Che cos`è la salvezza nella Bibbia?

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Cari amici, vorrei portare alla vostra gentile attenzione una piccola sintesi sul tema della Salvezza: E’ un tema complesso cioè meno semplice di quanto si potrebbe pensare a prima vista. Spesso,infatti, parlare della “salvezza” ci si riduce a parlare delle proprie esperienze. Talvolta della propria appartenenza e del proprio credo confessionale, insomma di una salvezza il cui centro è fondato su se stesso. Tutte queste espressioni sono certamente importanti ma non sono la “Salvezza” biblica, semmai il risultato ovvero la conseguenza. 
 
SALVEZZA
La salvezza considerata da un punto di vista biblico e quindi spirituale ed universale è innanzitutto l’incontro tra Dio e l'uomo.
In altre parole è l’armonia ripristinata tra il visibile e l’invisibile.
Questa volta però, alla luce della croce, scorgiamo una grandissima differenza. Addirittura una contrapposizione a quanto sostenuto e insegnato dalle varie religiosità legaliste di ogni tempo.
 
Questa volta, infatti, non è l’uomo ad avvicinarsi a Dio, ma è Dio stesso ad intervenire concretamente nella storia. In tal modo Egli ci rivela, in forma definitiva, che l’uomo non è in grado di conoscere il suo Creatore, tanto meno di avvicinarsi a Lui.
 
Pertanto, la novità rivoluzionaria e, allo stesso tempo incomprensibile, non solo è l’avvenimento, ma anche la base costitutiva di questa nuova alleanza. In questo nuovo stadio evolutivo dell’umanità - che la Bibbia indica come essere la “pienezza dei tempi”- si concretizza un avvenimento universale e singolare, si realizza una trascendenza rovesciata.

In questo evento di Grazia redentrice, infatti, non è l’uomo a correre verso Dio. Anche se qualche volta, sopraffatto dalla propria follia, ha creduto di poterlo fare. La cosa unica e sconvolgente è che Dio stesso si accosta agli uomini per manifestare loro il Suo amore infinito ed incondizionato.

Anzi, secondo la testimonianza Evangelica, è Lui medesimo nella persona del Figlio Unigenito ad entrare nella storia e ad identificarsi col peccatore, contemporaneamente, come un Padre amoroso che lo accoglie in Sé. Questo è davvero incomprensibile!

Tale avvenimento, poiché evento di Grazia Salvifica, non potrà e non dovrà mai essere imposto in quanto ha come confronto il dono di essere uomini. Poiché i doni di Dio sono senza pentimento, gli esseri umani non potranno essere sottoposti a costrizioni.

Dio non potrebbe imporre senza rinnegare se stesso! Ecco una ragione per cui Egli si rivolge alla Sua creatura e gli dice: dammi il tuo cuore! Questa è un’altra verità da non dimenticare.

La Grazia divina offerta dal Signore al mondo ed accettata dal singolo individuo per sola fede, è sempre riferita ad un rapporto di amore, mai motivata da minacce o da prevaricazione di qualsiasi genere.

Questa azione di armonia ripristinata si compie nell’individuo mediante un processo soggettivo e questa azione avviene all’interno dell’essere, nel cuore di ogni singolo credente. Questo incontro è un evento insondabile poiché è un atto che riguarda anzitutto la sfera spirituale, addirittura concerne e ha inizio nell’essenza dell’essere. Perciò non è possibile interferire per chiunque.

Anzi, guai a chi osa oltrepassare questi confini riservati a Dio e alla Sua sovranità. Nessuno potrà impunemente frapporsi tra Dio e l’uomo poiché ci è stato detto che vi è un solo mediatore fra Dio e l’uomo ed è: il nuovo uomo, cioè Gesù Cristo!

Un mediatore, dunque, che non solo ci ha Riconciliati col Padre, ma che ci ha assunti nella propria umanità. Questo è avvenuto nella morte e nella resurrezione. In altre parole, il Signore ci ha “incorporati” nel Suo seno come una nutrice. Una mediazione dunque che è Salvezza e garanzia senza fine.

Colossesi 1:22.
Ora Iddio vi ha riconciliati nel corpo della carne di lui, per mezzo della morte d'esso, per farvi comparire davanti a sé santi e immacolati e irreprensibili.

I Corinzi 1:30.
E a lui voi dovete d'essere in Cristo Gesù, il quale ci è stato fatto da Dio sapienza, e giustizia, e santificazione, e redenzione,

Un atto di collegamento che è connessione permanente ed imperitura tra l’infinito ed il transitorio. In termini biblici infine, si tratta di una mediazione che è: Riconciliazione, Pacificazione e Comunione con Dio.
Si tratta di un incontro tra la divinità e l’umanità concepito non dalla volontà dell'uomo, ma dalla volontà sovrana e salvifica del Signore. Una deliberazione redentrice che include l’azione rigeneratrice del Suo Santo Spirito che ci conduce sino a raggiungere l’immortalità.

