Tatuaggi piercing e Bibbia

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Il vostro ornamento non sia quello esteriore: intrecciare i capelli, portare i gioielli d'oro o indossare belle vesti, ma l'essere nascosto nel cuore con un'incorrotta purezza di uno spirito dolce e pacifico, che è di grande valore davanti a Dio -Pietro 3:3

Certamente nella Bibbia vi sono infinità di divieti vetero testamentari. Gesù ci ha liberati dalla legge, quindi, per esempio mangiare animali impuri non è più peccato come lo era per gli ebrei.
Ovviamente con questo articolo non vogliamo giudicare nessuno, tanto meno fratelli e sorelle che si ritrovano tatuati dopo la conversione a Gesù (gloria a Dio)....

Il quesito che vorremmo nascesse nel discepolo di Gesù che si lascia tentare da questa moda che tende ad esaltare, come per le altre, il corpo, è questo: porta gloria a Dio? Oppure a noi?

La questione vanità, poi, è facilmente e doverosamente ampliabile ad altri aspetti della vita per esempio: come spendo i miei soldi? Quanto investo per la cura della mia persona piuttosto che per il Rengo di Dio? Quanto tempo dedico a cose che sono per un tempo piuttosto a quelle che sono per sempre? E molti etc.

Questo articolo può apparire esagerato, sopratutto alle nuove generazioni di credenti, però , se ci guardiamo bene intorno e dentro, mi sembra che, nella realtà, stiamo scivolando sempre più nel tritacarne del peccato e nei compromessi con ciò che piace al mondo. Infatti ci preoccupiamo sempre più di piacere ad esso, piuttosto che a Dio.

La tecnica del nemico, spesso avvantaggiata dalla nostra segreta alleanza con lui, è questa:
abituarci al peccato un poco alla volta, facendocelo passare per normalità. Cosicchè non saremo molto diversi da ieri, ma lo siamo rispetto a 5 anni fa.

Non è forse vero che ci interroghiamo, infatti, sempre più spesso su questioni che, fino a poco tempo fa, non avremmo neanche considerato, ritenendole fuori dalla volontà di Dio?

Eravamo troppo intolleranti ieri oppure stiamo sbagliando oggi? E se cosi è, dove stiamo andando?

La risposta è da ricercare insieme alla propria coscienza però non paragonandosi ad altri, ma davanti la persona di Gesù.
Alla fine, infatti, ognuno risponderà di se.

Noi tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione delle cose fatte nel corpo in base a ciò che ha fatto, sia in bene che in male. 2° Corinzi 5:10


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Lo scopo dei veri seguaci di Cristo è quello di glorificare Dio anche con il proprio corpo, come ulteriore segno di una vita cristiana equilibrata.

Già nell'Antico Testamento, agli israeliti usciti d'Egitto, Dio aveva proibito di praticare incisioni sul corpo e tatuaggi. "Non vi farete incidere nella carne per un morto, né vi farete dei tatuaggi addosso. Io sono il Signore" (Lev:19:28).

Ai sacerdoti ebrei era vietato farsi "incidere nella carne" (Lev:21:5) ed a tutti gli Ebrei veniva altresì ricordato: "Voi siete figli per il Signore vostro Dio; non vi fate incisioni addosso e non vi radete tra gli occhi per un morto" (Deut. 14:1).

Incisioni e Tatuaggi nell'antichità

Gli israeliti venivano dall'Egitto, dove "la pratica di farsi tagli sul volto, sulle braccia e sulle gambe nel periodo del lutto era comune tra i pagani ed era considerato un segno di rispetto per il morto, ma anche una specie di offerta propiziatoria verso le deità che governavano la morte e la tomba" (¹).
Altra pratica diffusa nel paese che li aveva resi schiavi, era quella dei tatuaggi rappresentati con figure, fiori, foglie, stelle o altri disegni su varie parti del corpo. "Erano realizzati con dei ferri infuocati, talvolta con inchiostri e pittura... È probabilmente associato, secondo Levitico 19:29, al costume di adottare tali segni in onore di qualche idolo, così si spiega chiaramente la proibizione.

Altra pratica diffusa nel paese che li aveva resi schiavi, era quella dei tatuaggi rappresentati con figure, fiori, foglie, stelle o altri disegni su varie parti del corpo. "Erano realizzati con dei ferri infuocati, talvolta con inchiostri e pittura… È probabilmente associato, secondo Levitico 19:29, al costume di adottare tali segni in onore di qualche idolo, così si spiega chiaramente la proibizione.

