Il carceriere "bubi"

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Sono Giovanni, detto Bubi, nato nel 1937.
Prima di iniziare la mia testimonianza voglio portarvi alcuni versetti che mi stanno molto a cuore.
I primi si trovano nel capitolo 3, versetti 16 e 17 del Vangelo di Giovanni. "Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il Suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il proprio Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma affinché il mondo sia salvato per mezzo di Lui."

Dunque, chiunque, ripeto, chiunque vuole accettare Gesù è salvato e ha la vita eterna in questo momento!

Quanto è bello questo versetto, quale consolazione ci porta! Gesù non è venuto per giudicare, ma per salvare. C'è forse qualcosa di più bello che accettare la salvezza eterna che Gesù Cristo offre gratuitamente?
Alcuni dicono che Gesù condanna. Questo non è vero. Non è Gesù che condanna, perché Lui salva. Siete voi che condannate voi stessi se non Lo accettate. Ci sono due strade, tu puoi scegliere quella che vuoi.
Se scegli quella con Gesù non sarai condannato, se scegli quella senza Gesù allora scegli anche la tua condanna.

Un altro versetto che mi piace moltissimo si trova nella lettera agli Ebrei, al capitolo 10, versetti 16 e 17. "Questo è il patto che farò con loro dopo quei giorni, dice il Signore. Io metterò le Mie leggi nei loro cuori e le scriverò nelle loro menti."
Poi aggiunge: "E non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità."
Quando Gesù mi salvò, e dopo aver letto "...non mi ricorderò più dei loro peccati...", una grande gioia riempì il mio cuore.
Il Signore non si ricorda più dei miei peccati! Le mie colpe sono annientate! Non esistono più! Se anche tu hai dei peccati o dei pesi sulla tua coscienza, il Signore vuole dimenticare anche questi - se Lo accetti.
Mia moglie ed io (classi 1939 e 1937) eravamo in cerca di pace. Abbiamo cercato e girato in molti luoghi, ma non l'abbiamo trovata. Siamo andati in molti santuari d'Europa e della Terrasanta, non li elencherò perché sono innumerevoli.

 

Per più di 17 anni eravamo alla ricerca della pace e della verità. Nel frattempo "Colui che guarda dal cielo sui figli degli uomini per vedere se c'è qualcuno che ricerca il Signore" (Salmo 14:2), vedeva la sete della nostra anima.
Nel mese di settembre 1983 fui costretto ad essere ricoverato in ospedale per subire un piccolo intervento. La mattina del 22 sentii nell'intimo del mio cuore una voce che mi diceva di chiamare un fratello evangelico che conoscevo solo di vista.

Io ero contrario, perché ero radicato nella mia fede tradizionale. Ma la voce interiore insisteva. Ancora poco convinto, cercai il suo numero telefonico e chiamai quel "fratello".
Gli dissi di portarmi una Bibbia perché volevo conoscere la mia condizione spirituale e quella di mia moglie.

Quando il fratello arrivò, con la Bibbia in mano mi parlò di Gesù e della redenzione che si può avere soltanto per mezzo di Lui, e mi disse che né gli angeli, né la Madonna possono salvare l'anima umana. Io ci rimasi perplesso.

Per circa un'ora leggemmo dei passi biblici sulla salvezza e infine lui pregò per me. Dentro di me sentii un calore e i miei dolori cominciarono a regredire. Questo mi convinse che il Dio mi aveva condotto sulla via giusta.
Quel giorno stesso decisi di accettare Gesù come mio Signore.

 

Mia moglie mi raccontò che, mentre ero all'ospedale, lei aveva avuto un sogno. Vedeva una persona alta, bellissima, vestita di splendenti abiti bianchi, che aveva un grande libro aperto.
Lei capì che doveva leggere il "Libro".
Quando uscii dall'ospedale mia moglie mi vide un giorno leggere la Bibbia. Si ricordò di quel sogno e iniziò anche lei a leggerla. Così si avvicinava sempre di più al Signore.

Lei accettò Gesù come Salvatore il 1° ottobre di quell'anno.
Più tardi iniziammo a frequentare una comunità evangelica. All'inizio, prima di entrare, guardavo a destra e a sinistra per controllare che nessuno ci vedesse.
Avevamo vergogna e paura per le critiche della gente... Tramite la Sua Parola il Signore ci liberò di questo timore.
Non abbiamo più perso un culto. Dopo 6 mesi il Signore ci mostrò che dovevamo ubbidire a uno dei due sacramenti, suggellando la nostra fede col battesimo in acqua.

 

Ora, assieme a mia moglie, serviamo il Signore con grande gioia e vogliamo far sapere a tutti - amici, parenti, e carcerati da me custoditi (perché sono custode delle carceri locali) - che Gesù Cristo è il Salvatore della nostra anima.

Voglio ripetere quanto ho detto all'inizio: se non hai ancora accettato Gesù come unico mediatore tra Dio e l'uomo, fallo ora! Chi sa quando avrai un'altra occasione di scelta?
Entra ora a far parte nel regno di Gesù!.
A Dio ogni lode.
"Ma sia ringraziato Dio che ci fa sempre trionfare in Cristo, e ovunque andiamo si serve di noi per parlare agli altri del Signore e per spandere il profumo del Vangelo" (2 Corinzi 2:14).

Voglio raccontarvi ora della mia vita di agente di custodia.
Avevo appreso il mestiere di lattoniere edile. Poi nel 1970 un caro amico mi offrì un lavoro come portinaio del pretorio e mi chiese anche se ero interessato a supplire un agente di custodia durante la sua assenza.
A dir la verità avevo un pò di timore, ma accettai. Dopo tre anni fui trasferito in qualità d'agente diplomato e responsabile delle carceri pretoriali.