E questo, nel momento in cui questo mortale rivestirà l’immortalità. Lo stesso Spirito, attraverso la Sua presenza e la Sua luce, ci persuade della necessità di vivere in armonia con Dio e con noi stessi.

Attenzione! Lo Spirito ci convince non solo di peccato, come tutti sappiamo.
La Sua azione di Grazia liberatrice ci rivela contemporaneamente: il peccato nella sua essenza, il Giudizio avvenuto sulla croce come conseguenza e, in pari tempo, la Grazia infinita del Signore manifestata alla Resurrezione. Ci persuade, altresì, di Giustizia, di Santità, di Adozione e Redenzione, che sono, per noi, Gesù Cristo. Questa opera di Grazia Redentrice agisce all’interno delle nostre coscienze come luce e allo stesso tempo come energia creatrice.

Essa, infine, rivela le potenzialità dello Spirito e crea la capacità e lo stato spirituale per vivere come strumenti di Giustizia a Dio. Tutto questo si realizzerà nella vita concreta, senza sforzi dell’individuo pervenuto alla luce divina e al di fuori di ogni costrizione legalista.

Tale energia che è opera della Grazia Divina viene definita dalle Sacre Scritture come essere un “parto dello Spirito” da cui scaturisce una “nuova nascita”, una nuova creatura la cui forza motrice e rigeneratrice non è certamente il legalismo, tanto meno la paura, ma la legge delle libertà che è appunto la legge dello Spirito.

Riflettiamo! Questa nuova creazione dello Spirito non deve assolutamente essere confusa con nessuna forma di etica e di morale prodotta dagli uomini. Tanto meno a modelli di religiosità confessionali.

Prima di parlare di morale, di costume, di servizio per il regno di Dio e di altro ancora, è necessario “nascere”. E’ meglio pervenire a questa fonte dello Spirito. Entrare, “precipitare” nella coscienza dello spirito; nel vuoto assoluto dove potrà avvenire l’incontro con la “Parola creatrice”. Ascolto della Parola, nel profondo del nostro essere.

Come abbiamo udito dalla Parola del Signore, questa nascita non potrà avvenire per la volontà dell’uomo, ma per la Sua Grazia infinita.
Tutto questo riguarda la nascita spirituale (o rinascita interiore), ma anche per il raggiungimento della statura di adulti attraverso quel processo di crescita tanto necessario per la responsabilizzazione del singolo individuo, e quindi al pervenire allo stato di consapevolezza.

Tale processo è da attribuire sempre all’azione dello Spirito e mai alla capacità autonoma dell’uomo, che è chiamato da Dio ad un’arresa “dinamica” al Suo amore alla Grazia redentrice.
 
Giovanni 1:12 – 13.
E' venuto in casa sua, e i suoi non l'hanno ricevuto; ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio. A quelli, cioè, che credono nel suo nome; i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d'uomo, ma sono nati da Dio.
 
Giovanni 3:6.
Quel che è nato dalla carne, è carne; e quel che è nato dallo Spirito, è spirito.

Perciò è necessario “nascere” e giungere allo stato di graduale crescita. In questo caso, alla consapevolezza della propria fede nel Signore e della propria responsabilità di esseri umani disposti ad aprirsi all’amore del Signore e di arresa alla Sua volontà redentrice.
Esseri umani e credenti, ossia testimoni confessanti la signoria del Cristo nella storia.
 
Tale singolarità di rinascita interiore e allo stesso tempo di maturità spirituale non potrà mai e in nessun modo essere misurata. Si tratta di un rapporto reale, ma soggettivo che riguarda la propria anima, il proprio spirito e con l’infinito. La rinascita è riferita per prima cosa ad un rapporto di identificazione e come tale, non vi sono strumenti per verificare la “densità” di questa relazione intima e singolare. Perciò, tutte le etiche e le varie morali del mondo, compreso qualche presunto valore elevato a divinità, dovranno cedere il passo a Dio che, in definitiva, è il solo a conosce quelli che sono Suoi.
 
II Timoteo 2:19.
Ma pure il solido fondamento di Dio rimane fermo, portando questo sigillo: "Il Signore conosce quelli che sono suoi", e: "Ritraggasi dall'iniquità chiunque nomina il nome del Signore".

Deve cedere il passo anche chi ha la pretesa di aver ricevuto l’autorizzazione da qualche speciale e ulteriore rivelazione profetica. Tanto cara a chi è sempre pronto per fare emergere sentenze e giudicare il proprio fratello.
Altra cosa è l’indicazione biblica, secondo cui dovremmo, reciprocamente, incitarci a carità e a buone opere. Diversa ancora è la correzione fraterna, prevista dalla parenetica apostolica, che come sappiamo, dovrebbe essere la massima espressione dell’amore nell’esercizio della mutua edificazione, sempre con amore e nella misericordia cristiana. Perciò, il rapporto con il prossimo, non dovrebbe mai tramutarsi in arbitrio, vendetta, giudizio personale, discriminazione o condanna discriminatoria.

