Il giacobinismo radical chic di repubblica non sa più cosa inventarsi contro Ratzinger, roba da tripli salti mortali.

alex

Certamente non è un reato..
Ma desta, almeno dovrebbe destare, qualche sospetto.
Al mondo c'è un solo uomo che è dichiarato infallibile, questo in barba alla Bibbia ovviamente.
Ebbene l'aver elogiato il lavoro di un presunto pedofilo, tra l'altro che ha scritto un libro sul tema della liturgia,  e quindi riconoscere questa persona un "maestro" della dottrina cattolica,.. fa pensare...

E penso a qull'uomo che ammaestra il popolo cattolico sul tema della liturgia, mentre commette abusi su bambini....

Possibile che siamo così accecati dai non saper notare la bestiale dicotomia?  Possibile che la faziosità ci vince a tal punto da camminare sopra i "cadaveri" delle vittime pur di difendere l'indifendibile?

Non potrà resistere questa ipocrisia davanti al Trono di Cristo....

Ovviamente ognuno di noi dovrà rispondere personalmente, quindi ognuno di noi oggi ha il dovere, ma anche la possibilità di far pace con Dio per mezzo di Gesù..

Gesù ci benedica in questo...

https://www.evangelici.info/soteriologia-la-dottrina-della-salvezza-nel…

 

Inviato da alex il

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