Osea 5

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Il castigo annunziato 

(Os 6:8-10; Am 5:21-27)

  5:1 «Ascoltate questo, sacerdoti!

State attenti, voi della casa d'Israele!

Porgete l'orecchio, voi della casa del re!

Questo giudizio è contro di voi,

perché siete stati un laccio a Mispa,

e una rete tesa sul Tabor.

  5:2 Con i loro sacrifici rendono più profonde le loro infedeltà,

ma io li castigherò tutti.

  5:3 Io conosco Efraim,

e Israele non mi è ignoto;

poiché ora, o Efraim, tu ti sei prostituito,

e Israele si è contaminato.

  5:4 Le loro azioni non permettono di tornare al loro Dio;

perché lo spirito di prostituzione è in loro,

e non conoscono il SIGNORE.

  5:5 Ma l'orgoglio d'Israele testimonia contro di lui.

Israele ed Efraim cadranno per la loro malvagità;

e anche Giuda cadrà con loro.

  5:6 Andranno con le loro greggi e con le loro mandrie in cerca del SIGNORE,

ma non lo troveranno:

egli si è ritirato da loro.

  5:7 Hanno agito perfidamente contro il SIGNORE;

hanno generato figli bastardi,

ma ora basterà un mese a divorarli con i loro beni.

  5:8 Sonate il corno a Ghibea,

e la tromba a Rama!

Date l'allarme a Bet-Aven!

Ti sono alle spalle, Beniamino!

  5:9 Efraim sarà devastato nel giorno del castigo;

io annunzio fra le tribù d'Israele una cosa certa.

  5:10 I capi di Giuda sono come quelli che spostano i confini;

io riverserò la mia ira su di loro come acqua.

(2R 15:19; 2Cr 28:16, 20-21) Os 13:6-9

  5:11 Efraim è oppresso, schiacciato nel suo diritto,

perché ha seguito le prescrizioni che più gli piacevano;

  5:12 perciò io sono come una tignola per Efraim,

e come un tarlo per la casa di Giuda.

  5:13 Quando Efraim ha visto il suo male e Giuda la sua piaga,

Efraim è andato verso l'Assiria e ha mandato dei messaggeri a un re

perché lo difendesse;

ma questi non potrà guarirvi,

né vi guarirà della vostra piaga.

  5:14 Perché io sarò per Efraim come un leone

e per la casa di Giuda come un leoncello;

io, io strapperò e me ne andrò;

li porterò via, e non vi sarà chi li salvi.

  5:15 Io me n'andrò e tornerò al mio luogo,

finch'essi non si riconoscano colpevoli, e cerchino la mia faccia;

quando saranno nell'angoscia, ricorreranno a me».

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