Perciò, non commettiamo questi gravissimi errori in nome di Dio e della Bibbia. Arrendiamoci all’amore del Signore e doniamo amore.
Non il nostro, ma quello che il Signore farà scorrere come dono attraverso la nostra umanità. Ricordiamolo: l’amore copre moltitudine di peccati.
 
I Pietro, 4:8.
Soprattutto, abbiate amore intenso gli uni per gli altri, perché l'amore copre moltitudine di peccati.
Nella preghiera sacerdotale di Gesù, riportata dall’Evangelo di Giovanni, è possibile scorgere un contenuto teologico eccezionale e mai pensato al mondo, ma anche il segno di un’etica la cui forza e sussistenza risiedono nell’amore, essenza spirituale che ognuno di noi dovrebbe esercitare sia verso la propria umanità che nei confronti del prossimo.

Noi credenti dobbiamo saper percepire attraverso lo Spirito del Signore quell’unità che non è nostra, quell’unità creata da Dio in Gesù Cristo! Si tratta di conoscere o almeno scorgere quel tutto unico originale che ha il suo punto di forza nella croce del Signore! Allora sarà possibile dire: mi sento unito a tutti i peccatori del mondo! Mi sento incluso, perché anch’io sono come loro e, tuttavia, assieme ad essi sono stato amorevolmente accolto. Dio in Gesù Cristo, infatti, senza riguardi a qualità di persona, ci è venuto incontro. Ci ha raccolti e uniti al Suo Figlio e lo ha fatto così come siamo!
 
Romani 11:32.
Poiché Dio ha rinchiuso tutti nella disubbidienza per far misericordia a tutti.
 
Giovanni 3:16.
Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.

Davanti alla Visione della croce, la nostra coscienza si dilata. Si estende a tal punto che l’io egogico si frantuma, anzi, si dissolve. Il nostro settarismo, se mai affiorasse su quel colle, in un solo attimo verrebbe disintegrato! Sul terreno del Golgota non vi potrà essere più spazio per l’arroganza, tanto meno per l’orgoglio confessionale.

Quando lo Spirito Santo ci rivela il valore del Crocifisso non ci sarà più posto né vi potrà essere residenza per queste insidie malefiche. In questa realtà spirituale è in azione la potenza della Riconciliazione universale che è liberazione da ogni genere di schiavitù, che raggiunge ogni parte del nostro essere e del nostro esistere.

Solo all’interno di questo luogo, che è territorio di affrancamento e di autentica spiritualità, possiamo accoglierci gli uni con gli altri con la stessa dignità.

Tutto ciò possiamo farlo, non tanto per far piacere a Dio o, come qualche volta si sente dire, per compiere qualche opera buona. Se così fosse, ovvero se ragionassimo in questo modo, dimostreremmo di essere ancora imprigionati nella schiavitù legalista, distante ed in antitesi alla croce del Signore. Saremo al riparo da questi inganni allorquando abbiamo finalmente compreso che è Lui a creare quest’unità nel mondo, poiché ci ha accolti indiscriminatamente così come siamo!
 
La prima unità consiste nel riconoscersi peccatori accolti, non per meriti, ma unicamente per l’amore incondizionato del Signore.
L’evangelo, infatti, è rivolto ai peccatori. Chi pensa di essere giusto, oppure chi si considera un pochino più meritevole dei suoi simili, parli pure di altro! In tal caso il Vangelo non lo riguarda.
 
Romani 11:32.
Poiché Dio ha rinchiuso tutti nella disubbidienza per far misericordia a tutti.

Dio ci ha accolti, non quando abbiamo immaginato di essere credenti, o quando avevamo cambiata la nostra moralità, bensì quando eravamo nemici ed estranei.
Se abbiamo compreso questa verità evangelica, come possiamo assumere atteggiamenti discriminatori nei confronti del nostro prossimo? .
Il Signore ci ha Riconciliati quando eravamo morti! Dio in realtà può parlare anche ai morti e comunicare in modo da farli risorgere!
Se le cose stanno in questi termini, chi siamo noi per poter giudicare il nostro prossimo? Con che coraggio ci prestiamo a soppesare le coscienze altrui? Non dobbiamo assolutamente farlo. Possiamo riflettere sulle nostre azioni e sulle diverse professioni di fede, ma giudicare le coscienze individuali è a dir poco aberrante, perciò non dobbiamo assolutamente farlo!

Che il Signore ci dia la Sua luce, affinché le tenebre della nostra presunzione possano sparire interamente, anzi scomparire. Possiamo essere severi nelle nostre riflessioni di autocritica, ma sempre motivati dalla volontà di costruire, mai e poi mai dobbiamo varcare la soglia della coscienza del nostro simile! Che il Signore ci doni la capacità di credere e di comprendere. Ci dia Egli la Sua luce per intendere e credere alla Sua Parola. A tale proposito, prestiamo attenzione ad alcune indicazioni tratte dalla Bibbia.
 
