Morire di calcio, morire per la Lazio

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In questi giorni è alla ribalta della cronaca la morte di Gabriele SANDRI. Ucciso, come risaputo, in una rissa sull'autostrada, in un autogrill.

Ucciso da un poliziotto. Questa storia mi ha colpito, come a tutti, per un triplice aspetto. La morte così accidentale accaduta ad un giovane, il fatto che era laziale, come il sottoscritto, il fatto che è stato ucciso da un poliziotto, come lo sono anche io.
Due famiglie spezzate, quella del ragazzo e quella del poliziotto.

Il calcio, uno dei molti specchi del mondo. Soldi, potere, violenza, tv, cinismo (le partite devono continuare e ovviamente l'intervista ai genitori o amici e le foto del ragazzo morto DEVONO essere trasmesse), corruzione, imbrogli, scandali, gossip, masse di persone strumentalizzate e necessarie al mantenimento del business, dell'affare.

Mi vergogno un po, ho fatto parte di questo mondo e del mondo del calcio. Ricordo una meditazione che feci anni fa. Quando la Lazio vinse il campionato 1999/2000.
Ero a Perugia quella domenica, la Juve perse appunto contro il Perugia e la Lazio vinse lo scudetto all'ultima giornata di campionato.
Ricordo l'emozione, molto forte. Tifoso incallito.
Mi sbrigai a tornare a Roma e la sera a festeggiare al Circo Massimo fino alla mattina.
Con i nostri beniamini che venivano esaltati e "lodati".
Una folla immensa in questo luogo ampio all'aperto, tutti in festa....... un pò mi sono smarrito, ero da poco credente. "E' giusto", mi sono chiesto, portare in gloria così degli uomini? Far battere il proprio cuore di gioia per un fatto simile?

D'un tratto ho preso a immaginare e a chiedermi, al centro di tutta quella bolgia, "quale sarà la festa quando ritornerà il nostro Signore?".
Quando, a prescindere la "squadra che tifiamo" potremmo essere li, vincitori con Lui, festeggiare il Suo ritorno, la Sua vittoria, vittoria che ha voluto condividere con noi.

All'ora questo tempo di sacrificio, questa lotta contro il peccato, il pericolo di retrocedere, l'attesa terminerà.
Lui alzerà il trofeo e insieme, senza vedere se siamo bianchi o neri, o il colore delle nostre bandiere, insieme gioiremo della Sua presenza, faccia a faccia. E la caparra che ha lasciato nei nostri cuori li farà battere talmente forte e all'unisono come nessuna gioia potrà fare.

Nel frattempo piangiamo gli assurdi lutti di questo assurdo Mondo, splendida creazione che l'uomo a causa del peccato ha trasformato, e continua a trasformare, in questo folle circo che vediamo e in cui viviamo e moriamo.

TORNA SIGNORE TORNA ....

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