Perciò, venivano saggiamente vietati perché erano segni di apostasia e inoltre erano indelebili" (²).
Il termine tatuaggio deriva dal taitiano "tatu", che significa "segnare qualcosa". I tatuaggi sono stati praticati, nelle diverse civiltà, per scopo differenti: in alcuni casi, soprattutto in estremo oriente, erano legati a riti religiosi o all'appartenenza a un determinato clan per indicare maturità e coraggio, i greci usavano i tatuaggi per comunicare nel mondo dello spionaggio; i romani li usavano per segnare criminali e schiavi. Nella Scrittura i due divieti citati, relativi alla proibizione di deturpare il corpo, erano giustificati perché ritenuti come un'offesa verso il Signore, il Creatore, ed erano considerati come atti di violenza a danno del corpo umano creato da Dio.
Incidersi il corpo era soprattutto una manifestazione violenta del dolore per la perdita dei propri cari, mentre i tatuaggi avevano una funzione di carattere superstizioso e religioso, come dimostrazione di dedizione alla deità. Servivano come segno di riconoscimento di persone devote ad un determinato idolo. Per questa ragione la legge del Signore vietava incisioni e tatuaggi.

Incisioni e tatuaggi nel mondo moderno

Fino ad alcuni anni or sono, le incisioni, e soprattutto i tatuaggi, non erano assolutamente d'uso comune. Non esistevano, come succede invece oggi, specialisti di tatuaggi e "piercing" (uno spillo penetrante nel corpo), che propagandano la propria attività con studi aperti al pubblico.
 
I tatuaggi erano usati unicamente da determinati individui, come per esempio:
  • i marinai provenienti da lontani porti dell'Asia o dell'Africa, che avevano accettato questa "moda" per ostentare la propria forza bruta e l'assoluto disprezzo di ogni regola sociale.
  • Un altro gruppo era costituito da personaggi che avevano avuto a che fare col mondo della malavita e spesso il tatuaggio era stato loro praticato in carcere mentre scontavano qualche pena.
  • Era un segno distintivo di appartenenza ad una determinata cerchia sociale, connessa con la criminalità.
  • A questo proposito, persone di una certa età ricordano bene che si evitavano gli individui con tatuaggi in bella mostra, perché considerati pericolosi.
Chi non ricorda i corsari dei libri di avventura o del cinema che mostravano tatuaggi e segni deturpanti, magari con ferite sul volto, a testimonianza del coraggio e della forza manifestata nel corso di combattimenti ingaggiati da filibustieri e pirati. Con la sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa, in un mondo ormai post-cristiano come l'attuale, i costumi pagani dell'Africa e dell'Asia sono diventati popolari. "Cantanti e complessi musicali come i "Hells Angels" (Angeli dell'inferno) usano i tatuaggi come simbolo del gruppo.
 
La TV ed il cinema usano l'idea del tatuaggio come indicazione di una società particolare. Si fa credere che chi ha tatuata un'immagine, ad esempio, di una tigre si apre allo spirito della ferocia" (³) (sic) e questo costume ha avuto indubbiamente grande successo.
 
Immediatamente, i giovani, veruna sorta di esterofilia sempre più molto diffusa, hanno attuato sui loro corpi tatuaggi e "piercing", imitando quelli visti su cantanti e gruppi musicali stranieri.
 
Questa moda si è diffusa a macchia d'olio; basti pensare che su internet esistono migliaia di siti, che trattano di tatuaggi e "piercing".
 
Passata la moda, si vorrebbe cancellare con la dermo-abrasione i segni indelebili del tatuaggio, ma rimane lo sfregio e la cicatrice. È di questi giorni (anno 2003) la notizia riportata dai giornali che decine di migliaia di persone si sono rivolte a chirurghi estetico sperando di cancellare i tatuaggi, in quanto è stato sperimentato un metodo indolore, che non lascia cicatrice di sorta.

 

La posizione cristiana

Per le implicazioni commesse con i tatuaggi e i "piercing", crediamo che i credenti fedeli all'Evangelo debbano attuare l'insegnamento della Parola di Dio riguardo a queste manifestazioni. È scritto "Non sapete voi che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. Poiché foste comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo." (1 Cor:6:19,20).

Certamente il Signore non apprezza che il Suo tempio sia segnato e sfregiato in questo modo. Dimostrazioni di questo genere, che rivelano credenze pagane in contrasto con la Sacra Scrittura, debbono essere evitate perché lo scopo dei veri seguaci di Cristo è quello di glorificare Dio anche con il proprio corpo, come ulteriore segno di una vita cristiana equilibrata.