Giovanni17:3- 4.
“Io non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola: che siano tutti uno; che come Tu, o Padre, sei in me, ed io sono in Te, anch’essi siano in noi; affinché il mondo creda che Tu mi hai mandato. Ed io ho dato loro la gloria che Tu hai dato a me, affinché siano uno come noi siamo uno; io in loro e Tu in me: acciocché siano perfetti nell’unità, e affinché il mondo conosca che Tu mi hai mandato, e che li ami come hai amato me”.
E questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l'opera che tu m'hai data a fare.
( cfr. Giov. 17: 20 a 23.) ( vedi anche: Giov. 3: 5-6. Ef. 2:10. II Cor. 5: 17: 3. 17: 18. etc.)
 
Colossesi 1:22.
Ora Iddio vi ha riconciliati nel corpo della carne di lui, per mezzo della morte d'esso, per farvi comparire davanti a sé santi e immacolati e irreprensibili.

La “Salvezza” sia nella considerazione di senso di causa che per quanto riguarda l’effetto pratico è sempre da riferire alla Creazione dello Spirito Divino. In armonia con la sacra Scrittura possiamo affermare che la Salvezza nella sua essenza è: forza creatrice.

Un’azione dell’Energia divina che esprime l’amore di Dio in favore dell’intera umanità e del singolo individuo!

In altre parole, si tratta dell’amore supremo che si concretizza nella storia e nella persona. In definitiva, in azione è, la stessa Parola che ha creato il mondo. Da queste considerazioni e con questi presupposti è possibile approfondire e penetrare nei particolari degli insegnamenti biblici. Con questa luce è possibile cogliere ancora oggi quella essenza vitale tanto necessaria per ogni essere umano e quindi per l'intera collettività degli uomini liberi. Anzitutto per i credenti.

E’ necessario perciò, saper raccogliere quella forza sinergica e fondamentale che ci propongono le Sacre Scritture. Vale a dire, quell’essenza spirituale atta ad illuminare tutte le persone pensanti e di buona volontà. Anche quegli esseri umani, che si collocano al di fuori degli schemi confessionali ma sensibili alla voce della coscienza dello Spirito.

Anzi, con molta probabilità, le persone collocate al di fuori degli schemi religiosi sono più facilitate in questo percorso di ascolto e di rinascita interiore.

Quelle stesse che vengono tristemente offese e screditate. Spesso, infatti, sono classificate e accreditate dal perbenismo religioso come non credenti, malandate e viste come se fossero lontane e finanche abbandonate da Dio. In certe circostanze, invece, come per far vergogna alle tante sontuosità, sono proprio questi individui disprezzati ad assumere un atteggiamento rispettoso nei confronti della Parola del Signore e del prossimo.

Tutto questo accade poiché il loro ascolto, mediante la stessa energia dell’amore del Signore, diventa inconsapevolmente un ascolto meno condizionato.

Più di ogni altra cosa, una disponibilità non preconcetta diventa una vera ricettività. Un ascolto più libero da dogmatismi e svincolato da ogni condizionamento confessionale.

Un’audizione, perciò, meno inquinata da settarismi e da rivendicazioni di primati e da spiritualità sensoriali. Da questa posizione di povertà di spirito il cosiddetto non credente può con maggiore efficacia scorgere l’esigenza di una parola più diretta.

Può pervenire ad una ricezione seria ed autentica che parte dal profondo dalla propria coscienza come una necessità dell’anima e del profondo, vale a dire una richiesta dello spirito. Per riflettere sul significato di questa nuova relazione tra Dio e l’umanità, credo sia significativo quanto Paolo scrive ai Galati al cap. 4, versi 4 e seguenti. Egli accenna alla "pienezza dei tempi" in questi termini:
Galati, 4:4.
“Ma quando giunse la pienezza dei tempi”, Iddio mandò il suo Figliuolo, nato di donna, nato sotto la legge, per riscattare quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l'adozione di figliuoli.
E perché siete figliuoli, Dio ha mandato lo Spirito del suo Figliuolo nei nostri cuori, che grida: Abba, Padre.
Talché tu non sei più servo ma figliuolo; e se sei figliuolo, sei anche erede per grazia di Dio.”
(Confr. anche Rom. 8, 15; Ef. 1, 5; I Cor. 12, 13; Rom. 10,4-8).

E' molto importante capire che l’azione di Salvezza che Gesù Cristo compie per l’intera umanità, prima ancora di rivelarne il suo contenuto teologico, arriva al mondo proprio nel momento opportuno, cioè "alla pienezza dei tempi". Né prima, né dopo, ma esattamente nel tempo e nell’ora prestabilita dalla Sovranità Redentrice.

