Caccia alla strega...

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Per non dimenticare. Il fenomeno della caccia alle streghe dilaga in Europa tra il XV e il XVII secolo; la situazione religiosa e l'insicurezza collettiva suscitata da carestie, dalla peste e dalle rivolte durante il Trecento provocano una vera e propria lotta contro la stregoneria, che diviene il "capro espiatorio" a cui attribuire l' origine di ogni male.

Nel 1484 Papa Innocenzo VIII promulga la bolla "Summis Desiderantes Affectibus" incaricando Heinrich Institor e Jacob Sprenger, due inquisitori, di condannare e punire i "peccatori". A tal fine i due domenicani scrivono il "Malleus Maleficarum" (Il martello delle streghe), un vero e proprio manuale dell'inquisitore in cui si spiegano i malefici operati dalle streghe, i mezzi per riconoscerli, i sistemi per interrogare e tutte le varie e crudeli torture per estorcere le confessioni.

I processi alle streghe riflettono le innovazioni giuridiche introdotte tra il XIII e il XIV secolo, quali per esempio l'uso della tortura. Prima del 1200, un'azione penale si articolava in due fasi: l'accusa, formulata sotto giuramento da un soggetto privato, e la condanna o l'assoluzione da parte del giudice, in base all'ammissione della colpa da parte dell'accusato o di prove convincenti fornite dall'accusatore.

In casi dubbi si ricorreva all'ordalia, cioè la richiesta a Dio di un segno della colpevolezza o dell'innocenza dell'accusato. Un'altra modalità per risolvere le questioni dubbie era quella del duello tra accusato e accusatore.

Dopo il Concilio del 1215, per una serie di motivi, la Chiesa proibì agli ecclesiastici di partecipare alle ordalie. I processi cominciarono allora a basarsi sul sistema inquisitorio, secondo il quale i membri di una comunità o un magistrato potevano citare in giudizio una persona sulla base di informazioni o di voci. I giudici assunsero il compito di investigare i fatti, procedendo agli interrogatori e documentandoli per iscritto. Mentre con l'ordalia si richiedeva l'intervento divino, con il metodo inquisitorio era necessaria l'acquisizione di prove decisive. Tali prove erano la testimonianza di almeno due testimoni o la confessione dell'imputato. Per questo in assenza di testimonianze decisive, come spesso accadeva per i crimini occulti, quali stregoneria ed eresia, i giudici si basavano sulla confessione e ricorrevano alla tortura per estorcerle.

Nel 1542 papa Paolo III, allarmato dalla diffusione del protestantesimo anche in Italia, su suggerimento del cardinale Pietro Carafa, istituì, solo a Roma, la congregazione dell'Inquisizione, meglio conosciuta come "Inquisizione romana" o "Sant'Uffizio". La congregazione, con pieni poteri su tutta la Chiesa, era composta da sei cardinali, tra cui il cardinale Carafa.

Il Sant'Uffizio era una nuova istituzione, poco soggetta al controllo episcopale; trattò l'eresia principalmente sul piano dottrinale, dando minor importanza alla pubblica miscredenza, e dedicò molta attenzione agli scritti teologici. L'attività del tribunale era circoscritta all'Italia, ma quando Carafa venne nominato papa, con il nome di Paolo IV, nel 1555, incaricò la sua congregazione di investigare sui costumi di chiunque, senza risparmiare vescovi o cardinali, ed ordinò di redigere un elenco dei libri che violavano la fede cattolica; nel 1559 pubblicò il primo "Indice dei libri proibiti". I papi che vennero dopo di lui utilizzarono il Sant'Uffizio come strumento per mantenere l'ordine nella Chiesa Romana e questo fu anche l'ordine che nel 1633 condannò Galileo Galilei.

Nel 1965 papa Paolo VI cambio il nome del Sant'Uffizio in "Congregazione per la dottrina della fede", trasformandolo e riorganizzandolo.

Qui un elenco delle atrocità commesse in nome di Cristo da quanti si professavano, e si professano, l'unico mezzo e la via per piacere a Dio. E se non fosse questo lo spirito dell'Anticristo? Della bestia? Utilizzare il nome di Cristo pur rinnegandolo nel proprio agire?...

La storia ci insegna come ancora una volta come le organizzazioni umane, anche in campo religioso, siano fallibili. E come abbiamo un solo modo per piacere a Dio, per far pace con Dio. Con Gesù nel cuore. Avendo fede in quel sangue che ci purifica. RIponiamo la nostra fede in Lui, il Salvatore. Guarda questo video.

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