Autunno di cinquecento anni fa, nell’autunno del 1510”, Martin Lutero arriva a Roma e...

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Intitolare una piazza di Roma a Martin Lutero
A metà giugno gli avventisti del 7° giorno hanno proposto alla Commissione Toponomastica del Comune di Roma di intitolare una piazza o una via della capitale al teologo tedesco Martin Lutero.
Ne riporta la notizia la rivista Panorama del 9 luglio, a pag. 131, con il commento favorevole di Franco Ferrarotti che fa parte della commissione: “Martin Lutero non è un quidam de populo, un signor nessuno. È una figura di primo piano nella formazione dell'Europa moderna: è l'uomo che ha spezzato l'unità religiosa del continente e, traducendo la Bibbia, ha dato un contributo essenziale alla nascita della lingua tedesca”.
Ma come è nata questa idea?
“Nel 2010, vi è un anniversario da ricordare che credo interessi tutti i cristiani, nessuno escluso: il viaggio a Roma di Martin Lutero, avvenuto cinquecento anni fa, nell’autunno del 1510”, ha affermato il dott. Carlo Giliberti, membro della chiesa avventista romana di Lungotevere Michelangelo, fautore della libertà religiosa, che ha avuto l’idea.
“Il frate agostiniano M. Lutero arrivò a Roma con il desiderio di fare una confessione completa dei peccati a partire dalla sua giovinezza e di diventare pio. A quel tempo Roma era la città del potere politico e militare; sicuramente non era la città santa vista dalla lontana Germania. Al termine del soggiorno romano, Lutero aveva compreso bene cosa fosse Roma, la quale più che a Gerusalemme assomigliava a Babilonia. Egli mise in discussione il suo essere religioso cattolico, non certo la sua fede in Dio. Successivamente scriverà: ‘Se non avessi visto con i miei occhi non lo crederei, così grandi e spudorate sono le empietà e le malvagità che nessuno fa più caso né a Dio né agli uomini, né al peccato, né alla vergogna’. A 500 anni di distanza, noi cristiani a che punto siamo nel nostro percorso spirituale? Vogliamo fare c ome Lutero che da Roma iniziò una conversione per seguire Gesù e solo lui? Da Roma, con Lutero, iniziò la Riforma Protestante ma tutti, come cristiani, siamo chiamati a scegliere solo Gesù per la nostra vita”, ha aggiunto Giliberti.
Dopo aver verificato che non esistesse a Roma un luogo dedicato al padre del protestantesimo, Giliberti e i vertici dell’Unione delle chiese cristiane avventiste del 7° giorno hanno inviato alla Commissione Toponomastica del Comune la richiesta di intestare una via o una piazza a Martin Lutero. Anche le altre Chiese evangeliche sono state invitate a sostenere questa iniziativa.
“Non possiamo far cadere una buona occasione per ricordare il grande riformatore tedesco, così importante anche per l’identità nazionale della Germania. Con un papa definito ‘teologo’ tedesco, potevamo noi lasciare trascorrere un così importante anniversario?”, ha concluso Giliberti.

Fonte: www.avventisti.it

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