L'umanità era pronta per un nuovo passo avanti, per un cammino verso una nuova coscienza. Le persone erano mature per una presa di coscienza più matura, per avviarsi verso un grado di consapevolezza più intelligente, e più spirituale. L’umanità era predisposta per lasciarsi alle spalle lo stato infantile delle opere morte. Opere sancite e prodotte dalle leggi di schiavitù che caratterizzarono i millenni passati. Il mondo finalmente poteva contare e fare affidamento unicamente sull’amore incondizionato del Signore e porre al bando ogni legge di schiavitù.
 
L’uomo può avviarsi verso il richiamo amoroso della Parola che si manifesta ad ogni coscienza come Parola di Pace e non di male, poiché la condanna di ogni peccato è già avvenuta.
 
Per questa ragione non vi è più alcuna sanzione per quelli che si identificano al vero ed unico mediatore dato agli uomini che è Gesù Cristo. Tutto in Lui è stato compiuto!

La parola, infatti, si manifesta all’individuo, al mondo e all’universo intero come azione creatrice. Forza di Riconciliazione e di Riscatto universale. A tale proposito vorrei mettere in risalto che anche se quel comunicato di amore era rivolto in prima istanza ad un gruppo di persone limitato, in realtà il suo obiettivo e la sua azione conseguente contemplavano l’estendersi oltre al mondo intero.
 
Era una comunicazione non solo di “Salvezza” spirituale, ma anche di liberazione oggettiva. Il richiamo, infatti, è riferito al provvedimento divino che investe l'uomo nella sua realtà storica e spirituale; quindi riguarda l’umanità nella sua globalità. Ed infine, questa azione di Grazia Divina è riportata anche allo stadio finale, cioè al destino futuro e soprannaturale dell’uomo e della storia iniziando dal presente.
Un’escatologia che trova la sua realizzazione già nell’oggi, nella concretezza del vivere.
 
Questo insegnamento è necessario capirlo! Diversamente, il rischio potrebbe avere conseguenze dannose e distruttive. Da quanto si è già verificato nella storia del Cristianesimo possiamo considerare e comprendere che ogni atteggiamento polarizzato conduce al soffocamento e quindi alla morte spirituale.
 
Tali atteggiamenti portano inevitabilmente alla falsificazione di alcune verità dottrinali e alterano di fatto tutto il messaggio evangelico, in quanto lo privano della sua essenzialità e universalità. In altre parole, questi comportamenti concepiscono un Vangelo vuotato del suo contenuto che è: Emmanuele, ovvero Dio con noi!

Il messaggio Evangelico viene falsato nel momento in cui si adultera il suo contenuto sia spirituale che reale. Tutto questo può accadere anche in buona fede allorquando lo si scinde dalla realtà del mondo. In tal modo si riduce il Vangelo ad una mera dottrina religiosa da imporre. Se comprendiamo questa verità fondamentale della fede Evangelica, possiamo affermare che ogni spiritualità concepita in modo disgiunta dal reale non potrà essere una spiritualità autentica nel senso biblico.
 
Il fanatismo, infatti, ha come concausa proprio questo errore di fondo. Perciò, noi credenti dobbiamo porre attenzione e cercare di comprendere una volta per tutte che ogni atteggiamento di fuga dal mondo dell’esistere è pura illusione anzi, è autentica follia. Un inganno prodotto dalla mente che sovente mente e che nulla ha a che fare con quel Verbo che divenne umanità.
 
Questo è un pericolo grave in cui incorriamo tutti, nel momento in cui il messaggio di liberazione del Vangelo viene inteso e ridotto ad aspetti futuristi o confinato ad un’interiorità astratta lontana dalla vita del reale. Insomma, una concezione che ha come finalità un traguardo unicamente all’ultraterreno. Causa queste alterazioni molto gravi, il Vangelo è ridotto, talvolta, a legge severa da imporre caricandolo di fantasticherie ultraterrene ed apocalittiche davvero bizzarre.
 
Da questo quadro a dir poco allarmante scaturisce una spiritualità indefinita collocata a distanza, o meglio, una concezione mentale di un mondo spirituale che è sempre da raggiungere. Un mondo che resta sempre distante dalla realtà del vivere e questo è davvero triste poiché è in antitesi alla croce e al bisogno concreto delle persone.
 
Perciò tali posizioni e concezioni si collocano troppo distanti dai problemi del singolo individuo, distaccati sia dalla storia passata, come analisi per individuare l’essenza della propria fede, sia da quella presente come realtà concreta da vivere. Le conseguenze di tale anomalia sono disastrose in quanto conducono alla polarizzazione e queste posizioni costituiscono una trappola distruttrice per tutti, poiché producono estremismo sia etico sia religioso.
 