Francesco Toppi

Note:
(¹) R. Jameson, A. R. Fausset, D. Brown, A Commentary, Critical, Experimental and Practical of the Old and New Testament, W. Collins, sons & Co. Limited, London, Vol. I, p. 490;
(²) Ibidem;
(³) A brief history of tattoing (testo elettronico).

da: Cristiani Oggi n. 17/2003

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Commenti

Ritratto di alex

Uno su 7 ha meno di 18 anni, prima foto ufficiale fenomeno

Tatuaggi sulla pelle di tredici italiani su cento, sette milioni in tutto e sono soprattutto donne: a contarli e' il primo studio dell'Istituto Superiore di Sanità che tratteggia l'identikit degli amanti dei tattoo. Le donne sono il 13,8%, seguite dall'11,7% degli uomini. Secondo la prima fotografia scattata dall'Istituto Superiore di Sanità sul mondo dei tatuati in Italia il 3,3% ha avuto complicanze o reazioni: dolore, granulomi, ispessimento della pelle, reazioni allergiche, infezioni e pus. Ma il dato appare sottostimato.

Il 17% dei tatuati e' pentito e oltre il 4% si e' gia' sottoposto a trattamenti per cancellare un disegno che non vuole piu' vedere sulla propria pelle. Il 7,2% dei tatuati ha meno di 18 anni, spiega il primo rapporto dell'Istituto Superiore di Sanita' sul fenomeno. Gli uomini preferiscono tatuarsi braccia, spalla e gambe, le donne soprattutto schiena piedi e caviglie. Il 76.1% si è rivolto ad un centro specializzato e il 9,1% ad un centro estetico. Ben il 13,4% lo ha fatto al di fuori dei centri autorizzati

Ansa - settembre 2015

Nella foto una delle tecniche di rimozione (dolorosa almeno quanto la produzione iniziale)

Ritratto di alex

Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà. - Romani 12.2

ΑΩ senza lo Spirito Santo non potremmo rinnovarci quotidianamente sarebbe una guerra fratricida persa in partenza
Ritratto di alex

E' vero!
In effetti queste parole furono rivolte, e lo sono tutt'ora, a uomini e donne che hanno già fatto un passo per il Signore, nascendo a nuova vita.
L'apostolo ci descrive, comunque, un pericolo sempre vivo, sempre più forte.
Quello di "dimenticare" di essere nuovi per essere trascinati, nella carne inconvertibile, trascinati nei  vecchi errori.

In questo caso proprio lo SPirito Santo ne sarebbe "rattristato" (1° Tess. 5.19) ed invece di essere la luce riflessa di nostro Signore non saremmo nulla.

Conformi alla tenebre, gli stessi atteggiamenti, le stesse parole, le stesse ambizioni, le stesse letture, gli stessi peccati, gli stessi mormorii, le stesse lamentele, le stesse preoccupazioni...
Il cristiano così non solo è disinnescato, insieme al vangelo che magari vorrebbe continuare a proclamare, ma è difatto imbalsamato, bloccato, addormentato (Matteo 25).

Per non conformarci (amare dove altri odierebbero, pregare dove altri imprecherebbero, sperare dove altri lascerebbero, porre Dio al primo posto dove altri lo relegano appena sotto (o molto sotto poco importa)... per non conformarci non è sufficiente cambiare religione, ma camminare per lo spirito, anche se qualche parte del cuore deve morire.


GALATI 16
Or io dico: Camminate secondo lo Spirito e non adempirete i desideri della carne, la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito, e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; e queste cose sono opposte l'una all'altra, cosicché voi non fate quel che vorreste.
Ma se siete condotti dallo Spirito, voi non siete sotto la legge.
Ora le opere della carne sono manifeste e sono: adulterio, fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, magia, inimicizie, contese, gelosie, ire, risse, divisioni, sette, invidie, omicidi, ubriachezze, ghiottonerie e cose simili a queste, circa le quali vi prevengo, come vi ho già detto prima, che coloro che fanno tali cose non erediteranno il regno di Dio. Ma il frutto dello Spirito è: amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo. Contro tali cose non vi è legge. Ora quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e le sue concupiscenze.
Se viviamo per lo Spirito, camminiamo altresì per lo Spirito. Non siamo vanagloriosi, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri.

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La chiesa perseguitata

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Il vangelo tra gli stranieri