I primi 5-6 anni erano ancora facili, in seguito la criminalità aumentò rapidamente e le celle erano sempre al completo.

 

Il lavoro non era facile, ma mi piaceva: cercavo di recuperare la persona incarcerata e indirizzarla verso una vita onesta.
Ero molto sensibile e cercavo sempre di tranquillizzare questi poveri disperati. Alcuni erano in detenzione per accertamenti.
A volte erano innocenti! C'erano dei detenuti calmi ed educati, e altri violenti, con tentativi di aggressione anche alla mia persona.
Vi era chi demoliva completamente le celle. Sovente facevano pena: piangevano, gridavano, continuavano a chiamarmi; vedevo la sofferenza in queste persone.

Qualcuno cantava... erano i "vecchi clienti". A volte venivano incarcerate delle donne, allora ci pensava mia moglie o delle agenti di gendarmeria.
Durante 15 anni abbiamo abitato nell'appartamento del palazzo pretoriale, subito sopra il piano delle celle. Potete immaginare la "tranquillità"! Abbiamo passato varie notti in bianco.

 

Malgrado ciò devo dire che la maggior parte dei detenuti mi volevano bene e mi rispettavano. Nel giardino del mio appartamento si affacciavano delle finestre di alcune celle.
Vedevo dei detenuti che gridavano dalla disperazione aggrappati a queste finestre. Chiamavano Dio in aiuto o la loro mamma. Cercavano la libertà!

Nel 1983 feci la più grande scoperta della mia vita (era il 22 settembre). Scoprii che Gesù vive, e che voleva personalmente entrare a far parte della mia vita.
Gli diedi accesso, e lui mi tolse tutti i pesi che avevo. Oltre che a perdonare le mie colpe, mi rivelò tutti gli sbagli che avevo fatto nello svolgimento della mia professione.

 

Ma vi dirò, che quando incontravo degli ex detenuti con i quali non ero stato corretto, ho sempre chiesto perdono e anche loro mi hanno perdonato.

Vivendo così vicino a loro ed ascoltando le urla di disperazione, in me crebbe della compassione che mi spinse a portare loro il messaggio dell'evangelo. Quale liberazione!
Così ho iniziato a parlare con i detenuti del perdono di Dio e della sua capacità di aiutare nei momenti difficili. A chi voleva davo una Bibbia nella lingua che desiderava.

Alcuni di loro hanno scoperto chi è Gesù e si sono rivolti a Lui per ricevere perdono, aiuto e salvezza. Più tardi ho incontrato una decina di ex detenuti che hanno accolto il seme e che ora vivono con il Signore. Altri sono poi diventati servitori di Dio.

 

Mi ricordo di un detenuto tossicomane, era molto triste e chiamava Dio in aiuto. Gli consigliai di leggere la parola di Dio, partendo dai Salmi.
Dopo aver letto per un giorno intero mi chiamò, mentre ero in ufficio: "Bubi, Bubi! Vieni!" Corsi verso la cella e lui mi disse: "Ora sì che sono libero!" E io gli risposi: "Hai magari tagliato le sbarre?"
Ma lui mi rispose: "Ma Bubi! Non vedi? Guarda qui cosa c'è scritto!" E puntò il dito sul Salmo 51, poi disse: "Ho letto questo Salmo e ho capito che il Signore mi perdona, anche se sono un povero disgraziato."
Gli risposi: "Che bello! Spero che un giorno ti incontrerò con la Bibbia in mano." Infatti alcuni mesi dopo ebbi la grande sorpresa di incontrarlo in una comunità evangelica.

Gesù ha detto: "C'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte!" (Luca 15).

 

Forse noi riusciamo a capire un Dio che perdona i peccatori che umilmente si rivolgono a lui per ottenere perdono, ma quando Dio va alla ricerca dei peccatori incalliti per perdonar loro le peggiori colpe, allora ci rendiamo conto che questo Dio è mosso da un amore veramente grande!
È questo amore che spinse Gesù a venire sulla terra per cercare ciò che era perduto e salvare chi era condannato.

Vorrei aggiungere che in ogni cella mettevo degli scritti cristiani e dei trattati. Nella biblioteca c'era sempre la Bibbia in diverse lingue. Questo mi ha procurato qualche problema con dei superiori e con qualche collega.

Ma lo facevo perché so, che soltanto Dio può trasformare la vita delle persone. E se nessuno parla di Gesù come faranno a conoscerlo? Ringrazio Dio per la Sua assistenza.

 

Sono consapevole che non è un caso che diventassi guardia carceraria, ma il Signore voleva che lo facessi al fine di portare il Suo perdono ai carcerati. Nel 1993 ho cessato la mia attività per malattia.
Gesù stesso ha detto: "Fui straniero, malato e in prigione, e non mi visitaste" (Matteo 25).
Pregate perché anche nelle carceri entri la Parola trasformatrice di Dio, non solo per i detenuti, ma anche per gli agenti di custodia e l'altro personale, affinché possano conoscere l'amore e il perdono di Dio.

Vi saluto con le parole di Paolo: "Sia ringraziato Dio, che sempre ci fa trionfare in Cristo e che si serve di noi, ovunque andiamo, per spandere dappertutto il profumo della sua conoscenza" (2 Corinzi 2:14).
E poi in Ezechiele 33:11 "Com'è vero che io vivo", dice il Signore, "io non mi compiaccio della morte dell'empio, ma che l'empio si converta dalla sua via e viva. Convertitevi, convertitevi dalle vostre vie malvagie."

Giovanni Selcioni, Mendrisio

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