Questi atteggiamenti antistorici e intransigenti nutrono - talvolta indirettamente - il materialismo laico poiché sempre collocati in contrapposizione alla vita reale del mondo in cui viviamo, creano fratture e incomprensioni nella società civile.
 
Tali anomalie, infatti suscitano reazioni e disprezzo del mondo laico verso un Dio e un Vangelo che in pratica non sono quelli testimoniati dalla Scrittura, ma sono invece frutto di repressioni e pure illusioni. Purtroppo nel mondo della devozione inducono chiunque a rifugiarsi in una specie di spiritualismo disincarnato dalla storia.
 
E poiché esso è distaccato dal reale non potrà considerarsi spiritualità ma autentico fanatismo. Si tratta di un’esaltazione mistica senza corpo e perciò essa segna il fallimento di questo tipo di religione. Credo sia necessaria una vera ed autentica autocritica costruttiva per riscoprire il valore del Vangelo che non è una dottrina tanto meno una spiritualità da raggiungere ma è una Grazia gratuita da accettare.
 
Questo dono è:
Cristo per noi: ovvero Cristo morto per i nostri peccati e Risorto per la nostra Giustificazione. Cristo in noi: vale a dire Cristo con la presenza del Suo Spirito nel profondo del nostro essere. Cristo con noi: ossia Cristo in comunione non solo col nostro spirito, ma anche con la nostra umanità.

In realtà, se osserviamo con attenzione, possiamo scoprire che queste due polarizzazioni a cui ho precedentemente fatto cenno, ovvero queste due esteriorità, sono il prodotto di un comportamento infantile. Si tratta di una condotta inconsapevole e perciò poco rassicurante.
Al contrario, esaminando bene il contenuto delle Sacre Scritture, possiamo scoprire che le cose non stanno in questo modo. Se riflettessimo su quanto Gesù stesso disse a proposito del "Regno presente e veniente", ci accorgeremmo presto che non è lecito confinarsi in nessuna polarità.
 
Affinché tutto ciò non avvenga è necessario avere una visione complessiva della Bibbia per poter cogliere il vero significato degli insegnamenti in Essa contenuti. Cioè: una visione totale e non parziale, prestabilita e confessionale.

Un’osservazione e comprensione obiettiva che possa individuare e recepire l’essenza fondamentale di ogni insegnamento biblico. Una formazione oggettiva capace di stimolare la nostra umanità per indurla ad aprirsi allo Spirito Divino. Infine, una ricezione attenta e ponderata atta a persuaderci della necessità del risveglio spirituale e della “Riscoperta dell'essere” come dono del Signore.

In altre parole un ascolto capace di informare la nostra umanità che ha bisogno di una rinascita interiore- Una parola che ci comunica una nuova coscienza e questo segna l’inizio della vera libertà. Solo in questa maniera, entrando nella vera spiritualità, è possibile risvegliarsi e progredire veramente.

Penetrando in noi stessi sarà possibile sperimentare una vera rinascita personale soggettiva e conseguentemente procedere verso l’acquisizione di una coscienza di responsabilità collettiva. Questa è la strada da percorrere per una vita autentica, quella indicata da Gesù, come essere “una vita esuberante”. Ovvero una vita vissuta alla massima espressione.

Da questa vita entusiasmante, ricolma di brio e di consapevolezza, scaturirà certamente un'etica e una morale, ma non sarà mai statica e uguale per tutti, tanto meno imposta dell’esterno.

Soprattutto non sarà quella che altri vogliono costruire per noi! Al riguardo vorrei inserire in questa riflessione biblica un’osservazione riguardante proprio la vita presente, senza precludere nessuna esperienza spirituale. Secondo questa analisi proposta si evidenzia l’impossibilità di vivere la vera vita senza un risveglio spirituale e quindi privi di una rinascita interiore.

Non è possibile, infatti, vivere alla massima espressione escludendo la necessità di pervenire alla propria consapevolezza. La spiritualità a cui faccio riferimento non potrà essere vissuta senza una simile coscienza che ci colloca come testimoni del mondo e di noi medesimi.

Essa, infine, ci rende capaci di osservare il continuo ed incessante cambiamento della realtà temporale.

A dire il vero, solo in quanto osservatori, possiamo non identificarci con la precarietà esistenziale e questo stato di relativa illuminazione segna già un buon grado di reale libertà e felicità. Riporto alcuni testi biblici di riferimento che ci possono essere di aiuto per la nostra riflessione.
 
Si veda anche, a proposito della salvezza annunciata come totalità dell'uomo, non solamente l'aspetto spirituale. Riporto qui di seguito alcuni passi biblici che ci potranno essere di luce e di sostegno in questo approfondimento.

Lettura biblica:
“Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo egli mi ha unto per i poveri; mi ha mandato a bandir liberazione ai prigionieri, ed al cieco ricupero della vista; a rimettere in libertà gli oppressi, e a predicare l’anno accettevole del Signore”. cfr. Is. 42, 7; 61, 1; Luc. 4,18 etc.

