Quando si fermò la trottola

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«La gioia del mio amico mi disorientò. Avevo la sensazione di essere come un'ombra, poiché vedevo nel mio compagno una realtà che io mi ero lasciato sfuggire. Rientrai a casa con una terribile sensazione di vuoto.
Avevo allontanato Dio dalla mia vita, ed ora essa girava su se stessa come una trottola, una trottola composta da un grosso corpo e da una piccolissima base, e che può stare in piedi solo se gira e gira senza mai fermarsi. Se rallenta, si rovescia su un lato. Per farla funzionare, bisogna farla girare. Il mio vortice era così composto: lavorare - divertirsi - mangiare - bere - dormire - lavorare - divertirsi - mangiare - bere, e così via. Questo ciclo si ripeteva costantemente. Più la mia vita diventava monotona, più acceleravo il ritmo. Pensavo che in questo modo sarebbe stata più vivace... ma mi sbagliavo.

Un giorno mi misi in ginocchio, cercando disperatamente delle parole per rivolgermi a Colui nel quale on avevo mai voluto credere. Finalmente esclamai: "Signore, se veramente esisti, Tu vedi come sono infelice. Se puoi fare qualcosa per me... Se non sono andato troppo lontano... aiutami!"

Compresi improvvisamente che era stata la mia cattiveria a inchiodare Gesù sulla croce, ma anche che Gesù mi amava di un amore indicibile. "Come ha potuto amarmi così tanto?", mi chiedevo. Ancora oggi non saprei rispondere. Ma da quel giorno, il mio unico desiderio è stato di vivere per Lui. Ciò che ha fatto per me, lo farà anche per voi se Lo riceverete nel vostri cuore e nella vostra vita».

COME HA POTUTO GESÙ AMARMI COSÌ TANTO?
(Isaia 44:6, 22) 

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