Giovanni 10 : 9 a 11.
Io son la porta; se uno entra per me, sarà salvato, ed entrerà ed uscirà, e troverà pastura. Il ladro non viene se non per rubare e ammazzare e distruggere; io son venuto perché abbiano la vita e l'abbiano ad esuberanza. Io sono il buon pastore; il buon pastore mette la sua vita per le pecore.
 
Matteo 6 : 25.
Perciò vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra di quel che mangerete o di quel che berrete; né per il vostro corpo di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito?
 
Romani 8 :5 a 11.
Poiché quelli che son secondo la carne, hanno l'animo alle cose della carne; Ma quelli che son secondo lo spirito, hanno l'animo alle cose dello spirito.
Perché ciò a cui la carne ha l'animo è morte, ma ciò a cui lo spirito ha l'animo, è vita e pace; poiché ciò a cui la carne ha l'animo è inimicizia contro Dio, perché non è sottomesso alla legge di Dio, e neppure può esserlo; e quelli che sono nella carne, non possono piacere a Dio. Or voi non siete nella carne ma nello spirito, se pur lo Spirito di Dio abita in voi; ma se uno non ha lo Spirito di Cristo, egli non è di lui.
E se Cristo è in voi, ben è il corpo morto a cagione del peccato; ma lo spirito è vita a cagione della giustizia.
E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, Colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
 
Isaia 30:15.
Poiché così aveva detto il Signore, l'Eterno, il Santo d'Israele: Nel tornare a me e nel tenervi in riposo starà la vostra salvezza; nella calma e nella fiducia starà la vostra forza; ma voi non l'avete voluto! 30:16 Avete detto:
"No, noi galopperemo sui nostri cavalli!" E per questo galopperete!... E: "Cavalcheremo su veloci destrieri!" E per questo quelli che v'inseguiranno saranno veloci!...
 
Salmi 51:10.
O Dio, crea in me un cuor puro e rinnova dentro di me uno spirito ben saldo.


Caro Gianni,
nel ringraziarti per la tua gentilezza e premura,
voglio dirti che, come sempre, possiamo affrontare le eventuali critiche costruttive e procedere verso un maggiore chiarimento ed approfondimento.
Come sai, quanto ho cercato di esporre è soltanto una sintesi. In realtà, per avere una chiarezza sul tema della Salvezza è necessario entrare nel dettaglio e nelle particolarità degli insegnamenti delle Sacre Scritture ovvero bisognerebbe entrare negli aspetti della Salvezza che, come sappiamo sono:

GIUSTIFICAZIONE – SANTIFICAZIONE – ADOZIONE – REDENZIONE.

Assieme a questi quattro aspetti andrebbe considerato l’insegnamento su che cosa sia il “Ravvedimento” e la “Conversione.

Perché spesso se ne parla, ma è difficile trovare delle indicazioni chiare e armoniose con l’insegnamento biblico. Potrebbero sembrare aspetti di poco conto e ovvi, credo che non lo siano, lo si evince da ciò che si legge e si ode e perciò non lo è per nulla.

Come tu sai, si parla sovente di salvezza, di ravvedimento, di conversione ed altro, ma quasi sempre si riduce tutto ad una banale soggettività confessionale.

Per queste ragioni, credo sia importante porre attenzione e riflettere sui contenuti di questi temi. Con stima e fraternità, auguro a te e a chiunque abbia voglia di leggere una buona e serena lettura, Petrus
 
di Pietro Mongiello
 
Fonte: gruppo Facebook - Cristiani italiani salvati per grazia

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Commenti

Ritratto di alex

Grazie per il post caro Gianni.
Avevo già riportato qui lo studio ma poi Pietro ha sviluppato ulteriormente l'argomento. Devo dire che, seppur con qualche fatica causa i miei limiti culturali, ho letto il tutto piacevolmente e concordando in larghissima parte, se non in tutto.

Perdonami, mi sono preso la licenza di effettuare dei grassetti mentre riformattavo il testo...

Un abbraccio in Cristo.
Alex

Ritratto di R_Francesco

Pace...

L'argomento "salvezza", è l'unico argomento che deve interessare la singola anima, pertanto, tutto ciò che ci aiuta il suo conseguimento, è motovo della nostra massima attenzione....

La cosa che mi disorienta, è che si dice che ci sono milioni di vie per raggiungerla o conseguirla. Quando Gesù stesso ci dice che "Io sono la Via la Verità  la Vita e nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me" ... 

In  I° Timoteo 2: 3 - 5,  possiamo leggere che Dio, vuol salvare tutti gli uomini...ma, perchè ciò non avverrà?... Forse perché, qualcosa la dobbiamo fare noi per essere salvati!... Non fosse altro che quella di permettere a Dio di operare in noi;  proprio come nello scritto che precede, dobbiamo arrenderci all'opera dello Spirito Santo...

Questo arrendersi allo Spirito Santo, è espressione della nostra volontà... l'uomo non verrà salvato per forza!... Dio, con questo "modo" d'operare, ci onora... noi non siamo tante automobiline uscite dalla catena di montaggio, siamo esseri pensati e capaci di relazionarci con Dio, il proprio "costruttore"... nel riconoscerLo nostro creatore, abbiamo facoltà suprema di chiamarlo Padre o rinnegarne la Sua paternità. Con tutte le conseguenze del caso!... Pertanto, La Grazia ci è pervenuta in modo "automatico" ma, l'accettarla, è volontà della singola anima.... questo lo dobbiamo fare noi. La salvezza viene da Dio... noi, dobbiamo allungare la mano per accedervi.

P.S.

L'argomento è importante ma, non lo si può trattare in un forum con dei post così lunghi...

R. Francesco

Caro Francesco,

grazie per partecipazione  in questo tema della salvezza.

Affermi che ti dispiace e addirittura disorientato poiché viene asserito che ci sono tante vie della salvezza. Non so a chi ti sei riferito. Nel mio scritto non vengono indicate molte vie.

 

Parlo di molte espressioni di fede e moltissimi mezzi di illuminazione al servizio della sovranità del Signore, ma questo, come tutti sappiamo, è altra cosa.

Per essere più chiaro ed esplicitare senza equivoci il mio pensiero desidero affermare che, non esisto vie per arrivare a Dio.

 

Esiste soltando la via di Dio per arrivare all’uomo perduto.

 

Quindi quando diciamo che c’è solo una via per arrivare a Dio, si tratta di una frase ancora abitudinale, non sempre compresa. In realtà, prima di ogni avvenimento di luce, è e, sarà sempre Dio a raggiungerci  e ciò attraverso il Figlio Unigenito fatto umanità.

Solo dopo questo evento di Grazia redentrice è possibile comunicare con Dio o “andare al Padre”. Spero di aver chiarito qualche dubbio su queste affermazione. Un cordiale e fraterno saluto a te e a quanti leggeranno queste parole, Petrus

Caro Francesco,

grazie per partecipazione  in questo tema della salvezza.

Affermi che ti dispiace e addirittura disorientato poiché viene asserito che ci sono tante vie della salvezza. Non so a chi ti sei riferito. Nel mio scritto non vengono indicate molte vie.

 

Parlo di molte espressioni di fede e moltissimi mezzi di illuminazione al servizio della sovranità del Signore, ma questo, come tutti sappiamo, è altra cosa.

Per essere più chiaro ed esplicitare senza equivoci il mio pensiero desidero affermare che non esistono vie per arrivare a Dio. 

 

Esiste soltando la via di Dio per arrivare all’uomo perduto.

 

Quindi quando diciamo che c’è solo una via per arrivare a Dio, si tratta di una frase ancora abitudinale, non sempre compresa. In realtà, prima di ogni avvenimento di luce è e, sarà sempre Dio a raggiungerci  e ciò attraverso il Figlio Unigenito fatto umanità.

Solo dopo questo evento di Grazia redentrice è possibile comunicare con Dio o “andare al Padre”.

Spero di aver chiarito qualche  ipotetico dubbio su queste affermazione. Un cordiale e fraterno saluto a te e a quanti leggeranno queste parole, Petrus

Ritratto di R_Francesco

Pace "Petrus"

Non è riferito al contenuto del tuo "trattato" sulla salvezza... parlavo in senso generale... al tuo scritto, e per laverità, parlavo con biogio che lo ha proposto, attribuivo la stesura troppo lunga per un forum... solo questo...:-)

Pace

Francesco

Concordo con il tuo scritto Francesco, vi è una sola via " Gesù Cristo " ,  solo per mezzo di Lui possiamo andare al Padre, accettando la grazia che Dio ci offre per mezzo di Gesù Cristo.

Dio è amore e vuole che tutti gli uomini siano salvati, infatti ha dato il suo unigenito Figliuolo a morire sul legno della croce prendendo su di sè il peccato di tutta L`umanità.

 Gesù disse: tutto è compiuto!

Il peccato di tutta l`umanità è stato pagato, l`uomo non deve fare più nulla per essere salvato, per essere salvati bisogna accettare la grazia che Dio ci offre come dono.

Dio non forza nessuno, ogniuno deve scegliere dove vuole passare l`eternità, nella presenza di Dio, oppure lontano.

P.S

Francesco l`argomento portato è solo una piccola sintesi, immagina se Pietro  andava su tutti i dettagli  :-)

un abbraccio

 

Ritratto di R_Francesco

Pace "biogio"...

Certamente, è meglio un testo lunghissimo che un "NON TESTO"... cioè, meglio scrivere e far partecipi gli altri della parola, che leggere soltanto nel forum e non partecipare... ci si allenerà a leggere!...

Pace

R. Francesco 

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